Lehečka: «La differenza con Alcaraz e Sinner è la costanza»
18 commenti
Nel corso del ATP 250 Brisbane 2026, Jiri Lehečka si è presentato in conferenza stampa affrontando anche un tema centrale per la sua crescita: il margine che separa i giocatori di alta classifica dall’élite assoluta del tennis mondiale.
Interrogato su quale sia l’aspetto su cui deve lavorare maggiormente per compiere un ulteriore salto di qualità, il tennista ceco ha offerto un’analisi lucida e diretta. Secondo Lehečka, il livello di gioco tra i tennisti collocati tra la 30ª e la 40ª posizione del ranking è spesso molto simile a quello dei migliori, ma la differenza reale emerge nella continuità. «Possiamo raggiungere tutti un livello di tennis praticamente identico – ha spiegato – ma ciò che fa la differenza è la capacità di mantenerlo nel tempo, di essere costanti e di vincere anche quando non stai giocando bene».
Nel suo ragionamento, Lehečka ha citato come riferimento due dei protagonisti assoluti del circuito, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, indicando proprio in questa qualità il loro principale punto di forza. La loro superiorità, secondo il ceco, non risiede solo nei picchi di gioco, ma nella capacità di reggere la pressione e portare a casa i match anche nelle giornate meno brillanti.
Consapevole di questo limite, Lehečka ha sottolineato come il suo lavoro quotidiano sia sempre più orientato a colmare quel divario. «Sto investendo molto per migliorare sotto questo aspetto», ha concluso, lasciando intendere che la crescita mentale e la gestione dei momenti difficili rappresentino la chiave per avvicinarsi stabilmente ai migliori del mondo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jiri Lehecka

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Auger-Aliassime
de Minaur
Shelton
Draper
Sabalenka
Swiatek
Rybakina
Andreeva
@ Ben (#4540328)
Sicuro, si vede che ne capisci di tennis, magari spiegaci anche perchè sbagliano poco, forse c’entra il fatto che giocano al 100% solo tra loro due (o contro Djoko) mentre con il resto della truppa giocano in scioltezza dando se va bene l’85/90%…ma magari dico cavolate
Finchè gli avversari pensano che la differenza stia solo lì possiamo dormire sonni tranquilli…
Si certo…
Non dimostrano molta intelligenza questi tennisti. Un conto è dimostrare convinzione nei propri mezzi, ma dichiarazioni senza senso come queste sono solo segno di poco acume.
In sintesi, Sinner e Alcaraz hanno la costanza di non sbagliare…
Ha ragione: di giocatori che tirano più forte di Sinner e Alcaraz se ne sono visti e se ne vedono, così come di gente capace di imprimere più rotazione, o più forte tecnicamente. Nessuno dei due susciterà mai l’ammirazione generata da un Roger Federer.
La differenza sta nel fatto che i primissimi mantengono un livello top per tre ore, Lehecka o quelli come lui solo a sprazzi.
Viene comunque troppo spesso sottovalutato il fattore tecnico, perchè i colpi devono anche saper resistere al fattore emotivo, cioè nonostante l’inevitabile contrazione muscolare, devono mantenere un livello di efficienza adatto a giocare un punto come va giocato.
Dai, qualcosa in più della costanza..m
Sinner e Alcaraz fanno colpi “che non si possono fare” (Panatta). Di cosa stiamo parlando, Jiri? Comunque Jiri piace in campo, al netto delle dichiarazioni. Inoltre non è il primo a dire ‘sta roba.
…che è poi la definizione di un altro livello…
Se si potesse prendere una ball machine con un set di palle tutte identiche, su un campo in cemento o sintetico e far fare 100 colpi di dritto e di rovescio ai primi 30 in classifica, tirando a dei bersagli e poi misurare la precisione e la velocità media+spin dei vari colpi, verrebbe fuori che i primi…sono i primi…
Il livello è diverso non solo a livello mentale, il fatto è che se uno è più bravo mediamente a fare una cosa, è più probabile che la faccia anche sotto pressione.
Sono tutti mostruosamente bravi a fare quelle cose, ma alcuni più di altri…
Seh vabbè…si sentono tutti molto vicini, capisco l’essere ottimisti e credere in sé stessi, ma per noi che guardiamo da esterni, la distanza si vede e pure tanto.
La stessa differenza di uno che fa 9.80 sui 100 metri e uno che fa 10.10…poi magari per i primi 30 metri sei lì ma alla fine sempre due metri di differenza all’arrivo..
A parte che quella era una situazione particolare per Musetti che atleticamente e mentalmente era stremato, quindi è ovvio che la velocità dei colpi non fosse al massimo. Poi, hai detto bene, mediamente il dritto di Musetti qualitativamente è tra i migliori nel circuito. La pesantezza della sua palla non è sempre evidente perché magari non è velocissima ma è ESTREMAMENTE ruotata e difficile da gestire oltre al fatto che trova angoli che in pochi pescano
L’altra sera mi rivedevo le Finals di Torino su RaiSport (forse non c’erano tornei di bocce da trasmettere!) e durante il match tra Alcaraz e Musetti hanno pubblicato le velocità medie dei 2 dritti: circa 145 kmh per lo spagnolo a fronte dei 125 circa del nostro italiano.
E pensare che, secondo i siti specializzati in analisi statistiche, proprio il dritto di Muso è il suo colpo con il maggior punteggio sia qualitativo che di resa in termini di scoring.
Anche i dritti di Sinner viaggiano mediamente oltre i 135 kmh con uno “spin” tra i più alti del circuito.
Eppure leggendo le dichiarazioni di Lorenzo pare che la reale “differenza” tra lui ed i top-2 sia soltanto nel livello atletico!
Voglio fare un paragone motoristico (anche in onore della passione di Sinner): prendere un’auto di serie e spenderci sopra una valanga di soldi in modifiche al motore ed all’assetto non raggiungerà mai la performance di un mezzo progettato e costruito solo per correre.
Carlos e Jannik sono due vere F1 e rispetto agli altri è chiarissima la differenza in frenata ed accelerazione…
…poi quando incassi 10″ (o 20″) ad ogni giro, puoi provare a consolarti dicendo che non sei così “lontano” dai migliori…
…neppure quando i primi 2 non stanno spingendo al massimo!
Da una parte bisogna pure capire questi “follower” che devono darsi coraggio per riuscire almeno a scendere in campo contro questi Monster-2.
Il difetto di tanti compreso i professionisti è che pensano: anch’io riesco a servire a 210 km, anche il mio dritto viaggia a 160 km ma il punto è con che regolarità, con quante variazioni di rotazione, con quante geometrie nel repertorio….un esempio nel tennis il giocatore che puoi battere facilmente è quello che gioca tutti i colpi compreso il servizio con tanta potenza ma con poca rotazione di palla, al contrario il giocatore più difficile da battere è quello che sembra che spinga meno ma riesce a dare alla pallina molta rotazione inserendo sempre rotazioni diverse durante gli scambi…Sinner è un caso a parte riesce a generare colpi violenti con una facilità incredibile, la sua crescita è stata oltre ad inserire geometrie diverse variare la rotazioni di palla…anche Alcaraz è simile a Sinner, ma con più variazioni e sensibilità di palla nel suo repertorio, ma meno regolare nei tornei
A volte credo siano pensieri positivi,un modo per guardare al futuro con fiducia. La realtà è diversa:sono qualità che ti porti da casa,talento insomma. La pressione di Sinner è dettata dalla facilità di impatto,non fatica,un elastico che fa partire la freccia e ritorna “morbido” per farlo ancora e ancora; le variazioni di Alcaraz altri proprio non le hanno,il dritto aprendo poco che diventa una fiondata o una smorzata cambiando impugnatura quanti lo sanno fare?
Lehecka poi è un tennista davvero “costruito”, rigido,meccanico che può trovare il gran set o match ma in intero torneo lo affatica rendendolo prevedibile.
Se la differenza fosse quella che dice lui ci sarebbe posto per tutti in vetta ma così non è.
Seh vabbeh
Si si la costanza ma poi il loro ritmo non lo reggi il loro ritmo la loro potenza i loro angoli te e i tuoi simili non li avete