Il CIO riapre alla Russia verso Los Angeles 2028: anche Medvedev, Rublev e Andreeva potrebbero giocare sotto il nome del proprio Paese
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Il mondo del tennis e dello sport internazionale potrebbe vivere un cambiamento importante in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Il CIO avrebbe infatti deciso di allentare le sanzioni nei confronti della Russia, aprendo la possibilità per gli atleti russi, compresi i tennisti ATP e WTA, di tornare a competere sotto il nome del proprio Paese.
Una decisione che, se confermata nei suoi effetti concreti, potrebbe riguardare direttamente giocatori come Daniil Medvedev, Andrey Rublev e Mirra Andreeva, tutti potenzialmente eleggibili per partecipare ai Giochi di Los Angeles 2028 come rappresentanti della Russia.
Non si tratterebbe però di un perdono totale. Il provvedimento contiene diversi paletti e lascia aperte molte questioni. Il CIO, infatti, non avrebbe automaticamente riaperto la porta all’organizzazione di competizioni internazionali in Russia: questa scelta resterebbe nelle mani delle singole Federazioni Internazionali.
Allo stesso modo, non sarebbe automatica la possibilità di invitare rappresentanti del Governo o dello Stato russo agli eventi sportivi, né quella di esporre liberamente bandiera, inno, colori o altri simboli nazionali. La linea sembra quindi essere quella di un avvicinamento graduale, ma ancora fortemente condizionato.
Il CIO non organizzerà eventi in Russia e non inviterà autorità russe ai propri appuntamenti. Inoltre, la selezione degli atleti russi dovrebbe essere sottoposta a criteri molto rigidi, legati anche all’esempio offerto alla società e ai valori promossi dagli stessi sportivi.
In sostanza, non tutti gli atleti russi potranno automaticamente essere ammessi alle competizioni più importanti del mondo. Ogni caso dovrà essere valutato e i partecipanti saranno sottoposti anche a un severo programma antidoping.
Per il tennis, la notizia rischia di aprire un fronte molto delicato. Negli ultimi anni, a causa della guerra tra Russia e Ucraina, i giocatori russi e bielorussi hanno vissuto una situazione particolare nel circuito, spesso costretti a competere senza piena rappresentanza nazionale.
Il tema è stato particolarmente sensibile nel circuito femminile, dove diverse tenniste ucraine hanno scelto di non stringere la mano alle colleghe russe e bielorusse al termine degli incontri. Una posizione ribadita più volte anche in conferenza stampa, come segnale di protesta nei confronti della situazione politica e militare.
Proprio per questo la decisione del CIO è destinata a far discutere. Da una parte c’è la volontà di riavvicinare progressivamente gli atleti russi al sistema olimpico internazionale; dall’altra restano le ferite aperte del conflitto e le possibili reazioni del mondo ucraino, sia dentro sia fuori dal tennis.
Il circuito potrebbe dunque tornare a infiammarsi nelle prossime settimane. L’eventuale presenza di tennisti russi sotto il nome del proprio Paese a Los Angeles 2028 rappresenterebbe un cambiamento simbolico molto forte, soprattutto dopo anni di limitazioni, neutralità forzata e tensioni politiche riversate anche sullo sport.
Medvedev, Rublev, Andreeva e gli altri atleti russi potrebbero quindi tornare a guardare ai Giochi Olimpici con una prospettiva diversa. Ma il percorso verso Los Angeles resta pieno di condizioni, controlli e possibili polemiche. Il CIO ha aperto una porta, ma non l’ha spalancata del tutto.
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