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Il CIO riapre alla Russia verso Los Angeles 2028: anche Medvedev, Rublev e Andreeva potrebbero giocare sotto il nome del proprio Paese

07/07/2026 20:27 10 commenti
Andrey Rublev nella foto - Foto Getty Images
Andrey Rublev nella foto - Foto Getty Images

Il mondo del tennis e dello sport internazionale potrebbe vivere un cambiamento importante in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Il CIO avrebbe infatti deciso di allentare le sanzioni nei confronti della Russia, aprendo la possibilità per gli atleti russi, compresi i tennisti ATP e WTA, di tornare a competere sotto il nome del proprio Paese.

Una decisione che, se confermata nei suoi effetti concreti, potrebbe riguardare direttamente giocatori come Daniil Medvedev, Andrey Rublev e Mirra Andreeva, tutti potenzialmente eleggibili per partecipare ai Giochi di Los Angeles 2028 come rappresentanti della Russia.

Non si tratterebbe però di un perdono totale. Il provvedimento contiene diversi paletti e lascia aperte molte questioni. Il CIO, infatti, non avrebbe automaticamente riaperto la porta all’organizzazione di competizioni internazionali in Russia: questa scelta resterebbe nelle mani delle singole Federazioni Internazionali.

Allo stesso modo, non sarebbe automatica la possibilità di invitare rappresentanti del Governo o dello Stato russo agli eventi sportivi, né quella di esporre liberamente bandiera, inno, colori o altri simboli nazionali. La linea sembra quindi essere quella di un avvicinamento graduale, ma ancora fortemente condizionato.

Il CIO non organizzerà eventi in Russia e non inviterà autorità russe ai propri appuntamenti. Inoltre, la selezione degli atleti russi dovrebbe essere sottoposta a criteri molto rigidi, legati anche all’esempio offerto alla società e ai valori promossi dagli stessi sportivi.

In sostanza, non tutti gli atleti russi potranno automaticamente essere ammessi alle competizioni più importanti del mondo. Ogni caso dovrà essere valutato e i partecipanti saranno sottoposti anche a un severo programma antidoping.

Per il tennis, la notizia rischia di aprire un fronte molto delicato. Negli ultimi anni, a causa della guerra tra Russia e Ucraina, i giocatori russi e bielorussi hanno vissuto una situazione particolare nel circuito, spesso costretti a competere senza piena rappresentanza nazionale.

Il tema è stato particolarmente sensibile nel circuito femminile, dove diverse tenniste ucraine hanno scelto di non stringere la mano alle colleghe russe e bielorusse al termine degli incontri. Una posizione ribadita più volte anche in conferenza stampa, come segnale di protesta nei confronti della situazione politica e militare.

Proprio per questo la decisione del CIO è destinata a far discutere. Da una parte c’è la volontà di riavvicinare progressivamente gli atleti russi al sistema olimpico internazionale; dall’altra restano le ferite aperte del conflitto e le possibili reazioni del mondo ucraino, sia dentro sia fuori dal tennis.

Il circuito potrebbe dunque tornare a infiammarsi nelle prossime settimane. L’eventuale presenza di tennisti russi sotto il nome del proprio Paese a Los Angeles 2028 rappresenterebbe un cambiamento simbolico molto forte, soprattutto dopo anni di limitazioni, neutralità forzata e tensioni politiche riversate anche sullo sport.

Medvedev, Rublev, Andreeva e gli altri atleti russi potrebbero quindi tornare a guardare ai Giochi Olimpici con una prospettiva diversa. Ma il percorso verso Los Angeles resta pieno di condizioni, controlli e possibili polemiche. Il CIO ha aperto una porta, ma non l’ha spalancata del tutto.


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10 commenti. Lasciane uno!

Lupen (Guest) 08-07-2026 14:12

Allo schifo non c’è limite, dopo Infantino ora il CIO !!!!!!!!

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NonSoloSinner (Guest) 08-07-2026 13:50

Scritto da PliskoNotBot
Il problema è che ci sono due pesi e due misure. Senza scomodare Israele che è un caso a parte, avendo risposto ad attacchi esterni e collocati in una lunga serie di guerre decennali senza sosta, il paragone migliore è con USA e Spagna. La guerra in Iraq fu più o meno identica a quella ucraina, eppure lì nessuno tolse la bandiera agli americani, non si vietarono eventi in America, non ci furono sanzioni ecc.
E dire che oltre il 90% di americani supportava quello schifo, esattamente come adesso quasi tutti i russi (tennisti inclusi) supportano l’invasione (eccezione per gli ottimi Rublev e Pavlyuchenkova, che si sono spesi moltissimo contro l’”operazione speciale”).
Si può dire che la Russia debba essere esclusa per doping, ma anche la Spagna negli anni ha provato di avere doping di stato, ci sono state a più riprese scandali uno dietro l’altro, ma nessuno ha mai vietato alla Spagna di partecipare alle Olimpiadi.
Insomma: o si puniscono tutti, o nessuno.

Le ricordo che in Iraq c’eravamo anche noi, oltre a tutti gli altri alleati Nato… poi resta la menzogna americana delle armi di distruzione di massa, ma Saddam era un dittatore guerrafondaio con mire espansioniste

9
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NonSoloSinner (Guest) 08-07-2026 13:45

Si spera che la guerra finisca prima…

8
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Rovescio al tramonto 08-07-2026 13:07

Ma perché vi scandalizzate?
Qualcuno sogna ancora che lo sport e la politica non abbiano commissioni tra loro?
E senza politica, le federazioni e i comitati olimpici come li organizarebbero olimpiadi, mondiali, europei e campionati vari?
E senza sport, come sventolerebbero così in alto le.bandiwri sul podio ?
Perché se un atleta vince un oro viene suonato l’inno di quella nazione?
Non esiste che sport e politica siano separati, non lo è mai stato, è un falso mito che è cresciuto negli ultimi decenni ma senza alcuna base logica e/o storica.

7
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PliskoNotBot (Guest) 08-07-2026 12:24

Il problema è che ci sono due pesi e due misure. Senza scomodare Israele che è un caso a parte, avendo risposto ad attacchi esterni e collocati in una lunga serie di guerre decennali senza sosta, il paragone migliore è con USA e Spagna. La guerra in Iraq fu più o meno identica a quella ucraina, eppure lì nessuno tolse la bandiera agli americani, non si vietarono eventi in America, non ci furono sanzioni ecc.

E dire che oltre il 90% di americani supportava quello schifo, esattamente come adesso quasi tutti i russi (tennisti inclusi) supportano l’invasione (eccezione per gli ottimi Rublev e Pavlyuchenkova, che si sono spesi moltissimo contro l'”operazione speciale”).

Si può dire che la Russia debba essere esclusa per doping, ma anche la Spagna negli anni ha provato di avere doping di stato, ci sono state a più riprese scandali uno dietro l’altro, ma nessuno ha mai vietato alla Spagna di partecipare alle Olimpiadi.

Insomma: o si puniscono tutti, o nessuno.

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JOA20 (Guest) 08-07-2026 09:37

Anche senza la bandiera Medvedev e compagnia restano russi. Se proprio si deve togliere la bandiera per motivi di guerra farei lo stesso con Israele e USA ma non succederebbe mai.

5
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italo (Guest) 08-07-2026 09:18

Scritto da Tiger Woods

Scritto da italo
il motivo? a me sembra che la guerra se possibile stia peggiorando

Il motivo invece per cui Israele può sfoggiare la sua bandiera e partecipare a tutte le competizioni come se niente fosse?

io guardo il caso in ambito sportivo. non entro nell’ambito politico. giusto o sbagliato che sia quando la russia è stata sospesa la guerra era allo stesso punto di adesso. il rischio è che si scateni un effetto domino con vari boicottaggi senza contare che le varie federazioni sono contrarie. negli sport invernali ad esempio, i paesi nordici non accetteranno mai il reintegro dei russi.

4
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Tiger Woods (Guest) 08-07-2026 09:03

Scritto da italo
il motivo? a me sembra che la guerra se possibile stia peggiorando

Il motivo invece per cui Israele può sfoggiare la sua bandiera e partecipare a tutte le competizioni come se niente fosse?

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JannikUberAlles 08-07-2026 08:46

Terrei sempre separata la politica dallo sport…

…e poi cosa c’entrano gli atleti con la guerra?

Privarli della bandiera mi è sembrato solo un atto di sterile “bullismo” da parte delle varie organizzazioni sportive.

Una vergogna!

2
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italo (Guest) 08-07-2026 08:18

il motivo? a me sembra che la guerra se possibile stia peggiorando

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