Australian Open 2026 ATP, Copertina

Djokovic e la sfida al tempo: dubbi fisici alla vigilia dell’Australian Open 2026

14/01/2026 11:04 5 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images

Rendere al massimo livello a 38 anni è quasi un’utopia, ma Novak Djokovic continua a sfidare il tempo con orgoglio e determinazione. Le aspettative intorno al campione serbo per questo Australian Open 2026 sono altissime, anche se il suo arrivo a Melbourne non è stato dei più lineari: nelle prime sedute di allenamento sono infatti emersi alcuni problemi fisici che hanno subito acceso i riflettori sulle sue condizioni.

Il talento tennistico di Djokovic resta intatto, pronto a brillare non appena corpo e sensazioni lo permetteranno. Il serbo sa bene di dover gestire con attenzione le energie, soprattutto nelle prime fasi del torneo, per arrivare al massimo della forma nei potenziali scontri con i migliori del circuito. Dopo una stagione passata senza riuscire a esprimersi pienamente negli Slam – nonostante le quattro semifinali raggiunte – l’Australian Open rappresenta per lui una nuova, preziosa occasione di riscatto.

Allenamenti a ritmo ridotto e segnali di affaticamento
A destare qualche preoccupazione è stata innanzitutto la rinuncia dell’ultimo minuto al torneo di Adelaide, seguita da allenamenti non del tutto rassicuranti a Melbourne. Martedì Djokovic ha scambiato qualche colpo con Jiri Lehecka, mostrando segnali di eccessiva stanchezza e difficoltà nel recupero del fiato dopo gli scambi più lunghi. Se inizialmente questi indizi non erano stati presi troppo sul serio, la giornata di mercoledì ha invece lasciato più di un dubbio.
Il serbo ha sostenuto una sessione di allenamento alla Rod Laver Arena con Daniil Medvedev, ma a un’intensità decisamente bassa, lontana dal ritmo che molti rivali stanno già imponendo in vista dell’esordio. Mentre giocatori come Jannik Sinner disputano veri e propri set di prova ad alta intensità, Djokovic si è limitato a palleggi blandi, evitando qualsiasi sforzo che potesse avvicinarsi ai carichi da competizione, con l’obiettivo evidente di preservare il fisico.
Il set di allenamento con Medvedev, perso 7-5, è stato ben lontano dagli standard agonistici abituali. Ma il momento più delicato è arrivato nel pomeriggio, quando Djokovic è tornato in campo per una breve sessione serale sul campo 10: appena 12 minuti di lavoro prima di doversi fermare, costretto all’intervento del fisioterapista per forti dolori al collo, che gli hanno impedito persino di servire con continuità.

Allarme tra i tifosi, ma fiducia nella gestione
Questi segnali hanno inevitabilmente fatto scattare l’allarme tra i tifosi del serbo, che temono di vedere compromessa la sua avventura all’Australian Open 2026 ancor prima dell’inizio. La sensazione, però, è che Djokovic stia cercando di gestire con estrema cautela una fase fisica delicata, consapevole che la chiave per competere ad alti livelli nei tornei dello Slam passa ormai da una preparazione mirata e da un’attenta amministrazione delle energie.

Nei prossimi giorni sarà fondamentale monitorare l’evoluzione delle sue condizioni. Solo allora si capirà se il campione serbo potrà davvero sfidare ancora una volta il tempo e i limiti del corpo, oppure se l’edizione 2026 dell’Australian Open si trasformerà in una nuova, dura prova di resistenza per uno dei più grandi di sempre.


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5 commenti

GodSaveGenie (Guest) 14-01-2026 12:17

Vedo che è già cominciato il teatro..quest’anno addirittura prima dell’inizio del torneo!
Del resto, Noluccio sa benissimo che, qualche fuoriuscita dal copione, dopo tanti anni in cui viene messa sul palco la medesima sceneggiata, può essere cosa gradita al pubblico (perlomeno ai suoi veneranti)..mi aspetto qualche colpo di scena anche sulla tipologia di infortunio/i che vedremo in campo!

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JOA20 (Guest) 14-01-2026 12:16

Diciamo che non ci credo finché non lo vedo, Nole è famoso per le sue resurrezioni in campo. Anche l’anno scorso non sembrava messo bene dopo aver ceduto un set a Basavareddy e Faria poi ha rifilato un 3-0 secco a Machac e Lehecka prima di buttare fuori Alcaraz in 4 set e ritirarsi conto Zverev per infortunio.

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La bocca della verità (Guest) 14-01-2026 11:57

Scritto da Calvin
Premmesso che tifo per Nole (nei limiti ovviamente) e mi auguro che possa regalarsi ancora qualche bella soddisfazione, ma mi auguro anche che non si trascini per un anno e mezzo se non ce la fa come hanno fatto gli altri due big.

A differenza di Federer e Nadal, che hanno segnato un’epoca non solo per i risultati ma anche per un tennis esteticamente affascinante e per un carisma naturale capace di andare oltre il campo, Djokovic ha costruito la propria grandezza quasi esclusivamente sulla competitività. La sua presenza nel Tour ha sempre avuto senso perché legata alla vittoria e a un’ossessione per i record fine a se stessa . Se dovesse smettere di essere competitivo, verrebbe meno il fulcro stesso della sua figura sportiva: senza la tensione della lotta al vertice, il suo tennis perderebbe gran parte del significato che lo rende centrale nel circuito. È indicativo il fatto che l’ indice di popolarità di Nole, da sempre stimato in meno della metà rispetto a quello di Federer e Nadal, sia adesso già stato superato da quello delle due nuove rockstar del circuito

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-1: Michibe71
Taxi Driver 14-01-2026 11:52

Sta facendo la mesta fine degli altri due capoccioni.
Avesse chiuso alle Olimpiadi sarebbe stato perfetto….
Ji rimane solo da fare makumbe ai due fenomeni ormai x sperare

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-1: Michibe71
Calvin (Guest) 14-01-2026 11:29

Premmesso che tifo per Nole (nei limiti ovviamente) e mi auguro che possa regalarsi ancora qualche bella soddisfazione, ma mi auguro anche che non si trascini per un anno e mezzo se non ce la fa come hanno fatto gli altri due big.

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+1: Taxi Driver, MarcoP