Kim Clijsters torna sul malore di Sinner a Roland Garros: “L’ansia ha influito molto sulla sua eliminazione”
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Il malore e crollo di Jannik Sinner a Roland Garros contro JM Cerundolo, costato al n.1 una terribile sconfitta al secondo turno, continua a far discutere il mondo del tennis. L’azzurro dopo diversi giorni di riposo e controlli medici approfondi svolti in ospedale a Milano, è tornato ad allenarsi in vista del rientro sull’erba di Wimbledon, previsto per lunedì 29 giugno alle ore 14 sul Centre Court, come vuole la tradizione dei Championships per il campione in carica. Nei giorni precedenti l’azzurro disputerà qualche set di esibizione in una fascinosa location londinese, per testare un po’ il ritmo partita. L’eco dell’improvvisa debacle di Jannik a Parigi resta un argomento da “prime time”, tanto che stavolta è stata Kim Clijsters a parlare di quel che accadde in modo totalmente imprevedibile, privando Roland Garros del suo massimo favorito. Secondo l’ex campionessa belga, la struttura fisica di Sinner è forse poco adeguata a reggere condizioni di stress termico importante, come accadde anche lo scorso gennaio all’Australian Open contro Spizzirri, ma a suo dire l’aspetto mentale è stato altrettanto decisivo nel crollo repentino sofferto da Jannik.
Parlando nel corso del podcast Love All, così Kim è tornata sulla situazione di Sinner: “Era molto confuso in quei momenti in campo. Si è visto che si toccava la parte superiore della gamba sinistra, il gluteo: sono crampi? Ha subito uno stiramento muscolare? È legato a un infortunio? Non lo sappiamo, e in pratica stiamo solo speculando”.
Poi Clijsters ha fornito la sua ipotesi su quel che è accaduto sul Chatrier due settimane fa: “Penso che l’ansia abbia influito molto sulla sua eliminazione a Roland Garros. Il fatto di aver finito la partita senza cedere la vittoria dimostra il rispetto che si è guadagnato. Probabilmente 99 giocatori su 100 si sarebbero ritirati dopo aver perso quel terzo set. È interessante osservarlo. Lo stanno sottoponendo a molti esami, ma anche l’aspetto mentale giocherà un ruolo importante in questa situazione”.
In un clima globale in costante cambiamento, con ondate di calore sempre più frequenti anche in contesti non abituati a certi sbalzi termici, la resistenza a condizioni di questo genere potrebbe diventare un problema per Sinner? “Jannik è forte, ma anche magro. Non ha molta massa muscolare” commenta la belga. “Quando ti senti un po’ male, quanta riserva di energia hai a disposizione? Quanta forza ti resta per dire: ‘Ok, sono abbastanza forte per continuare a lottare’?” conclude Clijsters.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Kim Clijsters

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Non sono psicologo né amico o conoscente di Sinner (solo di alcuni suoi vicini di casa…) ma ho sempre pensato, anche prima del problemone incorsogli di recente a Parigi, che il suo tallone d’Achille sia un mix di questi dati di fatto:
_E’ un “montanaro”, nato e cresciuto a 1.500 metri di altitudine con intorno montagne di 3.000, più abituato ai -20°C asciutti che ai +35°C umidi.
_E’ “roscio”, con un’idiosincrasia organica per certe situazioni di insolazione.
_E’ leggermente ipocondriaco: fatica a passare sopra a disturbi e difficoltà che il corpo saltuariamente gli pone durante lo stress della competizione, pur restando proverbiali e perenni la sua voglia di vincere e la sua voglia di tennis.
_E’ una mente razionale e “asburgica”, incline a mantenere equilibrio e misura in ogni situazione, avverso a lasciarsi andare e sfogare esteriormente il suo presente mentale quale che sia. Nel gioco del tennis ciò è in genere un vantaggio… gli avversari lo vedono sempre uguale, che randella e corre su ogni palla, accumula punti e ogni tanto fa il pugnetto di soddisfazione verso i suoi allenatori, e basta. E a colui che si “tiene”, per natura e a tutti i costi, ogni tanto capita di “scoppiare”, di sbarellare di brutto, di esplodere o meglio ancora di squagliarsi, completamente fuori uso.
Mi ricorda una scena di Una Pallottola Spuntata, il grande Frank Drebin va al bagno con il microfono ancora acceso sulla conferenza del sindaco …”tutti a dire stronzaaate”
Pure Jòdar è un baccalà…
e due spalle che sembrano con protesi da football yankee… 😉
eppure nessuno parla di… “gracilino”. 🙁
Anche lo stesso Sinner, nelle varie interviste post-match, ha fatto capire che ci sia stata anche una componente mentale nell’episodio.
Giustamente non sapremo mai i dettagli, ma darei comunque il beneficio del dubbio a chi queste situazioni le ha vissute di persona.
Sinner è magro?
Allora medvedev cos’è?
Se ansia c’è stata, questa non non derivava certo dalla paura di perdere con l’avversario in condizioni normali. L’ansia poteva derivare solo dal timore che gli accadesse quello che gli era accaduto altre volte: con Spizzirri, con Medvedev. Per limitarsi ai casi più recenti. Determinandosi così una sorta di circolo vizioso, nel quale la paura di star male, di bloccarsi, diviene essa stessa concausa dell’insorgere del problema. Ma queste sono tutte illazioni, ovviamente. E’ una delle tante illazioni che si possono fare. Io ho dei dubbi che l’origine del problema sia psicologica, anche se ovviamente non ho elementi per escluderlo.
Sarà già la cinquantesima persona che spara la sua diagnosi, totalmente a caso. Ma basta!
Concordo in pieno!
Chi ha fatto tennis agonistico sa bene che non si prova ansia nei primi turni contro avversari molto più deboli…
…questa teoria poteva avere senso in finale contro Alcaraz soltanto.
Anche Arnaldi è stato male eppure nessuno parla di “ansia” o pressione!
Potrebbe essere stato anche un virus che lo seguiva fin da Roma, dove aveva vomitato durante il match con Medvedev.
Quando sei giovane e forte certe situazioni vengono minimizzate ma alla fine un malessere può presentare il conto, pure salato!
Nell’occasione Sinner sembrava un pugile “suonato” e senza la minima lucidità mentale più che fisicamente bloccato dai crampi 🙁
Qua fanno a gara a sparare ca##ate
Però questo fatto dell’ansia andrebbe spiegato. La tensione pre-match è fisiologica ma più l’atleta è abituato e meno il match è difficile cartello meno dovrebbe esserci questa tensione. Su un risultato così netto dubito fortemente che un campione Slam abbia il braccino.
Sono più propenso a credere sia stato un malessere,o più malesseri,di natura fisica che altro.
“Probabilmente 99 giocatori su 100 si sarebbero ritirati dopo aver perso quel terzo set”. Caro signor Mazzoni avresti dato un 9 a
quei 99?