ITIA: confermata la squalifica di quattro anni per Marketa Vondrousova (con la pubblicazione integrale della sentenza)
22 commenti
“È stata pubblicata la decisione integrale del tribunale indipendente nel caso antidoping che riguarda Marketa Vondrousova. Il documento contiene le motivazioni complete che hanno portato a una squalifica di quattro anni alla campionessa di Wimbledon 2023, dopo il rifiuto di sottoporsi a un controllo antidoping avvenuto nel dicembre 2025”. Così si legge questo venerdì nella sezione notizie del portale ufficiale dell’International Tennis Integrity Agency (ITIA), la conferma della dura sanzione nei confronti della tennista ceca che si è rifiutata di fornire un campione durante un test antidoping fuori competizione effettuato presso la sua abitazione il 3 dicembre 2025. Per chi volesse approfondire la questione e vedere gli atti ufficiali, è possibile scaricare il PDF completo della sentenza sul portale dell’agenzia, organo preposto alla tutela e integrità del tennis contro doping, corruzione, scommesse, ecc.
Vondrousova, assente dalle competizioni dallo scorso gennaio, non consegnò il campione richiesto all’ufficiale incaricato del controllo. Nel corso del procedimento, la 26enne ha sostenuto che lo stress e le difficoltà legate alla propria salute mentale avessero compromesso la sua capacità decisionale al momento dell’accaduto. Nella documentazione resa pubblica sul portale ufficiale dell’Agenzia, ITIA spiega le ragioni che hanno portato alla conferma della sanzione e concede alla giocatrice 21 giorni di tempo per presentare eventuale ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS).
Secondo il tribunale indipendente, i fatti contestati sono stati pienamente dimostrati e la tennista ha effettivamente commesso una violazione delle norme antidoping. “La giustificazione fornita per il rifiuto di sottoporsi al test è stata ritenuta insufficiente”. La squalifica di quattro anni decorre dal 22 giugno 2026. Tuttavia, non verranno annullati i risultati ottenuti dalla ceca nel periodo compreso tra il 3 dicembre 2025 e il 22 giugno 2026.
Le norme antidoping prevedono che il rifiuto di sottoporsi a un controllo venga punito con la stessa severità di una positività accertata. L’obiettivo è evitare che un atleta possa beneficiare di una sanzione più lieve semplicemente rifiutando il test. Questa procedura è chiaramente indicata nel regolamento e sottoscritta dai giocatori e giocatrici che entrano nel tennis professionistico: è necessario sottoporsi ai controlli anti doping nel corso degli eventi ma anche accettare controlli a sorpresa. Per questo ogni tennista è tenuto a scrivere e aggiornare su di un portale ufficiale delle finestre di reperibilità nel corso dell’anno, in modo che gli addetti ai controlli possano svolgere anche dei test a sorpresa. Come accadde lo scorso dicembre a Vondrousva, che però si rifiutò di concedere un campione per le analisi.
“I controlli a sorpresa rappresentano uno strumento fondamentale per proteggere l’integrità dello sport. Il tribunale indipendente ha confermato questo principio. Questo caso ricorda a tutti i giocatori che possono essere sottoposti a test in qualsiasi momento e luogo e che un rifiuto comporta conseguenze molto serie”, ha dichiarato in una nota Karen Moorhouse, amministratrice delegata della ITIA. Vondrousova, ex numero 6 del mondo nel settembre 2023, miglior classifica della sua carriera, resterà quindi sospesa fino al 21 giugno 2030.
Marco Mazzoni
TAG: Caso Vondrousova, controlli antidoping, ITIA, Marco Mazzoni, Marketa Vondrousova

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Auger-Aliassime
Medvedev
de Minaur
Rybakina
Sabalenka
Noskova
Svitolina
Swiatek
Chiaramente per chi non è giurista è impossibile capire una logica del genere, che comunque esiste in quasi tutti i rami del diritto e non solo del diritto sportivo. Esempio, se durante un controllo della polizia rifiuti di sottoporti all’alcol test, sei considerato come se avessi superato la soglia più alta possibile, quindi ti viene inflitta la pena massima. La logica è la stessa.
L’unico “appiglio” a cui potrebbe aggrapparsi sarebbe il modulo che le hanno fatto firmare, essendo di vecchia data c’era scritto che rischiava due anni invece di quattro. Comunque resto allibito dall’ignoranza dimostrata da questi professionisti, specie dopo il clamore mediatico dei casi di Sinner e Swiatek mi sarei messo a studiare da capo a fondo l’intero regolamento…
Non lo so, che cosa stiamo commentando? Volevano farle un test della velocità internet? Un test di gravidanza?
Beh loro danno a tutti la possibilità di difendersi. In questo caso però certo che sei spacciato, perché rifiuti e non sai fornire motivazioni valide e serie del perché stai rifiutando
@ Betafasan (#4661017)
Ma ti rendi conto di quello che scrivi? Ti sei fermato alle elementari mi spiace
Non l’hanno condannata ai lavori forzati, l’hanno squalificata…dovrà cercarsi un altro lavoro, cosa ben diversa che passare anni dietro le sbarre….
@ Pikario Furioso (#4661152)
Ha scritto “sospetto” se ti rifiuti qualche motivo ci sarà, se non hai niente da nascondere..
Ma di che positivita’ parli???
Sono allibito. Non è possibile dare 4 anni a una sportiva per una cosa del genere e nagari giustificare chi commette omicidi poichè 4 anni prima era stato dallo psicologo. È una pena folle. Il meccanismo antidoping va riformato , i casi sinner – swiatek non hanno cambiato nulla
Per un problema di test/ansia/stress/privacy non ho solo ha buttato alle ortiche la carriera ma lascia un’enorme sospetto sulla sua positività.
Anche perchè una sportiva professionista abituata a girare il mondo gli hotel a giocare anche tardi, non può dire che alle 20:00 era tardi.
E’ normale che non le abbiano creduto
Se non ti presenti al test non succede nulla fino a tre volte, e alla terza ti squalificano per qualche mese. Se sei presente e ti rifiuti di fare il test, vale a seconda di chi sei e in che posizione sono gli astri (a Serena non accadde nulla, a Troicki diedero un’anno).
Vondrousova è colpita per dare l’esempio dopo le mille critiche dei casi Sinner e Swiatek.
Insomma la lezione che se ne ricava è questa: molto meglio esser beccati positivi che rifiutare il test. Nel primo caso hai qualche chance di cavartela con poco (contaminazioni, tortellini, baci, massaggi), nel secondo sei spacciato al 100%.
@ Pikario Furioso (#4661097)
Probabilmente non ricordi la vicenda, lei ha firmato modulo per rifiuto prelievo, poteva scegliere diverse strade, poteva non farsi trovare, se davvero l’addetto non si è fatto riconoscere poteva chiamare polizia, tutto quello che vuoi.
Evidentemente non è stata in grado di fornire spiegazioni valide, e portare prove solide per spiegare perché si è rifiutata.
Continuo a pensare che 4 anni sono esagerati, ma qui non vedo molti appigli per ribaltare la sentenza. Dispiace
Carriera finita. Rimane il dubbio delle modalita’ di come si e’ presentata a sorpresa l’addetta antidoping. A sentire Marketa, se non ricordo male, questa si era presentata fuori orario o forse non si era qualificata come previsto. 4 anni cmq sono un’assurdita’, imho, per una situazione del genere. Spero in un ricorso e che un azzeccagarbugli ribalti la sentenza.
Sic Transit Gloria Mundi
Dispiace molto perché 4 anni sono una eternità. Ma forse se la è cercata
Molto più grave che essere positivo al clostebol
@ tinapica (#4661038)
La motivazione è chiara: si è rifiutata e non ha prodotto prove valide per motivare il rifiuto.
Non so che dire.
Marchetta mi piace assai e la fine della sua carriera (di questo trattasi) mi crea molto dispiacere.
Ma se le regole stanno così e lei le infranse, più o meno, deliberatamente…
4 anni per una probabile positività?! Non provata!
Trovo assurdo il modo di procedere.