Djokovic, nervi tesi a Wimbledon: Roddick teme il peggio dopo il warning per la pallata
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Novak Djokovic è ancora una volta ai quarti di finale di Wimbledon, dopo aver superato Roman Safiullin, ma il suo match non ha fatto parlare soltanto per il risultato. Durante l’incontro, infatti, il serbo ha vissuto momenti di forte frustrazione per il proprio livello di gioco, arrivando a ricevere un warning dopo aver colpito con rabbia una pallina verso la barriera pubblicitaria.
Un episodio che non ha avuto conseguenze gravi, perché la pallina non ha colpito nessuno, ma che ha inevitabilmente riportato alla memoria quanto accaduto allo US Open 2020, quando Djokovic fu squalificato nel match contro Pablo Carreño Busta dopo aver colpito involontariamente una giudice di linea con una pallina nata da un gesto di nervosismo.
A sollevare il tema è stato Andy Roddick, che nel suo podcast Served ha ammesso di aver rivissuto per un momento quella situazione.
“Novak era un po’ nervoso. Nel terzo set è diventato aggressivo. Lui stesso, nella conferenza stampa dopo la partita, ha detto che probabilmente aveva superato il limite”, ha spiegato l’ex numero 1 del mondo.
Roddick ha poi ricostruito l’episodio: “Ha subito il break e ha colpito la palla dall’altra parte del campo, fino alla barriera. Non c’erano raccattapalle vicini. È andata ancora una volta verso la barriera e mi ha ricordato quello US Open, quando lanciò una pallina contro la recinzione”.
Il gesto, questa volta, non ha provocato danni, ma secondo Roddick il rischio potenziale non poteva essere ignorato. Anche se la pallina non era indirizzata verso qualcuno, l’ex campione americano ha confessato di aver pensato per un istante che potesse succedere qualcosa di grave.
“Forse avevamo un’angolazione strana dal nostro studio, ma è passata a circa sessanta centimetri. E lì ci sono anche i cameraman a bordo campo. Per un momento ho pensato: ‘È partita dalla sua racchetta’, e poi: ‘Oh, mio Dio’”, ha raccontato Roddick.
Il riferimento è chiaro: in certe situazioni basta pochissimo perché un gesto di frustrazione, anche non diretto contro qualcuno, possa trasformarsi in un caso disciplinare molto serio. Questa volta Djokovic se l’è cavata con un warning, ma l’episodio ha riacceso il dibattito sulla gestione emotiva del serbo nei momenti di difficoltà.
Roddick, però, ha anche sottolineato una caratteristica nota di Djokovic: la capacità di trasformare la tensione, anche negativa, in energia competitiva. Secondo l’ex numero 1, il serbo riesce spesso a trovare un appiglio emotivo proprio quando la partita sembra scivolargli via.
“Tutto può andare bene e poi qualcosa può andare storto, ma lui gioca meglio quando ha l’opportunità di trovare quell’energia negativa”, ha spiegato Roddick.
Una dinamica che Djokovic ha mostrato più volte nel corso della carriera, alimentandosi del pubblico, dell’ambiente o persino di un singolo momento di tensione per alzare il livello.
“Dà la sensazione che, se non c’è energia, lui riesca a trovare una via d’uscita. Trova una sola persona tra 23.000 spettatori a cui non piace quello che dice e può usare praticamente chiunque come stimolo per trovare l’energia di cui ha bisogno”, ha aggiunto Roddick.
Lo stesso Djokovic ha riconosciuto in conferenza stampa di aver avuto alcuni momenti di nervosismo, spiegando che non sono episodi di cui va fiero, ma che a volte servono a liberare la tensione accumulata. La buona notizia, per lui, è che questa volta il gesto non ha avuto conseguenze ulteriori e il serbo ha potuto chiudere il match in quattro set.
Ora Djokovic è atteso da un quarto di finale molto interessante contro Felix Auger-Aliassime, anche lui reduce da un ottavo di finale segnato da tensioni e polemiche dopo la battaglia contro Alejandro Davidovich Fokina.
La parte alta del tabellone di Wimbledon è sempre più calda. Djokovic continua la sua corsa, ma il match con Safiullin ha lasciato anche un segnale da non sottovalutare: il serbo resta competitivo e capace di vincere anche nelle giornate meno brillanti, ma la gestione dei momenti di frustrazione può ancora trasformarsi in un tema delicato. A Wimbledon, questa volta, il rischio è rimasto solo potenziale. Ma il ricordo dello US Open 2020 è tornato inevitabilmente a riaffiorare.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Andy Roddick, Novak Djokovic, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Voi fate gossip, il GOAT fa la storia
Non mi sembra la prima volta in cui riceve un warning…che fosse un po’ nervoso per il rischio di perdere un set, come poi avvenuto, non ci deve stupire, anche Nadal fece la famosa uscita con Sonego per non rischiare di perdere un set…
Basta… e avanza!
Mi spiace continuare a ribadirlo ma Djokovic è un Recordman e basta..
Hai pienamente ragione
@ Ace di seconda (#4648402)
Hai commesso una valanga di doppi falli.
È adorato dalla stragrande maggioranza dei suoi competitor, per la sua correttezza, per i suoi modi, per la sua disponibilità. Non si è mai dopato. Non ha mai rubato nulla (in compenso gli mancano tre o quattro Slam che avrebbe vinto con un dito nel naso).
Un altro ossessionato dal GOAT (quello vero)
@ Onurb (#4648400)
C’è poco da scherzare! Faresti più bella figura a riconoscere che non c’è nulla che possa giustificare un comportamento simile su un campo da tennis
Roddick sa bene quel che dice,avendo un presidente che appare piuttosto frustrato,ma credo che Nole abbia maggior autocontrollo e se facesse una foto non direbbe che l’hanno implorato.
E il warning non gliel’hanno sospeso perché i difetti li ha ma le responsabilità se le assume.
Ultimamente le uscite di alcuni commentatori americani mi indispongono un po’.
Il dj deve essere immediatamente squalificato da Wimbledon
Scusate, ma l’utilità di avere un banner in mezzo alla pagina che riporta ad articoli del sito di mesi prima qual è??
E’veramente fastidioso!!!
Il Canadese non si farà intimidire. È abbastanza impermeabile emotivamente. Ad esempio, non si sarebbe mai fatto trascinare da Tiafoe nel cabaret di Vienna. Poi, tennisticamente è tutto da vedere. Nole ha i fondamentali più equilibrati e sta un pò meglio a rete. Al servizio si equivalgono. Lo smash di Auger è certamente migliore. Interessante partita (che non si gioca da un pò).
Se un automobilista impazzito si mette a sfrecciare contromano gli viene giustamente ritirata la patente anche se non causa incidenti. Djokovic, come chiunque altro si fosse comportato in quel modo, avrebbe meritato una squalifica immediata senza se e senza ma
Se scagli una pallina devi avere un penalty point diretto, non scherziamo. Non possiamo sperare che non faccia male a nessuno e punirlo solamente se prende una persona. Se poi gli procura un danno, seppur lieve, espulsione diretta. Sono professionisti strapagati, se non sanno controllare i nervi, sono affari loro.
Djokovic fa di tutto per aumentare il suo distacco dal vero GOAT ( al momento rappresentato da Federer e Nadal) e credo che non ci sia modo di colmare questa distanza. Potrebbe vincere altri 10 Slam ma giocando come gioca e comportandosi così è già tanto se verrà ricordato come un antagonista dei due fenomeni, ma certamente non verrà ricordato come il miglior rappresentante di questo sport
Bisogna squalificarlo a vita ,anche retroattivamente… quindi partita persa contro safiulin…..e anche gli toglierei tutti i 24 slam…bisogna darli meta’ a Federer e meta a nadal ….basta …è brutto e cattivo….una palla tirata contro il telone? Ma come si fa ? Una cosa gravissima in un campo da tennis …. 😛