Priscilla Hon denuncia l’enorme divario nel prize money tra tabellone maschile e femminile a ‘s-Hertogenbosch
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La disparità di trattamento economico tra tour ATP e WTA è spesso oggetto di discussione, talvolta anche aspra quando uomini e donne competono nello stesso identico torneo, condividendo campi e spazi, ma ottenendo prize money sensibilmente diversi. È il caso del Libema Open, classico appuntamento sull’erba olandese di ‘s-Hertogenbosch. A far notare l’enorme differenza stavolta è Priscilla Hon, giocatrice australiana che attraverso un “canonico” post social ha evidenziato il significativo divario negli assegni in palio nel torneo tra la versione ATP 250 e la WTA 250. Hon, attuale numero 146 del mondo, ha pubblicato un breve video su Instagram mostrando che il campione del singolare maschile riceverà 110.055 euro, mentre la vincitrice del singolare femminile incasserà 32.520 euro, quindi poco più di un quarto rispetto ai colleghi maschi.
“Prima che qualcuno si arrabbi, sto semplicemente condividendo i numeri. Questa settimana un WTA 250 e un ATP 250 si disputano fianco a fianco nella stessa città (…) Per essere chiari, si tratta di una questione che riguarda l’intero sistema, non soltanto il Libema Open. Sto semplicemente condividendo i dati e cercando di avviare una discussione”.
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La numero 82 del ranking mondiale, Eva Lys, ha commentato il post con una sola parola: “Interessante”. La disparità si riscontra anche nel doppio: la coppia vincitrice del torneo maschile percepirà 38.270 euro, contro gli 11.830 euro destinati alle campionesse del doppio femminile. Nettissima la differenza anche per chi esce al primo turno: agli uomini toccano 7.755 euro, mentre alle donne solo 2.783 euro. L’unica magra consolazione per le protagoniste del torneo WTA è che l’aumento di montepremi rispetto dal 2025 è stato appena superiore rispetto a quello ATP: le vincitrici del singolare e del doppio hanno visto un incremento rispettivamente del 3% e del 3,1%; nel circuito maschile, invece, gli incrementi sono stati del 2,4% per il singolare e del 2,3% per il doppio. Una discrepanza importante tra i compensi dei due tour, fatto che non accade negli Slam dove da anni i prize money tra tabelloni maschili e femminili sono identici.
Marco Mazzoni
TAG: 's-Hertogenbosch, Libema Open, Marco Mazzoni, Priscilla Hon, prize money

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@ Scaino (#4637207)
Mi trovo d’accordo su tutto quello che hai scritto e vorrei aggiungere che in USA (che in sostanza è il “paradiso” dello sport pro) non viene chiesta “equiparazione” (ad esempio in basket) tra stipendi maschili e femminili quanto una percentuale (%) tra incassi e premi.
Ad esempio in tornei 250 WTA (per non scendere nei Challenger) le ragazze non possono chiedere più del fatturato… ci sarebbe una serie inevitabile di fallimenti.
Io non guardo molto il tennis femminile ma devo riconoscere che le top-20 giocano davvero bene e sono piacevoli da guardare…
…ma oltre le prime 50 c’è un’offerta di spettacolo davvero “scadente” e decisamente inferiore anche ai Challenger maschili.
Appunto nei tornei WTA si vedono quasi sempre tribune praticamente vuote anche nelle SF 🙁
Insisto il pnto non è chi vende i biglietti, ma che il circuito regge sul fatto che ci siano anche i tornei minori, i giocatori meno forti, il circuito femminile etc etc etc.
Se facessero solo i 100 a 56 e gli slam partendo dal terzo turno o se non ci fosse il circuito femminile in tempo molto rapido si sgonfierebbe tutto il sistema.
Una maggiore divisione dei premi sia in temine di giocatori maschi e femmine che di giocatori forti medi e fuori dalla top 100 è un elemento cruciale perché chi venede i biglietti lo fa anche perché esiste un movimento che rischia di non essere più sostenibile.
Ora i grandi guadagnano anche dalle sponsorizzazioni e questa cosa non sarebbe toccata e guadagnano comunque premi incredibili, chiedere di toccare un minimo i loro guadagni per rendere sostenibile il circuito a 250 giocatori e giocatrici (non dimentichiamo che il tennis è uno sport tutto autofinanziato) è solo un modo per dire di tenere in piedi una baracca che porta tantissimi quadagni agli organizzatori ed ai top player.
Premessa: ormai da decenni non seguo molto il calcio quindi non sono più al corrente degli intimi meccanismi di questo sport professionistico.
Leggo però di Juventus femminile, Milan femminile, Inter femminile, Roma femminile etc. di cui mi pare non freghi niente a nessuno: sfido tutti a dirmi chi ha vinto il campionato italiano di calcio femminile.
Ho il sospetto che le squadre delle leghe professionistiche vengano obbligate, per poter partecipare al campionato vero (quello maschile) ad avere a libro paga anche una squadra femminile che produrrà ricavi (vendita biglietti) prossima allo zero a fronte di costi che penso non siano trascurabili, visto che esiste anche un mercato delle giocatrici (per ragioni di buon gusto e galanteria non oso dire mercato delle vacche come si è soliti dire per il calcio maschile).
Vi prego di notare che ho solo due figli e sono entrambi di sesso (absit iniuria… sesso non genere) femminile. Una delle due è stata anche nazionale italiana di scherma.
Ecco la scherma è uno sport in cui non vi è una troppo marcata differenza tecnica (ovviamente non atletica) tra maschi e femmine, così come nell’atletica leggera, nel nuoto, nell’equitazione (ippica compresa: al mondo vi sono eccellenti fantini di sesso femminile che sopperiscono alla minor energia fisica rispetto ai maschi con la finezza nella monta, astenetevi da commenti volgari e inappropriati, e intelligenza tattica), nello sci e in altri sport.
Temo però che chi guarda la boxe, la lotta, il rugby o l’hockey femminile lo faccia solo per soddisfare un intimo lato morboso della propria personalità.
Tutto ciò premesso, e dato per assodato che non esistono più le Suzanne Lenglen, le Martina Navratilova, le Steffi Graf etc., è indubitabile che, pur trascurando la componente atletica, il livello tecnico del tennis femminile sia di gran lunga inferiore a quello del tennis maschile e che un circuito esclusivamente femminile, senza i combined, probabilmente non riuscirebbe a mantenersi.
L’uguaglianza del monte premi tra maschi e femmine è secondo me una boiata pazzesca, specie negli slam (che le femmine inoltre giocano al meglio dei 3 set e non dei 5), non giustificata dal solo ritorno commerciale.
Scandaloso ma se fanno sciopero qualcuno parificherebbe? Forse no!
Ha pienamente ragione! Un quarto del montepremi è scandaloso
E’ evidente che se disputi le Finals femminili in Arabia, dove le donne sono discriminate, non devi aspettarti grandi risultati, e comunque anche quando ci giocano i maschi non è che ci sia tutto questo pubblico. Il tennis deve crescere nel mondo, maschile e femminile, ma dove c’è “fame” di novità, non in pseudo stati che esistono solo per l’interesse di USA e c.
Venendo al torneo neerlandese, è scandaloso che ci sia questa differenza, soprattutto se si considera che i Paesi Bassi sono posizionati nella fascia alta fra quanto contrastano il Gender Gap, sono infatti, secondo il report del 2025, al 43° posto (l’Italia è all’85°, per fare un paragone).
Perché gli slam ( e in parte anche i 1000 ) sono macchine perfette , che funzionano indipendentemente dal lotto partecipanti, sia per quanto riguarda gli introiti che arrivano dagli spettatori paganti che dai contratti televisivi.
Tornei di livello inferiore a meno che non abbiano un paio di top player attrattivi rischiano di andare pure in perdita.
Se a una partita della Hon assistono suglispalti 15 spettatori , per un torneo diventa un ptoblema
@ JannikUberAlles (#4637187)
PS: noi italiani abbiamo la soddisfazione di vedere nell’elenco dei top-100 anche Kimi Antonelli 😉
Si.
Solo a me pare assurdo che negli Slam (best of five solo per gli uomini) i premi siano equi mentre nei tornei minori no? Casomai sarebbe più sensato il contrario
È stata pubblicata da “TIME” la lista delle 100 persone più “importanti” nello sport a livello mondiale (The 100 Most Influential People in Sports 2026) e troviamo 2 tennisti maschi (Alcaraz e Sinner) ma solo 1 giocatrice femmina (Sabalenka)…
…tra l’altro sono in molti addetti ai lavori (nel mondo della comunicazione sportiva) convinti che la rivalità tra Jannik e Carlos potrà superare l’interesse generato dal mitico binomio Federer-Nadal.
Appunto i Monster-2 incassano (è una stima per il 2026 in corso) circa 40-50 milioni annui dagli sponsor, mentre la Gauff raccoglie “appena” la metà (25 milioni), tanti quanti il GOAT Djokovic.
La Sabalenka incassa circa la metà della collega e come lei solo la Zheng, la Osaka e la Świątek, con le altre ragazze ben più staccate.
Negli ultimi anni la popolarità del tennis femminile è decisamente cresciuta ma per notare la “chiara” differenza basta guardare alle Finals: dal “tutto esaurito” di Torino agli spalti assolutamente vuoti in Arabia per la WTA.
Forse la Hon dovrebbe conteggiare anche il numero dei biglietti venduti per i 2 open citati nel confronto 😉
Ma non si può però negare che esistono le tradizioni nello sport e alcuni sport hanno tradizioni maschili, altri femminili (tipo la ginnastica ritmica o il nuoto sincornizzato) e altri miste.
Ad esempio il volley e in buona parte lòa pallanuoto non hanno bisogno di mondiali in contemporanea perché quelli femminili e quelli maschili sono amati più o meno allo stesso modo dai tifosi, mentre il calcio e il basket sono solo maschili.
Negli sport individuali l’altletica, il nuoto, la ginnastica artistica e molti altri sono con una base alla pari e, pertanto, ci sta che a tornei giocati in contemporanea le donne chiedano uan distribuzione equa dei proventi, come è una battaglia sacrosanta quella dei giocatori meno improtanti di guadagnare di più loro togliendo qualcosa ai megacampioni straricchi: il punto non è di giustizia sociale o di aprtià di genere, il punto è che i guadagni dei campioni e quelli dei maschi discendono anche dalla sostenibilità del circuito in generale e, quindi, dalla sostenibilità del professionismo tra i giocatori di fascia un poco più bassa e tra le giocatrici in fascia anche media…il circuito non regge se rimangono 100 uomini e 50 donne a potersi permettere di fare i professionisti (con i costi che ha il girare il mondo)
Solita stucchevole lagnanza tipicamente femminile
Il pareggio di prize money negli slam è totalmente ridicolo
Partite a 3 set per le donne e a 5 per gli uomini: cosa rispondiamo a questa disparità?
Bisogna smetterla di chiedere chiedere e chiedere, senza fare analisi serie
Sembrano i soliti capricci
Lo sport professionistico si finanzia con diritti tv. Il mercato “pesa” gli eventi
Non è colpa delle ragazze se il tennis femminile non riscuote lo stesso successo e interesse presso il pubblico e gli sponsor.
Faccio l’esempio di Sara Errani: controllate il suo prize money, quasi 18 milioni di dollari.
Mi sembra che a lamentarsi siano sempre quelle ragazze che forse dovrebbero cambiare sport e cercarsi un lavoro, se non hanno il livello per essere professioniste.
A volte bisogna semplicemente avere la consapevolezza dei propri mezzi
Senza voler fare discorsi discriminatori o “sessisti”, nel tennis questo raffronto è più facile quando i tornei sono “combined” dove uomini e donne competono quotidianamente sugli stessi campi e tutto viene in qualche modo messo sullo stesso livello; ma se i tornei fossero separati e distinti questa “competizione” non ci sarebbe e se il pubblico fosse portato a scegliere quali partite vedere e quale torneo vedere: quanti sceglierebbero la partita femminile e quanti quella maschile? Detto questo ritengo comunque giusta la pretesa della tennista poiché il discorso economico dovrebbe essere indipendente dal confronto uomini-donne. Forse bisognerebbe uniformare i format anche negli altri sport in modo da dare maggior visibilità anche allo sport femminile, sarebbe bello poter vedere un mondiale di calcio in contemporanea sia al maschile che al femminile, in questo modo si darebbe il giusto valore alla competizione, un po’ come succede per le olimpiadi o il nuoto: si apprezzano le prestazioni senza pensare a chi ha fatto le migliori prestazioni tra uomini o donne, un campione è un campione e una campionessa è una campionessa allo stesso modo.
Il discorso è molto complicato: da un lato è evidente che il tennis maschile abbia più pubblico e più sponsor, dall’altro è indiscutibile che il pubblico del tennis è abbastanza anche femminile e i praticanti nei circoli sono quasi alla pari, quindi sostenere il circuito femminile ha un impatto su tutto il movimento.
Per questo è difficile paragonare il tennis al calcio o alla boxe e va paragonato a sport che hanno una solida base di pratica femminile e una tradizione di grandi campionesse donne (sci, palla a volo, ginnastica, atletica ad esempio)…ad esempio nello sci alpino i premi sono uguali tra uomini e donne e il pubblico che hanno le tappe maschili è il triplo (ovvaimente poi i guadagni extra non sono uguali)
Il problema non è tanto la differenza di montepremi, che pressapoco rispecchia l’interesse suscitato dai due circuiti; il problema vero sono le cifre, più adatte ad un qualsiasi meeting di atletica leggera che ad un 250.
Il problema non è solo negli Slam… boicottare è il solo modo per cambiare le cose. Tanto andare a giocare questo torneo o stare a casa economicamente parlando cambia poco; oltre alle spese sostenute resta ben poco, considerando anche che questi premi vanno poi tassati.
Quello che mi colpisce, e’ che il vincitore di un 250 prenda poco piu’ di un eliminato al 1o turno di un slam.
Ecco, quando si dice , entrare nel md degli slam fa la differenza, e’ corretto.
Per quel che riguarda maschi/femmine, nel calcio o nella box, come sono i guadagni? Ditemi 5 nomi di calciatrici leggendarie o di pugili femmina…
Come se ci fosse qualcuno che compra il biglietto per veder giocare Priscilla Hon
Che ci debba essere un divario è abbastanza evidente, quanto debba essere tale divario lascio la parola ai più esperti…
Sugli spalti è equo ?