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Berrettini si confessa dopo Madrid: “Non riesco sempre a godermi il campo”. Ora Roma per ritrovare la scintilla (Video partita)

22/04/2026 18:19 14 commenti
Matteo Berrettini ITA, 1996.04.12 - Foto Patrick Boren
Matteo Berrettini ITA, 1996.04.12 - Foto Patrick Boren

C’è tanta amarezza nelle parole di Matteo Berrettini dopo la sconfitta all’esordio nel Masters 1000 di Madrid 2026. Il romano, battuto dal croato Dino Prizmic con il punteggio di 6-3 6-4, si è presentato nell’intervista post-partita con grande sincerità, lasciando emergere delusione, frustrazione e un disagio che va oltre il semplice risultato.

“Oggi non sono stato in grado di competere al meglio perché non ho trovato la giusta energia e il giusto equilibrio. Mi dispiace molto perché il mio unico vero obiettivo per questa stagione non è il ranking o vincere tornei, ma solo tornare a godermi il tempo passato in campo. A volte ci riesco, altre volte è più difficile”, ha spiegato Berrettini, fotografando perfettamente il momento complicato che sta attraversando.
Le sensazioni positive intraviste solo un paio di settimane fa a Monte-Carlo, dove l’azzurro era riuscito a spingersi fino agli ottavi di finale dando l’impressione di aver ritrovato fiducia e solidità, sono state bruscamente frenate dal ko contro Prizmic. Una sconfitta pesante, che interrompe l’inerzia favorevole e riporta in superficie tutte le fragilità di un percorso che negli ultimi anni è stato segnato da continui stop.

Berrettini non ha nascosto quanto sia difficile convivere con una carriera spezzata più volte dagli infortuni, anche se oggi il problema, come ha sottolineato lui stesso, non è strettamente fisico.
“Ultimamente il problema non è stato il mio corpo, ma gli infortuni hanno tolto molto slancio alla mia carriera, a causa di tutti i cicli di stop e ripartenze che ho dovuto affrontare. Mi sono sentito spesso come se stessi rincorrendo, affrettando i tempi sia per rientrare che per risalire la classifica. Sono comunque orgoglioso della mia carriera, cerco di curare ogni dettaglio, dalla dieta al sonno fino alla fisioterapia, ma a volte non è tutto perfetto”.
Parole che raccontano bene il peso accumulato nel tempo. Non si tratta soltanto di ritrovare la miglior condizione o di inseguire risultati, ma di ricostruire un equilibrio interiore che consenta a Berrettini di tornare a vivere il tennis nel modo giusto. Ed è proprio questo il nodo centrale del suo momento.

Per sua stessa ammissione, infatti, l’obiettivo più importante non è la classifica né la corsa ai titoli, ma il piacere di stare in campo e di competere. Una dimensione che oggi il romano sente ancora distante.
“Il motivo principale per cui gioco è che voglio godermi questi momenti: le lotte, i match point falliti e quelli fatti, persino le racchette spaccate. Tuttavia, a volte la situazione diventa troppo grande da gestire e, nonostante io abbia le spalle larghe, finisco per sentirmi schiacciato. In quei momenti mi perdo il gusto per quello che faccio e, quando perdi il gusto, credo che non ci sia professione al mondo che possa piacerti”.
È una riflessione profonda, quasi intima, che va oltre il campo e il punteggio. Berrettini mette a nudo il lato più difficile dello sport di alto livello: la pressione, le aspettative, il peso del dover tornare a essere quello di prima. E quando tutto questo prende il sopravvento, anche il tennis rischia di perdere il suo significato.

Nonostante il momento complicato, la stagione sulla terra battuta offre ancora due snodi fondamentali: gli Internazionali BNL d’Italia e il Roland Garros. Due appuntamenti importanti, soprattutto Roma, che per Berrettini rappresenta da sempre una tappa carica di significati, emozioni e aspettative.
Il romano, però, ha ammesso con onestà anche il senso di svuotamento immediato dopo la sconfitta di Madrid: “In questo momento farei tutto tranne che prendere una racchetta in mano, ma so già che domani mi alzerò e la mia testa sarà un po’ più libera. Negli anni passati, l’accoppiata Madrid-Roma è sempre stata durissima e non sono mai riuscito a godermela a causa degli infortuni. Quest’anno, che dal punto di vista fisico va tutto bene, probabilmente ci sono altri aspetti da analizzare per ritrovare la scintilla”.
Ed è proprio da qui che Berrettini dovrà ripartire: non tanto dal tennis in senso stretto, quanto dalla ricerca di quella scintilla emotiva che negli ultimi tempi è venuta meno. Roma sarà una nuova occasione per provarci, per ritrovare entusiasmo e leggerezza in uno dei momenti più delicati della sua carriera.
La sconfitta contro Prizmic lascia inevitabilmente un segno, ma le parole del romano raccontano soprattutto il desiderio di non arrendersi. La priorità, oggi, non è vincere subito, ma ritrovare il piacere della battaglia. Solo da lì potrà davvero ricominciare la risalita di Matteo Berrettini.



Francesco Paolo Villarico


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14 commenti. Lasciane uno!

ospite1 (Guest) 22-04-2026 20:49

Matteo non deve dimostrare niente , tantomeno a noi. Forza Matteo e fregatene degli altri

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Silvy__89 (Guest) 22-04-2026 20:37

Ma cosa pensa che cambi a Roma?? Sempre tra primo o secondo turno esce.

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Aquila. 22-04-2026 19:29

Se c’è qualcosa che non sopporto è chi altera a piacere quello che altri scrivono…allego

Scritto da JannikUberAlles
In una precedente intervista Vagnozzi aveva spiegato come il fisico di Sinner sia poco “precoce” e pertanto hanno previsto uno sviluppo muscolare “completo” intorno ai 27-28 anni.
Già mi immagino la potenza che riuscirà ad esprimere allora, quando già oggi è uno dei migliori “colpitori” del circuito!
In realtà come “numero di giri” il leader di ATP sarebbe Fils (picchi a 3300 rpm mentre Jannik viaggia su 3100-3200) ma la qualità del dritto dell’azzurro (8,77) resta la migliore del circuito, davanti a Carlos (8,74), Djokovic (8,66) e Musetti (8,64).
Fils, comunque, ottiene un buonissimo 8,27.
Più netta la superiorità del rovescio del nostro fuoriclasse (8,62) che distanzia Alcaraz (8,09) e Zverev (8,06) mentre il mitico Djokovic raggiunge “solo” il 7,92.
Fonte dati ATP:
https://www.atptour.com/en/stats/tdi-leaderboard?timeFrame=average52Week&versusRank=all&surface=all&sortBy=Performance&sortOrder=dsc

Scritto da Aquila.
Ok, ma sono statistiche, come tutte le statistiche vanno prese con le pinze, servono solo come indice di riferimento

Scritto da JannikUberAlles
Per chi le sa leggere (meglio se anche capire) sono molto interessanti se non addirittura “utili”, specialmente se integrate con le VARIAZIONI tendenziali e congiunturali.
Attualmente i coach più evoluti utilizzano sia le varie statistiche dei giocatori (con tutta una serie di funzioni che non sto qui ad elencare) sia la “Match Analisys” (quantitativa e qualitativa) da cui vengono estratti gli “indicatori di performance” di un giocatore.
Tutta roba diversa dagli indici di gradimento…
Ahahahah

Scritto da Aquila.
Io ho scritto INDICI DI RIFERIMENTO che ormai tutti i coach utilizzano, NON GRADIMENTO, forse stiamo parlando di due cose diverse poi chi si diverte a mettere le statistiche (ok va bene) ma ricordatevi non è la bibbia…altrimenti possiamo evitare che i giocatori si incontrano (vince a tavolino quello con indicatori più performanti)…..MI RACCOMANDO LEGGI BENE E CERCA ANCHE DI CAPIRE QUELLO CHE SCRIVO GRAZIE

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NonSoloSinner (Guest) 22-04-2026 19:15

Non la penso come Enzino, ma oggi veramente una giornata funestevole, ora arrivano i nostri calibri grossi… ovviamente Jannik, ma confido che anche Lorenzo, Flavio e Luciano possano far bene

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Aquila. 22-04-2026 19:14

In parte è da capire, nella sua carriera ha sempre sudato per migliorare la sua classifica, per poi infortunarsi regolarmente, peccato, credo che non abbia più voglia di lottare, gioca in base a come si sente, sa benissimo che la sua carriera è finita

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Tennis555 (Guest) 22-04-2026 19:07

Certe dichiarazioni mi preoccupano perchè sono quelle dei giocatori che hanno capito di aver già fatto il massimo possibile nella loro carriera e cercano di ritrovarlo ma senza fiducia alcuna che possa avvenire…
Può ancora darsi tantissime soddisfazioni! Forza Matteo cerchiamo di svoltare!!!

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Di Passaggio 22-04-2026 19:05

Qualcosa delle parole del Berretto mi sfugge. Senza voler fare l’Enzo della situazione, non son Enzo, ma sentEnz(i)o, possibile che Matteo non capisca che dopo aver raggiunto certi risultati, anche inconsciamente non si accettano più situazioni incompatibili col proprio passato? Come fa a raccontarsi e a raccontarci che cerca non i risultati ma lo stare bene in campo? Ecché, siamo alla partitella di cinquantenni con la panza? Lui cerca i risultati, e deve avere il coraggio di dirlo, altrimenti non si spiega l’euforia per l’incontro con Medvedev, quando ha quasi fatto finta che non gliela aveva regalata l’avversario… Su, Matteo, sei un finalista slam!

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livio (Guest) 22-04-2026 19:01

spero che l’aria di casa gli faccia bene!

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patric25 22-04-2026 18:58

si dai Roma… mah

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Elvis (Guest) 22-04-2026 18:38

Berrettini era il mio idolo.
Ma cosa gli è successo?
Adesso non è più questione di infortuni…

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zedarioz 22-04-2026 18:38

Ha perso il ritmo con la testa… Peccato perchè dopo Montecarlo ed in altura, si pensava potesse proseguire nei progressi. La testa però comanda tutto, come sempre, e se quella si è spenta o va a corrente alternata, c’è poco da fare.

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Momo (Guest) 22-04-2026 18:35

In questo momento tra sinner e il resto degli italiani c’è l’abisso.
Fortunatamente anche tra sinner e il resto del mondo c’è l’abisso….

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Tex Willer (Guest) 22-04-2026 18:31

Matteo vuoi un consiglio?
RITIRATI…in campo si divertono gli altri

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walden 22-04-2026 18:29

Dai, Matteo, consolati, ti sarai goduto qualcos’altro…

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