Musetti: “Una partita difficile da preparare, giocare e gestire. Orgoglioso di come l’ho affrontata. Il mio coach Tartarini è dovuto rientrare in Italia per un grave lutto familiare”. Darderi, non solo “terraiolo”. Sonego: “Il risultato non racconta il livello della partita”
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Non era un derby come gli altri e Lorenzo Musetti lo sapeva bene. Il confronto con Lorenzo Sonego, amico fuori dal campo e compagno di successi in doppio, ha rappresentato uno degli esami più delicati di questo Australian Open 2026. Il numero 5 del mondo lo ha superato in tre set, offrendo una prestazione solida e brillante, ma soprattutto mostrando grande maturità nella gestione emotiva di una partita tutt’altro che semplice.
“Non è stata una partita facile da preparare, da giocare e da gestire”, ha spiegato Musetti in conferenza stampa, sintetizzando perfettamente la complessità della sfida. “Lorenzo è uno dei miei migliori amici sul tour: recentemente abbiamo vinto un titolo insieme in doppio, condividiamo tanti bei ricordi e non è facile separare queste cose quando entri in campo”.
Nonostante tutto, il carrarino è riuscito a mantenere lucidità e concentrazione dall’inizio alla fine:
“Sono davvero molto felice e orgoglioso di quello che ho ottenuto oggi, e sono contento di essere di nuovo al terzo turno”.
Una settimana complicata fuori dal campo
Il match è arrivato in un momento non semplice anche sul piano personale. Nell’angolo di Musetti mancavano infatti figure fondamentali del suo team:
“Il mio coach Tartarini è dovuto rientrare in Italia per un grave lutto familiare, mentre il mio preparatore atletico Damiano non c’era per motivi di salute”, ha raccontato Lorenzo.
Una situazione delicata che, invece di appesantirlo, ha avuto l’effetto opposto:
“È stata una settimana complicata da gestire nella vita reale. Il tennis è uno sport bellissimo ed è la nostra professione, ma c’è anche un aspetto umano molto importante che non dobbiamo mai dimenticare. Tutto questo, più che mettermi pressione, credo mi abbia responsabilizzato. Ho affrontato la partita con un’attenzione maggiore e per questo ho dedicato la vittoria a loro”.
Un angolo diverso, ma risposte importanti
Per la prima volta Musetti ha affrontato un match Slam con il solo José Perlas nel box:
“Mi sono trovato molto bene con José. Ho potuto contare sul suo aiuto e sul supporto da casa di Damiano e Simone. Erano tutti molto contenti della vittoria”.
Ciò che lo rende maggiormente soddisfatto, però, è l’atteggiamento mostrato in campo: “La cosa che mi rende più orgoglioso, anzi che ci rende più orgogliosi, è aver affrontato la partita con questo atteggiamento dall’inizio alla fine, senza troppi cali. Anche nei momenti difficili sono stato bravo a reagire”.
Una prestazione molto diversa dall’esordio
Rispetto al primo turno, il carrarino ha avvertito sensazioni completamente differenti:
“È stata una partita completamente diversa. All’esordio avevo faticato con la tensione e nel trovare ritmo. Oggi invece il diritto è stato molto pesante e consistente fino alla fine e sono stato molto aggressivo”.
Anche dal punto di vista fisico la risposta è stata incoraggiante:
“Mi sono sentito più a mio agio rispetto al primo match, ed è stata una differenza importante”.
Il rispetto per Sonego e la chiave del match
Nonostante il punteggio netto, Musetti ha riconosciuto i momenti in cui Sonego è riuscito a metterlo sotto pressione:
“Aveva preparato la partita in modo molto aggressivo, veniva spesso a rete e ha fatto ottime volée. Non è stato facile passarlo, e anche quando provavo a giocare palle basse trovava sempre una grande soluzione”.
Il momento più delicato è arrivato all’inizio del terzo set: “Appena ho abbassato un po’ l’intensità lui ne ha approfittato, ma sono riuscito a gestire la situazione, a rientrare subito in partita e a ritrovare il giusto ritmo, soprattutto con il diritto. Questa è stata probabilmente la chiave per riportare il match dalla mia parte”.
Darderi, non solo “terraiolo”
“Terraiolo a chi?”. Luciano Darderi entra in sala stampa con il sorriso di chi sa di essersi tolto qualche etichetta di dosso. Dopo Wimbledon e US Open, per l’italo-argentino è arrivato anche il primo terzo turno agli Australian Open: il terzo consecutivo a livello Slam, il primo in carriera a Melbourne.
“Quello che avrei dovuto fare sulla terra di Parigi, dove invece ho fatto primo turno…”, scherza con i giornalisti. Poi il messaggio è chiaro:
“Sono contento, sto giocando un gran tennis e sto migliorando tanto settimana dopo settimana”.
Contro Sebastián Báez, avversario tutt’altro che semplice, la chiave è stata il coraggio: “Quando siamo riusciti ad attaccare di più sul suo rovescio e sulle seconde di servizio le cose sono andate bene. Nei momenti delicati sono stato aggressivo, ho cercato di essere coraggioso”.
Fondamentale anche l’approccio mentale, molto diverso rispetto al primo turno:
“Oggi sono entrato in campo più tranquillo, con più ritmo e confidenza con la superficie”.
La parola “sofferenza” torna spesso nei racconti di Darderi:
“Tutti soffrono in campo. Chi dice di non soffrire non dice la verità. C’è chi riesce a gestirla meglio, ma le sensazioni sono sempre le stesse”.
Ora lo attende Karen Khachanov: “Ha un gioco molto aggressivo, tira forte su tutto. Dovrò cercare di attaccare per primo e muoverlo il più possibile: secondo me è più forte in attacco che in difesa”.
Sonego: “Il risultato non racconta il livello della partita”
Il derby con Lorenzo Musetti si è chiuso in tre set, ma per Lorenzo Sonego non è stata affatto una partita a senso unico:
“È sempre difficile giocare contro un amico. Lui oggi si è espresso in maniera incredibile: non ha commesso errori ed è stato difficilissimo fargli punto”.
Il piemontese riconosce la qualità dell’avversario:
“Il risultato non rispecchia il livello che c’è stato in campo. Il livello è stato molto alto e lui è stato più forte in determinati momenti. È per questo che è numero cinque al mondo”.
Sonego ha provato a cambiare tatticamente il match, ma Musetti ha risposto colpo su colpo:
“È molto regolare, ha tante variazioni e ti porta sempre al limite. Oggi ha risposto molto meglio rispetto ad altre volte e questo ha fatto la differenza, perché mi ha tolto un’arma fondamentale come il servizio”.
Non sono mancati i problemi fisici nella settimana precedente:
“Arrivavo da giorni complicati per un fastidio al polso. Mi sono allenato poco e sul dritto sentivo dolore. Per fortuna è migliorato, ma sicuramente può aver inciso nella preparazione”.
Lo sguardo ora è già rivolto alla stagione sulla terra:
“È stato un buon inizio di stagione. L’importante è stare bene fisicamente e mentalmente. Credo molto nel percorso che ho intrapreso. Giocherò Rio, Buenos Aires e Santiago: sulla terra voglio fare qualcosa di speciale”.
Maestrelli e il sogno Rod Laver Arena
Per Francesco Maestrelli, la sconfitta contro Novak Djokovic non cancella un’esperienza destinata a rimanere per sempre. Il pisano, proveniente dalle qualificazioni, ha vissuto il suo primo match sulla Rod Laver Arena contro il tennista più vincente della storia.
“Alla stretta di mano gli ho detto ‘grazie per la lezione’ e lui mi ha risposto ‘grazie a te, è stata una buona partita’. Mi ha detto che si è divertito, e anch’io mi sono divertito”, ha raccontato sorridendo.
Poi, con ironia: “Basta, ho dato tutto, non ce la faccio più a parlare in inglese”.
L’emozione è stata fortissima: “Entrare in campo con tutta quella gente è stato incredibile. Ho cercato di concentrarmi su me stesso, anche se lui è una persona incredibile. Nonostante il risultato, credo di aver fatto una buona prestazione”.
C’è anche un pizzico di rammarico: “Sono contento, ma mi girano un po’ le scatole perché non mi piace perdere. Non esco dal campo solo felice di aver giocato contro Djokovic: mi sarebbe piaciuto vincere”.
Maestrelli guarda avanti senza illusioni facili: “Non ho aspettative. Tutto quello che è arrivato è frutto del lavoro quotidiano. Continuerò a fare le stesse cose per migliorare ancora”.
E la lezione più grande è arrivata proprio dal campo: “Oggi Novak mi ha dimostrato che ci sono ancora tantissimi margini di miglioramento. Ma il fatto di sentirmi in partita, di non essere fuori gara, mi dà fiducia”.
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Francesco Maestrelli, Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Luciano Darderi

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Sembrerebbe che Musetti nella Live sia già al n. 3… Mi piacerebbe anche sapere dove si trova Darderi che non difendeva punti… Ma purtroppo la rubrica Ranking Live non viene più regolarmente aggiornata se non quando ormai coincide col ranking acquisito. Motivo? 🙄 Redazione, se la rubrica non viene più curata tanto vale toglierla dal Menu 😯
Sto guardando Musetti e…brutto match con tanti errori anche tattici.Non ritengo probante la prestazione se non per la condizione fisica e perché quando c’è stato da chiudere l’ha fatto ma oltre quello non vedo molto.
Va detto che per giocare bene bisognerebbe essere in due.
L’analisi di Sonego mi trova d’accordo. Musetti ha chiuso i set, ma come gioco Sonego ha fatto cose pregiatissime. Da tifoso di Musetti, mi fa piacere vedere quanto sia maturo tennisticamente. Usa il talento per chiudere i set. Contro molti altri giocatori del tabellone attuale (e qualche errore sprecone in meno, va detto) il Sonego di oggi avrebbe vinto in tre set.
Condoglianze a Tartarini, su Musetti molto bene aver chiuso in 3 set, pensavo dovessero andare al quarto o quinto, bene così per Muso
personalmente preferisco Mahac, in giornata può far male, ma Musetti anche su cemento ha le armi per mandarlo in confusione… su Tsitsipas ormai c’è poco da dire, irriconoscibile
come ho letto in altri articoli, Maestrelli troppo rispettoso nei confronti del mito… non aveva possibilità di vincere, ma obiettivamente non ci ha neanche provato… comunque è giovane, ha talento, e gli auguro di entrare in top-100, che vorrebbe dire maindraw in tutti o quasi i tornei principali senza passare per le quali
concordo, Darderi ha un diritto anomalo, con un movimento molto corto e rapido, che si adatta al cemento… lo vedo almeno in top-20 entro l’anno
Un passettino alla volta, ma Lorenzo lo vedo sempre meglio su cemento… con Mahac parte favorito, poi l’esame del nove sarà con Fritz e Nole… io ci credo possa arrivare in semi con Sinner, poi lì si ferma, ma chiuderebbe comunque da numero 3 al mondo, primo italiano di sempre dopo Jannik, alla faccia di chi non gli vuol bene
Il Maestro avrebbe potuto benissimo parlare con Nole in italiano… 😉
Ha ragione Sonego, per larghi tratti livello molto alto.
Darderi ha un dritto che fa davvero male mi pare anche psicologicamente, perche il gesto è rapidissimo e con ventaglio di angolazioni molto ampio e davvero non è facile prevedere la traiettoria o sbaglio?
Machac è un grande, se gioca bene e ci sta dentro con la testa è colpo su colpo. Musetti dovra’ fare la ruota del pavone per vincere, le armi le ha…
Bah con tutti gli errori che ha fatto Sonego ha poco da parlare di “livello della partita”. Musetti sul velluto di mera superiorità tecnica alimentato dai troppi unforced di Sonego magari condizionato dal polso.
Benissimo luciano
Ora per il muso c’è Machac, avrei preferito Tsitsi ma il ceco alterna grandi prestazioni a momenti di confusione, se Lorenzo saprà esprimere il suo miglior tennis può venissimo avanzare agli ottavi.
Non voglio commentare la partita, troppa differenza tra i due, ho preferito guardare le novità di Sinner, ho visto un dritto con palla più arrotata del solito e tentativi di palla corta anche con il rovescio
Musetti può dire ciò che vuole ma la verità e’ che non può assolutamente perdere dall’onesto sonego in un torneo così. Amico o non amico, le chiacchiere stanno a zero se si vuole essere e restare numero 5. Ottimo Luciano, un match difficile per lui risolto molto bene su questa superficie, deve insistervi e non trincerarsi dietro la terra rossa. Ma non lo farà, ne sono certo. Il giocatore è maturo e consapevole di ciò che può fare. La strada è giusta. Deve solo non giocare troppo, si rischia l’insalata russa…
Bene per Musetti, “recuperata” la durata extra del primo turno.. mi dispiace molto per il lutto di Tartarini, per quanto distante, gli faccio le condoglianze