Potenza, grinta e tenuta fisica: Berrettini si impone su Fucsovic a Roland Garros
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Potenza, grinta, un servizio in ritmo e una tenuta fisica importante, superiore anche a quella di uno dei veri Ironman del tour in una giornata caldissima su Parigi. Una combinazione di fattori di qualità quasi impensabile se ripensiamo al Matteo Berrettini impalpabile visto a Roma pochi giorni fa. Invece sul campo 13 di Roland Garros Matteo torna “The Hammer”, oltre che lottatore tostissimo: il romano tira fuori una prestazione notevole per come ha colpito, per l’intensità del suo gioco, per come ha retto fisicamente sia in attacco che soprattutto in difesa, andando a prendersi una bella e importantissima vittoria contro Marton Fucsovics per 6-7(2) 7-5 6-1 6-2, successo che lo porta al secondo turno dove trova Arthur Rinderknech (avversario non facile ma nemmeno impossibile). Le condizioni non erano per niente facili vista la canicola opprimente sul Bois de Boulogne, per questo è notevole come Matteo abbia retto la spinta e martellamento un po’ monocorde ma intenso dell’ungherese, tennista con precisi limiti tecnici e di sensibilità ma lottatore vero, riuscendo a prendersi finalmente un break sul 6-5 del secondo set e quindi scappando via sicuro verso il successo, con Marton ormai prosciugato di energie e diventato assai falloso, oltre che poco lucido in risposta e nella selezione dei colpi.
Berrettini invece è stato davvero bravo a giocare una partita accorta, lavorando molto la palla col back di rovescio per spezzare il ritmo dell’avversario, ma tenendo assai bene anche col rovescio in spinta e con una profondità e angolo che spesso hanno mandato in crisi Fucsovics anche nella prima fase del match, quando era ancora bello carico di energia. Proprio la parola energia racchiude bene la prestazione di Berrettini: ha spinto tanto, tenendo buoni numeri al servizio e reggendo negli scambi più duri. Solo la risposta non ha funzionato granché fino al break nel finale del secondo set, ma complessivamente è una prestazione ottima dell’azzurro, la migliore da molte settimane sia dal punto di vista tecnico, che fisico e mentale. Berrettini non giocava a Parigi dall’incontro perso contro Djokovic nei quarti di finale del 2021, forse anche per questo – e il suo ultimo periodo – le aspettative erano basse. Invece qualcosa dentro lui è scattato, lo si è visto fin dalle prime fasi del match, dove ha mantenuto un’attitudine positiva anche quando l’altro lo metteva sotto con la progressione col diritto e in risposta faceva terribilmente fatica. Matteo è rimasto lì con testa e gambe, servendo sempre meglio e non perdendo mai focus e continuità di gioco.
I numeri di fine partita raccontano di un rendimento della battuta importante di Berrettini: 14 Ace, 58% di prime (non altissima) ma vincendo il 79% dei punti e un notevole 66% con la seconda. Buona anche la velocità media, con 12 palle break ottenute e 44 vincenti, a fronte di 37 errori. Quello che i numeri non raccontano è la consistenza complessiva del gioco di Matteo e una tenuta del livello piuttosto elevata. Nel 2026 qualche sprazzo di qualità era anche arrivato, ma si risolveva in una fiammata e via; nella vittoria a Parigi invece l’intensità di spinta è stata piuttosto continua, con un solo mini passaggio a vuoto nel quarto set quando era già avanti di due break, e subito tamponato. Uno dei metri di giudizio della prestazione del romano è la reattività, come riesce a rimettersi in moto dopo aver rincorso una palla laterale. Berrettini oggi è stato dinamico, piuttosto stabile sulle gambe e pronto a far spazio con i piedi per scaricare la potenza del diritto. Molti i vincenti dall’angolo sinistra col lungo linea, situazione per lui “classica” ma ultimamente non funzionava più perché c’era un ritardo costante nell’apertura, senza l’ampiezza sufficiente a scaricare tutta la leva del braccio. Invece vs. Fucscovic il braccio ha corso via bello libero, non sempre a tutto gas ma potente, e i vincenti infatti sono arrivati e da molte parti di campo.
Potente nella spinta, dinamico nello scambio, poco falloso col rovescio dove gli impatti in spinta sono stati piuttosto buoni, davvero un Berrettini interessante per qualità complessiva di gioco, tenuta fisica e lucidità di gioco. È un piacere rivedere il nostro campione a questo livello, e chissà che questo torneo, che in molti vedevano quasi come un male necessario per ritrovare un po’ di ritmo, non ci restituisca una versione del “martello” pronta a spiccare il volo sui prati da qui a breve…
Marco Mazzoni
La cronaca
Berrettini parte discretamente col rovescio, più sicuro e incisivo rispetto a quello di Fucsovics, e anche con un buon ritmo alla battuta. A livello di mobilità sembra piuttosto scattante, costretto a correre costantemente sulla sinistra per difendersi dal martellamento col diritto dell’ungherese. I due del resto giocano un po’ a specchio, fisicità e spinta importante col diritto, ma Matteo ha più mano e soprattutto un back di rovescio che può mandare fuori giri Marton. Accade nel terzo game, con un taglio ficcante che Fucsovics non gestisce affatto bene, ma il 15-30 è prontamente rimontato dal magiaro. Berrettini nel secondo turno di battuta mette in mostra tutta la prepotenza della sua prima palla, non si gioca e 2 pari. Sembra in eccellente forma il 34enne di Nyíregyháza, tennista che basa la sua prestazione proprio sulla spinta e forza fisica. Si scambia ben poco, o comunque comanda il giocatore alla battuta col primo colpo dopo il servizio. Il sesto game diventa complicato per Berrettini. Sbaglia un paio di diritti, poi è poco fortunato con un taglio d’attacco che sbatta sul nastro dopo una costruzione perfetta. Un errore di Matteo sulla pressione di Marton costa la prima palla break, ma Berrettini si salva con una seconda di servizio molto carica di spin e un rimbalzo altissimo. Poche prime di servizio “in” nel game, ma di nuovo una seconda ottima lo porta sul 3 pari. Più snello l’ottavo game per l’azzurro, chiuso con un rovescio lungo linea vincente eccezionale per timing d’impatto (4-4). L’equilibrio non si spezza, Berrettini serve bene e porta il set al tiebreak (con 33 punti vinti a testa). Fucsovics trova il jolly con un gran rovescio in risposta, un vincente “da doppista” che lo porta avanti 2 punti a 0. L’ungherese continua a martellare sul rovescio dell’italiano, e alla fine l’errore di Matteo arriva, poi si arriva 4 punti a 1 con un servizio al centro preciso. Fucsovics si prende un secondo mini-break in progressione dopo una risposta molto carica di spin che allontana l’italiano dalla riga di fondo (5-2). Davvero un ottimo tiebreak dell’ungherese, chiuso per 7 a 2 con un diritto vincente, e soprattutto il servizio in ritmo e una risposta assai più ficcante rispetto a quella di Berrettini. Per tutto il set Matteo poco efficace in risposta, forse attitudine troppo conservativa che non ha pagato.
Berrettini riparte al servizio nel secondo set, ma la sensazione non è ottima: la prima palla va e viene, e soprattutto non c’è una reattività ottimale nel farsi trovare pronto ad aggredire la risposta dell’avversario. Il game va ai vantaggi e commette anche un doppio fallo da sinistra. Fucsovics con una buona risposta lungo linea col diritto strappa una palla break, ma stavolta Berrettini si aggrappa alla battuta, una seconda palla esterna molto precisa. Lento Matteo nel fare spazio col corpo per colpire il diritto, su colpi profondi di Fucsovics. Con grinta Berrettini annulla altre due palle break (entrambe col diritto vincente dopo il servizio) e si prende un game da 16 punti (1-0). Forse anche il caldo – già opprimente su Parigi – inizia a farsi sentire, con il gioco che complessivamente entra in una fase di stanca, e Fucsovics più attivo in spinta, sempre ossessivamente sul rovescio dell’italiano. Berrettini diventa imprendibile al servizio e i suoi game tornano a scorrere via fluidi, ma resta in difficoltà in risposta, manca lo spunto, non va sopra alla spinta di Fucsovics (ancora senza palla break a favore). Peccato per il sesto game, con l’azzurro incapace di arrivare alla chance in risposta nonostante due doppi falli del rivale (3-3). Matteo si porta 5-4 con un altro turno di servizio eccellente, anche piuttosto rapido nell’avventarsi sulla palla col diritto. Ora tutta la pressione è sulle spalle del magiaro, che tuttavia la regge bene rimontando da 0-15, sempre bello potente in spinta, schemi pratici ma efficaci (5-5). Si è sciolto anche fisicamente Berrettini, eccellente la corsa difensiva verso sinistra e il rovescio slice che lo porta sul 6-5. Con passante insidioso (basso) Berrettini si prende di nuovo il primo punto in risposta, e stavolta lo score si porta sullo 0-30 con uno slice profondo che Fucsovics non gestisce, score inedito nel match per l’italiano in risposta. Fucsovics sente il momento, braccio rigido e diritto a mezza rete. 0-40, prime palle break del match per Berrettini, e soprattutto tre Set Point. Con una risposta di rovescio sulla riga, al centro, Matteo manda a gambe all’aria la difesa del magiaro. Finalmente ecco il BREAK, il primo del match, e SET per Berrettini, 7-5. Perfetto al servizio e molto più attivo.
Forte del parziale vinto, Berrettini riparte di slancio nel terzo set, con un game con due ace (1-0) e la spinta è vigorosa anche in risposta, con il plus del doppio fallo in avvio di Fucsovics. Con un rovescio molto profondo Matteo si porta 15-30 e poi 15-40 grazie ad un errore dell’avversario. Il BREAK per Berrettini arriva sul 30-40, con la difesa del romano premiata dopo 3 corse laterali dall’errore di Fucsovics, 2-0. Si soffre nel terzo game: Berrettini sbaglia due diritti (0-30) e un terzo errore col suo colpo principe lo condanna al 15-40 e palle break da salvare. Bravissimo l’azzurro a tirare fuori le unghie e difendersi sul lato sinistro, per poi affondare col diritto inside out (30-40), quindi una seconda di battuta che salta altissima diventa impossibile da gestire per l’ungherese. Con grinta è 3-0 Berrettini. Fucsovics ritrova efficacia con servizio e diritto e muove lo score (3-1) ma Berrettini resta in controllo dei suoi game, più vivace fisicamente rispetto all’avversario (4-1). Fucsovics si imballa da 40-0 nel sesto game, diventa una lotta e Berrettini è bravo a sfruttare gli errori di Marton, diventato più falloso e strappare un secondo break alla terza chance, con una splendida risposta di rovescio che atterra quasi sulla riga. Con un turno di servizio impeccabile (due Ace) Matteo si aggiudica il terzo parziale con un secco 6-1. Calo evidente nella spinta e precisione di Fucsovics, mentre Berrettini ha retto assai meglio e col servizio ha fatto la differenza.
Quarto set, Fucsovics to serve. Ha perso lo smalto col diritto della prima fase del match, ora gli errori arrivano copiosi mentre Berrettini è pronto a rispondere in campo e mettere palle con sicurezze che l’ungherese forza malamente. Con due errori di diritto, classici unforced, Fucsovics concede un BREAK importantissimo per l’italiano, in totale controllo del match e molto sicuro al servizio (2-0). Ormai Fucsovics non ci crede più: la prima palla è scomparsa e la sua spinta è flebile, tanto che attacca la rete con niente e un passante preciso di Berrettini lo condanna allo 0-40. Matteo si prende il terzo BREAK consecutivo (e secondo del set) con una bella risposta che l’avversario non riesce a gestire. 3-0 Berrettini. Improvvisamente Matteo si blocca dopo un errore col diritto, subisce un Contro BREAK inatteso (e primo game di battuta ceduto nel match), con un calo più di concentrazione che fisico, per il 3-1. La fatica in campo è evidente, il caldo è intenso, tanto che dopo alcuni colpi uno dei due cerca di chiudere in qualche modo, con un attacco, una smorzata, una pallata a chiudere. Il quinto game va ai vantaggi e il quinto doppio fallo condanna Fucsovics a nuova palla break. Stavolta Matteo non mette in gioco la risposta. Si ripete lo stesso film, doppio fallo e poi errore di Berrettini, fino al 3-2 Fucsovics. È il momento di tenere, nonostante la fatica e il sole che martella senza pietà… Berrettini ritrova il diritto efficace dal centro e anche la prima palla, con ottimo turno di battuta vola 4-2, a due passi dalla grande W. Marton non crolla, ma almeno barcolla. Con un nuovo doppio fallo concede una palla break nel settimo game, e “completa” l’ora con un altro doppio fallo, per il 5-2 Berrettini. L’incontro termina senza brutte sorprese, con un Ace che gli apre le porte del secondo turno.
Marton Fucsovics
vs Matteo Berrettini 
Marton Fucsovics
Matteo BerrettiniTAG: Marco Mazzoni, Marton Fucsovics, Matteo Berrettini, Roland Garros 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Shelton
Auger-Aliassime
de Minaur
Medvedev
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Svitolina
Muchova
Bravissimo !!
Il Martello di Matte-Thor supera quello di Mart-Thor !
😎
Nel titolo si parla di grande tenuta fisica di Berretto, alla faccia di chi dice che Matteo ha una autonomia limitata.
Allora mettetevi daccordo…
Bravo Matteo! Viviamo alla giornata, intanto oggi davvero eccellente. Vediamo la prossima, non banale, poi la breve campagna sul verde, chissà non rifiorisca sull’amata erbetta.
Vittoria e prestazione per niente banale,sorpreso in positivo.
Bravo Matteo .
Grazie Matteo, mi hai dato soddisfazione dopo quell’orribile tie-break giocato nel 1° set.
Forza!!!!
Speriamo sia la svolta
Già che abbia retto per 4 set è una notizia positiva. Ora sotto con Rinderknech
Tenuta fisica per 4 set inaspettata. Molto bene. Ma teniamo conto del crollo fusico dell’ ungherese
Bravo!per niente scontato in questa fase!