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US Open, il doppio misto cambia ancora: più spazio alle stelle del singolare dopo il successo del nuovo format

08/06/2026 20:36 4 commenti
Sara Errani e Andrea Vavassori nella foto - Foto Getty Images
Sara Errani e Andrea Vavassori nella foto - Foto Getty Images

Il doppio misto dello US Open continua a cambiare pelle. Dopo la svolta introdotta nella scorsa edizione, il torneo americano si prepara a ritoccare ulteriormente un format che ha già modificato in profondità una delle discipline più tradizionali del tennis.

Fino a poco tempo fa, il doppio misto nei tornei del Grande Slam viveva spesso lontano dai riflettori, relegato sui campi secondari e frequentato soprattutto da giocatori specializzati nel doppio. Lo US Open ha invece deciso di trasformarlo in un prodotto diverso: più spettacolare, più accessibile al pubblico e soprattutto costruito intorno ai grandi nomi del singolare.

La scelta, inizialmente considerata molto coraggiosa, si è rivelata un successo. Il nuovo format ha portato in campo campioni che raramente, o mai, avevano preso parte a questa competizione, generando un interesse mediatico molto superiore rispetto al passato e anche nuovi ricavi, poi redistribuiti ai giocatori impegnati nel torneo.

A vincere la prima edizione del nuovo corso erano stati Sara Errani e Andrea Vavassori, paradossalmente l’unica coppia realmente abituata a frequentare con continuità questa specialità. Un successo italiano arrivato all’interno di un evento che, però, aveva puntato soprattutto su un’idea molto chiara: portare il doppio misto fuori dalla nicchia e trasformarlo in uno show per gli appassionati.

In vista dell’edizione 2026, lo US Open non tornerà al sistema tradizionale utilizzato dagli altri Slam, basato maggiormente sul rendimento specifico nella specialità. Al contrario, gli organizzatori intendono spingere ancora di più nella stessa direzione: coinvolgere un numero maggiore di giocatori e giocatrici di singolare.

La novità principale sarà l’introduzione di una fase di qualificazione composta da otto coppie, pensata per allargare il campo e offrire ulteriori possibilità di accesso al tabellone. Il cuore del progetto resta però lo stesso: privilegiare le coppie formate da giocatori con un ranking importante in singolare, rendendo il doppio misto un appuntamento di richiamo anche per chi normalmente non segue questa disciplina.

Nella nuova impostazione, le coppie con il miglior ranking combinato in singolare ottengono l’ingresso diretto, mentre altre possono entrare grazie agli inviti dell’organizzazione. Una logica che ribalta la tradizione del doppio misto e che, inevitabilmente, ha fatto discutere, perché mette in secondo piano il percorso dei doppisti puri.

Lo scorso anno il format aveva permesso di vedere combinazioni impensabili fino a poco tempo prima. Novak Djokovic aveva fatto coppia con Olga Danilovic, mentre Iga Swiatek era arrivata in finale insieme a Casper Ruud. Grande curiosità aveva suscitato anche la coppia formata da Carlos Alcaraz ed Emma Raducanu, una delle più commentate dell’intero evento.

In quel contesto, il tennis giocato era diventato quasi una parte del racconto. A fare la differenza erano soprattutto i nomi, il richiamo mediatico e la possibilità per il pubblico di vedere in campo alcune delle stelle più importanti del circuito in un contesto diverso, più leggero e più vicino all’intrattenimento.

Un altro elemento decisivo è stato lo spostamento del doppio misto alla settimana precedente l’inizio dei tabelloni principali di singolare, durante la fase di qualificazione. Una scelta strategica che ha permesso al torneo di arricchire l’esperienza dei tifosi già nei giorni di apertura e di intercettare i grandi campioni presenti a New York per preparare lo Slam.

Questa collocazione, però, ha anche cambiato gli equilibri. Da un lato ha favorito i big del singolare, già sul posto per allenarsi e ambientarsi a Flushing Meadows. Dall’altro ha reso più difficile la partecipazione di molti specialisti del doppio o di giocatori impegnati in altri tornei e nelle qualificazioni del singolare.

La direzione scelta dalla USTA è ormai evidente: il doppio misto dello US Open deve diventare un evento autonomo, riconoscibile e appetibile per il grande pubblico. Tradizione, criteri storici di qualificazione e gerarchie della specialità passano in secondo piano rispetto alla volontà di creare uno spettacolo più forte e vendibile.

Resta da capire se anche nel 2026 i grandi nomi risponderanno presenti. La nuova fase con l’allargamento del format sembrano andare proprio in questa direzione, con l’obiettivo di rendere il doppio misto uno degli appuntamenti più attesi della settimana che precede l’avvio del torneo di singolare.

La domanda, adesso, è inevitabile: rivedremo Carlos Alcaraz ed Emma Raducanu insieme? Torneranno in campo le grandi stelle del circuito? Lo US Open scommette di sì, convinto che questa rivoluzione possa trasformare definitivamente il doppio misto da disciplina di contorno a prodotto centrale dell’esperienza newyorkese.

Una cosa è certa: il doppio misto dello US Open non vuole più restare nell’ombra. E dopo il successo del primo esperimento, il torneo americano sembra deciso a spingersi ancora più avanti.



Marco Rossi


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4 commenti

Marco (Guest) 08-06-2026 21:44

È un’operazione commerciale. Viene privilegiato il singolo, anche se il gioco in coppia fosse di infimo livello. Errani e Vavassori quindi difficilmente li vederemo giocare insieme.

In effetti ci sono molti appassionati che godono più a leggere le classifiche che vedere una bella partita.

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NonSoloSinner (Guest) 08-06-2026 21:33

Scritto da Sephir
Andrò controtendenza ma personalmente mi piace questo nuovo format. Il doppio misto non funziona come vera e propria competizione, non ha mai attirato pubblico o interesse. Uniche eccezioni erano per l’appunto le coppie che avevano almeno un giocatore famoso.
È stato molto divertente vedere giocare i big insieme e divertirsi.

ma non je ne può fregare di meno… la Navratilova giocava seriamente il doppio misto, non ce li vedo proprio Alcaraz o Sinner o Sabalenka a giocare il doppio misto seriamente per vincere… that’s all folks

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Bagel 08-06-2026 21:31

Prima che partano le critiche, onestamente e senza andare a guardare su Google, quanti di voi hanno visto o almeno sanno contro chi hanno giocato la finale Errani e Vavassori 4 giorni fa? Quanti quella dell ultimo US Open? Perché?

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Sephir (Guest) 08-06-2026 21:10

Andrò controtendenza ma personalmente mi piace questo nuovo format. Il doppio misto non funziona come vera e propria competizione, non ha mai attirato pubblico o interesse. Uniche eccezioni erano per l’appunto le coppie che avevano almeno un giocatore famoso.
È stato molto divertente vedere giocare i big insieme e divertirsi.

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