Si è ritirato 4 anni fa nel torneo di Buenos Aires Copertina, Generica

Del Potro: “Se Sinner e Alcaraz sapranno gestirsi bene, avvicineranno i record dei big-three. Nostalgia quando vedo Cilic giocare? Sì, ma sempre di meno”

17/04/2026 10:48 10 commenti
Juan Martín del Potro
Juan Martín del Potro

Ogni volta che si pensa a Juan Martín del Potro, la prima immagine che torna in mente è il suo diritto incredibile, forse il più devastante dell’era moderna del gioco o comunque uno dei primissimi, ma anche un senso di impotenza e rimpianto. Cosa sarebbe stata la carriera dell’argentino senza i mille infortuni subiti (incluse otto operazioni…), senza la fase di depressione vissuta dopo il primo Slam a New York, quando riuscì a ribaltare un Federer “doc” a furia di accelerazioni micidiali e vincere il suo unico Slam, e senza tanti altri impicci… JMDP aveva tutto il necessario per battagliare ad armi pari con i tre grandi dominatori del tennis, tanto che nei rari momenti di salute ed efficienza è stato protagonista di match splendidi contro di loro (ricordiamo per esempio la semifinale olimpica contro Federer, o quella di Roland Garros sempre con lo svizzero, solo per citarne un paio). Purtroppo il gigante di Tandil ha vissuto più ai box che in torneo una carriera disperatamente sfortunata e a 4 anni dal ritiro (febbraio 2022 a Buenos Aires) oggi è testimonial di varie iniziative, tra cui il percorso dei giovani tennisti latinoamericani per qualificarsi allo Slam junior di Parigi con la Roland-Garros Junior Series, in scena in questi giorni in Brasile. Il quotidiano argentino La Nacion l’ha raggiunto e ha realizzato una bella intervista, della quale riportiamo alcuni passaggi interessanti. Del Potro ama ancora stare in campo e dare consigli ai giovani. Rimpianti? Sì, ma con discreta fermezza pensa al futuro e si gode il suo nuovo ruolo di ambasciatore, prodigo di consigli ai ragazzi.

“La domanda più ricorrente che i giovani mi fanno, vista la mia esperienza da Pro, è come gestire la pressione, cosa fare quando si è nervosi” racconta Juan Martin. “È di questo che parlano tutti i ragazzi. Questo è un torneo che offre una grande opportunità. Noi, quando eravamo junior, non l’avevamo. Loro, in una settimana, possono accelerare il processo di scalata nel ranking ITF, garantirsi la possibilità di giocare molti tornei, vivere l’esperienza di essere in un Grande Slam. Io dico loro che nel fine settimana ci saranno due campioni, ma in realtà tutti dovrebbero lasciare questo evento con sensazioni positive, con grande fiducia, perché è davvero come essere al Roland Garros: tutto è molto simile. È come uno step intermedio. C’è pressione in questo evento, anche perché viene trasmesso in TV, ci sono i media, gli spalti sono pieni, chiedono autografi e foto, e ci sono molte attività per insegnare loro a gestire i social, la comunicazione, i messaggi… È come un corso avanzato su quello che potrebbe essere il livello professionistico successivo”.

Chiedono a “Delpo” come i ragazzi oggi vivono la pressione e paura. “Non so se sia giusto parlare proprio di paura, ma sentire la pressione sì, è importante, perché ti tiene in allerta: la provi da quando inizi a giocare a tennis, a dodici anni, fino al ritiro. Questa pressione cambia nel tempo e trasforma le emozioni. Qui c’è la pressione dei sacrifici: viaggi, allenamenti, coach, preparatore atletico, il tentativo di giocare bene per ottenere uno sponsor o un supporto… È una pressione naturale. Poi c’è quella di vincere il torneo per ottenere una wild card per il Roland Garros. Con il tempo, questa pressione evolve: ‘Devo entrare nei top 100, altrimenti perdo il sostegno di chi mi ha aiutato da giovane’. Durante la carriera si convive con pressioni diverse ma sono tutte parimenti importanti”.

Il discorso vira sull’attualità del tour ATP, con Jannik Sinner e Carlos Alcaraz così distanti da tutti gli altri. “C’è una differenza evidente tra loro e il resto. Anche in termini di punti il distacco è enorme: lo spagnolo, attuale numero 2, ha un vantaggio enorme sul numero 3, Alexander Zverev” riflette Del Potro. “Oggi la sfida per gli altri è cercare di ‘strappare’ uno Slam a questi due visto che li stanno vincendo solo loro. Con un margine così ampio, credo che punteranno tutto sui tornei più importanti. Con il livello che stanno mostrando, cercheranno anche di gestire il fisico. Alcaraz, ad esempio, ha avuto un problema al polso e si è ritirato a Barcellona, proprio ora che arrivano tornei fondamentali. A un’età così giovane, gestiranno la carriera per competere nei grandi tornei, perché hanno un’opportunità enorme. E il mio amico Nole, Novak Djokovic, se è in forma, come ha dimostrato in Australia (dove è stato finalista), è uno di quelli che può rompere un po’ il loro dominio”.

Con così tante partite e così impegnative, il rischio di infortuni è alto. Come devono gestirsi Alcaraz e Sinner? Così la vede Delpo: “Sì, la gestione è importantissima, ma hanno l’opportunità per farlo bene, prima di tutto perché hanno un grande vantaggio nel ranking. Poi perché il loro livello è tale che, ovunque giochino, sono favoriti. I titoli Slam che hanno già conquistato e la lotta continua per il numero uno li aiutano a concentrarsi su quello: Slam, ranking e avvicinarsi ai record del Big 3. Hanno ancora molti anni di carriera davanti e, se manterranno questo livello, è molto probabile che si avvicinino molto a quei record. A me piace questa rivalità: tra gli appassionati di tennis c’è una divisione e quando si affrontano escono sempre partite spettacolari”.

L’intervista si conclude con un pizzico di nostalgia, pensando che un suo coetaneo come Marin Cilic è tornato dopo molti infortuni ed è ancora piuttosto competitivo, tanto che Delpo scherza dicendo “Ogni tanto chiamo il medico, un po’ scherzando, e gli dico: ‘Guarda, se Marin Cilic gioca ancora, e anche Novak Djokovic… magari prova a fare una ricerca su Google per capire come sistemarmi la gamba!’. In realtà di nostalgia ne sento sempre meno… per tutto quello che comporta giocare una partita di tennis professionistico. Da un lato sì: anche adesso, quando vedo gli junior e tutto ciò che viene organizzato per loro, penso: Wow. Ti viene naturalmente voglia di giocare. Oppure quando vado a un torneo, a uno Slam. Quel momento in campo, la competizione, il pubblico, l’adrenalina… quello sì, lo sento ancora. Tuttavia per arrivare a quel punto c’è tutto un percorso che oggi non affronterei più. Perché bisogna lavorare tantissimo, allenarsi, dedicarsi praticamente a tempo pieno, e ormai il corpo non risponde più — sapete tutto quello che ho passato con il ginocchio. Lindsey Vonn, tornata a competere dopo una protesi al ginocchio? Per me lei è un grande punto di riferimento. Ho parlato con Lindsey, abbiamo avuto una storia simile: lei ha una protesi ed è tornata a gareggiare. Io una protesi? No, ormai è passato del tempo… Ho subito molte operazioni e avevo bisogno di stare lontano dalle sale operatorie. Per ora mi sto godendo quello che sto facendo adesso”.

Marco Mazzoni


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10 commenti. Lasciane uno!

Koko (Guest) 17-04-2026 16:10

@ NonSoloSinner (#4594501)

Come proverbio no trips for Cats è accettabile anche per i madrelingua: niente evasioni con sostanze per avventurieri con la racchetta!

10
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Andy.Fi (Guest) 17-04-2026 15:01

@ Andy.Fi (#4594518)

Continuino e non continueranno

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Andy.Fi (Guest) 17-04-2026 15:00

@ Mary (#4594313)

Sono d’accordo al 90% di quello che dici, poi però c’è il destino, soprattutto la salute. Premesso che questi 2 continuano a migliorare la vedo dura per i vari Fonseca, Fils etc; vediamo quelli dell’età del francesino. Djoko non ha iniziato a vincere Slam molto più giovane di Jannik, certo, arrivare all’età di Djoko così competitivo è quasi impossibile. In conclusione hai ragione che sarà molto difficile a meno che uno dei abbia dei problemi di salute e l’altro inizi a vincere 3 slam all’anno o continueranno a farne 2 a testa per una decina d’anni

8
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NonSoloSinner (Guest) 17-04-2026 14:32

Ricordo ancora bene quando Del Potro batté Federer a Flushing Meadows, dove era imbattuto da 5-6 anni… gia lo avevano proclamato futuro top-3, ma nel tennis funziona così, esattamente come nel calcio, commentatori che sono più ultras che tecnici… no trips for cats come dice forse il peggiore, che neanche potete immaginare quante gliene disse quando rinunciò alle olimpiadi e poi alla coppa davis

7
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Pikario Furioso 17-04-2026 13:31

Per me e’ impensabile che riescano a vincere cosi’ tanto, col tennis attuale imho ci si consuma velocemente, nuove leve arriveranno e sara’ sempre piu’ dura. Mi accontenterei di una quindicina di slam per Sinner, con magari 8-9 finals e 35 master 1000.

6
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Koko (Guest) 17-04-2026 13:04

Beh nello spartirsi i titoli meglio essere in due con uno alterno ed Alcarazziano rispetto a tre o quattro di cui due o tre infallibili in taluni slam. Roland Garros sempre Nadal, Wimbledon quasi sempre Federer e AO spessissimo Djokovic. Un Sinner ed un Alcaraz in palla non devono temere monopolisti slam.

5
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giorgione (Guest) 17-04-2026 12:56

Scritto da zedarioz
Grande Delpo. A mio parere era già un gradino davanti ai big 3 come potenza. Era avanti di 10 anni come velocità dei colpi, però il fisico non ha retto quel tipo di sollecitazione purtroppo.
Tanto per dire nella semifinale dello US OPEN prese a pallate Nadal e finì 6-2 6-2 6-2

un nadal che rientrava da un infortunio agli addominali. però niente da dire, quel delpo aveva una potenza che non ho mai visto nel tennis in termini assoluti. anzi, federer dopo la finale o qualche mese dopo disse che secondo lui delpo sarebbe diventato presto il numero 1 della classifica.

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zedarioz 17-04-2026 12:26

Grande Delpo. A mio parere era già un gradino davanti ai big 3 come potenza. Era avanti di 10 anni come velocità dei colpi, però il fisico non ha retto quel tipo di sollecitazione purtroppo.
Tanto per dire nella semifinale dello US OPEN prese a pallate Nadal e finì 6-2 6-2 6-2

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+1: j
tinapica 17-04-2026 12:00

Peraltro, molto più a lungo e molto prima del ginocchio, il suo problema più grosso era al polso sinistro.

2
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Mary (Guest) 17-04-2026 11:43

Alcaraz ne ha obiettivamente la possibilità, in virtù della sua età, dei risultati già ottenuti e del fatto che ormai punta tutto sugli Slam, fin da piccolo è stato sviluppato e affinato per quelli. Sinner invece ha già quasi 25 anni, ha iniziato a vincere solo due anni fa, più tardi della media dei fenomeni, e nel giro di uno, due anni, fra naturali cambi di generazione e qualche filo tirato per venire incontro al pubblico generalista che è già stufo dei Big2 (memoria corta e frenesia da tempi moderni, Federer prima e Federer e Nadal poi, prima di Djokovic, avevano un dominio a cui nessuno si avvicinava e la gente non si lagnava così) si troverà ad affrontare una concorrenza vera, più giovane e agguerrita, nonché il sempre presente pericolo outsider. Gli Slam in fondo solo solo 4 all’anno, dovrebbe tenere la media di Djokovic di due l’anno per i prossimi dieci anni e non lo vedo fattibile.

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