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Djokovic e l’uomo dietro le quinte: “Con me non è facile lavorare, pretendo il massimo”

23/01/2026 15:57 2 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Getty Images

Accompagnare uno dei più grandi sportivi della storia nel suo percorso quotidiano è un privilegio raro, ma anche una responsabilità enorme. Lo sa bene Novak Djokovic, consapevole che la sua ossessiva ricerca della perfezione comporta un livello di esigenza fuori dal comune. Una pressione che non tutti sono in grado di sostenere, soprattutto a questi livelli. A farlo, oggi, è Boris Bosnjakovic, l’uomo che affianca il campione serbo all’Open de Australia 2026.

Nel corso della sua carriera, Djokovic ha sempre mostrato una curiosità inesauribile: nulla è mai stato abbastanza, nessun traguardo definitivo. È questa mentalità a spingerlo, ancora oggi, a cercare miglioramenti continui sul piano tecnico, fisico e umano. Un approccio che lo ha condotto alla vetta del tennis mondiale, ma che richiede un ambiente capace di reggere standard elevatissimi.

“Pretendo il massimo da chi lavora con me”
In una conferenza stampa con i media serbi, riportata da Sportklub, il vincitore di 24 titoli Slam ha parlato apertamente del suo modo di lavorare e del rapporto con il proprio staff.
“So che non è facile lavorare con me, e nemmeno farlo al massimo livello. Sono molto esigente con me stesso ogni giorno e questo mi porta a esserlo anche con chi mi sta accanto”, ha spiegato Djokovic.
“Chiedo totale impegno e professionalità. Non voglio che nessuno si accontenti di ciò che già sa: serve una mentalità aperta, la voglia di migliorare costantemente. Voglio che conoscano le nuove tecnologie, che esplorino ogni aspetto del mondo dello sport e che lo applichino per aiutarmi. Il mio obiettivo è crescere insieme a loro”.
Parole che raccontano perfettamente la filosofia del serbo: l’eccellenza non è mai uno stato definitivo, ma un processo continuo.

Chi è Boris Bosnjakovic
Ma chi è l’uomo che oggi guida il lavoro tecnico di Djokovic a Melbourne? Boris Bosnjakovic, classe 1974, è un ex tennista professionista che ha raggiunto il numero 740 del ranking ATP. Dopo la carriera in campo, ha scelto di approfondire il lato analitico del tennis, laureandosi negli Stati Uniti alla Brigham Young University e specializzandosi nell’analisi tattica e dei dati applicati allo sport.
Nel corso degli anni è stato capo allenatore del Novak Tennis Center, prima di entrare ufficialmente nel team del campione serbo nel dicembre 2023, insieme a Dusan Vemic. Inizialmente il suo ruolo era legato soprattutto allo studio degli avversari e alla costruzione dei piani tattici.
Con l’uscita di scena di Vemic, però, Bosnjakovic ha assunto una responsabilità sempre maggiore, fino a diventare oggi la figura tecnica di riferimento nel box di Djokovic.
“Da quando lavora con me svolge molte funzioni, ma ora ha sicuramente più responsabilità. Non aveva grande esperienza a questo livello quando è arrivato, ma stiamo crescendo insieme. I suoi progressi sono evidenti”, ha sottolineato Novak.
Un rapporto in evoluzione, costruito giorno dopo giorno, proprio come piace al campione di Belgrado: attraverso il lavoro, la condivisione e la ricerca costante di nuovi stimoli.
All’Open de Australia 2026, mentre Djokovic continua la sua corsa in uno Slam che lo ha reso leggenda, dietro le quinte prende forma anche un’altra storia: quella di un tecnico che sta imparando cosa significhi davvero lavorare accanto a uno dei più grandi atleti di sempre. Una sfida forse meno visibile, ma non meno impegnativa.



Marco Rossi


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2 commenti

Kenobi 23-01-2026 18:03

Il termine corretto è Servaggio.
Per lui il suo team è in realtà un Sistema, il feudalesimo.

All’interno di un team ci deve essere parità e questa non c’è nel modo più assoluto, basta vedere i teatrini durante ogni match.

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NonSoloSinner (Guest) 23-01-2026 16:19

Se lavora con Nole sicuramente è bravo, poi Nole non è che abbia bisogno di un top coach, è lui il vero coach di sé stesso

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