Hailey Baptiste, la rivelazione del WTA 1000 Madrid. “Come ho battuto Sabalenka? Non darle mai ritmo e crederci”
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La vittoria di Hailey Baptiste su Jasmine Paolini a Madrid aveva fatto storcere il naso a più di un appassionato, invece quello che in molti ipotizzavano fosse solo un fuoco di paglia è diventato una sorta di ciclone, capace di abbattere addirittura la n.1 WTA Sabalenka, nonostante sei match point a favore della bielorussa. La 24enne statunitense è la novità e personaggio del WTA 1000 in corso nella capitale spagnola. La condizioni di altura e campi rapidi si addicono al tennis potente ma anche assai vario di Baptiste, che così ha spiegato a Tennis Channel come sia riuscita nella impresa più ardua possibile, superare Aryna, quasi inarrestabile nel 2026.
“L’idea era provare a metterla in difficoltà in ogni modo possibile. Usare smorzate, slice corti, colpi più pesanti… Non volevo darle ritmo”, ha spiegato Baptiste. Con questo piano tattico la statunitense è riuscita a disinnescare il potente gioco di Sabalenka, costringendola a uscire dai suoi schemi abituali e inducendola a commettere numerosi errori non forzati nei momenti più delicati del match. Anche se il piano non ha dato risultati immediati, con il passare dei minuti si è rivelato efficace: “All’inizio ho fatto un po’ fatica a trovare le sensazioni giuste, ma una volta riuscita a farlo, credo di aver eseguito il piano piuttosto bene”. È stato dal secondo set che Baptiste è riuscita a imporre quella combinazione di variazioni e aggressività che ha finito per mandare fuori giri la bielorussa. Furibonda, come un toro che vede rosso, Aryna si è incaponita del voler spaccare la palla e alla fine ha commesso troppi errori.
L’aspetto mentale è stato determinante: “Fondamentalmente dovevo credere in me stessa e fare ciò che so fare meglio” racconta Baptiste. “Giocare il mio tennis, restare fedele a ciò che sono, come in qualsiasi altro giorno, senza guardare chi avevo dall’altra parte della rete. Era quello che cercavo di ripetermi nei momenti difficili. E credo sia stato questo a darmi la vittoria”. Questa fiducia le ha permesso di resistere anche quando era a un passo dalla sconfitta: “Volevo solo assicurarmi che lei dovesse giocarsi ogni punto. Non volevo regalare nulla”.
Nei frangenti più critici, la statunitense ha scelto di prendersi dei rischi e infatti quel che sorpreso ed esaltato nella sua prestazione è stata la lucidità di scelte, come sia riuscita a far giocare male la fortissima rivale ma anche prendersi punti decisivi con accelerazioni improvvise, non casuali. “Ho visto lo spazio… e sono andata a cercarlo”, ha detto riferendosi ai punti chiave dell’incontro. È stata proprio questa coraggiosa intraprendenza, unita alla capacità di variare continuamente il gioco, a fare la differenza nel tiebreak decisivo. “Credo di essermi messa in contesti che mi hanno dato esperienza e mi permettono di sentirmi più a mio agio quando si arriva al finale dei match”, ha spiegato Hailey, raccontando come sia riuscita a mantenersi calma quando ormai la situazione pareva disperata.
Baptiste ha poi sottolineato il lavoro accumulato e le difficoltà superate come elementi centrali del suo percorso: “Ho lavorato tantissimo, ho attraversato momenti molto duri e ho dovuto rialzarmi tante volte. Sento di essermi meritata tutto questo”, sottolineando come la sua esplosione in un torneo di questo livello non è frutto del caso, ma il risultato di un lungo e impegnativo processo di crescita. Ora Baptiste avrà di fronte un’altra temibile avversaria in semifinale: Mirra Andreeva, guidata tra l’altro da una delle leggende del tennis spagnolo, Conchita Martinez. Dopo aver estromesso dal torneo Paolini, Bencic e Sabalenka, chissà che la sua onda non le permetta di sovvertire qualsiasi pronostico e magari sognare pure il titolo.
Mario Cecchi
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L’ho pensato anch’io, mi stupisce che in un tempio del politicamente corretto che è sto sito ti sia stato consentito di esprimere un dubbio che l’osservazione fisiognomica suggerisce
Fa molto meno male l uscita di Jas.
Però però…
La hailey è anche una bellissima ragazza e ciò non guasta, complimenti.
Da quando ha perso quella zavorra di 7/8 kg, sono venute fuori le sue doti tecniche e di potenza. Ha un servizio che non ha niente da invidiare a Rybakina e Sabalenka e una mano educatissima.
Se non sbaglio nel gioco il veggente qualcuno ha previsto Baptiste vincente a Madrid, comunque vada proveremo a mandargli una troupe televisiva per capire da dove è nato l’intuizione.
Colpo di genio o cattiva digestione? (cit. BLADE RUNNER)
Premesso che a me la Baptiste piace molto tecnicamente: ha un gran dritto, un buon rovescio e una manina ben educata … tuttavia ho un dubbio su di lei. Qualcuno si ricorda della mezzofondista Semenya? Si diceva fosse biologicamente un uomo, ma in realtà non era così. Aveva una condizione definita “differenza nello sviluppo sessuale” che le conferiva livelli di testoterone più elevati di quelli femminili, pur essendo una donna. Semenya aveva una potenza maschile e questo le permetteva di vincere spesso con le atlete del suo sesso. Venne squalificata, e la sua situazione è sempre stata al limite… Era giusto che gareggiasse con le donne? Baptiste potrebbe avere la stessa condizione biologica? E se fosse così, sarebbe giusto che gareggiasse o dovrebbe essere squalificata? Prendetela come occasione di discussione, non sono certo di nulla. Non ha molto di femminile, questo pare evidente …
Molte tenniste non si rendono conto delle potenzialità che hanno, alcune se ne rendono conto solo tardi,quando raggiungono quella certa maturità che le spinge a sfidare con più coraggio certe sfide.
Pensare che ha vinto solo l’ITF 75 di Caserta nel 2023,a parte alcuni ITF 25 anni prima.