Navratilova vuole cambiare il tennis: “Racchette più piccole per ridare valore alla tecnica”
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Martina Navratilova lancia una proposta destinata a far discutere. Secondo la leggenda statunitense, il tennis moderno avrebbe perso parte della sua varietà tattica a causa dell’evoluzione dei materiali, in particolare delle racchette sempre più potenti e permissive. Per questo, durante Wimbledon, l’ex campionessa ha spiegato a Tennis Channel quale sarebbe la sua soluzione: ridurre le dimensioni del piatto corde.
Navratilova, vincitrice di 18 titoli del Grande Slam in singolare, ritiene che il tennis abbia bisogno di una correzione per tornare a premiare maggiormente tecnica, precisione e costruzione del punto.
“Se comandassi io nel tennis, obbligherei a utilizzare racchette con piatti corde più piccoli”, ha dichiarato Navratilova. “Così la tecnica avrebbe molta più importanza. Sarebbe più difficile colpire quei passing shot incredibili o tirare così forte quando si è completamente fuori equilibrio. La tecnica tornerebbe ad avere un valore molto più grande”.
Secondo l’ex numero 1 del mondo, l’evoluzione dell’attrezzatura ha finito per favorire un tennis sempre più basato sulla potenza, sulla velocità di palla e sulla capacità di colpire forte anche in situazioni tecnicamente imperfette. Una tendenza che, a suo giudizio, ha ridotto la varietà del gioco.
Navratilova non parla soltanto da nostalgica del serve and volley, ma da osservatrice convinta che il tennis moderno possa diventare più completo se il materiale smettesse di perdonare così tanto. Meno superficie utile significherebbe, nella sua visione, maggiore necessità di controllo, scelta e sensibilità.
L’idea, ha raccontato, è stata rafforzata anche da una conversazione avuta a Wimbledon con Rory McIlroy, grande campione di golf, presente nella Royal Box.
“Ho parlato con Rory McIlroy nella Royal Box e mi ha detto che anche lui ridurrebbe le dimensioni delle teste delle mazze da golf”, ha spiegato Navratilova. “Oggi sono enormi e il punto dolce è molto più grande rispetto al passato. Nel tennis succede esattamente la stessa cosa”.
Il concetto centrale è proprio quello dello sweet spot, il punto ideale di impatto. Con racchette più grandi e più tolleranti, anche colpi non perfettamente centrati possono produrre traiettorie potenti e profonde. Per Navratilova, invece, ridurre questa zona utile riporterebbe equilibrio tra potenza e precisione.
“Ridurre il punto dolce obbligherebbe a controllare meglio la palla e a togliere velocità in determinati momenti”, ha aggiunto. “Torneremmo a vedere molto più serve and volley o, almeno, più giocatori salire a rete”.
La proposta tocca uno dei temi più delicati del tennis contemporaneo: il rapporto tra evoluzione tecnologica e identità del gioco. Negli ultimi decenni racchette, corde e preparazione atletica hanno trasformato profondamente il modo di stare in campo, rendendo sempre più difficile vedere punti costruiti con variazioni, discese a rete e soluzioni di tocco.
Per Navratilova, intervenire sulle racchette significherebbe restituire spazio alla creatività. Non eliminare la potenza, ma renderla meno dominante. Non cancellare il tennis moderno, ma costringerlo a ritrovare più sfumature.
La proposta è radicale e difficilmente immediata da applicare, ma arriva da una delle voci più autorevoli nella storia del gioco. Navratilova immagina un tennis in cui colpire forte non basti, in cui il margine d’errore torni a pesare e in cui la tecnica faccia davvero la differenza.
Una rivoluzione del materiale per cambiare il prodotto in campo: è questa la visione di Navratilova. Racchette più piccole, meno colpi “gratis” e più responsabilità tecnica. Una provocazione, forse, ma anche un invito a riflettere su come il tennis possa ritrovare quella varietà che ha fatto grande il suo passato.
Francesco Paolo Villarico
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Lo dico da moltissimo tempo.
Le racchette moderne hanno appiattito molto il livello tecnico.
Ormai testa e fisico hanno molta più importanza rispetto al talento.
Con un piatto corde più piccolo il talento e la creatività avrebbero maggiore importanza. Non è detto che i valori attuali sarebbero stravolti, ma di sicuro sarebbe più difficle mantenere la continuità di risultati pazzesca che stanno avendo cannibali come Djokovic Sinner o Alcaraz.
Sarebbe una modifica che uccide il tennis, si vedrebbero solo più errori . Inoltre si perderebbe il collegamento pro – amatori che non si metteranno certo ad usare un piatto 90 perchè lo fa Alcaraz, io nel mio piccolo (4.1) sono passato da una racchetta di controllo piatto 98 ad una più profilata piatto 100 e dopo un periodo di assestamento non posso immaginare di tornare indietro: la palla passa mediamente 1 metro più alta sulla rete, metto un 20% in più di prime e faccio molti più recuperi.
Piuttosto bisogna intervenire sulle geometrie del campo, accorciare l’area del servizio (anche se significherebbe essere massacrati in risposta) o alzare un po’ la rete. Ma anche lì, aumenterebbero gli errori.
Alla luce di tutto, io penso che il tennis sia perfetto: non si è MAI giocato nella storia a questo livello di intensità, bellezza e varietà degli scambi, completezza tecnica dei giocatori in tutte le superfici, mai. Semmai va cambiata la programmazione della stagione, per limitare gli infortuni, i tennisti devono giocare meno e meglio, inoltre vanno differenziate di più le superfici, serve una stagione di cemento (almeno quella indoor) mooooolto più veloce, un’erba mooolto più veloce.
Sarebbe una modifica che uccide il tennis, si vedrebbero solo più errori . Inoltre si perderebbe il collegamento pro – amatori che non si metteranno certo ad usare un piatto 90 perchè lo fa Alcaraz, io nel mio piccolo (4.1) sono passato da una racchetta di controllo piatto 98 ad una più profilata piatto 100 e dopo un periodo di assestamento non posso immaginare di tornare indietro: la palla passa mediamente 1 metro più alta sulla rete, metto un 20% in più di prime e faccio molti più recuperi.
Piuttosto bisogna intervenire sulle geometrie del campo, accorciare l’area del servizio (anche se significherebbe essere massacrati in risposta) o alzare un po’ la rete. Ma anche lì, aumenterebbero gli errori.
Alla luce di tutto, io penso che il tennis sia perfetto: non si è MAI giocato nella storia a questo livello di intensità, bellezza e varietà degli scambi, completezza tecnica dei giocatori in tutte le superfici, mai. Semmai va cambiata la programmazione della stagione, per limitare gli infortuni, i tennisti devono giocare meno e meglio, inoltre vanno differenziate di più le superfici, serve una stagione di cemento (almeno quella indoor) mooooolto più veloce, un’erba mooolto più veloce.
Aumentare le dimensioni delle palline penso che peggiorerebbe ulteriormente la situazione…
Viene richiesta più energia per produrre la stessa velocità e allora i super muscolati “panzer” avrebbero ulteriori vantaggi a sparare fucilate da fondo campo, mentre i “gracilini” resterebbero tagliati fuori dalle posizioni di vertice.
Tra l’ altro potrebbe risultare conveniente aumentare (sic) ulteriormente le dimensioni delle racchette e il tennis si avvicinerebbe al lancio del martello come disciplina sportiva.
@ Purple Rain (#4649599)
Ma guarda che è quello il fulcro. I giocatori odierni coi telai vecchi non riescono a giocare,non possono cambiare tutto (impugnatura, stance, apertura) per compensare. Qualunque giocatore over di alto livello,ex B1/2, oggi giocano però coi telai moderni perché più facili ed indietro non tornano se non per sfizio.
Pescosolido? Dimentichi che i professionisti sono legati alle abitudini e gli esempi sono infiniti. Ivanisevic certo che tirava ace a manetta,se avesse avuto una racchetta odierna che consente alle donne di servire a 190 altro che 40 ace a match,ne piazzava 70. I numeri sono questi ed il commento di luce nella notte è perfetto,la riduzione cambiebbe l’esasperazione del gioco . Le palline? Sono già intervenuti,sia a livello amatoriale che nel tour ed il risultato è pessimo perché se rallenti la palla hai uno sforzo che aumenta per frequenza ed intensità con gli infortuni conseguenti. Una volta ,quando tiravano più piano,si sbagliava comunque di più e si accettava, oggi gli scambi sono intensi e lunghi.
mi trova sostanzialmente d’accordo. una modifica di cui beneficerebbero tutti, spettatori e giocatori, che si infortunerebbero di meno
@ Arnarderi (#4649453)
La mia è ironia. Le aziende vivono di numeri e questi vengono dal mercato degli amatori che godono sempre più di telai che facilitano il gioco. Le case producono racchette permissive per bambini,uomini, donne,over e dover tornare a formati ridotti per rendere più complicato il gioco dei professionisti è impensabile. Come poi potrebbe cambiare il regolamento? Se un bambino inizia con ciò che c’è un adulto ,agonista e non,usa da tempo un certo telaio e non puoi di colpo impedirglielo anche perché il suo tennis si è formato su quell’attrezzo che consente certe soluzioni, soprattutto in top spin . E lo stesso vale per le corde.
Il tennis vive di sfumature, le stesse che permettono ad Agassi di battere al quinto Connors e di perdere in tre set da Nadal…é indubbio che la somma di telai+corde+preparazione sia il mix che ha portato il tennis ad essere quello che é oggi.
Diminuire i telai porta inevitabilmente a minore precisione, potenza e ripetibilitá del gesto tecnico da fondo.
Basta anche che le percentuali scendano dal 54% al 53% e magari diventa piú efficace fare schemi diversi dal bumbum attuale.
Comunque credo che queste finezze sul gioco siano piú sentite da chi come noi ha visto un tennis diverso, il 20enne probabilmente preferisce il tweener o lo scambio con 123 recuperi negli hl che una partita di serve&volley
Morale: ridurre le dimensioni delle racchette comporta una concomitante riduzione del cosiddetto “sweet spot”.
Risultato: qualche errore in piú da fondo campo perché devi colpire la palla al centro della racchetta.
Risultato: devi stare piú attento alla tecnica perché l’ attrezzo ti aiuta di meno.
Risultato: alla prima occasione sarà piú conveniente andare a rete e non trastullarsi con scambi infiniti, che diventano piú rischiosi.
Martina ha ragione al 100% !
In oarte è vero, sicuramente le racchette di oggi permettono un tennis più facile ma non sempre più grande è meglio. Giocavo al circolo di Pescosolido e ogni inverno provava tutte le nuove Head, oversize 97 98, poi tornava sempre alla prestige 600. Un anno gli diedero delle titanium heat 97, le usava Franco Squillari, ebbene dopo 7n po’ le regalò al fratello e tornò alle sue prestige mid. Poi pensa ad Ivanisevic quando veniva fischiato per i troppi ace, aveva una prestige 600. E comunque chi dovrebbe decidere le dimensioni del piatto corde per ridurre la velocita di palla? Quale misura adottare? 90? 85? 80? Si tratterebbe di rivoluzionare il mercato. Dovrebbero fare degli esperimenti con radar e strumenti x misurare gli rpm della pallina, solo con dati oggettivi si potrebbe pensare di fare qualcosa. Firse sarebbe più facile ed economico aumentare il diametro e o il oeso delle palline x rallentarne la velocità, magari sarebbe più facile il gioco anche x gli amatori. Comunque le proposte di ridurre il piatto corde vengono sempre da vecchie glorie, io non ho mai sentito Sinner Alcaraz o Medvedev dire riduciamo le dimensioni del piatto corde.
@ Purple Rain (#4649492)
Ma di che non c’è certezza? Che tirano forte e la palla sale 1.5m per cadere giù con rotazioni impressionanti tanto che alcuni usano l’1.30? Che quando vai in recupero puoi tirare un dritto in slice che una volta non esisteva? Perdonami ma se ti aggrappi al singolo episodio allora è come dire che si tira come ai tempi di Tanner o Amaya perché loro lo facevano. Poi vai nel senior tour e Sampras che aveva la Pro Staff 88 cambiò per un piatto più semplice. Che dicevano scusa a Federer? Che se fosse passato prima al 97 almeno avrebbe vinto di più o sbaglio? Tu dici che non c’è la certezza allora per cortesia riportami l’ampiezza sweetspot degli attrezzi moderni e dimmi se è uguale. Se hai dubbi poi chiedi a Parisio di Passione Tennis e li saprai tutto. Tutti affermano siano più tolleranti,permissive,potenti le racchette di oggi e per te no. Azz ci vedi meglio di loro.
È l unico modo. Si è passati dai 65 pollici di borg agli 80/85 di sampras, fino ai 100 di nadal . E da li sotto i 97 non scende nessuno. Tornare a 80-85 renderebbe 1 po meno decisiva la muscolarità del tennis, e un musetti avrebbe piu chance di brillare
Non c è la certezza assoluta. Anni fa la Dunlop fece un test con philippousis, gli diedero una racchetta in legno, ebbene serviva a 205 km, più o meno come con la sua revelation tour 200, peggiorava invero la percentuale di palle dentro. Mi ricordo tra le donne Mary Pierce usava una pro staff85 e poi una yonex 88 pollici e tirava comunque più firte di una Cocciaretto con la Blade 104. Poi è vero che Sampras usava il budello ma lo tirava a 35 kg…diametro 1,15
Adoro Martina, la più grande di tutti i tempi.
Ricordo nitidamente la sua classe immensa, ineguagliabile, i suoi movimenti di una bellezza unica.
Temo però che la sua proposta non troverà troppi consensi, oggi tutto gira intorno al denaro, sponsor e pubblico vogliono i “mostri”, quelli che tirano sempre più forte, come i gladiatori nelle arene romane.
Quando Alcaraz spara il dritto fotonico la gente impazzisce, farebbe altrettanto per un bel pallonetto? Non lo so…
Per me il miglior tennis di sempre è sempre stato il serve & volley, quello mitico di Mc Enroe, Pat Cash, Pete Sampras e del primo Federer, ma adesso la gente vuole altro, vuole i mostri che si affrontano sparandosi bordate a più non posso
Consentimi, premesso che ringrazio te e Purple Rain per entrare nel merito reale della cosa evitando posizioni massimaliste e usando competenza e dialettica: però chiedere questo a Mr Head e compagnia mi pare un po’ irreale, non dico per motivi etici ma proprio di funzionamento delle cose (sono industriali, o seguono il mercato meglio dei concorrenti, oppure ne creano uno nuovo ma sarebbe assai improbabile che questo ‘nuovo’ combaciasse con queste valutazioni squisitamente sportive …): mi sembra invece che gli interpreti più intelligenti e navigati possano essere le vere voci in grado di spostare l’opinione pubblica, magari unitamente a qualche soggetto istituzionale con la vista più ampia, che capisca che qualche innovazione regolativa può solo aumentare l’attenzione a questo sport. Tutto ciò detto, mi pare che siamo tutti abbastanza d’accordo che Navratilova abbia più neuroni di Toni e Patrick messi insieme…
la mia opinione personale da semplice tennista da divano la soluzione migliore sarebbe accorciare anche solo 10cm la linea di battuta e tutto cambierebbe sarebbe come giocare sempre uan seconda palla ma ripeto mi piace il tennis ma solo da tv
Non sono un espertone su queste cose tecniche, tutt’ altro. Però ho idea che cambierebbe molto poco in top 5. Che dite? Cazzata?
non so il padel, ma ero un campioncino a ping pong da bambino, e potrei darti tuttora utili consigli
Sì, succede così quando passano 80 anni. E se tornassero a colpire ogni punto a rete ci si lamenterebbe come nel doppio che ci si annoia senza vedere rally @ PliskoNotBot (#4649339)
Però ogni volta che si inaugura un nuovo challenger su terra ci si lamenta.
Le cose in 100 anni cambiano, fatevene una ragione.
L’idea dei due tour è semplicemente stupida
Chi se non Lady Tennis poteva proferire queste sante parole?
Sì, succede così quando passano 80 anni. E se tornassero a colpire ogni punto a rete ci si lamenterebbe come nel doppio che ci si annoia senza vedere rally
Di tennis ne capisci ma confondi su questo argomento. Da collezionista di telai soprattutto anni 80 le dimensioni sono mediamente aumentate ,basta prendere un listino dell’epoca. C’erano le Prince,le Donnay ,le Wilson Pro Staff 125 persino ma causa anche i costi (dai 500 Mila lire in su)erano assolute eccezioni e la lista delle midsize è infinita dalle max 200/300/400g,le head (la lista è molto lunga) alle Wilson (pro staff,staff, Matrix,agressor ecc) tutte con piatto 85sq circa. Ora sono generalmente 100sq, ergo un 15% in più di allora.
Parli poi di velocità:sai che le donne a volte tirano più dei maschi? Perché? Perché non è la velocità ma la “potenza” e le donne colpiscono più piatto . Lendl tirava il dritto a 135, Sampras a 19 anni serviva a 185 (dati rilevatore torneo indoor di Milano) ,oggi a 185 serve un under 16 (ho i rilevatori in campo).
Ma cosa dice Martina? Che è aumentato lo sweetspot (forse perché le racchette sono più ampie no?) grazie anche a soluzioni come il vecchio pws Wilson ma pure l’aggiunta di piombo ore 9/15. Tutto qui? Eh no. Con che corde giocava Sampras o Courier? Budello che garantiva maggior elasticità ma non grattava. Ora hai corde che completano i telai, armeggi con sezione esagonale per maggior lift( in realtà la sezione tonda può rendere di più in questo) oppure con co-poliesteri che esaltano la potenza (come quelle di Berrettini,vecchio prodotto ma tuttora valido visto che schiocca spingendo).
Non sono impressioni,la strumentazione conferma .
Assurdo come abbiano tutti un’idea per “salvare” il tennis, compresi i dinosauri che giocavano cento anni fa e non accettano che nel frattempo sia cambiato qualcosa.
Ps. Racchette più piccole probabilmente renderebbero il circuito ancora più dominato: chi tira forte tirerà comunque più forte degli altri, ma risponderà molto meglio
È un problema di autorità che, nel tennis, non è “centralizzata”, ma distribuita, o sbaglio?
Allora chi può imporre questa regola?
Voi non potete certo saperlo, ma una volta si irridevano quelli che giocavano con i cd. racchettoni, sembravano giocattoli per bambini… l’unico che non si è arreso mai a quello scempio a memoria fu gattone Mecir che ha sempre giocato con la racchetta in legno
Per me ha molto senso, ma non lo faranno mai.
Avrebbe anche senso rivedere leggermente le dimensioni del campo.
Che favolosi ed emozionanti incontri ho vissuto guardandoti!
@ Gaz (#4649319)
Molto d’accordo
Goditi la vita e non rompere che qualche fenomono che ci crede lo trovi pure…
Ma vome NON ESSERE D’ACCORDO CON UN MITO DRL TENNIS!! LA PIÙ IMPORTANTE CAMPIONESSA DI TUTTI I TEMPI ! ha quasi tutti i record imbattuti !
Sampras, Federer giovane e Courier utilizzavano la Pro Staff con piatto da 85 pollici e non tiravano piano. Al servizio non cambierebbe quasi nulla. Come già scrissi il piatto corde si è già ridotto negli ultimi anni, Chang e Agassi usavano piatti 107 e oggi quasi tutti usano 97 98 o al massimo 100 pollici. Siamo sicuri che l’aumento di velocità di palla sia dovuto solo alla dimensione delle racchette e non anche ad un generale miglioramento della tecnica esecutiva? ( Vedi dritto next gen)
Credo sia l’innovazione migliore
martina…ho giocato svariati anni con la tua yonex e non era propriamente quello che auspichi…
O con le racchette da Padel o meglio ancora con quelle da Ping pong.
Una delle poche che dice sempre cose giuste e intelligenti. Le attuali racchette hanno trasformato il tennis in un altro sport, quasi completamente diverso da quello che avrebbe dovuto essere se si fossero poste regole sugli attrezzi, cosa che accade in ogni altra disciplina. In alternativa si possono creare due tour: tennis tradizionale e tennis moderno.
Bisognerebbe anche ridurre di molto il cemento e tornare a terra e molta più erba.
@ Pier no guest (#4649301)
.. pare che la dimensione proposta sia quella delle racchette da tennistavolo
Ormai il tennis ha perso poesia,tutta palestra e potenza,meno abilità e fantasia.
Menomale che ci sono le donne che riescono a sembrare ancora umane con i loro difetti e limiti fisici.
Ogni 10 anni si vede già la differenza da 10 anni prima, eppure sono 30 anni che si parla,si propone, come giustamente fa Martina,si valuta,ma poi non si fa ancora niente di niente,alzare la rete, accorciare lo spazio ricezione servizio,racchette più piccole,ci sono state altre idee,ma niente,non si fa niente di niente per incominciare, perché è diventato un altro sport, vogliamo che peggiori o vogliamo stare a passo con i tempi?
Ma perché c’è questa paura di incominciare a fare un passo ?anche minimo, paura dei giocatori?
Ad un certo punto bisognerà fermare le bocce del tennis,se non vogliamo che diventi solo servizio o ping pong.
Enorme Martina, vediamo se la sua voce avrà una qualche eco.
Ne dubito fortemente.
A questo punto, perchè non giocarlo con le mazze da baseball?
Sono d’accordo, il tennis di una volta vedeva molte più discese a rete, era più tecnico. Oggi Stefan Edberg sarebbe molto danneggiato rispetto a quando giocava.
Murray… Navratilova…Toni Nadal sono altri i soggetti che dovrebbero fare queste dichiarazioni e precisamente Mr. Wilson, Mr.Head, Mr.Yonex .
Ma non sono interessati né lo saranno.
L’utente Purple Rain però non concorda con gli ex campioni… però mi fido più di loro e di me stesso 🙂