
Medvedev dice addio a Gilles Cervara: si chiude un’era dopo otto anni


Niente è per sempre, nemmeno ciò che funziona. Lo sa bene Daniil Medvedev, protagonista di un 2025 disastroso in cui è riuscito a vincere appena un match negli Slam. Un bilancio che ha costretto il russo a prendere la decisione più dolorosa: separarsi da Gilles Cervara, l’allenatore che lo ha accompagnato per otto anni portandolo all’élite del tennis mondiale.
Cervara è stato molto più di un coach per Medvedev: è stato l’uomo che lo ha guidato fino al trionfo in un torneo del Grande Slam, che lo ha spinto fino al numero uno del ranking ATP e che ha saputo modellare la sua crescita tecnica e mentale. Insieme hanno costruito un percorso che sembrava destinato a durare ancora, ma la crisi di risultati degli ultimi mesi ha cambiato le carte in tavola.
Il francese, con grande eleganza, ha salutato il progetto attraverso un messaggio diffuso sui social, ringraziando Medvedev e sottolineando quanto questa avventura resterà sempre nel suo cuore. Otto anni di vittorie, sconfitte, sacrifici e gloria che rimarranno scolpiti nella memoria di entrambi.
Ora il futuro del russo resta avvolto nell’incertezza. Medvedev dovrà reinventarsi, trovare nuove energie e magari un nuovo volto al suo fianco per tentare di rilanciare una carriera che, appena due stagioni fa, sembrava ancora lanciata verso traguardi storici. Chi lo guiderà nel prossimo capitolo non è ancora chiaro.
Quel che è certo è che si chiude un’era. E chissà che un giorno i cammini di Medvedev e Cervara non possano tornare a incrociarsi.
Cervara ha affidato ai social il suo saluto, con parole che testimoniano il legame profondo costruito in questi anni:
“La nostra fantastica avventura di otto stagioni insieme arriva al termine. Come un simbolico segno della vita, è dopo questo US Open che chiudiamo la nostra collaborazione.
Sono grato e felice per tutte le grandi cose e le meravigliose esperienze che abbiamo vissuto insieme in campo durante questi otto anni. Rimarranno per sempre nella mia memoria.
Ti ringrazio per la fiducia che hai riposto in me. Ho dato TUTTO, ogni secondo, per i nostri obiettivi comuni. Ho amato allenarti, supportarti (anche nei momenti difficili) e trovare soluzioni con te e il team per aiutarti a rendere al meglio.
Porterò con me la tua magia anticonvenzionale come giocatore, che è la tua forza. Tornerà, ne sono sicuro.
Ti auguro tutto il successo a cui aspiri come tennista e una vita felice come uomo.
La strada continua, il lavoro e la performance chiamano entrambi… e auguro successo a tutti e due.
A presto, Daniil”.
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Sembravano inseparabili e Cervara doveva avere una pazienza infinita. Se lo ha voluto lui, significa che non riusciva più a comunicare. Se lo ha voluto Daniil, ha fatto un errore incalcolabile e temo se ne pentirà. Spero si dia un’altra occasione e non decida di finire così la sua carriera.
@ Alberto Rossi (#4471969)
E che siamo all’asilo scusa,se anche fosse vero quello che dici tu, se senti male, dici al tuo coach che ti fermi perché la tua salute prima di tutto.Poi si ricomincia con uno che ti sta dando più benefici che negatività.
Forse ha aspettato troppo?
@ il capitano (#4471905)
Ma in questo caso il dentista, come capita, ha sbagliato dente…temo abbia levato il dente sano, lasciando quello dolorante…
Vi do una notizia: se mi impedirete di commentare,se non con obbligo di registrazione,sapete che farò? Non commentero’ piu,con mio gran gaudio e con vostro enorme dispiacere pur se non lo ammettere mai pubblicamente.
Dare addio ad un coach storico senza avere un progetto dietro dà spesso come risultato prestazioni ancora peggiori.
I problemi di Medvedev è che ormai è conosciuto nel circuito, non ha più la freschezza atletica di un tempo per fare il tergicristallo e purtroppo il suo stile così peculiare in assenza di ciò è ora un handicap sul veloce.
Per me può dire ancora la sua su campi lenti senza stravolgere il suo tennis ma migliorando a rete.
Non penso che Medvedev abbia attribuito colpe a Cervara.
piuttosto, dopo 8 anni, si crea una routine e un modo di gestire il quotidiano in cui è difficile apportare novità e cambiamenti.
Reputo, oltre che del tutto previsto, necessario questo cambiamento.
Se vuole provare a tornare vincente, deve cambiare tanto, anche nel gioco.
@ Sono io (#4471952)
A me è venuto un dubbio. Ieri ho sentito Furlan su supertennis criticare Cobolli perché si era ritirato, quando, secondo lui, era ancora in condizione di giocare (e magari farsi male davvero, aggiungo io).. ricordo che la Paolini a Dubai si prese una brutta storta alla caviglia, ma continuò a giocare dolorante e piangente, quando chiunque si sarebbe ritirato.. non sarà mica stato Furlan, che poche settimane dopo veniva cacciato, a convincerla a restare in campo con il rischio di compromettere tutta la stagione?
Deve cambiare la testa non l’allenatore
La colpa è sempre del coach,ma fatemi il piacere…..Allora la Paolini che ha fatto quello che ha fatto con Furlan e poi, inspiegabilmente a mio modo di vedere, lo ha lasciato? Che ne dite,aveva qualche colpa il coach? Ma va là…..
Normale. La colpa è sempre degli altri…
Non credo serva lo psicanalista
Tutto ciò quando lo scalpiccio dei buoi che stavano lasciando il recinto è solo un lontano ricordo. Francamente Danilo caro, ti facevo più scaltro e intelligente.
Dopodiché, però, si salta il pasto ugualmente…
Dunque: Berrettini lascia Santopadre allenatore da sempre…successo relativo e discesa. Sonego lascia Gipo Arbino e centra certo un quarto slam ma come canto del cigno e vince comunque molto meno di prima ed è meno aggressivo con imborghesimento certo. Per non parlare di Cecchinato con Vagnozzi e di Bolelli con il polemico antifederale Pistolesi! Insomma raramente lasciare il coach storico che ha portato al best ranking è fruttuoso. E’ più la mossa della disperazione se il tennista affonda spesso per sua responsabilità! Inizialmente ci sono successi tattici con colpo di coda ma alla lunga il ranking piange! Fognini è una eccezione (soprattutto in era Perlas) ma magari Caperchi lo portava a far meglio negli slam (buco importante di carriera in singolare) e comunque lo ha lasciato quando era giovane e non a 29 anni! La vera eccezione da lasciata in tempo è il n 1 al mondo ma non ha lasciato il coach storico per un allenatorino ma per Guru del tennis con team su misura!
La nave affonda…chi può cerca di salvarsi
Ultima spiaggia per Daniil Medvedev, vedremo sicuramente il prossimo allenatore non farà miracoli, ma considero giusto provare ha cambiare farà sicuramente bene a entrambi
Supportarti o “sopportarti”? Per me è Cervara che ha detto addio a Medveded e, nel caso, come si potrebbe criticarlo?
Daniil in cerca di nuovi stimoli tecnici?? Direi che è un po’ la sua ultima sponda per ritornare ad alti livelli, ma saprà cogliere l’occasione o finirà come le collaborazioni di Tsitsipas e Zverev?????
È verissimo.
Soggetto e complemento nel titolo vanno invertiti. È Cervara ad aver scaricato Medvedev, ovviamente.
Scelta saggia, via il dente via il dolore.
Forse si affiderà ad uno psicanalista…
Danilo ora sarà libero di stupire.