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Zverev dopo il primo Slam: “Mi manca ancora il numero uno del mondo”

12/06/2026 07:36 6 commenti
Alexander Zverev nella foto - Foto Patrick Boren
Alexander Zverev nella foto - Foto Patrick Boren

Alexander Zverev si gode i primi giorni da campione Slam. Dopo il trionfo al Roland Garros, il tedesco ha avuto modo di fermarsi, respirare e riflettere su ciò che significa aver finalmente conquistato il primo titolo del Grande Slam della sua carriera.

In un’intervista concessa a Eurosport Germania, l’attuale numero 3 del mondo ha raccontato le emozioni successive alla vittoria, i messaggi ricevuti dai grandi protagonisti del circuito e anche l’obiettivo che ancora manca al suo palmarès.

Uno degli aspetti più significativi riguarda le congratulazioni arrivate dopo il successo di Parigi. Zverev ha spiegato di dare grande importanza soprattutto ai messaggi privati: “Per me i messaggi privati hanno un valore superiore”.

Il tedesco ha ricevuto parole da molti campioni del tennis. “Tutti i grandi tennisti mi hanno fatto i complimenti: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Novak Djokovic. Rafa Nadal mi ha scritto un messaggio molto lungo, mi è sembrato incredibilmente bello”, ha raccontato.

Non solo tennis. Tra i messaggi arrivati a Zverev ci sono anche quelli di grandi sportivi tedeschi: Thomas Müller, Mats Hummels, Joshua Kimmich e Dirk Nowitzki. Proprio l’ex stella NBA lo ha seguito da vicino durante la finale: “Dirk mi ha incoraggiato e mi ha scritto messaggi durante la partita, questo mi ha reso molto felice”.

La mole di messaggi ricevuti è stata enorme. “Ho ancora 1600 messaggi non aperti. Sono tre giorni che sto al telefono cercando di rispondere a tutti, ma va bene così: risponderò a ognuno”, ha aggiunto Zverev.

Il campione tedesco è poi tornato su uno dei momenti più delicati della finale: i crampi avvertiti alla fine del quarto set. Un problema che, secondo lui, non era legato alla condizione fisica. “Ho avuto crampi, ma non mi succedeva da più di dieci anni. Ero preparato fisicamente, mi sentivo bene, non ero stanco”.

Zverev ha spiegato che la causa era soprattutto mentale: “Questo dimostra quanto il tennis sia difficile come sport mentale. I crampi sono passati dalla testa: ero così teso e nervoso che mi sono venuti i crampi”.

La settimana parigina è stata per lui unica, ma anche estremamente pesante dal punto di vista emotivo. “È stata una settimana incredibilmente stressante, la migliore della mia vita, ma ho avuto anche uno stress incredibile”, ha ammesso.

Il modo per gestire tutto è stato concentrarsi soltanto sul presente. “Mi dicevo continuamente: gioca la prossima partita, è l’unica cosa che puoi controllare. Ho iniziato a crederci dai quarti di finale, ho giocato ogni partita come se fosse l’ultima”.

Dopo la vittoria è arrivata anche la festa, seppur con tempi molto stretti. “Abbiamo festeggiato fino alle 7 del mattino, perché dalle 11 avevo già impegni: foto con la coppa e appuntamenti con la stampa”, ha raccontato Zverev.

Il calendario, però, non gli ha lasciato molto spazio per godersi il momento. “Martedì è stato l’unico giorno un po’ libero, mercoledì mattina sono volato qui e più tardi volerò ad Halle. Ora devo riposare, ritrovare la mia quotidianità e prepararmi con calma per un torneo”.

Il titolo del Roland Garros non rappresenta un punto d’arrivo definitivo. Zverev guarda già avanti e non nasconde l’ambizione di puntare ancora più in alto. “Una vittoria in un Grand Slam generalmente aiuta. Credo di essere in forma migliore rispetto all’anno scorso e posso fare qualcosa anche a Wimbledon”.

Il grande obiettivo rimasto è chiaro: “Ho ancora un obiettivo che non ho raggiunto: il numero uno del mondo. Sarei felicissimo se riuscissi a ottenerlo anche solo per una settimana”.

Zverev ha poi ricordato che, nonostante il primo Slam, sente di avere ancora molto davanti a sé. “Ho vinto uno dei tornei del Grande Slam e ho ancora molto da fare. Voglio continuare a lavorare sui miei sogni”.

Un altro tema centrale è stato il valore della famiglia e della continuità del suo team. Zverev ha sottolineato che il successo non è arrivato da solo, ma attraverso un percorso condiviso: “Abbiamo ottenuto tutto insieme, anche se abbiamo attraversato alti e bassi”.

Il tedesco ha difeso la scelta di non cambiare continuamente guida tecnica nei momenti difficili. “È facile dire che, se qualcosa non funziona, bisogna cambiare allenatore. Per me è troppo facile. A volte devi anche prenderti la colpa e essere realistico”.

Infine, Zverev ha ribadito il legame con il proprio gruppo di lavoro: “Se il corpo non accompagna, non accompagna. Non devi cambiare allenatore ogni due mesi, io non sono così”.

Il primo Slam ha tolto un peso enorme dalle spalle di Zverev, ma non ha spento la sua fame. Dopo Parigi, il tedesco guarda già a Wimbledon e soprattutto al numero uno del mondo, l’ultimo grande traguardo che ancora gli manca.



Francesco Paolo Villarico


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6 commenti

Nicox (Guest) 12-06-2026 08:45

Si, certo, come no…

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Marco M. 12-06-2026 08:37

Vabbè, sul numero Uno sorvolo perché capisco l’entusiasmo, ma il realismo è un’altra cosa.

Invece mi piace molto il finale di intervista sui cambi di allenatori e sul prendersi le colpe se qualcosa non funziona.

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JOA20 (Guest) 12-06-2026 08:35

Non ci è riuscito nemmeno nel 2025 quando Sinner è stato fuori dalle competizioni per tre mesi e mezzo e Alcaraz non stava performando granché prima dello swing sulla terra battuta europea… Vabbè, vediamo come andranno i prossimi scontri con i New Two. Se riuscisse a vincere almeno un set sarebbe già tanto

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Pikario Furioso 12-06-2026 08:04

Il numero 1 se lo scorda… Sinner Alcaraz, e fra non molto Jodar, lo riporteranno alla ragione.

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luca71 12-06-2026 07:55

Ti è già andata di lusso a Parigi, dove erano assenti entrambi i due più forti del mondo. Non può essere sempre domenica…

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+1: Pikario Furioso
Silvio74 (Guest) 12-06-2026 07:42

Sasha, ora vuoi troppo !
Accontentati di aver vinto finalmente uno Slam, sai benissimo anche tu che quei due sono marziani !

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+1: Setrakian, luca71, Pikario Furioso
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