Sinner parla da Genova: “Cerchiamo sempre di dare il massimo e di ricercare l’eccellenza in tutto quello che facciamo”
36 commenti
Jannik Sinner è riapparso in pubblico a Genova per un’esperienza per lui del tutto nuova: partirà per qualche giorno su di una nave da crociera di uno dei suoi sponsor come “Global Brand Ambassador” e i viaggiatori presenti sulla nave – attraverso una donazione in beneficenza – potranno incontrarlo su richiesta. Prima di iniziare questa insolita attività, l’azzurro ha rilasciato qualche dichiarazione al quotidiano genovese Il Secolo XIX, che riportiamo.
“Insieme al mio team stiamo già preparando questa seconda parte della stagione e il ritorno sul duro. I primi sette mesi sono volati via in un attimo e abbiamo ottenuto ottimi risultati. Siamo ovviamente molto felici di aver difeso il titolo a Wimbledon, un momento davvero speciale per tutti noi”. Questa piccola pausa è inserita nella preparazione in vista dei prossimi appuntamenti in Nord America, il Masters 1000 di Cincinnati (dove lo scorso anno si arrese in finale dopo solo 5 game per un malessere accusato dalla notte precedente) e US Open, sconfitto in finale da Alcaraz. Ancora non è certa la sua presenza in Canada, entro qualche giorno comunicherà la sua decisione, che eventualmente potrebbe anche privilegiare l’appuntamento di Toronto a discapito di quello in Ohio. Il miraggio di puntare a vincere tutti e nove i mille nell’anno resta, ma sicuramente non è cima ai suoi pensieri. Non resta che attendere le sue decisioni, intanto si potrà godere il mare su di una nave di lusso.
“Il mare è bellissimo, in Italia siamo molto fortunati, abbiamo il mare, i laghi, le montagne e le isole… i paesaggi del nostro Paese sono molto diversi tra loro e incredibilmente ricchi. Il mare mi ha sempre trasmesso un senso di vacanza, di relax, di tranquillità e di bellezza. (…) A bordo di una nave sei immerso nel mare e circondato dalla natura”.
“Cerchiamo sempre di dare il massimo e di ricercare l’eccellenza in tutto quello che facciamo. Si potrebbe dire che non ci fermiamo mai. Ma siamo anche italiani e sappiamo goderci le cose belle della vita: una bella cena, un viaggio in un posto nuovo, il tempo trascorso con le persone a cui vogliamo bene”.
“Mi considero molto fortunato ad avere i genitori che ho – continua Jannik – mi hanno sempre aiutato e sostenuto, senza mai mettermi pressione. Credo che sia importante lasciare ai bambini la libertà di scegliere lo sport che più gli piace. Prima di tutto devono divertirsi e apprezzare lo sport che praticano, senza sentire pressione”.
Ultima risposta sul futuro, l’immagine che vorrebbe lasciare: “Cosa vorrei fosse la prima cosa che la gente ricorderà di me tra dieci anni? Ne ho solo 24, non è facile rispondere a questa domanda. Oltre ai risultati ottenuti in campo, mi piacerebbe che la gente si ricordasse di me per il tipo di persona che sono e per i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori. Magari qualcuno si ricorderà anche perché si è divertito guardando le mie partite. Quando gioco in Italia, il pubblico mi dà sempre un grande supporto e spero di riuscire a trasmettere anche io gioia ed energia positiva”.
Mario Cecchi
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@ Onurb (#4658351)
Da quando hai messo per la prima volta la mano nella bocca della verità e sei stato morsicato non ti sei più ripreso. Confesso che ormai apro certi thread più per leggere i vostri scambi che per parlare di tennis. È uno spettacolo garantito: da una parte c’è chi usa un vocabolario ampio, scrive in un italiano impeccabile e smonta ogni argomento con calma e precisione; dall’altra c’è chi sembra avere a disposizione quattro parole, di cui due sono insulti. Dovresti almeno consultare il dizionario dei sinonimi e trovarne uno per la tua parola preferita “rosicone”. Il risultato è sempre lo stesso: sembra di guardare Federer che passeggia verso un comodo 6-0 contro un Djokovic che, più che giocare a tennis, cerca di risolvere tutto tirando racchettate all’aria. Divertentissimo!
Concordo sul discorso racchette sfasciate. Lo fanno tutti, o quasi, da sempre. Aggiungo che una delle qualità che ha reso Nole il fuoriclasse che è,sia proprio l’atteggiamento da squalo che non molla nulla sul campo. Solo Nadal ,in questo gli era simile. Quello sguardo che trasmette concentrazione massima da quando scendi in campo a quando stringi la mano all’avversario al termine del match sembra solo un dettaglio ma fa tutta la differenza del mondo. E ce l’hanno in pochissimi.
Condivido in toto….qua dentro in questo forum c è tanta ipocrisia e falso moralismo…..molto peggio x me continuare a urlare vamos e alzare il pugno a ogni 15,anche sull errore dell avversario, che spaccare una racchetta in un momentodi estremo sconforto…..ma i benpensanti miopi queste cose non le capiscono nemmeno…se parliamo di djokovic poi non mi sembra che spacchi continuamente racchette ed è uno dei pochi che non urla vamos a ogni 15 o errore Dell avversario, anzi forse è uno dei pochissimi che applaude sempre i bei punti dell avversario…ma i benpensanti miopi,e aggiungo rosiconi,come l utente Giampi(che ha messo djokovic insieme a nastase, connoe mcenroe) e il roditore castorino “la bocca della rabbia ” non sono neanche in grado di capire tutto ciò…e pontificano pure….
@ La bocca della verità (#4658140)
Nemmeno io, credo quindi che l’ultima racchetta Novak l’abbia rotta anni fa…ma vedo quotidianamente racchette rotte da tennisti che non riscuotono certo le mie simpatie mentre a voi piacciono tanto, da Bublik a Darderi, da Zverev a Rublev a Medvedev etc.etc….e adoro Novak anche perché non fa quel gesto antipatico del pugno con occhiataccia minacciosa incorporata, ripetuto sistematicamente ad ogni vincente (che proprio non motivo né condivido)anzi, a parte forse dopo il break fatto, anche al termine dei games vinti se ne torna tranquillamente in panchina senza infierire, con gesti di predominio e rivalsa, sull’avversario che il game l’ha perso…continuate ribadendo un immagine di Novak ancorata a vecchi stereotipi mentre oggi è il più esente da “mugugno” incessante, contestazioni persino del sistema elettronico, e il più rispettoso e affabile nei confronti dell’avversario a fine partita, che ne sia uscito vincente o perdente
@ walden (#4658186)
.. credo ne abbia già vinti
Al premio muride dell’anno
Un altro candidato
Che detto da te equivale ad una Laurea Honoris Causa in sintassi, grammatica e capacità di sintesi.
Gli interessano perché a chiunque fa piacere vincere e magari vincere, per fare un esempio, sei master 1000 di seguito ma non così tanto da costringersi a giocarne un’altro per il record infatti ha rinunciato a Montreal…
Ultima ora, Jannik e Nole niente Canada
@ Annie3 (#4658137)
A memoria non ricordo racchette distrutte da Federer, Nadal, Alcaraz e Sinner né di comportamenti antisportivi da parte loro. Ti garantisco che non tutti condividono la tua visione dello sport
@ Annie3 (#4658131)
Certo io parlo per luoghi comuni ed idiozie mielose, tu di invece di agonismo vero, di prova di forza ect ect .. che posso farci sono così: un mollaccione, saluti.
@ Inox (#4658089)
…dicevo, si feriscono le ginocchia, sfasciato racchette, e poi escono queste frasi che dipingono un mondo idilliaco, superiore alle umane passioni, che non esiste, perché loro vivono, si allenano, rischiano l’infermeria per battere il rivale, guadagnare punti, scalare il vertice del ranking, accumulare vittorie importanti, settimane al n.1, di cui non si fa altro che parlare (e litigare, anche vivacemente) in LT…e cosa sono se non record? E cos’è la rivalità al centro di questo sport se non superarsi nel numero dei tornei importanti? In uno sport sempre più all’insegna della potenza, della forza, della rivalità accesa, del desiderio di superare l’altro manifestata negli sguardi e nelle espressioni del viso non certo teneri che coronano il punto vittorioso…chiedo venia, ma certi commenti proprio mi fanno cadere le braccia, e sono sincera, anche Jannik, per carità, tanto caro e ottima persona, ma per come lo vedo spietato da paura in campo, ripetere all’infinito l’edificante esempio dei genitori, suvvia, ormai potrebbe raccontarsi in modi un po’ interessanti e “realistici”
@ Inox (#4658089)
Mamma mia, quanti luoghi comuni, fasi fatte, parole al miele che niente hanno a che vedere col tennis…questi sul campo si impegnano allo stremo, agitano pugni e sguardi minacciosi, si f
@ Giampi (#4658123)
Ogni tanto penso che giustamente Murray e Wawrinka vengono ritenuti delle leggende. Sinner che a 24 anni ha già vinto come Murray e molto più di Wawrinka sembra davvero lanciato a lasciare un ricordo indelebile.
@ Dubbio serio (#4658113)
Idem!
Sottoscrivo anche le virgole!!
@ Giampi (#4658123)
Non so chi ti dà questa certezza io credo, come ho già scritto in altra discussione, che lui non giochi per il record ma per fare il meglio che può e per gioire di questo sport, i record sono solo conseguenza
Certo che gli interessano, ma dirlo crea solo inutile pressione visto che quelli che inevitabilmente ne parlano già ne creano abbastanza..se cominci a pensare ai record sprechi tanta energia inutilmente meglio rimanere concentrati su quello che puoi controllare e su cui puoi lavorare..ma in generale, Sinner ha scelto una linea di comunicazione low profile da anni sia per indole sia perché lo differenzia dal resto del circuito molto testosteronico..a fine carriera sarà ricordato come Laver, Newcombe, Edberg e Federer, dei gentiluomini..i Connors, i McEnroe, i Nastase e i Diokovic li lasciamo agli altri..
Avete una visione distorta sui record, tutti gli atleti pensano solo ha dare il massimo in campo giocando il meglio possibile, questa è la loro soddisfazione principale, quando seguo dei atleti la prima cosa che dico: Non pensate al risultato ma giocate al meglio delle vostre possibilità. Vale per il campione, ma anche per il dilettante
@ frafra (#4658075)
Inutile fare ironia, sarcasmo e tutto quello che volete, a noi non cambia la vita ma forse s quelli come te può portare ad epatopatia
Se proprio vogliamo essere pignoli al suo palmares manca Montreal,che è diverso da Toronto,se lo vince solo allora si potrà dire che ha vinto tutti i master 1000
Direi che non dovrebbe preoccuparsi se ci divertiamo vedendo le sue partite io me le stragodo senza ritegno!!! Grazie Jannik!
@ Dario (#4658094)
In ogni caso “coerente” cosa rara ultimamente…
Neanche Miss Italia fa dichiarazioni così interessanti…Entusiasmooo
anche dei profilattici
Ma gli fanno sempre le stesse domande oppure è lui che fa sempre le stesse dichiarazioni?
@ Annie3 (#4658080)
Credo che nessuno giochi a tennis con l’idea di battere un record bensì perché gli piace questo sport e per dare il meglio di sé , i record possono essere la conseguenza ma mai l’obiettivo… forse nemmeno per il tuo amato Djokovic, forse
@ Inox (#4658040)
Beh, se per record ti riferisci a battere i punti di Novak del 2015, potrebbe anche farcela…ammesso che arrivi “vivo” alla fine dell’anno, comunque condizionato dal punto interrogativo su Alcaraz…forse è per questo che questo record non gli interessa? La volpe e l’uva… oohh, poi tutto è possibile ma definire sempre di “scarso interesse” imprese che implicano seri rischi per la tenuta e la salute, mi sembra poco attendibile e realistico
@ Inox (#4658040)
Non gli interessano i record, i soldi,
I tornei, ma solo essere ricordato come un bravo ragazzo che non si è montato la testa
Chiamasi Nordico Pleiadiano!
Mario Cecchi
Non “Toronto”
ma (quest’anno) Montreal… 😉
Fossi in lui penserei a fare la pubblicità di qualche mocio per pavimenti e pulizia WC per la casa, mi pare gli manchino
Io li farei entrambi senza stress. Se conto bene esordirebbe in Canada tipo il 4 agosto, tre settimane piene dopo Londra. Anche se capisco che poi si ritrova nel vortice del “devi vincere” ma se si parlano bene lui e i suoi collaboratori (e lo fanno di certo) una sconfitta non dico programmata ma preventivata non sarebbe niente di che. Comunque mi fido di voi ragazzi!
.. quindi non gli interessano i record ficcatevelo bene in testa o voi che guardate solo a quelli
Sei un Alieno buono