Sinner e l’amore per il tennis: “È il motivo per cui mi sveglio ogni mattina” (Video della partita)
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Per diventare il migliore serve qualcosa che va oltre il talento. Serve una devozione totale, quotidiana, quasi viscerale. Quella di Jannik Sinner per il tennis non è mai stata in discussione, ma le parole pronunciate dal numero uno azzurro nella conferenza stampa dell’Australian Open 2026 hanno colpito per profondità e sincerità.
Dopo aver superato con autorità il secondo turno contro James Duckworth, Sinner ha ancora una volta confermato sul campo — e fuori — di essere entrato definitivamente nella dimensione dei grandi campioni.
Una prova di forza a Melbourne
Alla vigilia, l’australiano aveva ricordato con fiducia di aver già battuto Sinner in passato. Ma nel frattempo, l’azzurro è cambiato: status, consapevolezza e livello sono ormai quelli di un serio candidato al titolo.
Il risultato parla chiaro: sette game concessi in 1 ora e 49 minuti, con 18 ace e 31 vincenti, in una prestazione di assoluto controllo.
“Sono soddisfatto della performance – ha spiegato Sinner in conferenza stampa – oggi ho servito e risposto molto bene. Ho cercato di rimanere aggressivo e di attenermi al mio piano di gioco”.
Le condizioni erano diverse rispetto all’esordio: “Faceva un po’ più freddo e c’era meno vento. In questi campi è un po’ più facile giocare. Lui ha servito molto bene e spingeva tanto da fondo, quindi era importante restare vicino alla linea”.
Il servizio e il processo di crescita
Nonostante i numeri eccellenti, Sinner continua a guardare oltre il risultato:
“Il servizio è qualcosa su cui devo continuare a migliorare. Devo capire quando rischiare di più e quando cercare percentuale. È un processo che mi deve portare a diventare un servitore più efficiente”.
Un concetto che torna spesso nelle sue analisi:“Il tennis è un gioco di percentuali. Devi capire dove c’è la scelta migliore per vincere il punto e, nei momenti importanti, andare in quella direzione. Ma devi anche essere abbastanza coraggioso da cambiare”.
Nel corso del match, Jannik ha provato anche a variare maggiormente il gioco:
“Sui drop shot di rovescio devo lavorarci ancora parecchio – ha detto sorridendo a Jim Courier – sto cercando di imparare da Simone e Darren. Per noi il lavoro non finisce mai”.
“Il tennis è il motivo per cui mi sveglio ogni mattina”
Ma il passaggio più potente della giornata non è arrivato dai numeri o dalla tattica. È arrivato dalle parole con cui Sinner ha raccontato il suo rapporto con questo sport.
“Posso dire che, a 24 anni, la cosa migliore che abbia fatto nella mia vita è stata dedicarmi al tennis professionistico”.
Un’affermazione netta, seguita da una riflessione profonda: “Questo sport ti regala opportunità incredibili: conoscere persone, luoghi, culture. Ha anche lati difficili, ma quello che mi dà a livello personale è qualcosa di speciale”.
Poi la frase che più di tutte racconta la sua mentalità: “Il tennis per me è il motivo per cui mi sveglio ogni mattina. Mi dà una routine per cercare di essere migliore ogni giorno”.
E lo sguardo va inevitabilmente a chi ha allungato la carriera oltre ogni previsione: “Quello che stanno facendo Djokovic e Wawrinka è fonte di grande ispirazione. È quasi surreale vederli competere ancora a quel livello. Vedremo fino a dove riuscirò ad arrivare io”.
Prossima sfida: Spizzirri
Nel terzo turno, il quinto consecutivo a Melbourne, Sinner affronterà lo statunitense Eliot Spizzirri, giocatore di origini italiane:
“Non lo conosco benissimo, ma ho visto alcune sue partite. È molto aggressivo, ha un gran servizio ed è talentuoso”.
Intanto, Melbourne continua ad ascoltare — e ad ammirare — un campione che non gioca soltanto per vincere, ma perché il tennis è parte della sua identità.
Ed è forse proprio questo amore profondo a renderlo, oggi più che mai, uno dei grandi favoriti per il titolo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Jannik Sinner

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Le parole di Sinner ogni volta impressionano per lucidità.
E mi fanno porre un quesito logico:
Ma.. in questo momento della carriera tennistica ci sarebbe posto per una famiglia, magari un figlio?
Penso alle dichiarazioni di Ruud, a quello che ( di positivo) un figlio ha portato a Musetti..
Non dubito che possa essere un padre modello, ma con un amore cosi’ viscerale per la sua professione, con la mente focalizzata al 100% sul tennis e soprattutto con una routine cosi’ schematica.. il suo tennis ne beneficerebbe?
Caro Sinner, sei tu il motivo che mi (credo CI, dato che siamo in TANTI) fai svegliare presto al mattino o andare a letto tardi alla sera…
…sei perfino capace di farmi perdere la notte intera.
Semplicemente… FENOMENALE !!!!
e ce l’abbiamo solo noi