Washington, Jódar rimonta Musetti e vola in semifinale: il servizio tradisce l’azzurro (Video)
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Lorenzo Musetti si ferma nei quarti di finale dell’ATP 500 di Washington. L’italiano è stato sconfitto da Rafael Jódar con il punteggio di 1-6, 6-1, 6-4, al termine di una partita durata circa due ore e caratterizzata da continui cambi di inerzia.
Dopo aver dominato il primo set, Musetti ha subito la reazione dello spagnolo, capace di ribaltare completamente l’incontro grazie a una maggiore aggressività in risposta e a un rendimento più costante al servizio. Per l’azzurro restano comunque indicazioni incoraggianti dopo il recente rientro dall’infortunio, anche se la bassa percentuale di prime palle ha finito per condizionare il risultato.
Musetti domina il primo set
Il punteggio del primo parziale potrebbe suggerire un andamento senza storia, ma i game iniziali sono stati molto più combattuti di quanto racconti il 6-1 finale. Musetti ha dovuto attendere la sesta opportunità prima di ottenere il break e portarsi sul 3-1.
Una volta conquistato il vantaggio, l’italiano ha alzato ulteriormente il livello. Il rovescio lungolinea ha funzionato con grande efficacia e la capacità di prendere l’iniziativa gli ha permesso di mettere costantemente sotto pressione Jódar.
Lo spagnolo, invece, non è riuscito a sfruttare le occasioni avute nei primi game e ha progressivamente perso fiducia. Musetti ha così ottenuto un secondo break e chiuso la frazione sul 6-1, dando l’impressione di poter controllare agevolmente la partita.
La reazione di Jódar cambia l’incontro
Il secondo set ha però seguito un copione completamente opposto. Jódar ha iniziato con quattro prime palle e altrettanti punti diretti, mostrando immediatamente un atteggiamento più deciso.
Il classe 2006 ha cominciato a rispondere con maggiore profondità e ha strappato il servizio a Musetti per portarsi sul 2-0. L’azzurro ha faticato a trovare la prima palla e ha commesso alcuni doppi falli nei momenti più delicati, permettendo all’avversario di prendere il controllo degli scambi.
Jódar ha ottenuto anche il doppio break, salendo sul 4-0, e non ha più concesso opportunità concrete all’italiano. Con un altro netto 6-1, questa volta in proprio favore, lo spagnolo ha trascinato la sfida al set decisivo.
Un solo break decide il terzo set
La terza frazione è rimasta in equilibrio fino al 2-2. Nel quinto gioco Jódar ha aumentato la pressione in risposta, procurandosi tre palle break consecutive. Musetti ha provato a difendersi ricorrendo anche al rovescio in slice, ma alcuni errori gli sono costati la perdita del servizio.
Lo spagnolo ha consolidato il vantaggio portandosi sul 4-2. Musetti non ha smesso di lottare e ha regalato alcuni colpi spettacolari, tra cui un diritto vincente e un lob di grande qualità, senza però riuscire a costruirsi una vera occasione per recuperare il break.
Jódar ha continuato a servire con sicurezza e, sul 5-4, ha chiuso l’incontro senza concedere punti, completando la rimonta con il definitivo 6-4.
La prima di servizio condiziona Musetti
Il dato più significativo della prestazione dell’italiano riguarda il servizio. Musetti ha messo in campo soltanto il 44% di prime palle, una percentuale troppo bassa contro un avversario capace di aggredire con continuità la seconda.
Quando è riuscito a servire la prima, l’azzurro ha conquistato il 74% dei punti. Il rendimento è invece sceso al 48% con la seconda, permettendo a Jódar di entrare frequentemente nello scambio in posizione favorevole.
La scarsa continuità al servizio potrebbe essere legata anche alla necessità di ritrovare gradualmente ritmo e automatismi dopo il periodo trascorso lontano dalle competizioni. Musetti ha comunque mostrato buone soluzioni tecniche e una condizione in crescita, ma non è riuscito a mantenere lo stesso livello per l’intera durata dell’incontro.
Jódar conferma la propria crescita
Per Jódar si tratta di un’altra vittoria prestigiosa in una stagione che lo ha ormai portato stabilmente tra i protagonisti del circuito. Lo spagnolo ha avuto il merito di non lasciarsi condizionare dal primo set e di modificare rapidamente il proprio approccio, aumentando profondità, aggressività e precisione.
Musetti lascia invece Washington con qualche rimpianto, soprattutto per non essere riuscito a sfruttare l’ottimo avvio. Il risultato resta negativo, ma la settimana statunitense ha rappresentato un passaggio utile nel percorso di recupero dell’azzurro, chiamato ora a ritrovare continuità in vista dei prossimi appuntamenti sul cemento nordamericano.
Francesco Paolo Villarico
TAG: ATP 500 Washington, ATP 500 Washington 2026, Lorenzo Musetti, Rafael Jodar

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Pensa con; un coach tosto e un servizio performante dove potrebbe arrivare…
Ah dimenticavo molli Tartarini che ha veramente rotto i cabasisi.
Bisogna avere il coraggio di troncare il cordone ombelicale se no arriva a 30 anni con due tornei vinti
La testa non va nel senso che dopo un lasso di partita indietro inizia a deprimersi soprattutto se deve lottare.
Urge coach che lo prenda a calcon culo magari Lendl.o Becker o Rafter. Migliorando l emotivita’ migliorerà il servizio che e il punto dolente
E adesso sotto coi pollici rossi
Purtroppo come ha iniziato a parlarsi contro e lamentarsi, ho dato per scontato la sconfitta. Questa era la prima partita vera del torneo….va bene che era al rientro che Jodar è tosto, ma c’è sempre qualcosa che non va.
@ doc (#4661263)
Ecco il commento privo di senso.
Hai vinto una fiesta Ferrero…magari torni a vedere.
Il problema degli italiani, tranne che per Berrettini, è sempre stato il servizio. Ultimamente Jannik è migliorato. Se Jannik avesse avuto anche solo il 60% di prime palle al Rolando 2025 avrebbe tranquillamente vinto la finale. Chi mi spiega perché gli italiani non hanno una gran tradizione al servizio?
Se Jodar è e resta piu forte di Musetti per me è un piccolo dramma.
La sconfitta era ampiamente prevedibile perché lorenzo era fermo da 4 mesi e jódar quest’anno è allenatissimo. anzi ha lottato perdendo 64 al terzo,
se ritrova la sua condizione potrà provare a tornare nei top ten dove anche jódar potrebbe arrivare a breve.
Più che “alzare il livello” (termine abusato e ridicolo, come se un atleta avesse una levetta che muovendola semplicemente gli consenta di giocare meglio…), Musetti dovrebbe alzare trofei, dopo 4 anni di digiuno assoluto in quella che dovrebbe essere l’età dell’oro per un tennista (dai 20 ai 25 anni). Credo che Musetti passerà alla storia come il giocatore col più alto differenziale tra ranking raggiunto e tornei vinti. Ma non poteva essere diversamente, quando si è carenti sotto l’aspetto emotivo, fino in fondo non ci arrivi mai. Buon tennis a tutti!
Effettivamente negli ultimi due set Jodar 78% di prime in campo, Musetti 45%; in più penalizzato, a causa dei vari infortuni, dalle poche partite giocate dopo Melbourne.
Nelle prossime settimane capiremo se sarà tornato a essere il tennista che ha chiuso il 2025 al numero 8.
Nessun dramma, Jodar è più forte di Musetti, risultato prevedibile.
Insomma, si rischia un rematch al terzo turno di Montréal ma non sono granché convinto che Lorenzo possa rifarsi. Comunque torneo di rientro discreto, sta a Musetti alzare il livello nei prossimi
IL MUSO HA LA POSSIBILITA’ DI RIFARSI A MONTREAL!
Comunque nel complesso per me un buon Musetti, tenuto conto da dove arrivava.. con Jodar bellissimo nel primo set e calato troppo vistosamente nel secondo ( con la complicità dello spagnolo però, che si è smesso a sbagliare molto meno.. davvero bravo per come ha reagito, non era affatto facile non disunirsi contro un avversario che stava azzeccando tutto)… sono d’accordo poi con Walden.. i consigli di Tartarini.. mah, li trovo spesso di una pochezza, non so