Fonseca guarda al futuro: “Nessuna ossessione per la classifica. Voglio che le persone mi ammirino non soltanto per il mio tennis, ma anche per il mio carisma, per il modo in cui parlo e tratto gli altri”
31 commenti
João Fonseca continua a crescere dentro e fuori dal campo. A soli 19 anni, il brasiliano è già considerato uno dei principali talenti della nuova generazione, ma preferisce vivere questa fase della carriera senza lasciarsi condizionare dalle aspettative sempre più elevate.
Intervistato da Tennis Majors, Fonseca ha parlato del proprio adattamento al circuito ATP, della pressione legata alla popolarità e del percorso umano che desidera costruire parallelamente a quello sportivo.
“Mi sento ancora nuovo nel circuito”
Dopo aver dimostrato di poter competere contro i migliori, Fonseca non viene più considerato soltanto una promessa. Il brasiliano, tuttavia, ricorda di essere alla sua prima vera stagione completa nel circuito maggiore e di avere ancora molto da imparare.
“Continuo a sentirmi nuovo nel Tour. Questo è realmente il mio primo anno con un calendario completo. Adesso le persone mi conoscono meglio e ciò comporta inevitabilmente maggiori aspettative”, ha spiegato.
Fonseca interpreta questa pressione come una conseguenza naturale dell’affetto ricevuto: “So che è normale, perché le persone mi sostengono e credono in me. Cerco di restare tranquillo, con i piedi per terra, mantenendo l’umiltà e concentrandomi sulla mia routine per migliorare come persona e come giocatore”.
Nessuna ossessione per la classifica
Il brasiliano considera il 2026 soprattutto una stagione di formazione. Per la prima volta ha dovuto difendere punti, gestire una programmazione più intensa e convivere con pressioni e responsabilità differenti rispetto al passato.
“Quest’anno mi è servito per accumulare esperienza e imparare ad affrontare le aspettative. Il mio obiettivo è continuare a migliorare, mantenere un buon ritmo e trovare maggiore continuità”, ha dichiarato.
Fonseca non vuole ancora legare il proprio percorso a una specifica posizione nel ranking o a un determinato numero di titoli. Gli obiettivi vengono discussi all’interno dello staff, ma senza trasformare la classifica in un’ossessione.
“Preferisco procedere partita dopo partita e concentrarmi su ciò che posso controllare”, ha sottolineato il giovane carioca.
Gli esempi di Kuerten e Federer
La riflessione più significativa ha riguardato il modo in cui Fonseca vorrebbe essere ricordato al termine della carriera. Il brasiliano non ha citato titoli del Grande Slam o settimane trascorse al numero uno, ma ha posto l’attenzione sui valori umani.
“Voglio che le persone mi ammirino non soltanto per il mio tennis, ma anche per il mio carisma, per il modo in cui parlo e tratto gli altri. È qualcosa che ho imparato dai miei idoli, Guga e Roger”, ha raccontato riferendosi a Gustavo Kuerten e Roger Federer.
“Non sono stati grandi esclusivamente per ciò che facevano in campo, ma anche per il modo in cui si comportavano con le persone. Vorrei essere conosciuto anch’io per questo”.
A 19 anni Fonseca possiede già talento, personalità e una popolarità destinata a crescere. Il brasiliano sembra però avere ben chiaro che il valore di una carriera non si misura soltanto attraverso le vittorie: il suo obiettivo è lasciare un segno nel tennis senza perdere autenticità, rispetto e capacità di entrare in sintonia con il pubblico.
Francesco Paolo Villarico
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Quello si che era un cursus honorum più selettivo di quello di Silla.
In parte concordo sul livello di taluni universitari recenti.
Ma non è meglio che prima di certe dichiarazioni raggiunga almeno la top ten? Cosa che peraltro gli auguro. Penso pure che ce la farà.
@ Rovescio al tramonto (#4656249)
“Non so se le cose siano cambiate”
Ai suoi tempi rispetto ai miei sono sicuramente cambiate.
Io ho iniziato la prima elementare a 6 anni.
Al termine della terza elementare c’era il primo esame.
Al termine della quinta elementare 2 esami: esame di licenza elementare e, a seguire, esame di ammissione alle scuole medie (se non lo passavi dovevi andare alle scuole professionali e ti dimenticavi l’università).
Questo all’età di 10 anni (se eri nato dopo giugno).
Ad 11 anni ti iscrivevi al ginnasio (a meno che non fossi nato nell’ultimo trimestre dell’anno).
Dopo due anni (quarta e quinta ginnasio) altro esame.
Tre anni di liceo e il 1-o luglio della terza liceo (a 18 anni per quelli nati nel primo semestre dell’anno) esame di maturità, che era un vero esame, non una formalità burocratica come adesso (col 99.9 periodico per cento di promossi), tutte le materie scritte e orali (storia, filosofia, fisica, scienze, storia dell’arte solo orali) e con singoli voti per ogni materia. Gli esami duravano tutto il mese di luglio: immaginatevi fare esami in luglio a Milano o Bologna…
Le insufficienze (max 4, altrimenti eri ciulato) si rimediavano, se si rimediavano, a settembre (la percentuale cumulativa dei promossi tra luglio e settembre, a settembre pochissimi la sfangavano, non superava mai il 60%, e si tenga conto che i bocciati nei precedenti dodici anni di scuola erano molti). dopo di che ti iscrivevi all’università che iniziava verso il 10 novembre, quando avevi 19 anni (18 se eri nato negli ultimi due mesi dell’anno).
Poi tutto è iniziato a franare ed oggi arriva alla laurea gente che non sa scrivere correttamente in italiano (e magari fa anche fatica a leggere scorrevolmente…).
Non sono stato gli Dei del tennis, è stato Nole.
Nota di cultura generale:
“Carisma” sta per “unzione”, termine biblico prima ed evangelico poi.
A naso credo che sia una cosa che si possa custodire, più che coltivare.
Il “talento”, invece, (altro termine evangelico) è più una cosa da coltivare, da utilizzare, da trafficare, da far crescere.
Così, tanto per cultura generale.
Dal ‘900 poi, con l’eclissi della cultura cristiana, termini evangelici di uso corrente sono stati svuotati di significato, tanto che ho letto che addirittura Hitler sia stato un leader carismatico.
Perciò carisma vuol dire solo trascinare gente? Non proprio…bisogna capire dove. 🙂
Mettiamo i puntini sulle i.
Giusto qualche ora fa… Fonseca ha perso da Kyrgios (ormai un ex-giocatore!) nell’esibizione – invenzione di “Guru” Mouratoglou e del padre di Popyrin – intitolata ‘UTS’ (il punteggio: 16-12/17-10/19-11) e poi si immagina di battere addirittura Alcaraz e Sinner?
Sveglia Joao, stai davvero sognando!
@ Scaino (#4656243)
Si finisce liceo e si inizia università, una volta raramente si andava alle elementari a 5 anni
No, a 19 anni io come i miei coetanei, abbiamo fatto l’ultimo anno di liceo.
Non so se le cose siano cambiate.
@ Rovescio al tramonto (#4656229)
“…io alla sua età (19) ero ancora all’ultimo anno di liceo…”
Ripetente?
Di solito a 19 anni si è al primo anno di università…
Non c’è un comune denominatore relativo al comportamento a 20 anni, se non la forte produzione di testosterone nei maschi ed estrogeni e progesterone nelle femmine che segnala il passaggio dalla pubertà all’età adulta. Per il resto ci sono infiniti modi di essere a 20 anni in base a fattori genetici e/o ambientali e culturali. E allo stesso modo alcune persone cambiano, rimanendo se stesse, quando hanno 40 anni e altre che cambiano abbandonando i comportamenti giovanili. Edberg oggi sembra lo stesso dei 20 anni, Connors molto diverso..
Io credo sia un bravo ragazzo ma che la comunicazione sia da registrare. L’articolo spiega come vorrebbe essere ricordato un domani,come una persona affabile e in sintonia con gli altri. Non è certo una brutta cosa,in fondo spesso noi vorremmo essere ricordati così,il problema è che sembra avere aspirazioni da campione anche nel carisma e per quello ce ne vuole , Roddick , Rios,Ferrer sono stati n.1 ma a carisma insomma,rispetto si ma carisma non mi pare.
Joao prima i match,poi i titoli uniti ad un comportamento corretto e poi si vedrà.
Un giovane in formazione non dovrebbe pensare a che pensionato sarà.
Ahò, ma questo non è pro wrestling…è tennis!
Ok il tipo va sopra le righe, però non concordo con la maggior parte dei commenti, il ragazzo non ha ancora 20 anni, io alla sue età ero all’ultimo anno di liceo e me la vantavo per i 9 in chimica e fisica, figurati oer essere tra i primi 30 al mondo nel mio campo e milionario.
Di certo crescendo modificherà una parte delle sue esternazioni, perché non è sbagliato comportarsi da ventenni a 20 anni, ma é meno comprensibile comportarsi da ventenni a 35 – 40.
Il mio carisma ???!!!!
Che EGO..!!!!!
Per ora ti ricorderemo per la tua maleducazione…
@ Zoey (#4656178)
Hihihihi
Ahahah… poverino
Come Kyrgios da un semplice sbruffonciello si è Villainizzato? Capire questa dinamica psicologica eviterebbe tanti naufragi di carriera per i suoi emuli!
Ve li immaginate Federer e Guga parlare in questo modo o comportarsi come lui, giusto per citarne uno, nel match a Roma con Medjedovic?
Qualcuno gli spiegasse di NON fare interviste, creare una barriera invalicabile per i giornalisti.
Non dichiarare mai “voglio essere ammirato”, e se per caso Lo pensasse davvero, non diventerà mai n. 1
Kyrgios in coming…
Potrebbe iniziare non aizzando la sua insopportabile torcida. A chiunque gioco contro di lui dovrebbero dare due game di vantaggio per compensare il disturbo. Se questa è la “democratizzazione” del tennis…
Gli dei del tennis hanno impedito a Kyrgios di vincere Wimbledon (non avrebbe mai più chiuso la bocca), vediamo se intervengono di nuovo come devono.
A me pare un gran montato
Personaggio carismatico e carnevalesco, Fonseca è entrato nel cuore degli appassionati di tennis. Prossimamente regalerà ai suoi sostenitori la vuvuzela per sostenerlo durante le partite. Di sicuro vincerà la coppa del Mondo ai prossimi mondiali.
Antipatico come questo credo mi sia stato solo Quinzi e Kyrgios. Dentro e fuori dal campo è insopportabile e se sfonda…
Al momento direi che le qualità per le quali vorrebbe essere ricordato non gli appartengano… Poi crescendo chissà
potrebbe iniziare urlando di meno
Beh, sul come trattare gli altri e il trasporto agonistico durante il gioco, tipicamente carioca e nazional popolare, ha da lavorare tanto tanto tanto!
.. quindi non gli interessano i record? Strano eppure qualcuno pensa siano l’unica cosa che conta…
Potrebbe iniziare con il calmare i suoi tifosi