Masters Cup - Atto Finale ATP, Copertina

Hawk eye: il tennis a 360 gradi (Speciale Londra-Vista dal vivo)

15/11/2013 11:55 2 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.2 del mondo
Novak Djokovic classe 1987, n.2 del mondo

L’evento delle Atp world tour finals, disputatosi nell’O2 Arena, situata a due passi dalla stazione metropolitana di North Greenwich e facilmente raggiungibile seguendo la Jubilee Line o tramite la Emirates Air line, è sicuramente uno di quei tornei che tutti gli appassionati di tennis si aspettano di vedere un giorno.

Non avrà sicuramente il fascino di un torneo dello Slam (Wimbledon, per citarne uno) ma resta comunque il torneo a cui partecipano gli 8 tennisti che hanno ottenuto i migliori risultati nell’anno sia in singolo che in doppio.

Tra i partecipanti, nonostante si fosse qualificato, spiccava la mancanza di Andy Murray (esaltato in ogni partita dal pubblico inglese quando l’Atp proponeva il video introduttivo con la sua vittoria a Wimbledon) che avrebbe potuto formare un girone di ferro con Nadal o Djokovic e Del Potro e Federer. Nonostante questo non è sicuramente mancato lo spettacolo nel torneo londinese, con la vittoria finale di Djokovic su Nadal. La finale, in cui di certo Nadal è apparso non in perfetta forma e troppo falloso, è stata decisa dalle due false partenze di Rafa che ha regalato un break nel primo set e si è salvato nel 4 gioco, annullando due palle break, quando aveva messo nel game 2 doppi falli di fila. Partenza simile nel secondo set, con Rafa che, nonostante fosse sostenuto da quasi tutto il pubblico, subiva il break sull 1-1 e poi non riusciva a togliere il servizio a Nole sul 5-4, nonostante un paio di punti spettacolari simili a quelli ottenuti sul 5-3 del primo set. Rafa, dopo la premiazione, visibilmente deluso non ha neanche firmato autografi (anche se li aveva firmati sempre nei giorni precedenti) mentre Djokovic, al contrario, si è fermato, anche perché nei giorni precedenti era apparso piuttosto scontroso nei confronti del pubblico(aveva firmato si e no una decina di autografi), probabilmente perché tra i tanti giocatori nel torneo era il meno tifato.

Tra questo dualismo si inserisce alla perfezione la coppia svizzera formata da Roger Federer e Stanislas Wawrinka che ha raggiunto le semifinali del torneo. I due, sostenuti da un gruppo di 20 tifosi svizzeri appartenenti al fan club di Roger con cori del tipo: Let’s go Stan, Let’s go…(stessa cosa con Roger) o intonando un Super Stan, Super Stan alternato con il suono di un campanello ispiravano simpatia al pubblico che con i vari Come on e Allez, si univa a loro tifando contro Djokovic e contro Nadal. Sicuramente la partita più bella del torneo è stata quella tra il futuro vincitore del torneo e Wawrinka che pur giocando ad un livello elevatissimo non poteva niente contro il numero 2 del ranking mondiale. Quasi tutti gli scambi duravano più di 10-15 colpi con Wawrinka che provava a chiudere il punto, soprattutto con il suo rovescio fantastico, senza risultato. Djokovic infatti nonostante abbia chiuso il match forse con 3 o 4 vincenti (nel primo set era a secco) riusciva a portare a casa la pratica con un risultato, 63 63, che toglie molto merito a Wawrinka, autore di una partita di rara bellezza e in cui forse gli è mancato il servizio, fondamentale che invece era stato presente nei match di girone (Wawrinka ha messo a segno un servizio vincente contro Ferrer a 140 mph che è stato il servizio più veloce visto nel torneo, sia di singolo che di doppio) e che aveva portato Stan a qualificarsi.

L’altra semifinale, invece, nonostante prevedesse lo scontro tra due dei migliori giocatori della storia del tennis moderno, Nadal e Federer, è stata abbastanza deludente, con Rafa che ha controllato il match sin dal primo gioco e complici gli innumerevoli errori di Roger è riuscito a portare a casa il match in due set. Per quanto riguarda gli altri protagonisti, non ci si poteva aspettare di più da Gasquet (vincitore di un set contro Del Potro e Djokovic), delusione invece per Berdych (nonostante un ottimo match con Nadal, in cui si è visto come nel caso in cui serva solo prime, possa vincere con chiunque), per David Ferrer arrivato troppo stanco a questo evento e per Juan Martin Del Potro che dopo la vittoria a fatica contro Gasquet, una buona partita contro Djokovic dal 2-2 del secondo set ha peccato nel momento decisivo, contro Federer, dopo essere stato avanti 64 31, nonostante un’ottima prestazione, al punto che possiamo definire questa come una delle migliori partite del torneo.

Spesso il doppio viene poco considerato dagli appassionati, lo si è visto anche nell’O2 Arena quando anche per la finale lo stadio era occupato per poco più di metà, ma le emozioni regalate dai doppisti sono spesso più importanti di quelle regalate dai singolaristi.

Impossibile non citare il momento finale, durante la premiazione, quando sia Verdasco (per l’emozione) che Marrero sono scoppiati in lacrime. Marrero infatti, nonostante un inglese non eccelso e anche in questo aiutato da Verdasco, ha voluto dedicare la vittoria a suo nonno, morto nello stesso giorno due anni prima. Emozionato fin troppo al punto, da uscire velocemente dal campo firmando pochi autografi, al contrario di Fernando, sempre vicino ai suoi fan.

Verdasco e Marrero, sono riusciti a conquistare questo prestigioso titolo (erano numero 6 del ranking, quindi non i favoriti) sfruttando un’ottima intesa e un ottimo gioco da fondocampo, caratteristica principale dei due tennisti spagnoli battendo in finale i plurititolati Bryan, autori di prestazioni non eccellenti nel corso del torneo. I Bryan infatti, sono riusciti a conquistare il secondo set, salvandosi nei primi 4 game di servizio da 15-30, solo al tie break complice una volèe spostata dalla rete sulla linea e imprendibile per gli spagnoli. Poi al super-tiebreak, una grande risposta di Marrero portava il minibreak e la vittoria. I Bryan sono stati bravi ad arrivare in finale,salvandosi da situazioni difficili, come quella nel girone contro la coppia Qureshi(sicuramente il miglior doppista in azione nel torneo, soprattutto per il suo gioco di volo)/Rojer. Ma i due, complice una brutta prestazione dell’olandese (salito di livello soltanto negli ultimi 8 punti e colpito per sbaglio con un dritto da Qureshi nel match contro Dodig e Melo), non sono riusciti a imporsi sugli americani. I Bryan inoltre, dopo essere approdati in semifinale grazie ad un’altra vittoria di carattere contro gli ottimi polacchi Fyrstenberg e Matkovski, sono riusciti ad addrizzare il match contro Peya e Soares grazie a una percentuale di prime pazzesca nel super tie-break.

Non possono essere non citati, Dodig e Melo, vincitori di tutte le partite del girone e poi sconfitti in semifinale contro la coppia spagnola, mancando anche un paio di set point nel primo set.



Daniele Sforza


TAG: , , , , , , , ,

2 commenti

Pato 16-11-2013 08:24

Grande DAN! Dovevano premiarti insieme a Nadal e Djokovic 😛 :mrgreen:

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
verygabry 15-11-2013 14:52

Che fortuna esser stato lì… bell’articolo…

1
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!