Musetti sceglie Alcaraz: “Il suo è il tennis più bello. Con Nole la sconfitta più dolorosa”. E resta il dubbio Wimbledon
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Lorenzo Musetti sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua carriera recente. Il tennista carrarino, che nella prima parte della stagione era arrivato a sfiorare le primissime posizioni del ranking ATP, è ancora fermo per infortunio e la sua presenza a Wimbledon resta in dubbio.
In attesa di capire quando potrà tornare in campo, Musetti ha concesso una lunga intervista al Giornale d’Italia, nella quale ha parlato del proprio percorso, dei problemi fisici, dei momenti più importanti della carriera e anche del confronto tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Il 2026 del tennista italiano è stato pesantemente condizionato dagli infortuni. Musetti ha accusato una lesione al retto femorale durante il Masters 1000 di Roma, torneo nel quale ha disputato il suo ultimo match ufficiale contro Casper Ruud.
Non si tratta del primo problema fisico importante della stagione. Già all’Australian Open era stato costretto al ritiro nei quarti di finale contro Novak Djokovic, quando si trovava avanti due set a zero. Un episodio doloroso, che ha lasciato il segno anche dal punto di vista emotivo.
Dopo essere rientrato nella stagione sulla terra battuta, un nuovo contrattempo gli ha impedito di prendere parte al Roland Garros. Una serie di stop che ha inevitabilmente frenato la sua ascesa e lo ha fatto scivolare fino al numero 15 del ranking mondiale.
Durante l’intervista, Musetti è stato chiamato a esprimersi sui migliori giocatori del circuito attuale. Pur riconoscendo la straordinaria continuità e solidità di Sinner, l’azzurro ha indicato Alcaraz come il giocatore dal tennis più bello e completo.
“Il tennis più bello e più completo? Forse quello di Alcaraz. Credo sia il tennis più contemporaneo”, ha spiegato Musetti.
Il carrarino ha poi elogiato anche Sinner, sottolineandone la freddezza e la capacità di mantenere un livello altissimo con impressionante regolarità. “Sinner è impressionante, quasi perfetto per la sua freddezza, la sua lucidità mentale e per il fatto di mantenere costantemente un livello incredibile”.
La preferenza estetica, però, va allo spagnolo: “In termini di estetica e bellezza del gioco direi Alcaraz. Quando sono nella loro versione migliore, sono i due giocatori che esprimono il miglior tennis del momento”.
Le parole di Musetti raccontano bene la differenza tra i due grandi riferimenti del circuito. Sinner viene descritto come il modello della continuità, della lucidità e dell’efficienza. Alcaraz, invece, come il giocatore più spettacolare, più creativo, capace di unire potenza, fantasia e varietà.
Non è una bocciatura di Sinner, ma una scelta legata alla bellezza del gioco. Musetti, tennista dalla grande sensibilità tecnica, guarda inevitabilmente anche alla dimensione estetica del tennis, al modo in cui un giocatore costruisce il punto e riesce a sorprendere.
Nella stessa intervista, Musetti ha ricordato anche la vittoria che gli ha dato più soddisfazione in carriera. Il nome è quello di Novak Djokovic, battuto al Masters 1000 di Montecarlo nel 2023.
“La partita che mi ha dato più soddisfazione? Quando ho battuto Novak Djokovic a Montecarlo nel 2023. Allora era il numero uno del mondo, un giocatore che ho sempre ammirato fin da bambino”, ha raccontato.
Curiosamente, anche la sconfitta più dolorosa della sua carriera ha avuto Djokovic come protagonista. Musetti è tornato infatti sul ritiro all’Australian Open, quando stava conducendo per due set a zero contro il serbo.
“La sconfitta più dolorosa? Sempre contro Nole, all’inizio di quest’anno all’Australian Open, quando ero avanti due set a zero e ho dovuto ritirarmi per un infortunio”.
Un ricordo ancora pesante, perché quella partita avrebbe potuto rappresentare uno dei passaggi più importanti della sua carriera. Essere costretto ad abbandonare mentre si è in vantaggio contro uno dei più grandi giocatori di sempre è una ferita difficile da dimenticare.
Musetti ha poi ripercorso anche i suoi inizi nel tennis, spiegando che il sogno di diventare professionista lo ha accompagnato fin da bambino. “Ho iniziato a giocare a quattro anni. Ho sempre sognato di diventare un tennista professionista e ho lavorato per riuscirci”.
Il percorso è stato rapido. “Per fortuna ho seguito una strada che mi ha permesso di diventare professionista già a 18 anni e di trovare molto presto la mia indipendenza lavorativa”, ha aggiunto.
Ora, però, la priorità è ritrovare il corpo. Musetti osserva il circuito da lontano, mentre Sinner e Alcaraz continuano a guidare la nuova generazione e mentre Wimbledon si avvicina. La sua presenza a Londra resta incerta, legata alle risposte fisiche dei prossimi giorni.
A 24 anni, Musetti ha ancora tempo e margini per tornare stabilmente tra i migliori. Il talento non è mai stato in discussione, così come la qualità del suo tennis. La vera sfida, adesso, è lasciarsi alle spalle una stagione segnata dagli infortuni e ritrovare continuità.
Il circuito ha bisogno anche della sua varietà, del suo rovescio a una mano, delle sue soluzioni tecniche e della sua capacità di giocare un tennis diverso. Ma prima di tutto Musetti deve tornare sano.
La rincorsa riparte da qui: recuperare, capire se Wimbledon sarà possibile e ricostruire fiducia. Poi ci sarà tempo per inseguire di nuovo i grandi obiettivi, in un circuito che oggi lui stesso vede guidato da due nomi sopra tutti: Sinner per solidità, Alcaraz per bellezza.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Italiani, Lorenzo Musetti

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Anchio preferisco il Manzoni al Villarico
Che poi panatta ha battuto i due dal gioco brutto. Mai mcenroe
Lorenzo stai attento a certe dichiarazioni, puoi fare andare in tilt Livetennis….
AHahaha…
Lollo torna presto…
Ora inizieranno a scrivere una marea di stronzate…
20 anni di carriera
Lorenzo torna presto! Ma senza forzare, ci manchi. Vedi commento n°3
Magari non aspettare di arrivare a otto anni senza vittorie.
tecnica informativa manipolatoria ben collaudata. il titolo dell’articolo viene scritto apposta in modo da fare quantomeno scalpore. poi l’articolo correttamente sviscera nella giusta maniera i vari argomenti. ma siccome il 90% di chi vaga sui vari social e forum è o analfabeta funzionale o non ha voglia di leggere l’articolo e approfondire, ecco che parte la polemica spinta da un titolo fuorviante, partono tanti click, e quindi tante pubblicità, su una polemica inesistente. il gioco è fatto.
A Musetti piace di più Alcaraz, ma di sicuro gli assomiglia poco. Lo spagnolo gioca in anticipo con i piedi sulla riga di fondo, lui tre metri dietro.
Mi auguro Lorenzo possa tornare competitivo ed ai suoi livelli.
Difficilmente potrà accadere a Wimbledon, anche se riuscisse a parteciparvi.
Cosí come Carlos, so che ci vorranno almeno un paio di settimane per ritrovare sensazioni se non buone, almeno positive.
Come sempre Musetti parla troppo e parla male…poi non si lamenti…
Viene attribuito allo scrittore G.C. Croce il celebre proverbio “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.
Risalendo fino ai latini troviamo: “Nemo propheta in patria”.
Poi in questi giorni il famosissimo calciatore Mbappè (nei mesi scorsi visto a cena proprio con Sinner) ha dichiarato: “Non credo di voler fare il Presidente (della Repubblica, sottinteso) perché sono già molto odiato così”.
Purtroppo quando si raggiunge il TOP di uno sport (nel caso di Sinner, lui è al top di TUTTI gli sport in Italia ed in molte altre nazioni) è inevitabile ricevere tanto amore quanto molto odio, tonnellate di invidia da persone che non hanno raggiunto nessun traguardo (neppure piccolo!) nella vita e trovano soddisfazione soltanto nel “gufare” chi ha successo.
Non mi riferisco a Musetti, che da vero intenditore di tennis preferisce un gioco più”artistico” e spettacolare, quello di Carlos.
Del resto anche Sinner ha sempre confessato la sua ammirazione per il gioco di Federer, pur riconoscendo Djokovic come il GOAT del tennis e probabilmente è proprio lo stile del serbo quello che lo ispira di più nella sua carriera professionale.
Buon tennis a tutti 😉
Beh, dai, ci sta il giudizio su Alcaraz e Sinner, anche il fatto che ricordi la vittoria su Djoko a Montecarlo.. è l’unica su 10 confronti diretti.. 😛
Normale che un giocatore come Musi preferisca Alcaraz, oggettivamente cone varietà di colpi é superiore a Sinner.
Lorenzo torna presto! Ma senza forzare, ci manchi come manca Alcaraz e speriamo anche una bella versione di Jan…ma su quello ci sono meno dubbi
Rido per non piangere riguardo le strategie di comunicazione dei media.
Il titolo,vista la frase di un connazionale,volge a creare una discussione ma in realtà una polemica,come se non si polemizzasse abbastanza.
La frase “non è una bocciatura per Sinner” dell’articolista la trovo piuttosto fuori luogo perché se avessero chiesto a Panatta 50 anni fa “meglio Borg o Lendl oppure McEnroe” credo che i primi due,al di là dell’ idiosincrasia per il gioco dell’uno e per il carattere dell’altra ma ne avrebbe denigrato l’efficenza tennistica.
Ci sono dichiarazioni che fanno scalpore,creare attrito sul nulla non mi fa impazzire.
Leggi l’articolo e ci sono gli elogi (e vorrei ben vedere) per Sinner e le sue doti.
Non pensavo che esistesse ancora il Giornale d’Italia