Indian Wells si conferma torneo ostico per gli italiani (Sinner escluso)
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“Ne resterà soltanto uno…”. La celeberrima frase del film Highlander calza a pennello per descrivere l’andamento dei tennisti italiani al Masters 1000 di Indian Wells, torneo storicamente non facile per i nostri giocatori. Erano 8 gli azzurri al via nel main draw 2026, incluse ben 4 teste di serie (la n.2, 5, 15 e 20 tra Sinner, Musetti, Cobolli e Darderi): dopo tre turni in gara è rimasto solo Jannik, per un bilancio complessivamente al di sotto delle lecite speranze degli appassionati. Il torneo è “tosto”, le condizioni non facili per tutti e alcuni dei nostri portacolori non sono al meglio della propria condizione, come ha dimostrato il campo. Inoltre la competitività generale è massima perché Indian Wells è davvero un torneo assai ambito da tutti i partecipanti, tuttavia si sperava che a far compagnia a Jannik tra i migliori 16 dell’evento potesse esserci qualche altro italiano. Jannik Sinner spesso fa gara a se, forte di una classe e costanza di rendimento unica nel nostro panorama al maschile e che gli permette di andare a giocarsi il titolo in ogni evento stagionale quando è in buona salute. Con una solida prestazione e vittoria senza patemi il 4 volte campione Slam ha battuto Shapovalov e ha centrato per quinta volta in carriera gli ottavi di finale al primo Masters 1000 della stagione, dove lo attende una sfida intrigante contro il giovane e talentoso Joao Fonseca. Purtroppo la secca battuta d’arresto patita nella notte da Flavio Cobolli ha lasciato Sinner come unico tricolore ancora in gara.
Jannik è nettamente il miglior giocatore italiano nella storia del mille californiano: vanta due semifinali (2023 e 2024, perse contro Alcaraz) e cinque presenze agli ottavi, centrate anche nel 2021, 2022 e 2026, con la speranza di migliorare il proprio record nel torneo nell’edizione in corso. Proprio Sinner riuscì nel 2023 ad infrangere per la volta nella storia la barriera degli ottavi di finale e centrare i quarti a Indian Wells, allora miglior risultato di sempre per un italiano. Nel passato infatti solo altri tre tennisti azzurri erano riusciti ad arrivare tra i migliori sedici: Renzo Furlan nel 1996, Fabio Fognini nel 2014 e Matteo Berrettini nel 2022, fermandosi lì. Un evento quindi “poco amico” dei nostri. Quest’anno con una massiccia presenza complessiva e ben quattro teste di serie, c’era la speranza che si potesse avanzare con qualche alfiere in più verso le zone nobili del torneo. Purtroppo non è andata così.
Cobolli e Darderi hanno forse pagato anche lo scotto dei tornei vinti la settimana precedente, Flavio ad Acapulco e Luciano a Santiago del Cile. Darderi ha cambiato in modo repentino superficie ed è incappato in una prestazione altalenante contro Hijikata, tennista non eccelso ma che veniva dalle qualificazioni, quindi assai rodato nell’evento, e bravo a mettere in campo tantissima velocità e una certa facilità nell’entrare sui colpi dell’azzurro, aprendo bene gli angoli e facendolo correre. Resta comunque una sconfitta inattesa per Luciano, attualmente al best ranking. Aveva anche affermato che le condizioni gli piacevano molto, quindi si sperava in un torneo migliore. Cobolli ha ceduto di schianto a Tiafoe dopo aver passato l’esordio contro Kecmanovic. Dopo un inizio di stagione negativo, è stato bravo Flavio a cambiare passo e centrare una buona semifinale a Delray Beach e quindi trionfare in Messico, spremendosi al massimo per energia e forza mentale. Un torneo che gli è costato tanto, pagato quindi a Indian Wells con una eliminazione prematura. Tuttavia Tiafoe è un avversario sempre pericoloso, può esaltarsi e diventare molto ostico, quindi è una sconfitta che può starci.
Non è andato affatto bene il rientro di Lorenzo Musetti, testa di serie n.5 ma fermo dallo sfortunatissimo ritiro agli Australian Open mentre stava dominando Djokovic nei quarti di finale. Con uno stop così lungo alle spalle, le aspettative su Lorenzo non erano altissime, e non è stato nemmeno fortunato col sorteggio visto che Fucsovics è un grandissimo agonista, sempre pronto a portare tutta la sua dirompente fisicità nel match quando è in una giornata con discreta sensibilità nei colpi. Musetti ha lottato nel primo set, poi la partita gli è scivolata via. Serve pazienza per recuperare, ritrovare ritmo e sensazioni positive, e i tornei sul cemento all’aperto restano per lui quelli dove fa un po’ più fatica. Lo aspettiamo a Miami, con più allenamenti di qualità, sperando in un torneo assai migliore.
Arnaldi purtroppo continua a fare terribilmente fatica a ritrovarsi, penalizzato dal problema fisico che lo tormenta da mesi e che non gli consente di correre liberamente e coprire il campo con la sicurezza e velocità che sono il suo marchio di fabbrica e vero punto di forza. Ha disputato a Indian Wells una partita troppo brutta per il suo valore, il momento è critico e anche la classifica diventa ora complicata. Maestrelli è stato bravo a qualificarsi – primo main draw in un 1000 – e ha giocato una discreta partita contro Hijikata, avversario più avvezzo di lui a queste condizioni. È stata una buona esperienza, tuttavia il sorteggio non era malvagio e qualche speranza che potesse anche passare il turno c’era. È un ragazzo in netta crescita, lo aspettiamo ai prossimi appuntamenti. Mattia Bellucci ha ceduto all’esordio contro Diallo, giocatore ostico con quel servizio che si ritrova e in ottima condizione, come ha dimostrato nel match successivo andando a sgambettare in tre set Rublev, uno che su questi campi resta assai forte. È una sconfitta che ci sta.
Matteo Berrettini continua la sua opera di ricostruzione, nella condizione fisica e nella fiducia dei propri colpi. “Devo giocare con più energia pensando positivo” aveva affermato alla vigilia, chiusa una trasferta in America Latina tutt’altro che esaltante. Missione parzialmente compiuta con un bel primo turno vinto contro Mannarino, tennista che aveva sofferto (e mai battuto), poi contro uno Zverev perfetto alla battuta è venuta fuori la fatica e minor brillantezza nelle gambe per la terribile battaglia all’esordio. Serve pazienza nel suo caso, e la speranza che non soffra altri stop fisici per mettere uno dietro l’altro varie partite e ritrovare una condizione superiore, oltre che quella fiducia che gli consente di far correre il braccio e trovare grande potenza. Questa una breve analisi dei nostri a Indian Wells, con qualche delusione e alcune sconfitte diciamo preventivabili.
In questa settimana restiamo aggrappati a Jannik Sinner (oltre che a Jasmine Paolini nel femminile, ovviamente). Il torneo di Indian Wells è uno dei più difficili, di qualità e storicamente meno fortunato per i nostri colori. È piaciuta la condizione di Jannik, la sua palla sembra viaggiare bene, la condizione fisica in crescita rispetto alle prime due uscite nel 2026, più altalenanti. Vedremo come affronterà la partita vs. Fonseca, ragazzo che picchia la palla come pochi, con niente da perdere e il piglio di chi vuole diventare uno dei grandi. Jannik per lui sarà un test probante, come per lo stesso Sinner contro un ragazzo con la palla “pesante” e la voglia di arrivare. Chissà se Sinner riuscirà a centrare la prima finale per un italiano nel torneo, infrangendo un altro tabù. Un match alla volta.
Marco Mazzoni
TAG: Flavio Cobolli, Giocatori Italiani, Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Marco Mazzoni, Masters 1000 Indian Wells 2026, Matteo Berrettini

Sinner
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Fritz
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Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Svitolina
Gli scarsi risultati, storicamnete, ad IW derivano da alcuini evidenti fattori, che possono essere facilmente individuati anche da uno che di tennis capisce poco:
1. si tratta pur sempre di un torneo in cemento, che fino a pochi anni fa era superficie ostica per il 90% dei nostri tennisti;
2. si svolge subito dopo un mese di tornei sul mattone tritato, quindi alla difficoltà di base si aggiunge queslla contingente;
3. i nostri tennisti, sino a pochi anni fa avevano come principale traguardo lo swing europeo sulla terra battuta, il Sunshine Double era visto cme una seccatura.
Questi sono i risultati degli italiani dal 1987 al 2019:
1987 Canè (2°t Mecir)
1988 0
1989 0
1990 0
1991 Caratti (1 t Furlan), Furlan (2° t. Clavet)
1992 Pescosolido (1° t Cherkasov) Caratti (1° t Connors (sic))
1993 Furlan (1° t Palmer), Pescosolido (1° t Yzaga)
1994 Pescosolido (1° t Grabb) Gaudenzi (2° t Rusedsky)
1995 Sanguinetti (1°t Edberg), Furlan (1°t Rios), Gaudenzi (2°t Rios)
1996 Nargiso (1°t Haarhuis), Gaudenzi (2°t Furlan), Furlan (ottavi Haarhuis)
1997 Gaudenzi (1°t Bjorkman)
1998 Gaudenzi (1°t S. Draper)
1999 Sanguinetti (1°t Malisse)
2000 0
2001 Gaudenzi (1°t Santoro) Sanguinetti (1° t Haas), Pozzi (2°t Clement)
2002 Gaudenzi (1°t Corretja)
2003 Sanguinetti (1° t G.Coria)
2004* Volandri (1°t Canas), Sanguinetti (2°t, Grosjean)
2005 Volandri (1°t Zib), Sanguinetti (1°t Llodra), Starace (1°t Arthurs)
2006 Seppi (1°t Mathieu), Volandri tds (2°t Fish), Sanguinetti (2°t, Ancic), Bracciali (2°t, Hrbaty)
2007 Volandri (1°t Horna), Seppi (2° Verdasco), Bracciali (2° Soderling)
2008 Bolelli (1°t Isner), Starace (1°t Gicquel), Seppi (2°t Djokovic), Fognini (2°t Mathieu)
2009 Bolelli (1°t Gicquel), Fognini (1°t Reynolds), Seppi (2°t Wawrinka), Starace (2°t Mathieu)
2010 Lorenzi (1°t Russell), Starace (1°t Chardy), Fognini (2°t Monaco), Seppi (2°t Murray)
2011 Cipolla (1°t Malisse), Fognini (1°t Davydenko), Starace (1°t Young), Seppi (1°t Hanescu)
2012 Starace (1°t Nalbandian), Cipolla (1°t Harrison), Lorenzi (1°t Ginepri), Seppi (2°t Fish)
2013 Fognini (2°t Djokovic), Lorenzi (2°t Simon), Seppi tds (3°t Gulbis)
2014 Lorenzi (2°t Cilic), Seppi tds (3°t Wawrinka), Fognini tds (ottavi Dolgopolov)
2015 Bolelli (2°t Raonic), Fognini tds (2°t Mannarino), Seppi tds (3°t Federer)
2016 Seppi (2° t Isner)
2017 Gaio (1°t Anderson), Lorenzi (2°t Wawrinka), Fognini (3°t Cuevas)
2018 Berrettini LL(2°t Medvedev), Fabbiano (2°t Sock), Fognini tds (2°t Chardy)
2019 Berrettini (1°t Querrey), Seppi (1°t Gojowzick), Fognini tds (2°t Albot), Cecchinato tds (2°t Ramos Vinolas)
2020 non disputato
Dove ho scritto tds significa che avevano avuto il Bye al primo turno. Il torneo è a 64 partecipanti sino al 2003, a 96 dal 2004, quando appunto le tds saltano il primo turno.
Arrivo fino al 2019 perchè l’edizione 2020 viene annullata causa lock down e dal 2021 cambia completamnete lo scenario.
Infatti, come si evince dal pezzo di Mazzoni, tutte sconfitte preventivabili (solo su Musetti si potevano nutrire dubbi migliorativi, ma le condizioni post infortunio si sono dimostrate non ottimali; al limite anche Darderi avrebbe potuto fare meglio, ma non si dimentichi che fondamentalmente resta un terraiolo e che arrivava spremuto dalle finali nei due tornei sudamericani).
Per il resto, il prode Arnaldo ha ancora troppi problemi fisici, che purtroppo pendono sempre come damoclea spada anche sul capo di Berrettini, senza dimenticare che Ciccio e Sascia sono avversari di tutto rispetto , comunque favoriti, contro i nostri due sconfitti; Maestrelli sta ancora provando i bruciori dei primi respiri, inebrianti anche a rischio di esserlo troppo, a queste altezze di classifica; per quanto riguarda il Pirata…la mappa del tesoro (che secondo me da qualche parte, semi nascosto, c’è!) gli risulta ancora confusa e piena di false piste in cui perdersi.
Insomma, poteva andare meglio ma questa italica semidisfatta (non dimentichiamo il bel primo turno vinto da Berrettini in rimonta) alla vigilia ci stava tutta.
A tal riguardo, mettiamoci l’animi in predisposizione:
(Ovviamente con la speranza che le cose vadano meglio) anche in Florida potrebbe ripetersi.
Poi però bisognerà cominciare a far sul serio: sul rosso Dardo e Muso non possono più sbagliare (anche per la carrettata di punti che devono confermare); Berrettini dovrà affinare la forma (senza rompersi, preferibilmente) in vista del mese verde in cui è chiamato a dar il meglio di sé e Maestrelli ci farà sapere se è già al limite o se può andar oltre.
Dal prode Arnaldo (con la caviglia che si ritrova) e dall’Olonese (che ha sulla terra la sua superficie avversa) invece penso che ogni vittoria tra aprile ed inizi giugno andrà celebrata come un piccolo, ma miracoloso, evento.
Insomma, in fiduciosa apertura verso ogni positiva sorpresa, restiamo coi piedi per terra.
Ai miei le ali spunteranno solo quando eventualmente a Monte-Carlo dovessi constatare che il Musetti 2026 è > od = al Musetti 2025.
Se è così possiamo dire che la Spagna dopo Nadal aveva il nulla perché Carreno Busta, Bautista e Verdasco non erano giocatori da slam
possibile, ma improbabile, poi Fonseca è forte, se solo perdesse quei 5 chili di sovrappeso che sembra un tricheco quando si muove
Non posso pensare che Sinner si possa fermare di nuovo contro un giovane seppure promettentissimo.
Sinner arriverà in finale, garantito al limone!
@ antoniov (#4571885)
Penso che Sinner vincerà piuttosto agevolmente contro il giovane Fonseca enzo
Ostico? Io direi che è totalmente stregato per i nostri ma da sempre.
Scommetto adesso con voi che in nessun altro torneo importante e non faremo così male a livello di squadra.
È limitativo dire: dietro Sinner il nulla. Con occhio freddo possiamo dire che ci sono buoni tennisti, Cobolli, Musetti, Berrettini in grado di disputare ottime partite, apprezzate dal pubblico; semplicemente non hanno il potenziale per raggiungere certi traguardi. Non è un problema solo italiano. Diverso è il caso nel tennis femminile, dopo Paolini c’è veramente il nulla. enzo
Siamo certi che Jannik farà del suo meglio per vincere, se poi la condizione attuale non lo aiuterà, lo aspetteremo al prossimo torneo, fiduciosi che prima o poi le soddisfazioni arriveranno!
Possiamo solo essere GRATI per quello che ci ha “regalato” fino ad oggi
Concentrati piuttosto sul Grande Slam di Carlitos, provocatore da strapazzo 😆
@ JannikUberAlles (#4571823)
Musetti è plurimilionario e non ha bisogno dei soldi del primo turno per comprare il latte per i figli. Gli sponsor non forzeranno mai un giocatore infortunato a partecipare col rischio di rompersi e poi “sparire” mediaticamente per altri mesi.
Sono dietrologie da bar.
Era semplicemente al rientro ed in ritardo di condizione.
A Miami proverà a fare meglio per poi cercare di tornare al 100% e con qualche partita nelle gambe per la stagione sulla terra dove vuole essere protagonista come l’anno scorso.
Basta scorrere i risultati dell’ultimo anno per capire che non è assolutamente vero, Musetti è arrivato ai quarti e stava per arrivare in semifinale l’ultimo slam . Aspetterei inoltre, prima di fare bilanci, di almeno completare il terzo turno, per vedere quanti paesi avranno effettivamente più di un rappresentante. Sicuramente gli USA, che però hanno vinto 4 Masters negli ultimi 10 anni, e nessuno slam negli ultimi 20. Gli altri sono più o meno come l’Italia. Se poi consideriamo le condizioni di buona parte dei nostri top 100 Sonego che non gioca da mesi, Musetti che non ha giocato per un mese e mezzo, Berrettini che sta giocando continuativamente da un mese, Arnaldi che da un anno è in sofferenza fisica, direi che pretendere di più possano solo chi è fuori della realtà.
Tanto pure per Sinner visto che perderà Con joao Fonseca
Virus a indian wells? Aiuto …sinnerino è delicato!
C’è da direche:
Jannik si è riposato per 10 giorni prima
Darderi ha giocato sulla terra e vinto
Cobolli è arrivato stanco dopo un 500 vinto e scarico mentalmente
Musetti era al rientro dopo 2,5 mesi di stop….
premesso che a me i tornei in cemento non è che mi arrapino più di tanto (il tennis nasce ed esiste grazie a terra ed erba), faccio pure io fatica, da profano, a comprendere che differenza ci sia fra un campo in cemento e un altro campo in cemento, magari rivestiti con le stesse resine
Musetti non è mai andato bene a IW e rientrava da un infortunio… poi io non sono certo un esperto, ma questa storia dei campi in cemento più o meno lenti fa un po’ sorridere
e vabbè, se il torneo alla fine lo vince Jannik, che poi è l’unico mille su cemento che gli manca, si festeggia comunque… spero di non portare sfiga
In effetti, essendo nettamente il più forte azzurro nessuna sorpresa che sia spesso l’unico nostro rappresentante rimasto in gara nei tornei
@ Ging89 (#4571809)
@ Ging89 (#4571809)
Però, te ne intendi di campi. Come ti sei accorto che il campo è “lentissimo”, corre adagio? enzo
Con tutto il rispetto “ne resterà soltanto uno” vale per quasi tutti i tornei, non solo qui a Indian Wells.
Grazie sempre Jannik, per tutto quello che fai per il tennis italiano
In fondo è andata…
…come “doveva” andare!
Cobbo e Dardo sono arrivati in alto molto più rapidamente dolo ogni ottimistica previsione e pagano, inevitabilmente, lo sforzo della loro crescita con un’incostanza pressoché inevitabile.
La vera “delusione” sarebbe quella di Musetti, ma forse ci dimentichiamo QUANTO è stato FERMO, con un tipo di infortunio che gli impediva di allenarsi sia atleticamente sia tecnicamente.
Probabilmente è rientrato anche prima del “dovuto” e dietro ci saranno sicuramente state le pressioni degli organizzatori e degli sponsor, oltre lo stimolo di un bel assegno da incassare (ricordiamoci che tiene famiglia!).
Muso mi è sembrato molto “indietro” nella preparazione e credo che anche a Miami farà giusto “presenza”, con la giusta preoccupazione di preservarsi sano.
Sinner è ed è sempre stato una “garanzia” ma attenzione al prossimo match con Fonseca, che sogna (proprio come Mensik) di aggiungere lo scalpo rosso dell’italiano nella sua collezione personale, in un momento di “bassa” del Monster-2 che potrebbe essere anche irripetibile!
Forza Jannik, forza I T A L I A !!!!
Il deserto californiano sempre amaro per i nostri colori.
Io spero quest’anno il Sunshine Double ci sorrida… 😉
Ho letto che sta circolando un virus a Indian Wells.
Vittime Shelton e Mensik, apparsi chiaramente debilitati.
Vediamo chi saranno i prossimi.
Torneo ostico per tutti i big in realtà
Tutti qui possono essere eliminati da tutti
Le palline non vanno, il campo è lentissimo però i rimbalzi sono alti e regolari quindi non offre i benefici della terra
In due parole: cemento battuto
Per riuscire giocarci bene devi avere un talento sovrannaturale