L’ATP interviene sul problema delle palline: nuova regola nei tornei Challenger
8 commenti
Uno dei principali motivi di preoccupazione nel tennis professionistico è rappresentato, paradossalmente, proprio dalle palline. Da tempo numerosi giocatori e giocatrici denunciano come i continui cambi di marca e le differenti caratteristiche dei modelli utilizzati nei tornei possano favorire problemi al polso, al gomito, all’avambraccio e alla spalla.
Per provare a limitare almeno in parte il fenomeno, l’ATP ha introdotto una nuova regola nel circuito Challenger. Le palline verranno sostituite con maggiore frequenza durante gli incontri: il primo cambio, tradizionalmente previsto dopo sette game, avverrà dopo il quinto. I successivi saranno invece effettuati ogni sette giochi anziché ogni nove.
Una modifica approvata dai giocatori
La misura ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio dei giocatori ATP. Un segnale importante, perché dimostra che le ripetute proteste dei tennisti sono state almeno in parte recepite dagli organismi del circuito.
Secondo molti protagonisti, la qualità e il comportamento delle palline sarebbero cambiati a partire dalla pandemia. Durante Wimbledon 2026, Novak Djokovic ha spiegato: “Siamo tutti d’accordo sul fatto che, dopo il Covid, qualcosa sia cambiato. Gli impianti di produzione utilizzati dai principali marchi hanno modificato qualcosa nei materiali e questo ha influenzato il modo in cui la pallina reagisce”.
Il serbo ha evidenziato soprattutto la tendenza delle palline a rallentare e a perdere rapidamente le caratteristiche iniziali. Quando diventano più pesanti, i giocatori sono costretti a imprimere maggiore forza ai colpi, aumentando così le sollecitazioni sul braccio.
Un problema presente anche nei tornei del Grande Slam
Le critiche non riguardano soltanto il circuito Challenger. Anche i quattro Major impiegano fornitori differenti: Dunlop agli Australian Open, Wilson al Roland Garros e allo US Open, Slazenger a Wimbledon. Ogni modello presenta caratteristiche proprie e obbliga i giocatori a continui adattamenti tecnici.
Già nel 2023 Pablo Carreño Busta aveva collegato direttamente il problema alle proprie difficoltà fisiche: “Sono sicuro che le palline abbiano avuto un ruolo nel mio infortunio. Sono molto diverse e cambiarle continuamente ha delle conseguenze. Nei Challenger è ancora peggio, ma anche nel circuito ATP è raro disputare due tornei consecutivi con lo stesso modello”.
Anche Carlos Alcaraz aveva indicato una possibile soluzione: “Cambierei soltanto una cosa: giocare tutti i tornei dell’anno con la stessa pallina. Ora bisogna modificare il proprio tennis perché in ogni evento è diversa”.
L’obiettivo resta uniformare i fornitori
Nel 2025 l’ATP aveva già centralizzato il processo di selezione dei fornitori, togliendo ai singoli tornei la piena autonomia nella scelta delle palline. La nuova sperimentazione nei Challenger rappresenta dunque un ulteriore passo per tutelare la salute dei giocatori e garantire condizioni più uniformi.
Resta da capire se il cambio più frequente verrà esteso anche al circuito maggiore. Questa soluzione potrebbe limitare il deterioramento delle palline durante gli incontri, ma non eliminerebbe la causa principale: l’eccessiva varietà di modelli utilizzati nel corso della stagione. Una vera svolta potrebbe arrivare soltanto con l’adozione di uno o, al massimo, due fornitori per l’intero calendario professionistico.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Circuito Challenger

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
8 commenti
É cosí, è tanto semplice che é difficile. Dovrebbero essere Dunlop&co che ritornano al processo produttivo precedente e invece gli si va dietro moltiplicando i tubi usati….geniale!
Palline da ping pong anche nel tennis ed i gomiti dei tennisti, le spalle ed i polsi, la schiena e la macchina parcheggiata sotto il sole sono problemi risolti.
Io comunque metterei nei tornei solo le Dunlop TP Fort ma si vendono da sole quindi non conviene sponsorizzare troppo nel tennis, per la Dunlop.
Racchette di legno, tornei solo all’aperto su terra battuta ed erba naturale. Ah, ma soprattutto divieto di stare dietro la linea del servizio dopo il primo colpo di ogni punto. Risposta e a rete. Servizio e a rete. Chi resta a fondo perde il punto. Oppure solo una volta su 4 punti a scelta, si può restare a fondo campo. Se si rimane a fondo campo, non si può rimanere li per due volte in 4 punti, insomma. Ma se uno non ci va mai a rete, nei primi 4 punti, poi vale la media, allora nei prossimi 4 punti puoi giocarne due potendo rimanere a fondocampo.
È vero.
I campi sono uniformi e si protesta, le palline sono diverse e si protesta. Uniformarle significa favorire alcuni giocatori a discapito di altri.
Coraggio, il caldo ha le ore contate! Resisti!
bisogna abolire l’Atp o ricondurla a un sindacato/agenzia di giocatori.
I tornei che danno punti devono essere ITF e sono i 4 slam più un campionato di fine anno a 128 giocatori. Per partecipare agli slam, i giocatori parteciperanno a tornei ITF aperti con varie modalità in tutto il mondo.
L’atp ha fallito in tutto e per tutto e dovrà soltanto fornire un database di tennisti che vogliano partecipare ad eventi privati organizzati indipendentemente nel mondo.
Basta con sto circo!
Che la qualità e la durata delle palline sia scesa molto negli ultimi anni , quindi sì se usiamo il Covid come periodo di riferimento , e’ un fatto che possiamo vedere anche noi umilissimi braccianti di infima quarta .
Senza citare le Marche , ma diciamo le palline più usate nei tornei amatoriali ma anche comprate da noi terrestri dei due marchi più celebri , durano pochissimo , si spelacchiano subito e si sgonfiano . Varie volte aprendo un tubo nuovo ho trovato almeno una pallina già in parte
Sgonfia . Se vuoi qualcosa in più di durata devi prendere modelli che sono “ simil pietre “.. lasciando perdere le
Prestazioni .. sono soldi in più che vanno via perché durano proprio poco
Paradossalmente le soluzioni facili sembrano essere le meno praticabili. Non si capisce perché non si possa fare quello che si fa in Formila 1 per le gomme, dove esiste un solo fornitore di gomme (Pirelli). Mistero……