Indian Wells 2026, Fonseca non si nasconde: “Voglio Slam, numero 1 e top 5. Con Sinner per capire dove sono”
70 commenti
Joao Fonseca continua a prendersi la scena a Indian Wells 2026, ma oltre ai risultati colpisce sempre di più anche per la personalità con cui affronta il momento. Il giovane brasiliano, protagonista di una splendida corsa fino agli ottavi di finale grazie alle vittorie contro Karen Khachanov e Tommy Paul, si è presentato in conferenza stampa con idee chiarissime, senza paura delle aspettative e con una consapevolezza che, alla sua età, non passa inosservata.
Il talento c’è, ed è evidente. Ma a impressionare è anche il modo in cui Fonseca parla del proprio futuro, dei suoi obiettivi e del confronto con i migliori del mondo. Reduce da mesi complicati anche a causa di problemi alla schiena che ne avevano frenato il rendimento, il brasiliano sembra ora essersi lasciato alle spalle quella fase difficile e guarda avanti con ambizione. Il prossimo ostacolo si chiama Jannik Sinner, ma già prima di scendere in campo Fonseca ha mandato un messaggio molto chiaro.
“Devo abituarmi a questa attenzione: è il posto dove voglio stare”
Interrogato sulla grande esposizione mediatica che lo accompagna sempre più spesso, Fonseca ha risposto con sorprendente naturalezza. Nessun fastidio, nessuna fuga dalle aspettative: al contrario, il brasiliano considera tutta questa attenzione una conseguenza naturale del traguardo a cui punta.
“Sono sempre stato un ragazzo calmo e tranquillo. Cerco di comportarmi nel modo migliore possibile con tutti. Devo abituarmi a tutta questa attenzione perché corrisponde al posto dove voglio stare, cioè vincere titoli del Grande Slam, lottare per il numero 1 del mondo ed essere top 5 del ranking.”
Parole forti, dette senza esitazioni, che mostrano una mentalità già molto definita. Fonseca non si nasconde, non abbassa i toni per prudenza e non sembra preoccuparsi troppo del giudizio esterno. Sa che attorno a lui ci sono aspettative enormi, ma sceglie di viverle come un’opportunità.
“Essere paragonato ad Alcaraz e Sinner è un privilegio, non una pressione”
Fonseca ha poi spiegato di vivere con serenità anche il sostegno e l’entusiasmo crescente del pubblico, un aspetto che anzi sembra apprezzare particolarmente:
“Mi piace tantissimo il supporto della gente, firmare autografi e fare foto con i bambini. Cerco di comportarmi in modo naturale e di essere positivo.”
Quando il discorso si è spostato sul paragone con i grandissimi giovani del circuito, il brasiliano non si è tirato indietro. Anche in questo caso, il suo approccio è stato netto:
“Non mi piace né non mi piace. Semplicemente cerco di fare quello che mi spetta. La gente dice che posso diventare un grande tennista e competere con Alcaraz e Sinner. La prendo come una cosa positiva, la vedo come un privilegio, non come una pressione.”
Una posizione che racconta bene il carattere competitivo del brasiliano, convinto di avere tutto il diritto di inseguire i massimi traguardi.
“Credo di avere il livello per arrivarci”
Fonseca, però, non si limita a sognare. Nelle sue parole c’è anche una convinzione precisa sui margini che sente di avere e sul lavoro necessario per arrivare davvero ai vertici del tennis mondiale.
“Ho bisogno di credere di avere il livello necessario per riuscirci, e in effetti ci credo, penso di potercela fare. Ho solo bisogno di tempo, lavoro mentale, fisico e miglioramenti tecnici nel mio tennis. C’è ancora molto da migliorare, ma sono sulla strada giusta. Aver battuto Khachanov e Paul è importante per me.”
È forse questo il passaggio più significativo della sua conferenza stampa: la capacità di unire ambizione e lucidità. Fonseca crede di poter arrivare in alto, ma allo stesso tempo sa bene che il percorso è ancora lungo e che serviranno crescita, pazienza e continuità.
“Con Sinner per capire dove sono, ma scenderò in campo per vincere”
Ora il banco di prova si alza ulteriormente. Agli ottavi di finale il brasiliano sfiderà Jannik Sinner, in una partita che rappresenta molto più di un semplice turno di torneo. Per Fonseca sarà l’occasione per misurarsi con uno dei punti di riferimento assoluti del circuito.
“Lavoro duramente per affrontare i migliori del mondo e mi rende molto felice avere l’opportunità di misurarmi con lui, perché mi darà un’idea di dove sia adesso il mio livello tennistico e di cosa posso fare contro di lui.”
Fonseca ha riconosciuto con grande onestà la dimensione attuale del tennis espresso da Sinner e Alcaraz, ma senza rinunciare all’ambizione:
“Sta diventando una grande settimana, ma voglio di più. Sappiamo tutti che Jannik e Carlos in questo momento sono su un altro livello, stanno giocando un tennis incredibile, e tutti analizziamo le loro partite e vogliamo affrontarli.”
Infine, la chiusura è stata perfettamente coerente con tutto il resto del suo discorso: rispetto sì, timore no.
“Scenderò in campo per godermi l’esperienza, ma anche per vincere. Preparerò un piano con il mio team.”
Un talento che non ha paura di dichiarare i propri obiettivi
Le parole di Fonseca confermano quello che già si intravede dal suo tennis: il brasiliano non è soltanto un prospetto di enorme talento, ma anche un giocatore con una personalità fuori dal comune. Poi il futuro, come sempre, potrà prendere direzioni diverse. Ma la sensazione è che il classe 2006 abbia qualcosa che non si insegna: la convinzione autentica di poter stare tra i migliori.
A Indian Wells 2026, intanto, il suo cammino continua. E la sfida contro Sinner sarà un altro test fondamentale per capire a che punto sia davvero il suo percorso. Fonseca, però, una cosa l’ha già chiarita: non è qui soltanto per imparare. È qui per crescere in fretta e, appena possibile, per vincere.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Joao Fonseca, Masters 1000 Indian Wells, Masters 1000 Indian Wells 2026

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Svitolina
Un maire est tombé en mer avec sa mère!
1,80 cm. in altezza nel maschile in teoria è il minimo che un giocatore di tennis dovrebbe avere per motivi di leva, la realtà è diversa bisogna guardare nel complesso le qualità del giocatore, es. ci sono giocatori di buon livello alti 1,73 che sopperiscono all’altezza con altre qualità …. nel tennis moderno considerano l’altezza ideale del tennista tra 1,85/1,90 cm. in teoria calcolando i contro e i pro, hanno un vantaggio maggiore per diventare numero uno.
Beh, non ho letto tutti i commenti all’articolo ma dalla lunghezza e da una sommaria “visitina” è evidente che Fonseca piace agli utenti di LT e, a parte qualche bonaria ramanzina, viene accettato a prescindere, pure col rumoroso seguito di brasileri osannanti…ho l’impressione che ricordi molto Federer, anche in un certo snobismo che emerge dal portamento e dalle dichiarazioni: personalmente avevo trovato una somiglianza anche fisica, soprattutto nel viso, col giovane Roger da quando lo vidi giocare la prima volta, e credo di ricordare che proprio Roger l’abbia, in qualche intervista, sponsorizzato…e comunque sembra che avesse ragione: se fisicamente non evoca il tennista “aggressive” palestrato, il suo tennis sta uscendo con una perentorieta’ che concretizza sul campo un’evidente ambizione, anche legittima, che ovviamente è libero di esprimere come vuole se può servire come autorassicurazione e a farsi largo in un ambiente dove l’ambizione, anche forte, ha contraddistinto i grandi campioni e sembra essere la “conditio sine qua non” per rivaleggiare e raggiungere lo scopo fondamentale di imporsi…bene, se fino a ieri eravamo quasi già annoiati nel decantare Alcaraz e Sinner e cercavamo con ansia velata dai patriottismi il terzo incomodo ad arricchire il panorama del tennis a venire, ecco che, quasi a sorpresa, in questo ventoso e molestato dal virus influenzale 1000 si fanno
notare ben 2 ragazzi, che smentiscono Enzo con le loro forme rotondette e altezze nella norma o quasi, uno più chiacchierone ed esuberante per anagrafe, l’altro più riflessivo e composto (e per questo meno appariscente) per
origini culturali, raccontato con parole piene di ammirazione dal suo illustre coach che delinea già il suo futuro programma: bando alle ciance, non resta che seguirli nei prossimi fatidici appuntamenti, finalmente “divisivi” (ma più compostamente) a rinnovare i fasti dei Big 4 (rivalutando anche nell’occasione il pur sempre meritevole Murray)
1,80 è il limite minimo che un giocatore di tennis deve avere per arrivare ai piani alti tipo top 10 atp
Non ho mai conosciuto un tennista che all’inizio carriera non punti in alto, perciò è normale che Fonseca guardi al numero uno. Dal mio punto di vista non sarà mai numero uno, ma neanche un top 5 se non occasionalmente per una stagione
@ von Hayek (#4571935)
Capisco la difficoltà di comprendere ma se scrivo “da parte mia” tranquillo che dove ti metti tu le dita non è di mio interesse. Ma almeno non avvicinarti,l’olezzo dell’orifizio oggetto della tua dedizione sì sente e non è piacevole.
Tien è 1,80 cm per 73 kg e secondo le tue teorie è basso e gracilino per il tennis di vertice.
Molto lieto che tu abbia cambiato idea.
Per me Tien è tatticamente il migliore dei giovani e, lo dissi quando superò Musetti, arriverà molto in alto…
Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, però perchè succeda Fonseca deve (vedi Mensik) giocare al 110% e trovare Sinner in giornata decisamente negativa
Io ho visto una sua intervista prima degli Australian Open in cui diceva che l’obiettivo è quello del Numero Uno e però non ha senso aspettarselo in pochi mesi partendo da numero 25.
Fonseca è forte e su questo pochi hanno dubbi, ma ha una pressione addosso che, forse, è pari solo a quella che hanno i francesi più forti con un intero Paese ad aspettare miracoli.
Anche se dice che lui non la sente (la pressione) e si diverte molto se dovesse toppare due tre tornei di fila gliela farebbero sentire gli altri.
Comunque arriverà nei cinque come da obiettivo minimo, ma per arrivare in cima c’è bisogno che Alcaraz e Sinner siano entrambi in periodo calante, uno magari lo puoi anche superare (temporaneamente), ma tutti e due insieme la vedo più difficile, ovviamente parlando del medio periodo, diciamo i prossimi 2 anni.
Oltre fare previsioni, oltre che azzardato, è ridicolo.
Perché non il Grande Slam?
In effetti visto in certe foto ha il volto di un angioletto con gli occhi di un diavoletto…
Siamo sui social … si trattava, per par condicio, di includere tutte le strutture sinoviali. Si fosse trattato di basket avrei potuto citare anche l’anulare.
Sorridi, non hai il monopolio delle dita altrui e dei loro orifizi.
Irina a letto c’è già almeno sul suo … Ahahahah
@ von Hayek (#4571914)
Da parte mia nessun dito medio né pollice verso.Joao sta facendo un percorso e come quello atletico,tecnico e tattico c’è pure quello relazionale e motivazionale.Se questo atteggiamento lo aiuta bene ma l’intervista fa trasparire altro rispetto al titolo.
Quanto a Shelton non era a posto fisicamente e nonostante questo stava ribaltando il match che ha mostrato un Tien bravo ma non ancora “cattivo” coi 3 doppi falli in un game.
Poi mi fa sempre sorridere quando alcuni giocatori e relativi coach sono ben visti dai colleghi e non da chi sta a casa.Sono impressioni? Certo…e difatti non contano.
Noi restiamo in attesa con il dito medio pronto, sicuri che verremo messi all’indice dai benpensanti. I meno volgari si limiteranno ad un pollice verso.
Nel frattempo Shelton, questa notte, ha rifatto il gesto del telefono con pollice e mignolo per avvisare mamma che tornava a casa.
Come chi, bevendo acqua di rubinetto, dice di bere “ľacqua del sindaco”…
…nella tana del bianconiglio.
Io voglio 1 milione di euro, una Ferrari Dino e Irina Shayk a letto
Qualche tempo fa qui usci’ un altro articolo sul brasiliano; mi ripeto, siamo qui perché appassionati di questo sport ed è anche giusto ogni tanto spararne una. Ma facciamo attenzione, se no diventiamo come Enzo, se Jannik ha perso i primi 2 incontri del 2026 potrebbe perdere anche contro Fonseca, che puoi non vuol dire niente o vuol dire tutto. Rispettiamo questi giovani ragazzi come chiedevamo rispetto per il giovane Jannik. Detto questo non vedo l’ora di godermi questo match e spero che il Benzinaio dia una bella lezione al campioncino brasiliano
Se queste cose le dice Musetti è un montato che non ha umiltà. Le dice Fonseca è uno che sa quello che vuole. Ritengo che il brasiliano sia, più che altro, un palloncino gonfiato dai media che sono alla spasmodica ricerca di un terzo incomodo possibilmente non europeo.
Gli anni sono tre..e i potenziali votanti del Brasile sono 220 milioni..
“voglio calore sulla mia pelle, voglio le fiamme, voglio scintille, voglio la luna, voglio anche le stelle, si voglio anche le stelle”..
Come spesso accade in
questa epoca grigia, il minimo scostamento dalle solite noiose dichiarazioni viene accolto con fastidio dalla maggioranza. E si può essere se stessi solo se non ci si discosta troppo dal pensiero comune. A mio parere, la soggezione nei confronti dell’avversario è una della prime motivazioni di sconfitta nel tennis professionistico moderno. Tanti giocatori partono sconfitti quando entrano in campo contro i migliori. Fonseca entra in campo per vincere. Quando il suo tennis gli permetterà di avere una chance contro i migliori, la sua mentalità gli permetterà di coglierla. Forse non sarà questa settimana, ma io spero che mantenga questo spirito e questa voglia di arrampicarsi fino alla cima.
Ti riferisci allo stesso riconoscimento che per il doppio è andato a Bolelli-Vavassori?
No perchè se è cosí una spiegazione, forse, ce l’ avrei.
Comunque non fa nulla, ho espresso un parere in base a ció che ho percepito.
Lo stesso Sinner pianse nello spogliatoio dopo Parigi, a detta del poi silurato Panichi, perchè non si capacitava del fatto che fossero tutti per Carlos.
Magari sbaglio e tutta Indian Wells inciterá il tirolese.
Chissà.
Come osi dire che vorresti arrivare al numero 1 e voler vincere gli slam? Non lo sai che devi perdere senza se e senza ma, ormai Sinner deve perdere solo da Alcaraz
Ho letto l’articolo ed ho letto il titolo. Lo avrà letto anche l’articolista? Quello è il mio dubbio, non cosa ha detto Fonseca.
Vincere partite importanti così come ha già fatto, fa pensare che evidentemente il giocatore c’é, ed è forte, considerando anche la giovane età. Il suo dritto mi ricorda un pò Del Potro, che quando lo lasciava andare faceva davvero male. Sulle dichiarazioni non mi sbilancio, anche perché mi sembrano ovvie, non ho mai sentito un giocatore dichiarare che sarebbe sceso in campo per perdere, o che non mirasse a diventare campione slam. Quindi tutto nella norma. Ultimamente ha perso partite alla portata, viceversa ha vinto quelle un pò più complicate, staremo a vedere.
Concordo in pieno!
Il brasiliano è un ragazzo molto educato e rispettoso, certo ha dietro un “mondo” (dagli sponsor agli altri stakeholder) che lo obbliga ad esporsi forse oltre la sua stessa volontà, ma non è né arrogante né presuntuoso.
A me risulta perfino simpatico!
È abbastanza chiaro quello che ha detto… Voglio essere un top 5 e lottare per il numero 1. È ovvio che se ti trovi al numero 25 difficilmente puoi saltare in vetta alla classifica, anche vincendo uno slam
“Giusta ambizione”, hai detto bene, e guai se non ci fosse non solo nello sport, ma in ogni manifestazione dell’agire umano !
L’ambizione deve essere tuttavia manifestata in modo intelligente, senza farla trasmodare in stupida presunzione e questo lo dico in via generalissima, esulando da Joao Fonseca.
Evidentemente non hai seguito la finale del Roland Garros o la semifinale di Melbourne contro Nole.
A Parigi tutti per Carlos. A Melbourne tutti per Nole.
Esiste un X factor, qualcosa che caratterizza certi giocatori.
Nole, Roger, Carlos e, a quanto pare Joao.
Indipendentemente dai risultati.
Un conto è vincere, un altro è esser percepiti come campioni.
Mi baso su ció che vedo.
Sinner li ha tutti lui in tabellone i veri combattenti e possibili outsider! Carlitos ha doylo Draper che è al rientro dopo un grave infortunio!
Dichiarazioni chiassose. Mi limito a guardare il susseguirsi degli eventi. Certamente sarà un avversario tosto per molti, se non tutti. Lo è già. I numeri si leggono meglio quando sono già compiuti.
Fonseca incontrerà per la prima volta un vero fuoriclasse.
Il 90% delle volte questi primi incontri hanno un esito fisso, un set lottato e uno no.
7-5 6-2 Sinner
Chi pensa che possa fare una sorpresa alla Mensik secondo me è nel fantatennis, ci sono degli scalini obbligatori da affrontare nelle carriere, degli step.
Se poi vince Fonseca non scriverò mai più in questo forum.
Stanotte ho visto Jannik veloce di gambe ma il braccio non tira come dovrebbe… incrociamo le dita!
Sono i poteri forti che fanno votare Sinner come tennista preferito dai tifosi da 2 anni a questa parte.
In realtà la capacità di soffrire, la resilienza, le doti da supercombattente silenzioso e rispettoso di Sinner sono apprezzate in tutto il mondo.
La tua provocazione è finita nello sciacquone. Spiace.
Hai ragione sindaco, mare e madre si pronunciano allo stesso modo ma hanno ortografia diversa
Non capisco, tutta questa attenzione per Fonseca, sta diventando un ottimo giocatore vero, ma attenzione io lo vedo a rischio e lo paragono a Shapovalov, ai tempi per le sue qualità tecniche veniva pronosticato possibile futuro numero 1, nelle peggiori ipotesi top 5 atp
Concordo !
Oltre, alla loro vita e ai loro fattori endogeni poi ci sono le distorsioni esogene a cominciare da quelle praticate dai media 😉
Finalmente il primo (probabilmente di molti) Sinner-Fonseca. Sembrano tutti e due in ottime condizioni. Preparare gli elmetti.
Comunque nell’ intervista integrale Fonseca spende belle parole per Jannik, qui l’articolo è un po’ ristretto
Aggiungerei Draper e Fils (senza infortuni) e Shelton.
I dizionari online o le AI sono gratis. Chiedi cosa siano carisma e iconicità. Poi ne riparliamo.
Mah, giusta ambizione per un ragazzo che ha già dimostrato potenzialità enormi, diversamente da Landaluce che ha parlato a vanvera e infatti si vede dove si trova al momento
E’ molto probabile che l’indomani dell’incontro con Sinner, si svegli con un forte mal di testa. Comunque sia, lui e Tien sono gli unici due giovani veramente forti. enzo
@ Lorenzo (#4571821)
E tu lo sai che non fai ridere Nessuno?
@ OspiteSgradito (#4571817)
Mancavano le tue I D I O Z I E
@ Silvio (#4571830)
A memoria il suo circolo lo estromise per sei mesi per comportamento non consono.
E Borg da adolescente era molto più irascibile di McEnroe, pare.
Bello però. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il sindaco. Può essere un bello slogan per qualche campagna.
Fonzie ?
Verrà triturato al pari degli altri. 😕
“L’uomo nel mirino” (cit., 1977) è uno e quello è l’obiettivo.
(e lo sarà per anni. Gli “altri” ? Figure più o meno rilevanti che si alterneranno a cercare di scalfire la duocrazia)
Joao Joao.
Se non dici “sinner è invincibile e io non otterró mai neppure un quinto di quel che ha fatto lui” non vai bene.
Lo sai?
Una cosa è certa. Il pubblico sarà tutto dalla sua, un po’ come Alcaraz questo ragazzo ha un carisma ed un’ iconicitá impattante che Sinner non ha.
@ antoniov (#4571788)
Dietro le frasi,i gesti,gli atteggiamenti,chi c’è veramente? Fonseca che ragazzo è? È presuntuoso o “lo disegnano così”(cit.)? E lo è perché conviene o perché in fondo è arrivato a questo punto grazie a questo? I campioni fin da piccoli si costruiscono una corazza per difendersi dal mondo ma finiscono per non proporsi ad esso e le pubbliche relazioni sono mal gestite.
Io non sarei troppo severo perché davvero non sappiamo chi siano queste persone. Da ragazzi dicevamo “Borg è un vero professionista, McEnroe un rissoso pieno di sé”.
Ecco: Borg beveva e forse altro,tornava in albergo grazie ai colleghi e poi ebbe diverse crisi esistenziali; McEnroe era fuori affabile,insicuro, trovò in Connors uno che lo trattò malissimo e che gli divenne più avverso di Bjorn o Ivan.
Io non sono mai troppo severo perché davvero sono soggetti che da sempre vivono in una realtà parallela.
Oh no…dobbiamo sopportare la cagnara dei suoi tifosi! Guarderò sicuramente la partita con il muto.
Vedendo la sua diretta conferenza (in inglese) vorrei sottolineare 2 aspetti molto importanti:
a) il ragazzo (Fonzie) è molto tranquillo, pacato e sereno, tanto da sembrare un altoatesino più che un brasiliano
b) lui ha parlato delle sue giuste (forse anche doverose) ambizioni senza arroganza ma con quel tipo di ambizione che è quasi indispensabile alla sua età e nella sua posizione
Sarà una partita molto PERICOLOsa per Sinner, proprio come la precedente con Mensik, dovendo trovarsi ad affrontare un avversario che gioca “a tutta” proprio per capire quali sono i suoi attuali limiti.
Poi il ceco aveva trovato la giornata “della vita”, soprattutto con % di prime incredibili, ed un azzurro incerto (come capita raramente) nei punti decisivi.
Personalmente non vedo un Jannik ancora il solito “killer” ritrovato, ma mi pare sulla strada per tornare…
…credo che molto dipenderà dalle performance nei relativi servizi, sia quello di Fonseca sia quello di Sinner.
Il brasiliano deve stare vicino (meglio se sopra) al 70% e l’italiano stare sotto al 60%, diversamente l’incontro non può essere equilibrato.
Fonseca il prossimo Monster-3?
La testa ce l’avrebbe già, c’è ancora molto da lavorare sulla parte atletica (dove non mostra una specifica predisposizione) e sulla parte tattica (ma molto dipende anche dalla sua scarsa esperienza).
In sostanza: un match imperdibile!
😉
Ad oggi è solo uno dei talenti emergenti (con Mensik e Tien come altri in prima linea e una deicina di altri prospetti interessanti in rampa di lanco)
Poi tra promettere e mantenere ce ne passa sia tecnicamente, si fisicamente, sia e soprattutto mentalmente (non tanto nel corso della partita, ma della vita da atleta).
Il tennis ha bisogno di antagonisti credibile a quei due perché Nole è comunque verso la fine e la generazione dei 25-30 non ha tirato fuori veri antagonisti credibili quindi, per quanto uno spera sempre che Jannik possa dominare quindici anni, è un bene che ci siano prospetti ottimi all’orizzonte. Però nulla è scontato e tutti questi possono tranquillamente ancora non diventare campioni.
peccato che sei nato nell’epoca di Kouame e Alcaraz, quindi il n.1 sarà quasi una chimera
@ zawix (#4571787)
Forse volevi dire “la mer” (il mare). Maire in francese è il sindaco.
Avoja mejo di un saggio di Dostoevskij o Tolstoi
@ Il GUEst (#4571784)
Può darsi ma il titolo è impreciso
Pier, questo commento andrebbe non solo scritto, ma anche ricordato agli smemorati almeno 3 volte al dì 🙂
Dovrebbero conoscerlo tutti e rispettarlo di più il proverbio dell’erba voglio, in modo tale da essere più bravi quanto meno a modulare le proprie parole …
Piccoli passi Joao, piccoli passi!
Non si può ambire contemporaneamente a top five e a numero uno.
Direi che per quest’anno entrare in top ten sarebbe già tantissimo.
Il brasiliano è un ottimo prospetto ma ha ancora lacune tattiche, fisiche e mentali, con l’incognita degli infortuni.
Potrà vincere degli slam? Certo, ma non basta volerlo, come si dice in Francia “Entre dire et faire il y a tout la maire”.
Nell’articolo mi pare si capisca bene, vuole stare in top 5 e lottare per il numero 1
… si è dimenticato anche top10 ahahah
Redazione, mi spiegate la faccenda del numero 1 E top 5?
Si può essere numero 1 senza stare in top 5?
edit: saranno anche parole sue, più o meno, ma nel titolo bastava citare quella più ambiziosa
@ Pier no guest (#4571767)
Assolutamente d’accordo con le tue considerazioni.
Vince Fonseca sicuro
Mi piace come colpisce,mi piace quella facilità di impatto ed anche la voglia di esplorare il campo.Non è monocorde come Rublev,non timido e quasi assopito come Korda ma qua bisogna capire il limite tra l’automotivazione e la presunzione perché il passo è breve per passare dall’essere Alcaraz,che non ha mai nascosto le sue velleità, e Kyrgios che non ha mai celato le sue stupidaggini (nonostante un braccio fenomenale,sia chiaro).
Un conto sono i traguardi come obiettivo,un altro il mostrare prosopopea che poi diventa antipatia. Lui dice che “deve credere in sé” ed è corretto (Korda sarebbe un altro giocatore se fosse così probabilmente) ma già Joao ha dei tifosi casinisti e fastidiosi, già non si amano i presuntuosi (magari non lo è) ma soprattutto così si mette ulteriore pressione ,tensione,aspettative da gestire. Ogni sconfitta sarà una rivalsa per i detrattori e per alcuni invidiosi dei suoi contratti…conviene davvero?
Impara a comunicare : vorrei e non voglio,credo di e non sono certo.Poi ognuno è padrone di sé,sa come trarre il meglio ma alcune sconfitte sono state l’inevitabile conseguenza di un’esposizione eccessiva che non può non avere delle ricadute.
Buon match Joao ma sappi che il ditino nell’orecchio potrebbe finire da un’altra parte e sarebbe ,quello si,un insegnamento per la tua carriera.Accadde a Mac,a Roger,un calcio nel sedere serve per diventare grandi e farsi apprezzare di più.
A parole è un Fuoriclasse, bisogna ammetterlo.