Destanee Aiava annuncia il ritiro a fine anno dal tennis, suo “fidanzato tossico”, con un post social durissimo: “È razzista, misogino, omofobo e ostile”
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Destanee Aiava si scaglia con veemenza contro il tennis che definisce un “fidanzato tossico” e annuncia che il 2026 sarà il suo ultimo anno di vita da giocatrice Pro. Le 25enne australiana – di origini samoana – non è uno dei volti più noti del mondo WTA, con un modesto best ranking di n.147, ma è stata una vera promessa da giovanissima e spesso in carriera ha fatto parlare per dichiarazioni al limite e l’ha fatto fin dai primi approcci al mondo professionistico, quando affermò sprezzante che il tennis per lei era soprattutto una fonte di guadagno e che la sua carriera non avrebbe avuto una lunga durata. A giudicare dal post social da poco pubblicato che rivela la sua drastica decisione sembra esser stata di parola: Aiava traccia un bilancio terribile della sua esperienza da giocatrice, rivelando problemi e difficoltà enormi nell’ambiente del tour femminile, arrivando ad affermare che la cultura tennistica è “razzista, misogina, omofoba e ostile”. Proprio il razzismo sperimentato tante volte sulla propria pelle è diventato per Destanee insostenibile e da qua la decisione di mollare un ambiente che non vuole più frequentare, troppo alto lo squilibrio tra sacrifici richiesti e soddisfazioni personali.
“Il 2026 sarà il mio ultimo anno come tennista professionista”, così inizia il lungo post social pubblicato su Instagram (che riportiamo). “Fin dal primo momento in cui ho preso le mie prime lezioni al Casey Tennis Club, la mia vita è stata soltanto tennis. Spesso mi sono chiesta cosa ne sarebbe stato della mia vita se avessi scelto altro, e se fosse valsa la pena per tutti i sacrifici che ho fatto per questa scelta. C’è stato un momento nella carriera nel quale mi sono sentita sul punto di fare il salto di qualità, sentivo che il mondo fosse ai miei piedi e che niente potesse toccarmi. Avevo solo 17 anni e non ero affatto preparata, pericolosamente ingenua sulle conseguenze di fidarmi delle persone sbagliate. Avevo solo 17 anni, la traiettoria della mia carriera non è più stata la stessa dopo…”
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“La vita non è fatta per essere vissuta nella sofferenza o a metà”, continua Aiava nella sua dichiarazione. “Il mio obiettivo ultimo è potermi svegliare ogni giorno e dire sinceramente che amo ciò che faccio – e credo che tutti meritino questa possibilità. Ho 25 anni, ne compirò 26 quest’anno, e mi sento terribilmente indietro rispetto agli altri, come se dovessi ripartire da zero. Ho anche paura. Ma è comunque meglio che vivere una vita non allineata, o restare intrappolata nel confronto costante fino a perdere se stessi.”
“Più di una volta ho continuato a giocare perché ho sentito di doverlo fare non per me stessa ma per coloro che mi avevano aiutato nel corso della mia carriera, per provare a ritornare dove (sulla carta) avrei dovuto essere. Altre volte continuavo solo per la paura di dover ricominciare tutto da capo. O perché ero annoiata. Non sapevo chi in realtà fossi al di fuori dal tennis e quale fosse la mia vera passione. Ero costantemente a caccia di cose che potessero darmi pace invece di dolore. In altre parole, il tennis era il mio fidanzato tossico.”
L’ex enfant prodige del circuito junior ha riservato le parole più dure ai critici e agli haters online che negli anni l’hanno presa di mira per risultati, aspetto fisico e per i suoi outfit sgargianti. “Voglio dire un gigantesco vaffanculo a chiunque, nella comunità tennistica, mi abbia mai fatto sentire inferiore”, incalza nel suo posto Aiava. “Vaffanculo a ogni singolo scommettitore che mi ha mandato insulti o minacce di morte. Vaffanculo a chi si nasconde dietro uno schermo sui social per commentare il mio corpo, la mia carriera o qualsiasi altra cosa da criticare. E vaffanculo a uno sport che si trincera dietro presunti valori di classe ed eleganza. Dietro il bianco immacolato e le tradizioni si nasconde una cultura razzista, misogina, omofoba e ostile verso chiunque non rientri nei canoni.”
Aiava si era avvicinata al tennis guardando Serena Williams agli Australian Open. Dopo l’esplosione mediatica in età adolescenziale, aveva raggiunto il best ranking di numero 147 del mondo nel 2017 e sembrava destinata ad una carriera di alto livello. Tuttavia arrivata a quel picco prematuro, non è poi riuscita a dare continuità a quei risultati, tanto che la sua vita sul tour è scivolata via senza grandi picchi e oggi occupa la posizione n. 321 del ranking WTA. Il suo nome è tornato sulla bocca degli appassionati “solo” per aver condiviso il campo con Jasmine Paolini a US Open in quella partita diventata iconica grazie al favoloso scatto del fotografo Ray Giubilo che ha immortalato il volto dell’azzurra esattamente dietro il disegno sulle corde della sua racchetta, una delle foto più belle mai viste su di un campo da tennis.
Il lungo post colpisce per la sua durezza e “potenza”. Un atto di accusa con pochi precedenti per la sua crudezza che certamente non passerà inosservato. In una successiva intervista alla tv australiana, Aiava ribadisce i concetti espressi nello sfogo social, affermando che il tennis le ha dato moltissimo ma costato altrettanto, soprattutto in termini di razzismo sperimentato, per il sentirsi diversa e non protetta a sufficienza. Da lei parte anche una richiesta a chi governa il tour professionistico femminile affinché le giocatrici abbiano una protezione superiore contro gli attacchi diretti, il body shaming (da lei terribilmente sofferto), la scarsa solidarietà delle colleghe e di come il focus sia soprattutto sulle grandi campionesse e sul rendere lo sport più ricco possibile.
Australian tennis player Destanee Aiava announces she has retired from tennis due to RACISM.
“I experienced a lot of racism from parents, people I was playing with- just comments at the back of the court and even to this day.” pic.twitter.com/pGXzlAa0Tp
— Oli London (@OliLondonTV) February 17, 2026
Un’uscita di scena dirompente, con accuse davvero pesanti da parte di Aiava al mondo che ha frequentato per anni indicando punto per punto le criticità dello sport che le dato una certa fama ma anche provocato dolore e serie difficoltà. La australiana tuttavia ci tiene a ringraziare in particolare “la comunità delle Isole del Pacifico. Sono profondamente onorata di aver potuto ispirare ragazze e ragazzi che si riconoscono in me, incoraggiandoli a non avere paura di inseguire i propri sogni – a prescindere dall’ambiente o dal contesto. Senza di voi, io non esisterei. Sono orgogliosa di essere stata una delle poche presenze su un palcoscenico che non era stato pensato per noi. Sono orgogliosa di aver scritto una pagina di storia per la nostra gente. E sono orgogliosa delle mie origini – grazie a tutti voi. Grazie a chiunque sia stato un mio sostenitore leale, ai miei sponsor, alla mia famiglia, ai miei migliori amici, al mio partner, ai miei gatti e a chiunque abbia rappresentato una presenza positiva in questo percorso lungo 21 anni. Non so ancora che forma prenderà questo anno né quale spazio avrà il tennis al suo interno. Ma so che questo capitolo si chiuderà alle mie condizioni. E sono sinceramente grata a chi mi ha sostenuta senza mai cercare di cambiarmi.”
Marco Mazzoni
TAG: Destanee Aiava, Marco Mazzoni, razzismo nel tennis, Ritiro, WTA Tour

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La sua esperienza è stata questa:
dispiace per lei.
Mai criticare certe storie vissute negativamente perché il karma può essere micidiale e può colpire chiunque
Quindi devono sentirsi autorizzati a farlo?
si
tomic
Mi sembra ricordare che già anni fa, da giovanissima, non era poprio convinta e aveva crisi… diffuse. 🙁
Bye Karen! Ti auguriamo una buona vita, con capelli rigorosamente viola e blu.
Ha sicuramente ragione nel parlare male degli hater e scommettitori e varie altre denunce. Certamente, avesse avuto più successo, l’ odio sarebbe quantomeno dimezzato..
Un passaggio dell’ intervista dove dice che il tennis era per lei solo una fonte di guadagno dice tutto su come è andata la sua carriera tennistica,mi ricorda vagamente un suo connazionale anzi due,anche loro grandi talenti ma squagliati come neve al sole dopo aver guadagnato un po’ di soldi, purtroppo il talento conta in percentuale un 20% la testa un 40% e il fisico il resto
Gli hater scommettitori son un problema serio per i tennisti non al top.
Direi meravigliosi i ‘vaffanculo’. Bisognerebbe che tutti quelli bersaglio di odio social avessero ul ‘coraggio’ di inviarli ….
Cerca negli altri qualcuno da insultare…ma ha dei problemi con se stessa…
Dopo il primo ritiro dal tennis della Barty,per il cricket,che sembrava una scelta definitiva, sembrava rimasta la Aiava la più credibile promessa australiana per tentare di rimpiazzare in qualche modo la Stosur,top 150 a 17anni , vittorie contro tenniste che poi sarebbero diventate top ten e una mostra di un potenziale fisico non indifferente.
Furono,per questo,deludenti i successivi 2-3 anni, dove si è incominciato a capire che qualcosa non andava per il verso che personalmente mi sarei aspettato.
Beh anche meno!
Se non ti piace il tennis per cosa hai iniziato sta carriera? Non te lo ha di certo prescritto il dottore di fare questo nella vita!
Ogni tanto si apre uno squarcio nelle vite dei tennisti di seconda fascia e quel che ne esce non è un bel vedere;”…razzista, misogina, omofoba e ostile”. Un quadro disonorevole per chi crede che il tennis sia per gentiluomini, e chi ha il potere di negoziare anche per i più deboli pensa solo alla propria pancia…
Mi dispiace per come ha vissuto questa esperienza. Non capisco però allora come mai una coppia come Monfils-Svitolina sia invece tra le più apprezzate ed invidiare in quel mondo. Solo ipocrisia?