ATP 250 Umag: Arnaldi cede a Dzumhur, una durissima battaglia di tre tiebreak
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Sembrava superiore, in controllo e soprattutto assai più offensivo ed efficace Matteo Arnaldi rispetto a Damir Dzumhur nei quarti di finale dell’ATP 250 di Umag, avanti con un rassicurante 5-2 e servizio nel primo set. Diritto in grande spolvero, molto centrato, e anche la risposta metteva alla frusta la difesa del 34enne bosniaco. Purtroppo per il ligure la partita si è improvvisamente complicata: cede due turni di battuta e si entra nella lotta senza confine, dove il cuore, gambe ed ordine di Dzumhur alla fine hanno prevalso dopo 3 ore e 42 minuti giocati punto su punto, tra momenti di grande spettacolo e fasi a dir poco convulse. 7-6(5) 6-7(4) 7-6(4) lo score conclusivo che porta Dzumhur in semifinale sulla terra croata e diventa invece un boccone amaro da mandar giù per Arnaldi, apparso oggettivamente superiore al rivale come colpi e possibilità, ma incappato in incertezze e troppi errori in momenti chiave della partita, quando i punti scottano. Vista la lunghezza del match e il continuo susseguirsi di situazioni non facile da gestire, Arnaldi ha giocato anche bene momenti duri, di lotta, o quando il rivale è riuscito ad imporre la sua intensità, “gamba” e tennis asciutto. Purtroppo sia nel primo che nel terzo tiebreak perso Matteo è di nuovo finito sotto a quella fretta che spesso lo penalizza, il voler imporre un colpo d’attacco – o definitivo – con un rischio eccessivo vista la sua posizione sul campo e quella dell’avversario. Una situazione che ha vissuto molte volte nelle ultime stagioni e che spesso gli è girata contro. Molti i suoi attacchi vincenti, con coraggio e spirito Garibaldino, ma in diversi passaggi affidarsi ad un tennis più percentuale ed efficace poteva pagare di più.
Matteo ha chiuso l’incontro con un servizio in crescendo, ma purtroppo nel tiebreak del terzo set di prime palle ne ha messe solo una, e questo ha certamente aiutato Dzumhur, assai pronto a verticalizzare e pure scendere a rete. Forse Arnaldi, quando Dzumhur è entrato pienamente in partita con la rimonta nel primo parziale, non è riuscito nuovamente ad alzare i ritmi generali come nella prima fase dell’incontro, quando la sua potenza e profondità dei colpi ha messo in grave crisi lo slavo, confinato molto dietro a rincorrere. Quando la partita si è spostata sulla lotta pura, punto su punto, ci sono stati molti punti divertenti e tanti vincenti (alla fine ben 62 quelli segnati da Arnaldi, contro 67 errori, più del doppio dell’avversario sia in positivo che in negativo) ma Matteo non è più riuscito a scrollarsi di dosso l’avversario, e nella tensione agonistica ha anche speso fin troppe energie, spremendosi in rincorse assassine e rimesse tanto belle quanto dispendiose; un match che l’ha forse un po’ prosciugato anche a livello di lucidità nelle scelte, ma niente si può obiettare al sanremese per impegno, voglia, capacità di lottare e rischiare. Ha spinto davvero tanto col diritto, in particolare dal centro dopo il servizio, oppure quando Dzumhur si è spostato nell’angolo sinistro e Matteo è entrato forte col lungo linea di rovescio. Una partita complessivamente ben condotta, ma senza la capacità di imporre al bosniaco una velocità superiore. E nella lotta serrata, Damir è uno molto scomodo.
Un peccato perché una vittoria era possibile, come dimostra l’ottimo primo set e tante fasi dell’incontro, e una semifinale ad Umag sarebbe stata un buonissimo risultato. È andato molto vicino, ma purtroppo nel tennis bastano pochi punti per girare una partita e questa è finita esattamente così. Un bell’applauso anche a Dzumhur, encomiabile per lotta e grinta, e anche per aver selezionato davvero bene i colpi in passaggi importanti. Una partita così serrata si decide sempre su pochi momenti. Peccato per la brutta palla corta di Arnaldi sul match point: vista la battaglia feroce, chissà che con una scelta diversa la partita non potesse anche girare ancora.
La cronaca
Dzumhur inizia l’incontro con un buon turno di servizio, ancora nel caldo della località turistica istriana. Arnaldi vince il suo primo turno di servizio a 30, poi mette il turbo in risposta. Bellissima l’accelerazione di rovescio sullo 0-15, e poi via sotto rete a prendersi il punto. Avanti tutta Matteo, si prende di forza due palle break sul 15-40 e trasforma la seconda, grazie ad un diritto out del bosniaco (2-1). L’italiano litiga con la prima palla nel quarto game, va sotto 15-40 ma ritrova impeto e con sicurezza annulla le due palle break. La partita il ritmo lo conduce Arnaldi, più potente e aggressivo di Dzumhur (3-1). È enorme il gap tra l’azzurro e lo slavo per capacità di accelerare la palla, tanto che Damir è costretto a scambiare tanto e spostare di continuo Matteo per fare il punto, il vincente diretto gli appartiene poco o nulla. Ma lavora bene la palla col back di rovescio, un cambio di ritmo che funziona (3-2). Il ligure ha percentuali di prime palle migliori rispetto all’esordio e così può controllare piuttosto agilmente gli scambi, con un diritto bello aggressivo e anche piuttosto preciso (4-2). La risposta di Arnaldi mette in difficoltà Dzumhur, tanto che il 34enne di Sarajevo si ritrova sotto 15-40 nel settimo game. Combina un vero disastro cercando una variazione, una smorzata che Matteo rimette con totale agio e si prende un secondo break, per il 5-2. Male Dzumhur, con un tocco terribile sotto rete regala ad Arnaldi un punto già fatto, poi l’azzurro è bravissimo in una volée alta di rovescio, apprezzabile anche dal punto di vista stilistico, ma il game è improvvisamente complicato ed è costretto ad annullare una palla break sul 30-40 con un diritto a tutta. Sul momento di chiudere l’azzurro ha perso campo, spreca un set point e quindi ora Dzumhur è più incisivo col rovescio, tanto da procurarsi un’altra palla break. Matteo ha fretta, sparacchia via col diritto e concede un break, 5-3, e poi 5-4 con un game rapido del bosniaco. Arnaldi ha smarrito sicurezza: due errori comandando lo scambio, scivola sotto 0-30 e poi 15-40 con un rovescio impattato malissimo, piedi bloccati e troppa rotazione. Con un parziale di 11 punti a 4, Dzumhur ha due chance per impattare lo score. Damir è accorto a rimettere palle sicure e profonde, con Matteo che con l’ennesimo errore concede un secondo break, 5 pari. Arnaldi è in grossa difficoltà, caotico nelle scelte e falloso. Dzumhur sorpassa, da 2-5 e con set point annullato, a 6-5 avanti, e l’italiano combina un disastro dietro l’altro, con uno smash non difficile toccato invece che chiuso e poi un diritto out di 3 metri. In campo non c’è più una logica, sul 30 pari uno scambio rocambolesco va ad Arnaldi, che riesce a forzare il set al tiebreak. Il mini break arriva nel terzo punto con un diritto d’attacco di Arnaldi di poco largo, ma ancora un po’ di fretta nell’entrare forte. Dzumhur non sbaglia niente, 4 punti a 1. Matteo trova l’ace, ma Damir si infuria perché a suo dire la palla è chiaramente out, tanto da pretendere l’intervento del super visor, e si becca pure un warning. La regia finalmente inquadra il segno e il servizio è OUT di almeno 1 centimetro. Incredibile. La tensione in campo è alle stelle, Arnaldi si porta sul 4-3 poi Dzumhur ritrova la calma e si porta sul 6-3. Il bosniaco chiude per 7 punti a 5 con un diritto preciso, un set clamorosamente rimontato. Matteo ha avuto un set point al servizio sul 5-3.
Arnaldi riparte di slancio nel terzo set. Bellissimo un rovescio lungo lunga, poi Dzumhur sbaglia col diritto e si ritrova sotto 0-40. Il bosniaco alza al massimo l’attenzione, serve bene e gioca forte sul lungo linea, e con cinque punti di fila vince il game (1-0). Ormai ogni seconda di battuta di Dzumhur è preda della spinta di Arnaldi, ma riesce a restare avanti con il suo tennis ordinato e concreto (2-1). È consolidata la tendenza di Matteo nell’avanzare presto verso la rete, il fattore che gli ha permesso di rimontare nel secondo set, forse anche per accorciare un po’ gli scambi viste le quasi tre ore di gioco (2-2). Il set scorre rapido, con Arnaldi che serve meglio (alta la percentuale di prime nel parziale) e trova anche seconde di servizio cariche di spin, la palla salta alta e rispondere bene è complesso, con Damir costretto a provarci da metri dietro (3-3). Si superano le tre ore di gioco e infatti gli scambi diventano rari, si cerca presto l’affondo da entrambi i lati del campo. Proprio un lungo scambio sulla diagonale di rovescio è vinto da Dzumhur, poteva trasformarsi in doppia palla break per Arnaldi, invece il bosniaco si porta sul 4-3. L’attenzione di entrambi al servizio è massima, in questa fase calda nessuno vuole andare sotto, e anche Damir è pronto ad attaccare. Con tre ottimi punti lo score è 5-4 Dzumhur, ora Arnaldi serve spalle al muro ma regge la tensione alla grande e attacca. 5 pari. Il livello è ottimo, moltissimi i punti vincenti e rari gli errori, con il giocatore al servizio che comanda. Sul 15 pari arriva uno scambio infinito, con Damir in difesa estrema e Matteo che sbaglia un diritto al volo da metà campo, stremato. Arnaldi è di nuovo chiamato a servire per allungare il match. Inizia il game #12 col doppio fallo, poi attacca con veemenza, con un diritto a tutta e quindi pure il serve and volley. Un errore col diritto costa al ligure la parità. Con coraggio Arnaldi attacca a tutto braccio col diritto dopo una seconda di battuta, e funziona. Come il S&V sulla seconda palla, e volée bassa che pizzica la riga. 3 ore e 30 di battaglia, 248 punti, c’è il tiebreak anche nel terzo set. Dzumhur scappa avanti 2-0 con un attacco leggermente deviato dal nastro, ma era un ottima traiettoria. Poi Matteo sbaglia la scelta, una smorzata che Damir legge subito e punisce arrivando comodo sul net. 3 punti a 0 con doppio mini-break. Altro scambio incredibile, con Arnaldi bravissimo a correre su di una deviazione killer del nastro e poi che allungo sotto rete. 3-1. Altra deviazione del nastro, stavolta pro Arnaldi, e 3-2. Con un diritto spettacolare, a tutto braccio, si gira 3 punti pari. Continua il sali scendi di emozioni: ora è Matteo poco fortunato con un rimbalzo fasullo sulla riga e il diritto del ligure scappa. 4-3. Poi doppio fallo di Dzumhur. Succede di tutto, incluso uno schema palla corta e lob perfetto dello slavo, a dir poco elettrico in questo finale. 5-4. Non entra più la prima palla ad Arnaldi, e cercando la massima spinta sbaglia un diritto inside out, non di poco. 6 punti a 4 e due match point per Dzumhur. La butta un po’ via Matteo, cercando una smorzata troppo difficile col diritto. Dzumhur vince per 7 punti a 4. Che battaglia, e rammarico per non aver sfruttato quel vantaggio nel primo set, quando pareva in controllo del gioco. Ma Damir, che lottatore…
Marco Mazzoni
Damir Dzumhur
vs Matteo Arnaldi
(Non prima 18:00)
TAG: ATP 250 Umago 2026, Damir Dzumhur, Marco Mazzoni, Matteo Arnaldi

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Un altro che non si capisce cosa è andato a fare a sto 250
Un modesto 250 piuttosto agevole da vincere si è trasformato in una debacle per i nostri! I 250 fanno una carriera ma forse è un discorso difficile da capire…
5/2 Arnaldi e perde due servizi di fila evidentemente i 250 come a Cobolli non interessano più di tanto, stride con l’impegno feroce messo contro Tiafoe. Invece sbagliano perché con i 250 ti puoi creare una lunga carriera nei top ten come de Minaur. Testa ragazzi il tennis non è solo braccia e gambe ma richiede molta testa.
E’ tornato l’arnaldi pre Roland Garros nessuna sorpresa. Già aveva faticato e non poco al primo turno e quindi sconfitta assolutamente attesa. Non vedo molte possibilità di evoluzione nel gioco del ligure anche se per affetto spero di sbagliarmi