Alla campionessa WTA tocca poco più di un quarto rispetto a quello ATP ATP, Copertina, WTA

Priscilla Hon denuncia l’enorme divario nel prize money tra tabellone maschile e femminile a ‘s-Hertogenbosch

11/06/2026 08:29 44 commenti
L'erba di 's-Hertogenbosch
L'erba di 's-Hertogenbosch

La disparità di trattamento economico tra tour ATP e WTA è spesso oggetto di discussione, talvolta anche aspra quando uomini e donne competono nello stesso identico torneo, condividendo campi e spazi, ma ottenendo prize money sensibilmente diversi. È il caso del Libema Open, classico appuntamento sull’erba olandese di ‘s-Hertogenbosch. A far notare l’enorme differenza stavolta è Priscilla Hon, giocatrice australiana che attraverso un “canonico” post social ha evidenziato il significativo divario negli assegni in palio nel torneo tra la versione ATP 250 e la WTA 250. Hon, attuale numero 146 del mondo, ha pubblicato un breve video su Instagram mostrando che il campione del singolare maschile riceverà 110.055 euro, mentre la vincitrice del singolare femminile incasserà 32.520 euro, quindi poco più di un quarto rispetto ai colleghi maschi.

“Prima che qualcuno si arrabbi, sto semplicemente condividendo i numeri. Questa settimana un WTA 250 e un ATP 250 si disputano fianco a fianco nella stessa città (…) Per essere chiari, si tratta di una questione che riguarda l’intero sistema, non soltanto il Libema Open. Sto semplicemente condividendo i dati e cercando di avviare una discussione”.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Priscilla Hon (@priscilla_hon)

La numero 82 del ranking mondiale, Eva Lys, ha commentato il post con una sola parola: “Interessante”. La disparità si riscontra anche nel doppio: la coppia vincitrice del torneo maschile percepirà 38.270 euro, contro gli 11.830 euro destinati alle campionesse del doppio femminile. Nettissima la differenza anche per chi esce al primo turno: agli uomini toccano 7.755 euro, mentre alle donne solo 2.783 euro. L’unica magra consolazione per le protagoniste del torneo WTA è che l’aumento di montepremi rispetto dal 2025 è stato appena superiore rispetto a quello ATP: le vincitrici del singolare e del doppio hanno visto un incremento rispettivamente del 3% e del 3,1%; nel circuito maschile, invece, gli incrementi sono stati del 2,4% per il singolare e del 2,3% per il doppio. Una discrepanza importante tra i compensi dei due tour, fatto che non accade negli Slam dove da anni i prize money tra tabelloni maschili e femminili sono identici.

Marco Mazzoni


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44 commenti. Lasciane uno!

tinapica 11-06-2026 18:57

@ Fabblack (#4637313)

Infatti non li citai e vi aggiungerei atletica leggera, sci (sia alpino che di fondo, anche nella sua variante combinata al tiro a segno), scherma e nuoto.
Piuttosto, ricordo che in una discussione analoga qualche tempo fa io addirittura sostenni che la pallavolo femminile riscuotesse in Italia successo maggiore di quella maschile e ci fu chi, non ricordo il nome, mi confutò snocciolando cifre che riportavano la primazia della pallavolo maschile.

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Psyco Fogna 11-06-2026 18:18

Ma quando la smettono con queste lagne? In pratica la richiesta sarebbe di ridistribuire il prize money GUADAGNATO dai colleghi maschi in loro favore “perchè si”. Poi ovviamente queste son sempre donne che non si abbasserebbero a stare con un uomo che guadagni meno di loro, e beh certo non vogliono parassiti. Non se ne può più.

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Gregorio (Guest) 11-06-2026 17:24

Wokismo al suo apice

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Fabblack 11-06-2026 16:45

@ Giovanni Battista (#4637238)

Il doppio “paga” circa il 15% del singolare: sempre troppo.

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Fabblack 11-06-2026 16:44

@ tinapica (#4637243)

Credo ti sbagli: due sport sono comparabili: ginnastica artistica e pallavolo.

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Fabblack 11-06-2026 16:34

@ von Hayek (#4637266)

Proprio stamattina guardavo a caso partite di tornei anche W100: unici presenti oltre i giudici di sedia, i raccatapalle… ma di che parliamo?!

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Fabblack 11-06-2026 16:30

@ Steve (#4637235)

BVa beh… avevo detto che lasciavo stare…
Ben difficilmente nello stesso concessionario trovi Mc Laren e Seat, mentre negli Slam te li fanno trovare per forza: alternano match di uomini e donne negli stessi campi.
In sostanza è il modo trovato dall’ITF che gestisce TUTTI gli Slam per mantenere in piedi tutto il baraccone, con tutti gli orpelli (doppi e doppi misti inclusi).

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Fabblack 11-06-2026 16:27

@ Tiger Woods (#4637169)

Questi tornei servono per fare i punti necessari per entrare negli Slam e partecipare alla spartizione del comunque immeritato ricco bottino.
Immeritato perché in effetti biglietti le donne ne vendono pochini…
Poi ci sono vari modi per fare quei punti di cui sopra: per anni la Rus ci riuscì vincendo tornei allora da 25.000; ora stanno moltiplicandosi a due/tre a settimana i 125, inesistenti dieci anni fa e poi per anni uno o due in tutta la stagione.
Detto questo, manco vado più avanti a leggere ulteriori commenti… e di questo mi scuso con gli estensori… ma si tratta delle solite discussioni trite e ritrite.

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Ciao (Guest) 11-06-2026 15:54

Femminile genera molti meno introiti e interesse. Ergo..

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Sabatino (Guest) 11-06-2026 15:08

@ Steve (#4637235)

Parole sante.

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GianniR (Guest) 11-06-2026 15:07

Quanti campi ha il torneo olandese per ospitare in contemporanea il torneo maschile e femminile? Ci sono altri casi simili di 250?

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Sabatino (Guest) 11-06-2026 15:07

Hai ragione, ma quanti biglietti si vendono per vederti giocare? A questo punto una giocatrice di serie A di calcio femminile potrebbe chiedere gli stessi ingaggi di un giocatore maschio in relazione al fatto che è una professionista.

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von Hayek 11-06-2026 14:50

Scritto da walden

Scritto da JannikUberAlles
È stata pubblicata da “TIME” la lista delle 100 persone più “importanti” nello sport a livello mondiale (The 100 Most Influential People in Sports 2026) e troviamo 2 tennisti maschi (Alcaraz e Sinner) ma solo 1 giocatrice femmina (Sabalenka)…
…tra l’altro sono in molti addetti ai lavori (nel mondo della comunicazione sportiva) convinti che la rivalità tra Jannik e Carlos potrà superare l’interesse generato dal mitico binomio Federer-Nadal.
Appunto i Monster-2 incassano (è una stima per il 2026 in corso) circa 40-50 milioni annui dagli sponsor, mentre la Gauff raccoglie “appena” la metà (25 milioni), tanti quanti il GOAT Djokovic.
La Sabalenka incassa circa la metà della collega e come lei solo la Zheng, la Osaka e la Świątek, con le altre ragazze ben più staccate.
Negli ultimi anni la popolarità del tennis femminile è decisamente cresciuta ma per notare la “chiara” differenza basta guardare alle Finals: dal “tutto esaurito” di Torino agli spalti assolutamente vuoti in Arabia per la WTA.
Forse la Hon dovrebbe conteggiare anche il numero dei biglietti venduti per i 2 open citati nel confronto

E’ evidente che se disputi le Finals femminili in Arabia, dove le donne sono discriminate, non devi aspettarti grandi risultati, e comunque anche quando ci giocano i maschi non è che ci sia tutto questo pubblico. Il tennis deve crescere nel mondo, maschile e femminile, ma dove c’è “fame” di novità, non in pseudo stati che esistono solo per l’interesse di USA e c.
Venendo al torneo neerlandese, è scandaloso che ci sia questa differenza, soprattutto se si considera che i Paesi Bassi sono posizionati nella fascia alta fra quanto contrastano il Gender Gap, sono infatti, secondo il report del 2025, al 43° posto (l’Italia è all’85°, per fare un paragone).

Credo che qui si confaonda la causa con l’effetto. La cuasa della mancanza di soldi non è l’Arabia; l’Arabia è la conseguenza della mancanza di soldi.
Le finali sono state portate in Arabia proprio perchè i costi del circuito WTA hanno bisogno di copertura (mannaggia a li sordi). Copertura che le location tradizionali non sono in grado di sostenere.
Se non si andasse in Arabia ci sarebbe più pubblico sugli spalti è cosa vera. Ma se vogliamo aiutare con il dare più denari, quattrini, pecunia, spicci, grana a Priscilla Hon allora non ci sono alternative percorribili

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Losvizzero 11-06-2026 13:54

Dite alla Priscilla che anche gli altri sanno leggere

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walden 11-06-2026 13:22

Scritto da tinapica
@ Calvin (#4637183)
Forse ho una percezione distorta della realtà ma, già all’interno di un gioco “di nicchia”, non mi pare proprio che la pallanuoto femminile abbia un seguito anche lontanamente paragonabile a quella maschile. Bisognerebbe chiedere a Marco M. che vivendo in un luogo dove si mangia “focaccia e pallanuoto” fin dall’infanzia potrebbe meglio chiarire quale sia il seguito della pallanuoto femminile contemporanea, paragonato a quello del maschile.
Lo stesso sarebbe interessante chiedere a chi viva a Treviso, Rovigo, Padova […], per comparare il seguito tra la pallaovale maschile e femminile.
Invece, anche se chiaramente inferiore al seguito che ha il gioco al maschile, credo che la pallacanestro femminile non sfiguri, tanto per numero di praticanti che per seguito, al confronto di quella maschile.

La pallanuoto femminile in Liguria è molto seguita e praticata, ma come dici bene tu, è uno sport dove non si guadagna, un mio amico allenava una squadra femminile di serie A e lo faceva a livello semiprofessionistico (aveva anche un altro lavoro).
Sul resto so poco.
Il tennis femminile è uno degli sport più antichi, addirittura si giocava il doppio misto negli anni ’20, quando in Italia la pratica sportiva femminile era limitata a pochissime discipline. L’equiparazione fra maschi e femmine nel tennis ha quindi ragioni storiche più che economiche. Il fatto che generi meno risorse è anch’esso legato a fasi storiche, quando arrivarono le Williams il circuito femminile non aveva nulla da invidiare a quello maschile. La visuale italiana è distorta, sia perchè siamo un paese sviluppato da questo punto di vista, come ho scritto prima siamo all’85° posto nel ranking sull’eliminazione del gender gap, assieme a paesi dell’europa sud orientale come Montenegro e Bulgaria, sia perchè il tennis femminile italiano da una decina d’anni ha perso il predominio che aveva su quello maschile.
Il resto sono fesserie sessiste…

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walden 11-06-2026 13:10

Scritto da Sasha
Strano che non si sollevi mai la differenza a favore delle giocatrici negli slam, visto che di fatto giocano mediamente molto meno e incassano le stesse somme dei giocatori, cosa che a parti invertite susciterebbe l’indignazione generale; questo aprirebbe peraltro una riflessione di carattere antropologico su che cosa è diventato l’uomo occidentale plasmato dalla propaganda, ma sulla quale ovviamente sorvolo.
Nell’ATP, come nello sport professionistico in genere, non esistono i contratti collettivi, esiste la dinamica liberista delle domanda e dell’offerta. Può non piacere, ma s’incassa in base alla quantità di denaro che movimenti, e i giocatori in questo producono più profitti (difficilmente può essere messo in dubbio tanto per i biglietti che per i diritti televisivi; per esempio Sky ha i diritti della WTA in compartecipazione con Supertennis, ma si è tenuta stretta l’esclusiva dell’ATP non a caso).
Ciò che irrita di queste lamentele è che dove conviene zitte come pesci, ma dove non conviene allora subito si solleva il problema. Lo stesso discorso vale per il sessismo e tanto altro ancora. C’era una volta la coerenza.

Adesso c’è Vannacci, tranquillo…

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tinapica 11-06-2026 12:44

@ Calvin (#4637183)

Forse ho una percezione distorta della realtà ma, già all’interno di un gioco “di nicchia”, non mi pare proprio che la pallanuoto femminile abbia un seguito anche lontanamente paragonabile a quella maschile. Bisognerebbe chiedere a Marco M. che vivendo in un luogo dove si mangia “focaccia e pallanuoto” fin dall’infanzia potrebbe meglio chiarire quale sia il seguito della pallanuoto femminile contemporanea, paragonato a quello del maschile.
Lo stesso sarebbe interessante chiedere a chi viva a Treviso, Rovigo, Padova […], per comparare il seguito tra la pallaovale maschile e femminile.
Invece, anche se chiaramente inferiore al seguito che ha il gioco al maschile, credo che la pallacanestro femminile non sfiguri, tanto per numero di praticanti che per seguito, al confronto di quella maschile.

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Giovanni Battista (Guest) 11-06-2026 12:29

Anche il doppio allora deve essere equiparato, visto che, anche negli Slam, hanno prize money inferiori….e divisi fra due giocatori/ici.
…….
…….

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Steve (Guest) 11-06-2026 12:26

Ma perchè in uno slam devono essere uguali?
E’ come se andassi in un concessionario e con gli stessi soldi con cui compro una Seat mi aspettassi di comprare una McLaren…

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Taco (Guest) 11-06-2026 12:22

Ma ha ragione, dal punto di vista sportivo questa è un’anomalia, si gioca alle stesse regole: ma lo è altrettanto il fatto che negli SLAM i prize siano gli stessi, dacchè le partite durano mediamente meno della metà.
Dal punto di vista puramente business e di richiamo, invece, direi che è equa, basta vedere gli spalti. E, sempre negli slam, viaggiamo su un’audience femminile che fa meno della metà degli ascolti maschili (fonti us open 2023, 3.5M vs 1.5M).

Trovo quasi curioso che la Hon pubblichi in maniera acritica e non si aspetti che qualcuno tiri fuori il punto di vista esattamente opposto a quello che vorrebbe promuovere…

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Tempia Fugit (Guest) 11-06-2026 12:19

bhe mi sembrano più discriminati i doppisti. Devono pure dividere in due il premio.

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Sasha (Guest) 11-06-2026 12:02

Strano che non si sollevi mai la differenza a favore delle giocatrici negli slam, visto che di fatto giocano mediamente molto meno e incassano le stesse somme dei giocatori, cosa che a parti invertite susciterebbe l’indignazione generale; questo aprirebbe peraltro una riflessione di carattere antropologico su che cosa è diventato l’uomo occidentale plasmato dalla propaganda, ma sulla quale ovviamente sorvolo.
Nell’ATP, come nello sport professionistico in genere, non esistono i contratti collettivi, esiste la dinamica liberista delle domanda e dell’offerta. Può non piacere, ma s’incassa in base alla quantità di denaro che movimenti, e i giocatori in questo producono più profitti (difficilmente può essere messo in dubbio tanto per i biglietti che per i diritti televisivi; per esempio Sky ha i diritti della WTA in compartecipazione con Supertennis, ma si è tenuta stretta l’esclusiva dell’ATP non a caso).
Ciò che irrita di queste lamentele è che dove conviene zitte come pesci, ma dove non conviene allora subito si solleva il problema. Lo stesso discorso vale per il sessismo e tanto altro ancora. C’era una volta la coerenza.

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Aio051174 11-06-2026 11:57

Io darei il 40% in meno di premi degli slam alle donne .per cominciare successivamente a tutti gli altri tornei .
Giocano meno e male e hanno un interesse del 50% in meno.

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+1: Mats
-1: walden
JannikUberAlles 11-06-2026 11:29

@ Calvin (#4637213)

Il business del tennis coinvolge 3 attori principali:
– ATP e WTA
– le Federazioni nazionali
– i gestori del torneo

Partendo dal fondo: i gestori del torneo non possono andare in perdita (quantomeno sistematicamente) diversamente il torneo sparisce!

Sarebbe necessaria una maggiore “trasparenza” nei bilanci dei tornei, in modo da dividere la “torta” tra:
– proprietari/gestori del torneo
– giocatori (M e/o F)
– ATP e/o WTA
– Federazioni competenti

Gli Slam sono (opportunamente!) delle organizzazioni “non-profit” (?!?) per evitare una contabilità ufficiale e trasparente…

…e comunque non si sa dove finiscano gli ENORMI utili che dovrebbero – invece – venire ripartiti come sopra (tra gestori, giocatori, ATP/WTA e Federazioni) con percentuali chiare e “giuste”.

Il problema della sopravvivenza dei giocatori over-100/200 non può essere a carico dei top-10/20 (che anche rinunciando al 30-40% dei loro compensi farebbero ben poco rispetto al necessario) ma di ATP/WTA e delle Federazioni che dovrebbero aiutare (se non pagare completamente) le spese dei loro giocatori, fornendo coach/fisio ed una logistica accentrata (con un risparmio notevole in ragione della massa amministrata) in termini di viaggi e soggiorni.

Ogni altro ragionamento porterebbe solo alla ricerca, inutile, della mitica “araba fenice” 🙁

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+1: il capitano
JannikUberAlles 11-06-2026 11:09

@ Scaino (#4637207)

Mi trovo d’accordo su tutto quello che hai scritto e vorrei aggiungere che in USA (che in sostanza è il “paradiso” dello sport pro) non viene chiesta “equiparazione” (ad esempio in basket) tra stipendi maschili e femminili quanto una percentuale (%) tra incassi e premi.

Ad esempio in tornei 250 WTA (per non scendere nei Challenger) le ragazze non possono chiedere più del fatturato… ci sarebbe una serie inevitabile di fallimenti.

Io non guardo molto il tennis femminile ma devo riconoscere che le top-20 giocano davvero bene e sono piacevoli da guardare…

…ma oltre le prime 50 c’è un’offerta di spettacolo davvero “scadente” e decisamente inferiore anche ai Challenger maschili.

Appunto nei tornei WTA si vedono quasi sempre tribune praticamente vuote anche nelle SF 🙁

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+1: kicks, il capitano
Calvin (Guest) 11-06-2026 10:59

Scritto da JannikUberAlles
È stata pubblicata da “TIME” la lista delle 100 persone più “importanti” nello sport a livello mondiale (The 100 Most Influential People in Sports 2026) e troviamo 2 tennisti maschi (Alcaraz e Sinner) ma solo 1 giocatrice femmina (Sabalenka)…
…tra l’altro sono in molti addetti ai lavori (nel mondo della comunicazione sportiva) convinti che la rivalità tra Jannik e Carlos potrà superare l’interesse generato dal mitico binomio Federer-Nadal.
Appunto i Monster-2 incassano (è una stima per il 2026 in corso) circa 40-50 milioni annui dagli sponsor, mentre la Gauff raccoglie “appena” la metà (25 milioni), tanti quanti il GOAT Djokovic.
La Sabalenka incassa circa la metà della collega e come lei solo la Zheng, la Osaka e la Świątek, con le altre ragazze ben più staccate.
Negli ultimi anni la popolarità del tennis femminile è decisamente cresciuta ma per notare la “chiara” differenza basta guardare alle Finals: dal “tutto esaurito” di Torino agli spalti assolutamente vuoti in Arabia per la WTA.
Forse la Hon dovrebbe conteggiare anche il numero dei biglietti venduti per i 2 open citati nel confronto

Insisto il pnto non è chi vende i biglietti, ma che il circuito regge sul fatto che ci siano anche i tornei minori, i giocatori meno forti, il circuito femminile etc etc etc.

Se facessero solo i 100 a 56 e gli slam partendo dal terzo turno o se non ci fosse il circuito femminile in tempo molto rapido si sgonfierebbe tutto il sistema.

Una maggiore divisione dei premi sia in temine di giocatori maschi e femmine che di giocatori forti medi e fuori dalla top 100 è un elemento cruciale perché chi venede i biglietti lo fa anche perché esiste un movimento che rischia di non essere più sostenibile.

Ora i grandi guadagnano anche dalle sponsorizzazioni e questa cosa non sarebbe toccata e guadagnano comunque premi incredibili, chiedere di toccare un minimo i loro guadagni per rendere sostenibile il circuito a 250 giocatori e giocatrici (non dimentichiamo che il tennis è uno sport tutto autofinanziato) è solo un modo per dire di tenere in piedi una baracca che porta tantissimi quadagni agli organizzatori ed ai top player.

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Scaino 11-06-2026 10:48

Premessa: ormai da decenni non seguo molto il calcio quindi non sono più al corrente degli intimi meccanismi di questo sport professionistico.
Leggo però di Juventus femminile, Milan femminile, Inter femminile, Roma femminile etc. di cui mi pare non freghi niente a nessuno: sfido tutti a dirmi chi ha vinto il campionato italiano di calcio femminile.
Ho il sospetto che le squadre delle leghe professionistiche vengano obbligate, per poter partecipare al campionato vero (quello maschile) ad avere a libro paga anche una squadra femminile che produrrà ricavi (vendita biglietti) prossima allo zero a fronte di costi che penso non siano trascurabili, visto che esiste anche un mercato delle giocatrici (per ragioni di buon gusto e galanteria non oso dire mercato delle vacche come si è soliti dire per il calcio maschile).
Vi prego di notare che ho solo due figli e sono entrambi di sesso (absit iniuria… sesso non genere) femminile. Una delle due è stata anche nazionale italiana di scherma.
Ecco la scherma è uno sport in cui non vi è una troppo marcata differenza tecnica (ovviamente non atletica) tra maschi e femmine, così come nell’atletica leggera, nel nuoto, nell’equitazione (ippica compresa: al mondo vi sono eccellenti fantini di sesso femminile che sopperiscono alla minor energia fisica rispetto ai maschi con la finezza nella monta, astenetevi da commenti volgari e inappropriati, e intelligenza tattica), nello sci e in altri sport.
Temo però che chi guarda la boxe, la lotta, il rugby o l’hockey femminile lo faccia solo per soddisfare un intimo lato morboso della propria personalità.
Tutto ciò premesso, e dato per assodato che non esistono più le Suzanne Lenglen, le Martina Navratilova, le Steffi Graf etc., è indubitabile che, pur trascurando la componente atletica, il livello tecnico del tennis femminile sia di gran lunga inferiore a quello del tennis maschile e che un circuito esclusivamente femminile, senza i combined, probabilmente non riuscirebbe a mantenersi.
L’uguaglianza del monte premi tra maschi e femmine è secondo me una boiata pazzesca, specie negli slam (che le femmine inoltre giocano al meglio dei 3 set e non dei 5), non giustificata dal solo ritorno commerciale.

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+1: Zio.
Koko (Guest) 11-06-2026 10:35

Scandaloso ma se fanno sciopero qualcuno parificherebbe? Forse no!

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Fabio (Guest) 11-06-2026 10:29

Ha pienamente ragione! Un quarto del montepremi è scandaloso

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-1: kicks
walden 11-06-2026 10:20

Scritto da JannikUberAlles
È stata pubblicata da “TIME” la lista delle 100 persone più “importanti” nello sport a livello mondiale (The 100 Most Influential People in Sports 2026) e troviamo 2 tennisti maschi (Alcaraz e Sinner) ma solo 1 giocatrice femmina (Sabalenka)…
…tra l’altro sono in molti addetti ai lavori (nel mondo della comunicazione sportiva) convinti che la rivalità tra Jannik e Carlos potrà superare l’interesse generato dal mitico binomio Federer-Nadal.
Appunto i Monster-2 incassano (è una stima per il 2026 in corso) circa 40-50 milioni annui dagli sponsor, mentre la Gauff raccoglie “appena” la metà (25 milioni), tanti quanti il GOAT Djokovic.
La Sabalenka incassa circa la metà della collega e come lei solo la Zheng, la Osaka e la Świątek, con le altre ragazze ben più staccate.
Negli ultimi anni la popolarità del tennis femminile è decisamente cresciuta ma per notare la “chiara” differenza basta guardare alle Finals: dal “tutto esaurito” di Torino agli spalti assolutamente vuoti in Arabia per la WTA.
Forse la Hon dovrebbe conteggiare anche il numero dei biglietti venduti per i 2 open citati nel confronto

E’ evidente che se disputi le Finals femminili in Arabia, dove le donne sono discriminate, non devi aspettarti grandi risultati, e comunque anche quando ci giocano i maschi non è che ci sia tutto questo pubblico. Il tennis deve crescere nel mondo, maschile e femminile, ma dove c’è “fame” di novità, non in pseudo stati che esistono solo per l’interesse di USA e c.
Venendo al torneo neerlandese, è scandaloso che ci sia questa differenza, soprattutto se si considera che i Paesi Bassi sono posizionati nella fascia alta fra quanto contrastano il Gender Gap, sono infatti, secondo il report del 2025, al 43° posto (l’Italia è all’85°, per fare un paragone).

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luchador (Guest) 11-06-2026 10:16

Scritto da borg
Quello che mi colpisce, e’ che il vincitore di un 250 prenda poco piu’ di un eliminato al 1o turno di un slam.
Ecco, quando si dice , entrare nel md degli slam fa la differenza, e’ corretto.
Per quel che riguarda maschi/femmine, nel calcio o nella box, come sono i guadagni? Ditemi 5 nomi di calciatrici leggendarie o di pugili femmina…

Perché gli slam ( e in parte anche i 1000 ) sono macchine perfette , che funzionano indipendentemente dal lotto partecipanti, sia per quanto riguarda gli introiti che arrivano dagli spettatori paganti che dai contratti televisivi.
Tornei di livello inferiore a meno che non abbiano un paio di top player attrattivi rischiano di andare pure in perdita.
Se a una partita della Hon assistono suglispalti 15 spettatori , per un torneo diventa un ptoblema

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JannikUberAlles 11-06-2026 10:12

@ JannikUberAlles (#4637187)

PS: noi italiani abbiamo la soddisfazione di vedere nell’elenco dei top-100 anche Kimi Antonelli 😉

13
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+1: il capitano
mattia saracino 11-06-2026 10:06

Scritto da Peter Parker
Sugli spalti è equo ?

Si.

12
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JOA20 (Guest) 11-06-2026 10:05

Solo a me pare assurdo che negli Slam (best of five solo per gli uomini) i premi siano equi mentre nei tornei minori no? Casomai sarebbe più sensato il contrario

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JannikUberAlles 11-06-2026 09:55

È stata pubblicata da “TIME” la lista delle 100 persone più “importanti” nello sport a livello mondiale (The 100 Most Influential People in Sports 2026) e troviamo 2 tennisti maschi (Alcaraz e Sinner) ma solo 1 giocatrice femmina (Sabalenka)…

…tra l’altro sono in molti addetti ai lavori (nel mondo della comunicazione sportiva) convinti che la rivalità tra Jannik e Carlos potrà superare l’interesse generato dal mitico binomio Federer-Nadal.

Appunto i Monster-2 incassano (è una stima per il 2026 in corso) circa 40-50 milioni annui dagli sponsor, mentre la Gauff raccoglie “appena” la metà (25 milioni), tanti quanti il GOAT Djokovic.

La Sabalenka incassa circa la metà della collega e come lei solo la Zheng, la Osaka e la Świątek, con le altre ragazze ben più staccate.

Negli ultimi anni la popolarità del tennis femminile è decisamente cresciuta ma per notare la “chiara” differenza basta guardare alle Finals: dal “tutto esaurito” di Torino agli spalti assolutamente vuoti in Arabia per la WTA.

Forse la Hon dovrebbe conteggiare anche il numero dei biglietti venduti per i 2 open citati nel confronto 😉

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+1: il capitano
Calvin (Guest) 11-06-2026 09:45

Scritto da Tony_65
Senza voler fare discorsi discriminatori o “sessisti”, nel tennis questo raffronto è più facile quando i tornei sono “combined” dove uomini e donne competono quotidianamente sugli stessi campi e tutto viene in qualche modo messo sullo stesso livello; ma se i tornei fossero separati e distinti questa “competizione” non ci sarebbe e se il pubblico fosse portato a scegliere quali partite vedere e quale torneo vedere: quanti sceglierebbero la partita femminile e quanti quella maschile? Detto questo ritengo comunque giusta la pretesa della tennista poiché il discorso economico dovrebbe essere indipendente dal confronto uomini-donne. Forse bisognerebbe uniformare i format anche negli altri sport in modo da dare maggior visibilità anche allo sport femminile, sarebbe bello poter vedere un mondiale di calcio in contemporanea sia al maschile che al femminile, in questo modo si darebbe il giusto valore alla competizione, un po’ come succede per le olimpiadi o il nuoto: si apprezzano le prestazioni senza pensare a chi ha fatto le migliori prestazioni tra uomini o donne, un campione è un campione e una campionessa è una campionessa allo stesso modo.

Ma non si può però negare che esistono le tradizioni nello sport e alcuni sport hanno tradizioni maschili, altri femminili (tipo la ginnastica ritmica o il nuoto sincornizzato) e altri miste.

Ad esempio il volley e in buona parte lòa pallanuoto non hanno bisogno di mondiali in contemporanea perché quelli femminili e quelli maschili sono amati più o meno allo stesso modo dai tifosi, mentre il calcio e il basket sono solo maschili.

Negli sport individuali l’altletica, il nuoto, la ginnastica artistica e molti altri sono con una base alla pari e, pertanto, ci sta che a tornei giocati in contemporanea le donne chiedano uan distribuzione equa dei proventi, come è una battaglia sacrosanta quella dei giocatori meno improtanti di guadagnare di più loro togliendo qualcosa ai megacampioni straricchi: il punto non è di giustizia sociale o di aprtià di genere, il punto è che i guadagni dei campioni e quelli dei maschi discendono anche dalla sostenibilità del circuito in generale e, quindi, dalla sostenibilità del professionismo tra i giocatori di fascia un poco più bassa e tra le giocatrici in fascia anche media…il circuito non regge se rimangono 100 uomini e 50 donne a potersi permettere di fare i professionisti (con i costi che ha il girare il mondo)

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+1: walden
pafort 11-06-2026 09:32

Solita stucchevole lagnanza tipicamente femminile
Il pareggio di prize money negli slam è totalmente ridicolo
Partite a 3 set per le donne e a 5 per gli uomini: cosa rispondiamo a questa disparità?

Bisogna smetterla di chiedere chiedere e chiedere, senza fare analisi serie
Sembrano i soliti capricci

Lo sport professionistico si finanzia con diritti tv. Il mercato “pesa” gli eventi
Non è colpa delle ragazze se il tennis femminile non riscuote lo stesso successo e interesse presso il pubblico e gli sponsor.

Faccio l’esempio di Sara Errani: controllate il suo prize money, quasi 18 milioni di dollari.
Mi sembra che a lamentarsi siano sempre quelle ragazze che forse dovrebbero cambiare sport e cercarsi un lavoro, se non hanno il livello per essere professioniste.
A volte bisogna semplicemente avere la consapevolezza dei propri mezzi

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+1: Peter Parker, Psyco Fogna
Tony_65 (Guest) 11-06-2026 09:19

Senza voler fare discorsi discriminatori o “sessisti”, nel tennis questo raffronto è più facile quando i tornei sono “combined” dove uomini e donne competono quotidianamente sugli stessi campi e tutto viene in qualche modo messo sullo stesso livello; ma se i tornei fossero separati e distinti questa “competizione” non ci sarebbe e se il pubblico fosse portato a scegliere quali partite vedere e quale torneo vedere: quanti sceglierebbero la partita femminile e quanti quella maschile? Detto questo ritengo comunque giusta la pretesa della tennista poiché il discorso economico dovrebbe essere indipendente dal confronto uomini-donne. Forse bisognerebbe uniformare i format anche negli altri sport in modo da dare maggior visibilità anche allo sport femminile, sarebbe bello poter vedere un mondiale di calcio in contemporanea sia al maschile che al femminile, in questo modo si darebbe il giusto valore alla competizione, un po’ come succede per le olimpiadi o il nuoto: si apprezzano le prestazioni senza pensare a chi ha fatto le migliori prestazioni tra uomini o donne, un campione è un campione e una campionessa è una campionessa allo stesso modo.

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Calvin (Guest) 11-06-2026 09:05

Il discorso è molto complicato: da un lato è evidente che il tennis maschile abbia più pubblico e più sponsor, dall’altro è indiscutibile che il pubblico del tennis è abbastanza anche femminile e i praticanti nei circoli sono quasi alla pari, quindi sostenere il circuito femminile ha un impatto su tutto il movimento.

Per questo è difficile paragonare il tennis al calcio o alla boxe e va paragonato a sport che hanno una solida base di pratica femminile e una tradizione di grandi campionesse donne (sci, palla a volo, ginnastica, atletica ad esempio)…ad esempio nello sci alpino i premi sono uguali tra uomini e donne e il pubblico che hanno le tappe maschili è il triplo (ovvaimente poi i guadagni extra non sono uguali)

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+1: Taxi Driver, Inox, walden, Scaino, Ice Man, Lory99
Tiger Woods (Guest) 11-06-2026 09:01

Il problema non è tanto la differenza di montepremi, che pressapoco rispecchia l’interesse suscitato dai due circuiti; il problema vero sono le cifre, più adatte ad un qualsiasi meeting di atletica leggera che ad un 250.
Il problema non è solo negli Slam… boicottare è il solo modo per cambiare le cose. Tanto andare a giocare questo torneo o stare a casa economicamente parlando cambia poco; oltre alle spese sostenute resta ben poco, considerando anche che questi premi vanno poi tassati.

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borg (Guest) 11-06-2026 08:59

Quello che mi colpisce, e’ che il vincitore di un 250 prenda poco piu’ di un eliminato al 1o turno di un slam.
Ecco, quando si dice , entrare nel md degli slam fa la differenza, e’ corretto.
Per quel che riguarda maschi/femmine, nel calcio o nella box, come sono i guadagni? Ditemi 5 nomi di calciatrici leggendarie o di pugili femmina…

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+1: Taxi Driver, Scaino
Luca (Guest) 11-06-2026 08:55

Come se ci fosse qualcuno che compra il biglietto per veder giocare Priscilla Hon

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+1: Psyco Fogna
Inox 11-06-2026 08:52

Che ci debba essere un divario è abbastanza evidente, quanto debba essere tale divario lascio la parola ai più esperti…

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+1: il capitano
Peter Parker 11-06-2026 08:50

Sugli spalti è equo ?

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+1: Taxi Driver, Scaino, mattia saracino, von Hayek, Psyco Fogna, il capitano, Just is Back