L'azzurro ha vinto la sfida contro Pellegrino ATP, Copertina

Cobolli dopo il derby a Parigi: “Il ranking oggi conta poco. Pellegrino ha livello da Top 100”

25/05/2026 21:21 Nessun commento
Flavio Cobolli a Parigi (foto Patrick Boren)
Flavio Cobolli a Parigi (foto Patrick Boren)

Dopo la vittoria nel derby italiano contro Andrea Pellegrino, Flavio Cobolli si presenta soddisfatto ma anche consapevole della difficoltà della sfida. Il romano sottolinea l’equilibrio del match e spiega come, nel tennis attuale, la classifica racconti sempre meno la reale distanza tra i giocatori. Per almeno due set c’è stato molto equilibrio, deciso da pochissimi punti.

“Prima della partita avevamo fatto una piccola riunione con il team” racconta Cobolli. “Nelle ultime sconfitte contro giocatori con ranking più basso del mio abbiamo analizzato una cosa: oggi il livello si è appiattito tantissimo. Soprattutto nei grandi tornei il ranking conta relativamente. Andrea ha dimostrato di avere il livello per stare nei primi cento del mondo. Per questo ho cercato di restare concentrato e lucido su ogni punto, provando a creare un margine nel punteggio. Non ci sono riuscito nei game, però ci sono riuscito nei set e questo poi mi ha aiutato a gestire il terzo.”

Sul servizio, tema già affrontato nei giorni precedenti, Cobolli vede segnali incoraggianti.
Cobolli: “È stato un buon servizio, sì. Sono molto contento della prestazione di oggi. Sto lavorando tanto su questo colpo. Ho ancora alti e bassi, come avevo detto anche nei giorni scorsi, ed è normale. Però stiamo cercando di avere più alti che bassi. Oggi mi ha aiutato nei momenti importanti e soprattutto mi ha permesso di giocare pochi punti nei turni di battuta. Quando giochi al meglio dei cinque set è una cosa che aiuta tantissimo.”

Poi un passaggio sul nuovo ingresso nel team, Alessandro Giannessi.
“Alessandro è una figura che ho richiesto espressamente. Ci darà una mano per alcune settimane quest’anno, poi vedremo cosa succederà in futuro.”

Curioso il passaggio dedicato alla differenza tra occhio di falco e segno sulla terra battuta.
Cobolli: “Onestamente l’occhio di falco è una grande mano durante la stagione, soprattutto sul cemento e sull’erba. Però sulla terra sono un tradizionalista.” Alla replica del giornalista, “Preferisci andare a vedere il segno?” Cobolli sorride: “Assolutamente sì. Credo sia elegante così. Il tennis è uno sport elegante, è nato in questa maniera e penso sia bello conservarlo ancora per qualche settimana.”

Sul possibile prossimo avversario, Wu, arriva anche un siparietto in sala stampa.
Cobolli: “Ci ho giocato ad Acapulco quest’anno…” Dopo qualche esitazione dei giornalisti: “Bravissimo! No, è un giocatore molto forte con cui dovrò stare attento. Colpisce molto bene la palla. Sul cemento ha certe caratteristiche, sulla terra magari qualcosa cambierà. Adesso però lasciatemi un paio di giorni e poi chiederò ai miei allenatori…”

Infine la domanda più personale, sul rapporto tra Cobolli, Roma e Parigi.
Cobolli: “Parigi è il torneo più bello che un tennista, soprattutto europeo, possa giocare oggi. Io sono nato sulla terra rossa e quindi questo torneo per me è speciale. Ogni volta che torno qui mi fa lo stesso effetto. Sono grato dell’opportunità di condividere questo posto con gli altri ragazzi e spero di potermi divertire ancora tanti anni qui.”

Nel finale anche una breve parentesi in inglese sul lato extra-campo della vita del tennista e su un recente spot girato con altri giocatori. Cobolli ha ammesso di non sentirsi completamente a proprio agio davanti alle telecamere: ha raccontato che sono esperienze diverse dalla routine quotidiana, a volte divertenti e apprezzate dai tifosi, altre più stancanti, “dipende dalla giornata e da quante ore hai dormito”, scherza. Ma nella maggior parte dei casi gli piace vivere anche questo lato del lavoro.

Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


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