Bublik si arrende alla superiorità di Sinner e Alcaraz: “Negli Slam abbiamo pochissime possibilità”
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Alexander Bublik non ha mai avuto paura di esprimere opinioni fuori dagli schemi. Il kazako, capace di entrare per la prima volta nella top 10 dopo un eccellente 2025, ha parlato con grande sincerità delle proprie ambizioni e della distanza che separa il resto del circuito da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Intervistato da Tennis Magazin, Bublik ha riconosciuto che battere i due dominatori del tennis contemporaneo in un torneo del Grande Slam rappresenta un’impresa quasi proibitiva. Una consapevolezza maturata anche dopo aver sconfitto Sinner ad Halle, risultato che, secondo il kazako, non può essere paragonato a una sfida disputata al meglio dei cinque set.
“Contro Sinner e Alcaraz ci siamo arresi”
“Per battere Sinner ad Halle serve molta fortuna, e lo dico seriamente. Negli Slam, quando lui e Alcaraz arrivano al massimo della forma e perfettamente preparati, non hai praticamente alcuna possibilità. Ho la sensazione che gli altri giocatori si siano arresi, me compreso”, ha ammesso Bublik.
Il kazako ha quindi ridimensionato con realismo i propri obiettivi nei Major. Più che inseguire necessariamente il titolo, preferisce puntare a un piazzamento importante: “Vincere uno Slam è quasi impossibile quando entrambi sono in forma. Il mio obiettivo è arrivare ai quarti o magari in semifinale: a quel punto tornerei a casa soddisfatto”.
Bublik ritiene fondamentale conoscere i propri limiti senza trasformare ogni sconfitta in un fallimento: “Bisogna capire di non essere Novak Djokovic. Non vincerai gli Slam come Rafael Nadal o Roger Federer. Devi imparare ad accettare le sconfitte e a gestirle senza compromettere il tuo rendimento”.
Un circuito sempre più professionale
Il numero uno del tennis kazako ha poi analizzato la profonda evoluzione vissuta dal circuito nell’ultimo decennio. Quando iniziò a frequentarlo, molti giocatori della top 100 viaggiavano senza fisioterapista. Oggi, invece, gli staff comprendono abitualmente allenatori, preparatori atletici, fisioterapisti e specialisti della componente mentale.
Questa maggiore professionalizzazione ha prodotto atleti più completi già in giovane età. Secondo Bublik, gli attuali diciassettenni e diciottenni sarebbero nettamente superiori al giocatore che lui stesso era quando entrò tra i primi cento del mondo a 19 anni.
“Dieci anni fa anche alcuni top 20 avevano debolezze evidenti. Oggi ci sono atleti quasi perfetti: servono a 220 chilometri orari, colpiscono le righe con il diritto e si muovono benissimo”, ha osservato, paragonando questa trasformazione al passaggio tecnologico dalle racchette di legno a quelle moderne.
Bublik respinge l’etichetta di giocatore poco professionale
Il kazako ha infine contestato l’immagine di tennista disinteressato e poco incline al sacrificio che spesso gli è stata attribuita. Il desiderio di coltivare passioni lontano dal campo, secondo lui, non significa affrontare la propria professione con superficialità.
A cambiare la sua prospettiva è stata anche la moglie Tatjana. Alla fine del 2024 Bublik si sentiva appagato perché aveva già raggiunto gli obiettivi che si era prefissato: entrare nella top 20, vincere alcuni titoli e ottenere stabilità economica. Quella tranquillità, tuttavia, coincise con una serie di undici sconfitte consecutive.
“Il tennis di oggi funziona così: se ti fermi o subisci un infortunio, gli altri ti superano e improvvisamente puoi ritrovarti al numero 50 o 80 del mondo”, ha concluso. Una riflessione che mostra un Bublik più maturo, ancora capace di divertire il pubblico ma ormai pienamente consapevole dei sacrifici richiesti per restare ai vertici.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Bublik, Carlos Alcaraz, Jannik Sinner

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Visto che sei tu a tirare in ballo il passato, fatti pure la domanda del perchè proprio dalla fine di quel 2023 è girato improvvisamente il vento e pure di brutto …
Anche nei 250 contro Halys, a quanto pare.
@ Xex (#4655609)
E allora? Lui esprime la sua opinione, se ti girano le balle perché adesso gli Slam se li spartiscono Jannik, Alcaraz e adesso anche Zverev cosa possiamo farci? Torna tra 10 anni..
Oggi, con Alcaraz avviato a fare la fine di delPotro, cè un marziano e un enorme risacca di comparse completamente inadeguate a fargli il minimo solletico.
Bublik e Co. possono fare un po di macumbe in caso
Dipende solo se sono in condizione o no. Al loro massimo potenziale, è ovvio che siano imbattibili. Bisogna approfittare come ha fatto Cerundolino, se sono fuori combattimento, ma qualcuno invece si spaventa e non li supera nemmeno se sono mezzi rotti.
Perché, prima di Alcaraz e Sinner ne avevano di più, con Djokovic che nel 2021 e 2023 vinse sei Slam su otto?
O quando giocavano tutti e tre, che vinsero il 90% degli Slam?