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Mirra Andreeva convince a Melbourne e chiarisce sul futuro: “Non ho mai pensato di cambiare nazionalità”. Medvedev si rialza e riflette: “Il 2025 è alle spalle, ora sono più calmo”

21/01/2026 22:40 Nessun commento
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images

Con una prestazione di grande maturità, Mirra Andreeva ha conquistato l’accesso al terzo turno dell’Australian Open 2026 superando Maria Sakkari e confermando il momento estremamente positivo vissuto tra Adelaide e Melbourne. Al termine del match, la giovane russa si è presentata in conferenza stampa per una lunga e articolata analisi, parlando non solo del suo tennis e del lavoro svolto in pre-season, ma anche di un tema delicato come quello del cambio di nazionalità, argomento sempre più ricorrente nel circuito femminile.

La vittoria contro Sakkari e la fiducia ritrovata
Andreeva ha spiegato come il successo nel torneo di Adelaide abbia avuto un peso determinante nel suo approccio allo Slam australiano:
“Sento di aver guadagnato molta fiducia ad Adelaide, soprattutto dopo aver vinto il torneo e aver giocato tante partite. Quella vittoria mi ha dato qualcosa in più e ora sto cercando di mantenere la stessa mentalità e lo stesso livello il più a lungo possibile qui a Melbourne”.
Contro Sakkari, partita complessa sia sul piano tecnico che emotivo, la russa ha dovuto resistere anche alla reazione dell’avversaria:
“Sappiamo che Maria è una giocatrice molto aggressiva. Ho cercato di neutralizzare i suoi colpi da fondo, rimanendo solida ma pronta a intervenire quando ne avevo l’occasione. Il piano stava funzionando, poi ho perso un po’ di concentrazione perché lei ha iniziato a giocare meglio. Sono felice di non aver dovuto giocare un terzo set”.

“Una delle migliori sensazioni della mia carriera”
Dal punto di vista delle sensazioni, Andreeva ha ammesso di aver raramente giocato a un livello così alto:
“Ricordo Cincinnati 2024 o il Roland Garros, quando arrivai in semifinale. Oggi ho avuto sensazioni simili. Già dal riscaldamento vedevo che la palla usciva bene dalla racchetta. Credo di aver sbagliato solo due o tre colpi nei primi trenta minuti. È stato probabilmente il miglior warm-up della mia vita”.

Gestire il pubblico e i momenti di difficoltà
Durante il match, la spinta del pubblico verso Sakkari si è fatta sentire, ma Andreeva ha dimostrato grande lucidità:
“Non è stata la mia peggiore esperienza con i tifosi. Quando lei ha vinto tanti punti consecutivi, il rumore è aumentato molto e lì ho pensato che avrei potuto perdere concentrazione. Sono umana anche io. Ma sono contenta di come ho gestito quel momento, non mi sono mai frustrata”.

Il tema della nazionalità: “Non ci ho mai pensato”
Inevitabile la domanda su un possibile cambio di nazionalità, dopo le recenti scelte di diverse giocatrici russe:
“Non ci ho mai pensato. Ho visto quello che è successo con Kasatkina e altre giocatrici, ma io continuerò così. Non ho ricevuto offerte né nulla di simile. Per me non è una pressione extra: penso solo a migliorare come tennista”.

Il lavoro con Conchita Martínez
Fondamentale nella crescita della giovane russa è il rapporto con Conchita Martínez:
“Abbiamo lavorato molto bene, soprattutto in pre-season. Ora sto iniziando a vedere i risultati. Non ho più paura di usare certi colpi o determinate soluzioni tattiche durante i match. Prima sarei andata in panico in situazioni come quella di oggi, dopo aver perso tanti punti di fila. Lei mi aiuta tantissimo in questo”.
Andreeva ha poi spiegato come il suo gioco sia cambiato negli ultimi anni: “Prima ero più difensiva. Da quando lavoro con Conchita mi preparo per prendere l’iniziativa. Lei sapeva che potevo farlo, ora lo so anch’io. Quando mi irrigidisco tendo a tornare alle vecchie abitudini, ma ora cerco di stare più vicino alla linea di fondo”.

Medvedev si rialza e riflette: “Il 2025 è alle spalle, ora sono più calmo”
Nel frattempo, anche Daniil Medvedev ha lasciato segnali importanti a Melbourne. Il russo ha superato Quentin Halys dopo una partita in salita, ritrovando quella capacità di reagire che nel 2025 spesso era mancata.
“Non è stata la mia miglior partita, ma una vittoria è una vittoria. Il punto chiave è che sono riuscito a darle la volta, cosa che l’anno scorso non mi riusciva quasi mai”, ha spiegato Daniil.
Sotto di un set e di un break, Medvedev ha scelto un approccio pragmatico:
“Mi sono detto: uno a zero per lui, non possiamo cambiarlo. Pensiamo solo a come vincere il match da questo momento in poi”.

Il clima nel circuito e le differenze col passato Curiosa la riflessione sul clima nello spogliatoio ATP:
“I miei allenatori mi raccontano che vent’anni fa l’ambiente era tossico. Oggi è molto più amichevole. Vedi Alcaraz e Sinner che viaggiano insieme. Questo ti fa vivere meglio il tennis e anche la vita nel circuito”.

Nessun cambio di nazionalità
Anche su questo tema Medvedev è stato netto:
“Rispetto tutte le decisioni, ma io non ci ho mai pensato. Il luogo in cui nasci significa qualcosa per me. La politica è un’altra cosa”.

Il dibattito su palle e superfici
Infine, il russo ha affrontato l’annosa questione delle condizioni di gioco:
“Sento che le superfici stanno diventando un po’ più rapide e che le palle stanno migliorando. Forse andrebbe rivista la regola del cambio palle, perché oggi il tennis è completamente diverso rispetto a 20 o 30 anni fa”.


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