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Wimbledon alza il montepremi a cifre record: 64,2 milioni di sterline per rispondere ai giocatori

11/06/2026 14:29 2 commenti
Foto Getty Images
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Wimbledon prova a spegnere le tensioni con un aumento storico del montepremi. L’All England Club ha annunciato che l’edizione 2026 dei Championships distribuirà complessivamente 64,2 milioni di sterline, pari a circa 74 milioni di euro, con una crescita vicina al 20% rispetto al 2025. Si tratta del più grande incremento annuale nella storia del torneo londinese e arriva in un momento tutt’altro che casuale. Negli ultimi mesi, infatti, i migliori giocatori e giocatrici del circuito avevano alzato la voce nei confronti degli Slam, chiedendo una quota maggiore dei ricavi generati dai grandi eventi. La decisione di Wimbledon è quindi un segnale politico oltre che economico. Dopo le tensioni viste al Roland Garros, con diversi top player poco disponibili verso media e canali ufficiali come forma di protesta, il torneo londinese ha scelto di muoversi in modo deciso per evitare un clima simile.

Il nuovo montepremi porterà ai campioni del singolare maschile e femminile un assegno da 3,6 milioni di sterline, circa 4,17 milioni di euro. I finalisti riceveranno invece 1,8 milioni di sterline, pari a circa 2,08 milioni di euro. L’aumento non riguarda soltanto chi arriverà in fondo. Anche chi perderà al primo turno del tabellone principale incasserà 80.000 sterline, circa 92.700 euro, una cifra superiore del 21% rispetto al 2025. È un dettaglio importante, perché una parte centrale delle richieste dei giocatori riguarda proprio la distribuzione più ampia della ricchezza, non solo il premio per i campioni. Anche le qualificazioni riceveranno un forte incremento: il prize money della fase previa salirà del 25%, arrivando a 6,2 milioni di sterline. Chi perderà al primo turno delle qualificazioni riceverà circa 23.200 euro, al secondo turno circa 37.100 euro, mentre chi uscirà al turno decisivo incasserà circa 57.900 euro.

Nel tabellone principale, il percorso economico sarà il seguente: 92.700 euro per il primo turno, 146.000 euro per il secondo, 214.400 euro per il terzo, 347.600 euro per gli ottavi, 556.200 euro per i quarti, 1,04 milioni di euro per le semifinali, 2,08 milioni per la finale e 4,17 milioni per il titolo.

Il confronto con il Roland Garros è inevitabile. A Parigi il montepremi 2026 era salito del 9,5%, mentre Wimbledon ha scelto una mossa molto più aggressiva. Il vincitore a Londra guadagnerà sensibilmente di più rispetto al campione del Roland Garros, con una differenza superiore al milione di euro.

Wimbledon, insomma, ha ascoltato almeno in parte il messaggio arrivato dal circuito. I giocatori chiedevano che il montepremi complessivo si avvicinasse al 16% dei ricavi del torneo, una soglia considerata comunque solo un punto di partenza. L’obiettivo pieno non è stato raggiunto, ma la crescita fino a 64,2 milioni di sterline rappresenta un passo evidente. La questione, però, non può considerarsi chiusa. Il tema non è soltanto “quanto” venga distribuito, ma anche “come” e “con quale modello” i giocatori vengano coinvolti nelle decisioni. Le richieste dei top player riguardano anche welfare, pensioni, maggiore rappresentanza e un rapporto più strutturato con gli Slam. Per questo l’aumento di Wimbledon è importante, ma non necessariamente risolutivo. Può abbassare la tensione nel breve periodo, ma non cancella il nodo di fondo: i giocatori ritengono di contribuire in modo decisivo al valore commerciale degli Slam e vogliono una quota più ampia e stabile dei ricavi.

Dal punto di vista del torneo, la scelta è anche una mossa di posizionamento. Wimbledon difende la propria immagine di evento più prestigioso del tennis e non poteva permettersi di arrivare alla vigilia dell’edizione 2026 con il rischio di proteste, polemiche o frizioni pubbliche con i protagonisti principali. Il messaggio dell’All England Club è chiaro: Wimbledon vuole restare il riferimento economico e simbolico del tennis mondiale. Aumentare il montepremi in modo così netto significa rafforzare il rapporto con i giocatori, ma anche ribadire una leadership rispetto agli altri tornei dello Slam.

Ora la pressione si sposta soprattutto sullo US Open. Il torneo americano, forte di ricavi enormi e di una nuova spinta commerciale legata anche al doppio misto rinnovato, sarà il prossimo grande banco di prova. I giocatori guarderanno a New York aspettandosi un aumento altrettanto significativo, se non superiore. La sensazione è che Wimbledon abbia compiuto la scelta più intelligente: non ha concesso tutto ciò che veniva richiesto, ma ha dato un segnale forte e immediatamente visibile. Nel tennis moderno, il prestigio non basta più: i grandi eventi devono dimostrare anche di saper condividere meglio la ricchezza che generano. Resta da capire se questo basterà a evitare nuove tensioni. La risposta arriverà nelle prossime settimane, quando i giocatori valuteranno se l’incremento rappresenta un vero cambio di passo o soltanto una mossa necessaria per contenere il malcontento. Wimbledon ha mosso la prima pedina pesante. Ora il confronto tra Slam e giocatori entra in una fase nuova: meno simbolica, più concreta, e sempre più legata al peso economico dei protagonisti in campo.


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2 commenti

brunodalla 11-06-2026 15:28

Scritto da Tiger Woods
E Wimbledon è di gran lunga il torneo che coi biglietti guadagna meno di tutti, senza sessioni serali e con prezzi veramente alla portata di tutti…
Traete voi le conclusioni.

probabilmente guadagnano abbastanza con le fragole e champagne venduti, così riescono a tenere i prezzi bassi….

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Tiger Woods (Guest) 11-06-2026 14:55

E Wimbledon è di gran lunga il torneo che coi biglietti guadagna meno di tutti, senza sessioni serali e con prezzi veramente alla portata di tutti…
Traete voi le conclusioni.

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