US Open 2026, la storia chiama: quattro campioni Slam diversi nella stessa stagione?
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Lo US Open 2026 potrebbe completare una stagione estremamente rara nella storia del tennis maschile. Dopo il successo di Carlos Alcaraz agli Australian Open, il primo trionfo Major di Alexander Zverev al Roland Garros e la conferma di Jannik Sinner a Wimbledon, a New York potrebbe emergere un quarto campione Slam.
Dall’inizio dell’Era Open è accaduto soltanto sedici volte. Il dato diventa ancora più significativo osservando il passato recente: dal 2004 in avanti, le uniche stagioni concluse con quattro vincitori diversi nei Major sono state il 2012 e il 2014.
Un evento diventato sempre più raro
L’ultima stagione precedente all’avvento del dominio dei Big Three con quattro campioni differenti fu il 2003: Andre Agassi vinse a Melbourne, Juan Carlos Ferrero a Parigi, Roger Federer a Wimbledon e Andy Roddick allo US Open.
Da quel momento, Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic trasformarono i tornei del Grande Slam in un territorio quasi esclusivo. Intere generazioni di giocatori di altissimo livello, da David Ferrer a Jo-Wilfried Tsonga, passando per Tomáš Berdych, Kei Nishikori, Milos Raonic e Grigor Dimitrov, videro ridursi drasticamente le opportunità di conquistare un Major.
Per arrivare al titolo, infatti, era spesso necessario battere consecutivamente due o persino tre componenti dei Big Three. Anche quando uno di loro non riusciva a esprimersi al massimo, un altro era pronto a prenderne il posto.
Il 2012, una stagione irripetibile
Il 2012 viene ricordato come uno degli anni più competitivi della storia. In quella stagione i quattro Slam furono conquistati da quattro autentiche leggende: Djokovic vinse gli Australian Open, Nadal si impose al Roland Garros, Federer trionfò a Wimbledon e Andy Murray conquistò allo US Open il primo Major della sua carriera.
Non si trattò di una distribuzione casuale dei titoli, ma del momento in cui quattro campioni straordinari riuscirono a esprimersi contemporaneamente al massimo livello. Murray, dopo aver perso la finale di Wimbledon contro Federer, si prese la rivincita sullo stesso campo nella finale olimpica e, poche settimane più tardi, completò la propria consacrazione a New York.
La grande sorpresa del 2014
Due anni dopo si verificò nuovamente la stessa situazione, ma attraverso un percorso completamente diverso. Stan Wawrinka sorprese Nadal nella finale degli Australian Open, lo spagnolo reagì vincendo a Parigi e Djokovic conquistò Wimbledon.
Allo US Open tutti immaginavano una finale tra Djokovic e Federer. Invece, Kei Nishikori eliminò il serbo, mentre Marin Čilić superò lo svizzero in tre set. Il croato dominò poi la finale contro il giapponese con il punteggio di 6-3 6-3 6-3, conquistando l’unico Slam della propria carriera.
Quella edizione rimase un’eccezione. Nishikori non raggiunse più una finale Major, mentre Čilić non riuscì a vincerne un’altra. Federer, Nadal e Djokovic recuperarono rapidamente il controllo del circuito, prolungando la loro egemonia.
Dai Big Three al duopolio Sinner-Alcaraz
Il ritiro o il progressivo ridimensionamento delle tre grandi leggende sembrava poter favorire una distribuzione più ampia dei titoli. In realtà, Sinner e Alcaraz ne hanno raccolto il testimone, dando vita a un nuovo duopolio capace di monopolizzare buona parte degli appuntamenti più importanti.
Il successo di Zverev al Roland Garros ha interrotto questa dinamica e ha permesso al tedesco di liberarsi finalmente dell’etichetta di miglior giocatore senza uno Slam. La successiva finale raggiunta a Wimbledon ha inoltre confermato quanto la vittoria di Parigi abbia rafforzato la sua fiducia e modificato il suo modo di affrontare i grandi tornei.
Lo US Open arriva quindi con tre campioni dalle caratteristiche differenti. Alcaraz può raggiungere picchi di gioco difficilmente sostenibili per qualsiasi avversario, Sinner garantisce una continuità impressionante e Zverev possiede ora la consapevolezza di chi sa come conquistare un Major.
Djokovic è il principale candidato a diventare il quarto campione
Il nome più credibile per completare il poker resta quello di Novak Djokovic. Pur non dominando più come negli anni migliori, il serbo continua a raggiungere le fasi decisive degli Slam e conserva l’esperienza necessaria per battere chiunque al meglio dei cinque set. A Flushing Meadows, inoltre, ha già dimostrato di saper gestire la pressione meglio di quasi tutti.
Alle sue spalle ci sono diversi aspiranti. Taylor Fritz e Ben Shelton potranno sfruttare la superficie e il sostegno del pubblico statunitense, mentre Daniil Medvedev conosce già la strada per vincere a New York. Anche Félix Auger-Aliassime e Flavio Cobolli potrebbero provare a inserirsi nella corsa.
Più indietro, ma con grandi prospettive, avanzano i giovani João Fonseca, Jakub Menšík, Learner Tien e Rafael Jódar. Pensare a un loro successo potrebbe sembrare prematuro, ma proprio lo US Open ha spesso prodotto risultati inattesi.
New York può scrivere una pagina storica
Per vedere un quarto vincitore diverso non sarà sufficiente disputare due settimane di ottimo tennis. Il futuro campione potrebbe dover eliminare almeno due tra Sinner, Alcaraz e Zverev, superando giocatori che nel 2026 hanno già dimostrato di possedere qualcosa in più rispetto al resto del circuito.
Se uno degli inseguitori riuscisse nell’impresa, questa stagione entrerebbe nel ristretto gruppo di annate dell’Era Open caratterizzate da quattro diversi campioni Slam. Un nuovo successo di Sinner, Alcaraz o Zverev confermerebbe invece una regola ormai consolidata: cambiano le generazioni e i protagonisti, ma i titoli più importanti continuano quasi sempre a concentrarsi nelle mani di pochissimi campioni.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Editoriale LiveTennis, Us Open, US Open 2026

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È divertente come, se erano i Big3, o anche solo due di loro, a spartirsi gli Slam (e i Masters, e il resto) era grandioso, se lo fanno Sinner e Alcaraz è noioso e fa male al tennis
Il torneo lo può perdere solo Sinner.
Il suo principale avversario è la sua salute
Questo cercare avversari a tutti i costi a lunga stanca..
Ma anche no!
Spero lo vinca Jannik, già abbiamo “regalato” il Roland Garros e il dispiacere è ancora fortissimo. Anche basta regali ora
Ma che marroni questo articoli inutili, sempre in cerca di record, statistiche assurde (a quando una statistica sui caffè bevuto prima di una finale?), facendo credere di essere grandi esperti, mentre si sta solo rimestando il can per l’aia…
Leggendo questo “articolo” come non pensare a: Un bel tacere non fu mai scritto
Se Zverev si conferma questo, e torna pure carlos…. Ma soprattutto se Sinner è in salute non ci sono possibilità
Forse toccherà a Djokovic se…
…finalmente riuscirà a battere se stesso!!!
Ahahahah 😀
Deve vincere assolutamente sinner…non ci sono santi …voglio il sesto slam….nel 2027 potrebbe essere al top l urlatore in canotta…meglio raccogliere adesso il piu possibile, che già il roland garros è stato un disastro inaspettato