One Point Slam: lo vedremo anche negli altri Major?
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Divertente nella novità, ma sarà ripetibile/replicabile generando lo stesso interesse? Stiamo parlando ovviamente del “Million Dollar One Point Slam”, happening principale della opening week dell’Australian Open andato in scena stamattina sulla Rod Laver Arena con questo formato geniale di un torneo da 48 giocatori che vanno dal n.1 del mondo al semplice appassionato con “match” di un solo punto. Tutto e subito, tutto o niente…Clamorosamente non ha vinto Alcaraz, Sinner o Swiatek, ma un giocatore amatoriale, tale Jordan Smith, amico personale del Pro Jordan Thompson. “Mi comprerò una casa con quest’assegno”, ha affermato l’incredulo Smith, capace di “battere” pure il nostro Jannik grazie ad uno sciagurato doppio fallo del nostro campione, che ha affermato candidamente di temere la possibilità di giocarselo al servizio. Quel sorriso beffardo prima di alzare la palla non è affatto farina del suo sacco, …e infatti una battuta davvero fuori dai suoi standard è finita a mezza rete, tra lo stupore generale, chiudendo così la sua avventura in questo bizzarro torneo. La sensazione è che Jannik non vedesse l’ora che finisse… e che i big alla fine forse hanno dato spazio alle seconde linee, eccetto il buon Pedro Martinez che, arrivato in semifinale come unico Pro maschile, ha sbagliato malamente un rovescio incazzandosi per davvero (beh, un milione di dollari aussie sarebbero stati un bel malloppo anche per lui…). Sipario e tutti felici, con il buon Smith eroe per un giorno. Calza pure bene ricordando l’anniversario della morte del mitico David Bowie, giusto 10 anni fa.
Andando a scrutare i commenti dei principali opinionisti durante e dopo l’evento, e anche i social che ormai, che piaccia o no, sono un discreto specchio del sentimento generale, la prima edizione del One Point Slam è stata un vero successo. Seguitissimo da tutti, anche dai giocatori che non hanno partecipato, come Taylor Frtiz che ha fatto mea culpa per non averne preso parte… Di sicuro ha pesato in positivo l’effetto novità: Craig Tiley e il suo staff hanno creato un vero evento, organizzato bene e snello, con tantissime star a presenziare il vernissage e con la giusta attitudine. Pure il mattacchione Kyrgios non ha esagerato, uscendo di scena con la racchetta spaccata dopo l’errore ma con bonomia, e poi tutti gli altri, con sorrisi e risate (almeno di facciata). Bello poi vedere l’atmosfera dei campioni radunati a bordo campo, parlottare tra loro scherzare e divertirsi, un po’ come accade in Laver Cup e piace molto al pubblico che così può vedere le star in un contesto diverso, leggero e rilassato, esternando la propria personalità senza lo stress della partita. Simpatico vedere Sinner, Cobolli e Paolini (gli italiani che hanno partecipato) a fare capannello e scherzare, come lo sguardo un po’ perso di Zverev dopo esser stato eliminato e rincuorato da Sakkari e Osaka. Nessuno tuttavia come Marat Safin per sguardi, presenza e carisma, tanto da affermare al microfono “Chi vorrei affrontare? Rublev ovviamente…”, ossia il suo assistito. Beh.
The world number two beaten by a local amateur! 👏
Jordan Smith’s upset is what the 1 Point slam can provide, driven by @kiaaustralia pic.twitter.com/g7PHNf3G4G
— #AusOpen (@AustralianOpen) January 14, 2026
Il campo oggettivamente ha sorpreso, anche per l’effetto novità. Nessuno dei super-big è entrato di “mannaia” giocando a tutta. Lo spirito dell’evento imponeva moderazione, anche nelle velocità di palla, tanto che Alcaraz invece di tirare i suoi “missili” ha cercato malamente la smorzata, e mal gliene incolse… Mentre Sinner ha giocato contro Carreno un punto “quasi vero”, e poi collassare al servizio. Swiatek ha spinto abbastanza forte, finendo poi per sbagliare per prima, e Medvedev invece ha regalato probabilmente lo scambio più divertente, mettendo in mostra la sua mano d’oro e quel disincanto tutto russo che lo rende sempre affascinante. Sarebbe stato logico che via via gli amatori e tennisti al di fuori dei 100 sarebbero stati eliminati, invece per assurdo il non sapere come affrontare il tutto ha finito per penalizzare i big, insieme ad un approccio alla gara giustamente morbido rispetto alle loro possibilità. L’happening c’è stato, la bella storia pure. Hanno vinto tutti, a partire dagli organizzatori che hanno creato una novità attraente e interessante. Ma sarà replicabile? Gli altri Slam lo adotteranno o cercheranno di inventarsi una cosa simile ma diversa? È una bella domanda.
Sicuramente la novità, con tantissimi campioni tutti insieme, è stata la carta vincente. Resta da vedere che ne potrebbe essere di questo evento in uno suo secondo atto, con i big consapevoli delle insidie del formato e magari con poca voglia di perdere, ancor più contro uno sconosciuto. La sensazione è che il divertimento generale spingerà gli Australian Open 2027 a riproporlo, magari con qualche aggiustamento o anche solo per continuare sulla novità. Gli altri Slam ci proveranno? Potrebbe accadere, magari non copiando in tutto e per tutto la formula, per provare a distinguersi e a loro volta creare un piccolo caso. Tuttavia moltissimo dipenderà da chi prenderà parte e come vi prenderà parte. Un film già visto non provoca mai la stessa emozione, per quanto possa essere bello.
Una cosa è certa: l’Australian Open resta fucina di novità e la opening week, che trasforma la settimana dedita alle qualificazioni in qualcosa molto più succulento per gli spettatori (vedi gli incontri di esibizione dei big), potrebbe presto diventare realtà anche Parigi, Londra e New York. Del resto, non solo nel tennis si va sempre più verso il concetto di agonismo e massimo livello abbinato al puro entertainment. I puristi – giustamente – storcono il naso, ma il mondo corre, il business chiama, e se i valori sportivi non vengono stravolti alla fine una novità come il One Point Slam non è detto che sia necessariamente un male.
Marco Mazzoni
TAG: Australian Open 2026, Craig Tiley, Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Million Dollar One Point Slam, One Point Slam

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X quanto mi riguarda farei questa esibizione su un punto il sabato precedente all’ inizio dello SLAM, in modo che tutti i migliori possano essere presenti in loco.
Messaggio diseducativo da Win for life.
Lo sport è un’altra cosa, sacrificio, impegno, stare insieme, nel tennis si è visto tante volte “dare il punto” all’avversario, proprio della sportività è il tennis.
Quindi è la cultura di farcela con una botta di cu** ,il contrario che si insegna ai bambini che vogliono diventare Nadal, Sinner o Alcaraz, i loro miti lo sono diventati non con le slot machine.
Inoltre non c’entra nulla con il tennis, è un modo per far farlo vedere ai casual o fare un po’ di soldi con la novità da Pro Loco.
Dovrebbero farlo in tutti i tornei importanti.
Penso che tanta gente pagherebbe volentieri il biglietto anche solo X vedere tanti campioni da breve distanza tutti insieme, in modo da scattare loro foto.
Quando mai ti capita di poter vedere Alcaraz, Sinner, Zverev, Medvedev, Swiatek, Gauff ed altri dal vivo?
Spero tanto di NO
Ma non potevano fare direttamente un’orgia per gli spettatori?
Una pagliacciata
Abbastanza evidente la volontà di Jannik con un errore (su un servizio tirato pianissimo) che non farebbe neppure un giocatore da circolo.
Contro un altro professionista avrebbe fatto un kick sul rovescio, tranquillamente.
Ma anche Carlos ha volontariamente sbagliato la smorzata, con un “orrore” di misura di quasi 3 METRI.
Un campione con il suo tocco, su una risposta molle a centrocampo, non avrebbe sbagliato neppure di 30 cm.
Hanno partecipato, controvoglia, soltanto per obblighi contrattuali.
Tra l’altro Jannik aveva maglietta e pantaloncini senza logo di Nike (o almeno io non l’ho visto) che invece era ben evidente sul cappellino.
Se il top player non lascia vincere l’amateur è un assetato di denaro, ma se lo lascia vincere ci si chiede perché proprio quello e non un altro qualsiasi dei milioni che seguono il tennis… In questo senso le lotterie sono più oneste… ma in generale, il messaggio che si dà è deleterio e antieducativo. Potevano trovare un modo per fare dello spettacolo garantendo al tempo stesso che i soldi fossero impiegati per cause migliori
È un’esibizione carina, ma assolutamente insignificante. Se lo vogliono organizzare di nuovo bravi, altrimenti ce ne faremo una regione
Da provare anche da noi nei Circoli,il problema è metter su un tabellone minimo da 16 con almeno il I premio da 160€!