Cash preoccupato per il futuro del tennis australiano: “Nel consiglio federale non ci sono ex giocatori. Abbiamo bisogno di coach migliori alla base”
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L’addio di Craig Tiley all’Australian Open e tutta Tennis Australia ha provocato un’ondata di reazioni nel paese australe, uno di quelli dove la passione per il tennis è più radicata in assoluto. “Down Under” si vive una fase di passaggio – Tiley sbarcherà a breve alla USTA ma sta ultimando operazioni già in corso – ma anche incertezza: dalle mani del sudafricano passavano praticamente tutte le operazioni più importanti a livello organizzativo e soprattutto strategico per quanto riguarda l’alto livello. Con la sua gestione gli Australian Open hanno raggiunto a pieno titolo lo stesso valore degli altri Major e l’intero movimento tennistico è cresciuto moltissimo come praticanti; meno nell’ultima generazione per quanto riguarda la creazione di talenti capaci di inserirsi ai vertici della disciplina. In attesa di conoscere chi prenderà le redini della federazione australiana, già piovono non poche critiche da parte di alcune glorie del tennis nazionale. Tra queste, una delle voci più critiche e preoccupate è quella di Pat Cash che teme una sorta di ritorno al potere da parte di personaggi del cosiddetto “old boys club”, ossia dirigenti senza un background tennistico da ex giocatori, interessati solamente all’aspetto economico. Cash ne ha parlato a latere del Launceston International, un ITF che si svolge nel paese. Cash spera che il prossimo capitolo della federazione porti alcuni cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda la crescita dei futuri campioni australiani, e che la voce degli ex campioni nazionali non sia trascurata.
“Sfortunatamente il problema di fondo è che a Tennis Australia esiste un old boys club e dura da troppo tempo”, ha dichiarato l’ex campione di Wimbledon, che attualmente allena part-time Li Tu. “Nel consiglio direttivo di Tennis Australia non c’è nessuno che abbia realmente giocato a tennis. Quando hai solo uomini d’affari senza esperienza nello sviluppo dei giocatori, non credo che vengano ascoltate le opinioni dei veri esperti che abbiamo qui in Australia. Ne abbiamo una dozzina che hanno giocato o allenato in Davis Cup e sono grandissimi esperti, eppure vengono assunti uomini d’affari. Nel consiglio non c’è praticamente alcuna competenza tennistica né nello sviluppo dei giocatori. Sta arrivando un nuovo CEO e un nuovo direttore del torneo: serve qualcuno che sia davvero coinvolto nel tennis”.
“Non abbiamo avuto vittorie né tra i ragazzi né tra le ragazze a Wimbledon juniores, e agli Australian Open giovanili abbiamo ottenuto solo poche vittorie, in quello che peraltro è lo Slam junior più debole… è una situazione preoccupante.”
Negli ultimi dieci anni l’Australia ha potuto esultare per i successi di Ashleigh Barty e Alex de Minaur, ma secondo molti osservatori manca una nuova generazione di talenti pronti a emergere. Secondo Cash, il primo passo che il nuovo amministratore delegato dovrebbe compiere è rafforzare la qualità degli allenatori che lavorano con i giovani nei programmi di base. “Siamo l’unica grande nazione del tennis che non ha ex giocatori nel consiglio federale”, ha continuato Cash. “Questo indica chiaramente quale sia la loro priorità: fare soldi. E certo, bisogna fare soldi. Non puoi organizzare tornei e programmi di sviluppo senza risorse economiche. Ma da qualche parte deve esserci un equilibrio.”
Cash punta il dito sull’organizzazione di base, a suo dire inadeguata rispetto ai paesi che trainano lo sport: “Quello che vedo nel coaching è tremendo… Abbiamo bisogno di allenatori migliori a livello di base. L’Australia è isolata geograficamente, abbiamo bisogno anche di contributi internazionali, e un uomo d’affari difficilmente può comprenderlo davvero”. Pat resta comunque convinto che molti grandi nomi del tennis sarebbero pronti ad aiutare la nuova generazione, se solo venissero coinvolti. La sua speranza è che Tennis Australia non ignori questa possibilità e decida di rivolgersi agli ex campioni per ottenere “nuove idee e uno sguardo fresco” sul futuro del tennis australiano.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Pat Cash, Tennis Australia

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beh no dai, c’è pur sempre De Minaur. Comunque condivido il pensiero di Cash, devi avere capacità organizzative ed economiche ma anche gente di tennis.
Caro Pat Cash, mi sembra di sentire quello che Clerici e Tommasi dicevano 30/40 anni fa della FIT di Galgani e c….
Prendete Kyrgios e non avrete piu´problemi.
Purtroppo all’Australia sono rimasti solo i canguri e Nick.
Noi avevamo un comico e adesso una politica nel consiglio federale. Quindi non preoccuparti, non è da li che nascono i giocatori professionisti.