Il tedesco si porta 5-3 nei confronti diretti con l'italiano ATP, Copertina

Masters 1000 Indian Wells: Berrettini altalenante e un po’ scarico, Zverev impeccabile al servizio. Matteo cede in due set

06/03/2026 21:36 3 commenti
Matteo Berrettini
Matteo Berrettini

Battere un Alexander Zverev in grande spolvero al servizio e assai centrato col diritto è impresa difficile per tutti, ma se in risposta sei impalpabile, mai in ritmo o aggressivo, e hai qualche passaggio a vuoto nell’intensità e ricerca nella palla concentrando troppi errori col tuo colpo forte, allora diventa una vera Mission Impossible. Così è stato per Matteo Berrettini nel secondo turno del Masters 1000 di Indian Wells, sconfitto da uno Zverev impeccabile per 6-3 6-4 al termine di 71 minuti condotti con grande sicurezza dal tedesco. Non una versione pessima del romano, ma le scorie della durissima battaglia vinta al primo turno sono stati evidenti, con dei momenti nei quali la sua intensità e reattività sono calate in modo repentino e gli sono costate errori col diritto e i due break, a metà del primo e secondo set, che ha pagato con la sconfitta. Ha servito complessivamente piuttosto bene Matteo, con il 73% di prime palle in gioco vincendo il 76% dei punti, e un discreto 50% con la seconda, ma il dato più lampante che spiega in modo secco la sconfitta è il rendimento in risposta, dove ha vinto la miseria di 6 punti sui 46 giocati. Niente, e ovviamente nessuna chance di break.

Senza sentire alcuna pressione dall’avversario nei suoi game, il tedesco ha giocato sereno, sciolto, piuttosto aggressivo ed è andato via liscio verso il successo, pronto a capitalizzare i due game nei quali Matteo ha concentrato troppi errori, tutti col diritto, pezzo pregiato del suo repertorio oggi un po’ appannato per colpa di una ricerca della distanza dalla palla all’impatto non perfetta. Applausi a Sasha, assai preciso con la prima di servizio e prontissimo ad entrare forte col primo colpo di scambio e prendersi un grande vantaggio, incluse molte discese a rete sospinto dalla profondità delle sue traiettorie, e anche per anestetizzare il discreto vento che sferzava il campo e rendeva insidioso scambiare molto. Peccato per Matteo che dopo l’ottima vittoria al primo turno, mostrando grande grinta ed energia, oggi di energia ne aveva un po’ di meno. Non è stata una prestazione scadente, come avevamo purtroppo constatato in America Latina (soprattutto a Santiago), e di fronte ha avuto un forte avversario che non ha concesso niente, ma troppo poco per mettere in difficoltà uno Zverev così sicuro.

Matteo è entrato bene nel match, con un servizio incisivo e anche diversi diritti a tutto braccio che hanno lasciato fermo il tedesco o creato una netta situazione di vantaggio. Questo colpo sta diventando un discreto termometro della sua prestazione, e non è una buona notizia: mentre in passato la sbracciata da destra era una costante, anche nelle giornate non eccellenti, da diverso tempo (già dal 2025) proprio col diritto Berrettini diventa impreciso e falloso. Tutto nasce da una relativa difficoltà nell’aggredire bene la palla, facendo spazio, caricando a sufficienza con ginocchia e torsione del busto. Chissà che i frequenti problemi muscolari all’addome non abbiano un’influenza tecnica – e mentale – nel farlo giocare libero, a scatenare quella potenza devastante sulla quale ha costruito molte delle sue migliori prestazioni, e vittorie. La buona partenza contro Zverev lasciava ben sperare, ma a metà del primo set ecco che un paio di esecuzioni un po’ scomposte, non arrivando alla perfezione sulla palla, gli sono costate errori che ha pagato a carissimo prezzo. Ha stentato quindi anche nel turno di battuta successivo, salvato per il rotto della cuffia, ma all’avvio del secondo set pareva resettato e ricaricato. Invece, di nuovo, a metà parziale ecco che tutto si inceppa, il diritto perde sicurezza e anche la battuta ne risente. Il passaggio a vuoto, bastano due minuti, e l’altro strappa il break. Sipario.

Un peccato perché nel successo all’esordio era piaciuta la grinta, energia e reazione di Berrettini. Oggi Zverev è stato troppo sicuro al servizio e incisivo, ma era necessario provare a metterlo in difficoltà dalla risposta, non solo bloccando il colpo. Oggettivamene rispondere al tedesco non era facile, è stato continuo e preciso, ma davvero l’azzurro non è mai stato competitivo in risposta e quindi impossibile fare corsa pari con l’avversario. Segnali di ripresa, serve più continuità di prestazione. Serve pazienza, e crederci, già dal prossimo appuntamento.

Marco Mazzoni

 

La cronaca

Zverev inizia il match con un buon turno di battuta, andando subito dritto sul rovescio di Berrettini e proiettato in avanti seguendo l’inerzia della spinta. Pochi punti, ma già chiarissimo il game plan del tedesco. Buon game di battuta anche per Matteo, un Ace e il diritto tuonante nel secondo punto, quella pallata micidiale che lascia immobile l’avversario (1-1). Il parziale scorre via sui turni di servizio, buon livello complessivo con Berrettini bravo ad alternare bordate molto veloci a tagli col rovescio, tutto sostenuto dalla prima palla, mentre Zverev entra forte col primo colpo di scambio e fa la differenza. Servendo sotto 3-2, Matteo perde ritmo: due errori col diritto e poche prime palle. Prima situazione scomoda sul 15-30, l’azzurro sceglie di venire a rete su di una risposta un po’ corta, ma l’approccio non è sufficientemente lungo e il passante in corsa di Zverev vincente, 15-40 prime palle break del match. Purtroppo il terzo diritto in rete del game, sul 30-40, costa il BREAK all’italiano. Negli errori la costante è stata una non perfetta ricerca della palla con i piedi, su traiettorie più alte di Sasha e anche un filo di vento. 4-2 Zverev. Forte del vantaggio, il tedesco gioca scevro da tensione si concede anche una smorzata col diritto perfetta, oltre ad attacchi continui e ben calibrati. 5-2 Zverev con un turno di servizio impeccabile, pochissima la pressione del romano dalla risposta. Purtroppo Berrettini ha perso sicurezza, brutto il tocco out sotto rete dopo la smorzata, a mezzo corridoio, un segnale quasi di poca lucidità. Un doppio fallo gli costa il 15-40 e due Set Point da salvare. Stavolta li cancella, un bel diritto e poi un regalo del tedesco. Il cattivo momento di Matteo si vede anche dalla scelta di un’altra smorzata, con Zverev già quasi in campo, e infatti perde il punto. Torna far capolino il servizio e Berrettini vince un game duro, 5-3. Senza alcun patema Zverev chiude il set per 6-3, perfetto al servizio in tutto il set (77% di prime) con solo due punti vinti da Berrettini in risposta. Niente.

Matteo riparte nel secondo set al servizio e con una t-shirt nera dopo quella bianca. Ritrova efficacia, anche col diritto, e piedi di nuovo piuttosto rapidi nel cercare la palla. Turno a zero, quasi senza giocare, e poi anche il successivo, ma resta l’estrema difficoltà nel rispondere con incisività. Sasha continua a servire bene, apre l’angolo e fa correre l’azzurro che perde precisione e campo, o viene avanti a prendersi il punto. In buona sostanza, nei suoi turni comanda, forte di una prima palla molto precisa. Sul 2 pari Matteo torna a sbagliare col diritto, il game va ai vantaggi e di nuovo un diritto in rete, cercando di spingere, gli costa una palla break assai pericolosa visto l’eccellente rendimento del rivale alla battuta. La prima palla non entra, rischia un serve and volley sulla seconda a caccia dell’effetto sorpresa, ma la parabola della battuta non è né angolata, né profonda, e il rovescio passante di Zverev in risposta non perdona. Break, il tedesco avanti 3-2. E quando può giocare senza pressione e con la prima palla in ritmo, è durissima per tutti. Infatti Sasha gestisce senza alcun patema il sesto game, per un robusto vantaggio di 4-2. L’ex finalista di Wimbledon riesce a ripartire con la battuta, e più rapido nell’aggredire la palla, anche un Ace per il 4-3. Ma il problema è trovare qualità in risposta, finora del tutto assente, per riaprire l’incontro. Berrettini resta in scia, discretamente sicuro alla battuta, ma sul 5-4 Zverev serve per il match e non c’è alcun colpo di scena. Alexander serve con ritmo, cerca il rovescio di Matteo che non riesce a trovare traiettorie profonde. Finisce al primo match point, una chiusura comoda sotto rete. Ottimo ingresso nel torneo per il tedesco, mai arrivato in semifinale in questo torneo (è l’unico dei nove mille a mancare all’appello). Berrettini porta a casa un buon match di esordio e ora testa al prossimo appuntamento.

 

R64 Berrettini ITA – Zverev GER

ATP Indian Wells
Matteo Berrettini
3
4
Alexander Zverev [4]
6
6
Vincitore: Zverev


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3 commenti

Vae victis (Guest) 06-03-2026 22:26

Doveva perdere anche con Adriano ma al francese in fondo ama perdere e autoammutinarsi anche con un avversario senza più forze. Con zverev non era neanche il caso di pensarci, oramai il fisico non assorbe quasi più niente…e a poco a poco comincia a lamentarsi…

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+1: Taxi Driver
Taxi Driver 06-03-2026 22:16

Scritto da Alex77
Mah, continuo a pensare che il grosso limite di Berrettini sia la condizione atletica.. tanta difficoltà, forse troppa, nel recuperare le scorie di un match.. oggi mi ha ricordato la partita di Montecarlo contro Musetti, totalmente scarico dopo la vittoria su Zverev.. questa volta ha pagato tanto la fatica della partita contro Mannarino.. difficile far strada in un torneo, anche 2 su 3, se i tempi di recupero sono così lunghi

Ma se uno deve faticare 3 ore per battere Mannarino!! significa che poi se incontri uno Sverev o un Sinner non è che hai tante possibilità di uscirne vincitore o anche solo vincere un set….il grande è stato ormai dato dal Berrettini

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Alex77 (Guest) 06-03-2026 21:54

Mah, continuo a pensare che il grosso limite di Berrettini sia la condizione atletica.. tanta difficoltà, forse troppa, nel recuperare le scorie di un match.. oggi mi ha ricordato la partita di Montecarlo contro Musetti, totalmente scarico dopo la vittoria su Zverev.. questa volta ha pagato tanto la fatica della partita contro Mannarino.. difficile far strada in un torneo, anche 2 su 3, se i tempi di recupero sono così lunghi

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+1: walden