Sinner sul velluto, domina Duckworth con un servizio in grande spolvero. Al terzo turno degli Australian Open trova la sorpresa Spizzirri
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Gestione oculata. E quando il servizio prende questo ritmo tutto vien da sé, disinvolto come una stella del cinema che calca il palcoscenico indossando con classe lo smoking nella serata di Melbourne. Jannik Sinner controlla il tempo di gioco e domina gli spazi sulla Rod Laver Arena con l’ennesima prestazione solida, potente e convincente, regolando senza patemi James Duckworth con un perentorio 6-1 6-4 6-2 ed accede al terzo turno degli Australian Open 2026, dove trova la sorpresa Eliot Spizzirri. Una partita totalmente controllata dal nostro campione di Sesto Pusteria, nettamente più forte del rivale in ogni fase di gioco e sostenuto da un servizio in grande ritmo, continuo e preciso. Jannik chiude il match con ben 18 Ace e un rendimento alla battuta da fuoriclasse (due prime su tre in gioco, vincendo l’86% dei punti) che lo mette al riparo da qualsiasi brutta sorpresa e tiene a distanza il volitivo 34enne di Sydney, bravo in carriera a sopravvivere ad un numero spropositato di infortuni (e operazioni) e provarci sul campo con coraggio e dedizione, ma troppo inferiore all’italiano per metterlo in difficoltà.
Jannik ha condotto il match alle sue condizioni, non dando quasi mai l’impressione di spingere a tutto braccio. Banalmente, non c’era bisogno di spremersi a tutta per superare Duckworth, così ha gestito alla perfezione lo sforzo e la spinta, cercando precisione e anticipo, e pungendo il rovescio dell’australiano, un colpo troppo deficitario per reggere l’impatto contro quello dell’italiano. Oltre al servizio, la risposta ha prodotto grandi aperture di campo e ha costretto James a prendersi rischi su palle non facili, provocando errori e punti “comodi” per l’azzurro. Un match senza storia, vinto nettamente da Sinner, senza nemmeno rischiare grandi variazioni o sperimentazioni, solo qualche smorzata, tutto con oculatezza e senza esagerare. La sensazione che Jannik stasera abbia “badato al sodo”, cercando di vincere consumando meno energie possibili, focalizzato a servire il meglio possibile. C’è riuscito.
“Sono molto contento di aver passato il turno. Ho servito e risposto bene, sono contento della mia prestazione” afferma Sinner a caldo in campo al microfono di “Big Jim” Courier. “So che James ha sofferto molte operazioni, sono contento di averlo visto bene in campo e gli auguro il meglio per il resto dell’anno. Grazie anche al pubblico, giocavo contro un’australiano ma siete stati molto corretti”. Jannik è in forma: “Mi sento davvero bene fisicamente, poi dipende anche da come va la partita e quanto sto in campo, e proprio da questo decidiamo quanto lavoro fare in palestra il giorno successivo. Mi sento bene di testa e di fisico, questo torneo per me è speciale sono contento di essere in questa posizione. Le variazioni? Sento di dover lavorare sulla smorzata col rovescio perché a volte la palla non arriva a rete… (sorride). Con Vagnozzi devo ancora lavorare bene su questo e altro. La miglior palla corta del tour? Dai, lo sappiamo tutti che ce l’ha Carlos, ma ce ne sono anche altre, come Moutet o Gaston. Spizzirri? L’ho osservato, serve bene ed è aggressivo, ma non lo conosco molto visto che non abbiamo mai giocato contro”.
Non c’è molto altro da commentare sul piano tecnico. Sinner ha condotto la partita fin dall’avvio dando una netta sensazione di superiorità. Nello scambio non c’è mai stata gara e anzi, se Jannik avesse voluto testare la sua spinta tirando a tutto braccio forse ce ne sarebbe stata ancora meno… ma probabilmente ha scelto di rischiare pochissimo, non concedere niente o possibili appigli all’avversario per non stuzzicare il pubblico o le capacità nella lotta di James. Una scelta razionale, oculata, giocare a bassi giri per consumare il minimo delle energie, tanto il punto arrivava lo stesso con il servizio, con risposte ficcanti e profonde, con una costruzione sufficiente a provocare l’errore dell’avversario. Anche stasera molto buono il rendimento del rovescio di Sinner, anche quando è stato costretto all’allungo sulla sinistra dagli attacchi inside out di Duckworth. In più occasioni, Jannik ha mostrato quando sia eccezionale il suo controllo anche in spaccata e massimo allungo, senza perdere equilibrio. Una bellezza. Poi quando concedi solo 7 punti con la prima di servizio, hai di fatto disarmato l’avversario, che infatti si è procurato solo tre palle break, prontamente annullate da Jannik. 18 Ace diventa anche il miglior bottino in carriera per Sinner in un match 3 set su 5, superati i 17 vs. Medvedev a Wimbledon 2024.
È il sedicesimo successo consecutivo per Jannik nel torneo, da due edizioni campione in carica. La corsa alla difesa del titolo continua, anzi.. per dirla con parole sue, non c’è niente da difendere, solo andare a caccia nuovi successi. La concorrenza è avvertita…
Marco Mazzoni
La cronaca
Sinner alza la prima palla match, con il suo swing di servizio rinnovato nel ritmo. Subito a rete, la volée non è definitiva ma Duckworth non riesce nel passante. Chiaro l’intento di Jannik: sfruttare un incontro dove ha margine sul rivale per provare soluzioni offensive. Un game senza problemi, quindi in risposta tira subito un gran diritto lungo linea vincente. È lampante la differenza di velocità tra i due nell’accelerare la palla, ovviamente tutto a favore di Jannik, e sul lato del rovescio c’è un abisso… Duckworth necessita del massimo aiuto dal servizio per aprirsi un po’ di spazio e cercare subito di incidere, e infatti chiede tutto di più alla prima palla. Quando si scambia sono troppi gli errori di “Ducky”, come lo incitano i supporter locali dagli spalti. Ai vantaggi James porta a casa il game, con fatica. Nel terzo game praticamente non si gioca, quattro Ace di Jannik, con un errore tentando una smorzata nel secondo punto. L’azzurro vuole l’allungo: risponde e piazza due diritti molto profondi, 15-40, prime palle break del match. Sul 30-40 Duckworth è “costretto” alla seconda di servizio, si scambia e non c’è gara… Sinner entra con i piedi quasi in campo, blocca il rivale sul rovescio e lo infila con un vincente lungo linea che lascia l’australiano a metri dalla palla. Un’accelerazione nemmeno così terrificante, ma talmente precisa e in anticipo da essere perfetta, come una stecca da biliardo che impatta la palla secca, precisa, e finisce in buca. BREAK, 3-1 Sinner, che più rapido di un fulmine vola 4-1, in totale controllo del match. Il pubblico sonnecchia, quasi più interessato a consumare la cena che applaudire le giocate precise, pressanti, del n.2. Sinner fa più o meno quel che vuole: quando si scambia e decide di cambiare marcia, la sue accelerazioni sono mortali per Duckworth che non le legge e quasi non ci prova nemmeno, anche perché le traiettorie di rovescio dell’italiano pizzicano gli angoli… James ci mette pure due doppi falli nel sesto game, e allora non c’è proprio partita. Altro BREAK per l’italiano, 5-1 in 22 minuti. Non ha senso per il 34enne di Sydney restare lì a remare dietro la riga di fondo, infatti appena può si butta avanti cercando l’impresa sul net, ma anche l’approccio è difficile perché nessuna palla di Jannik è banale, aggredibile. Poi sul rovescio l’australiano è in grave difficoltà, come dimostra il pessimo impatto sul 30-15, con la palla che fa fatica ad arrivare a rete. Con un attacco calibrato alla perfezione vale il 6-1 a Sinner. 26 di dominio dispotico.
Secondo set. Impressionante come Jannik arriva bene sulla smorzata di Duckworth, frena e tocca col rovescio con una misura assoluta. Che classe. Il game però lo vince l’aussie, abbastanza efficace col servizio, unica chiave per restare in partita nei suo game. Il conto degli Ace di Jannik sale a 8, ma poche prime palle tanto che il primo turno di servizio nel secondo parziale va ai vantaggi. Molto aggressivo James. Attenzione: all’improvviso una stecca col diritto costa all’italiano una palla break. Ancora seconda palla, ma la parabola è ben calibrata, la palla salta alta e il tentativo di risposta vincente di Duckworth termina largo. Altro Ace e via, 1 pari, assalto respinto. “Dai con le gambe” il consiglio di Vagnozzi a Sinner sul 2 pari, lo incita alla massima reattività per scappare avanti anche nel secondo set. Detto fatto… Incredibile come Jannik arriva in risposta sullo 0-15, basso sulle ginocchia e poi tira un passante in spaccata con equilibrio totale. 0-30. L’azzurro mette il pilota automatico nel punto successivo, la sua precisione e intensità sulla diagonale di rovescio è enciclopedica e arrivano tre palle break (0-40). James trova due ottime prime palle, e sul 30-40 per una volta è ingenuo Jannik, vuol colpire a tutti i costi col diritto da sinistra senza riuscire a colpire molto forte, e c’è troppo spazio da difendere sulla destra. Un po’ distratto forse il campione in carica nel torneo, sbaglia nello scambio successivo un diritto da metà campo non da lui, dopo esser stato ributtato indietro da un lob ben calibrato. È il game più lottato del match. “C’mon!” urla il “canguro” dopo l’Ace che gli vale il 3-2. La tattica di Jannik è lampante: preciso, aggressivo, tutto sul rovescio dell’australiano, per sfondarlo da quel lato o pizzicarlo dall’altra parte sull’angolo sguarnito. Sinner pressa sul 3 pari dalla risposta, vola 15-40 con un diritto vincente tirare col contagiri e poco rischio, e quindi si prende il BREAK con l’ennesima risposta profonda che provoca l’erroraccio di Duckworth col diritto, sotto massima pressione. 4-3 Sinner. Forte del vantaggio, Jannik si butta sotto rete col diritto, in grande anticipo, nemmeno così potente. Ha tempo e può fare quel che vuole. Regala al pubblico anche una perla JS, smorzata col diritto perfetta dopo il servizio. 5-3 Sinner. Il parziale si chiude per 6-4, al primo set point (servizio vincente) al termine di un turno di battuta gestito con qualità, precisione e la sensazione di grande controllo.
Due set di svantaggio e una differenza abissale nella qualità di gioco sono troppo anche per un fighter come Duckworth, pure sopravvissuto a una catena di infortuni terribili. L’attacco di James sul 15 pari è un consegnarsi al passante perfetto dell’azzurro, e quindi un doppio fallo lo condanna al 15-40 in apertura. Trova due Ace l’australiano, ma un erroraccio col diritto da metà campo gli costa una terza PB da salvare. Stavolta il miracolo non riesce: l’attacco col rovescio è discreto ma l’altro sul rovescio è magico, il passante esce benissimo dalle corde del n.2 e la volée è quasi impossibile. BREAK Sinner, subito avanti nel terzo set. Jannik veleggia col vento in poppa alla battuta e continua a martellare in risposta e poi dal centro del campo nel terzo game. Si porta 15-40 con traiettorie belle profonde, la sensazione è che voglia chiudere il più in fretta possibile. Duckworth non ci sta, il servizio lo aiuta e annulla le che chance di doppio allungo. Jannik guarda l’orologio, è tempo di scappare via: con un’altra risposta splendida in allungo e successivo drive preciso si prende la terza palla break, è quella buona perché Duckworth crolla in un brutto doppio fallo. BREAK e 3-0. Forte del vantaggio, l’italiano di distrae un attimo. Un regalo col rovescio dopo il servizio, quindi sul 30 pari doppio fallo, il secondo del match. Palla break Duckworth! Un calo di tensione ci sta, ma il Campione preme il tasto reset e riparte immediatamente: un bel servizio vincente al T, davvero potente e carico di spin, toglie ogni ambizione al rivale, che tuttavia ci riprova ai vantaggi con la battuta di Jannik che si accende. si spegne. Una risposta steccata mette in difficoltà Sinner, che sbaglia un rovescio e concede una seconda palla break. Niente: oggi l’azzurro non vuole concedere niente e annulla anche la terza palla break del match alzando il muro in difesa col rovescio. Qualche grattacapo imprevisto, ma capita anche nelle migliori famiglie, 4-0 Sinner. Il set scorre via rapidamente e si chiude per 6 giochi a 2 con l’ennesimo ottimo turno di battuta dell’italiano, chiuso con un Ace sul match point, più forte e meritatamente vincente. Meno di ore, un ottimo “allenamento agonistico” per Sinner che continua spedito nel torneo.
(WC) J. Duckworth
vs (2) J. Sinner 
TAG: Australian Open 2026, James Duckworth, Jannik Sinner, Marco Mazzoni

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Assolutamente: Carlos sempre sulla carta ha Moutet, ma poi uno Paul o Fokina; Bublik o Demon; Zverev o Medvedev. Per me un percorso veramente molto difficile a Melbourne
Io a questo non mi spingo perché sono cinque decenni che seguo lo sport e ho visto sorprese molto grosse: almeno dai quarti in poi parte favoritissimo, ma non che ha già vinto.
Secondo me meglio questo tabellone che quello a Nord, dove c’e’ Bublik in formissima e Zverev che a Melbourne gioca molto bene. Shelton ne ha perso 8 di fila, e Nole pure un buon 4-5, per cui non mi preoccupano piu’ di tanto.
Al massimo cederà un set prima della finale. E’ troppo superiore.
Proprio quello che intendevo. Anzi , secondo me in questo momento gli avversari veri sono….uno.
Partita difficile da commentare e da cui è difficile trarre indicazioni.
Veramente troppa la differenza di caratura tra i due contendenti.
Diciamo che se uno Slam è una maratona Sinner per ora si è infilato la pettorina e sta sgambando in attesa che diano il segnale di start.
L’unico colpo da cui si può provare a trarre qualche indicazione è il servizio, che in questo genere di match si cerca di spingere a tutta e portare a regime.
Da questo punto di vista direi che i segnali sono piuttosto incoraggianti.
Schiacciasassi
la differenza teorica bisogna metterla in campo
sbaglio o aveva la panza l’australiano?
Lo Jannik che abbiamo visto, a condizione che non abbia problemi fisici, non dovrebbe trovare ostacoli sino alla semi, dove anche Alcaraz troverà un avversario valido. Non vedo come potrebbe essere diversamente.
Con spizzirri non ha chance…
Spizzirri ha le carte in regola per impegnarlo un po’ di più, ma poi per fortuna arriveranno tennisti (parlo di Khachanov, più che di Darderi e di Shelton) in grado di creargli qualche difficoltà. Lo statunitense si conferma atleta da Slam, tanto è poco motivato negli altri tipi di tornei, quanto tira fuori tutta la sua grinta nei principali appuntamenti. Saranno questi i test fondamentali, più che la semifinale, nel caso li superasse senza grossi problemi.
Vincerebbe comunque, peró davvero il tirolese ha un tabellone che pare un challenger. Gaston, questo Duckworth adesso Spizzirro giocatori da primo turno di 250 di terza fascia.
Meglio così, almeno non si spreca la minima energia in attesa di Shelton e Nole con cui ovviamente stravincerà sicuramente.
Auguri Jannik!!!!
E, comunque, al quarto turno avrebbe (il condizionale è sempre obbligatorio), Kachanov o Darderi che inizia ad essere un avversario verissimo.
Per come sta andando e per quello che si è visto, il prosieguo teorico fino alla finale è Spizzirri, Kachanov, Shelton, Djokovic-Musetti-Fritz che sarebbe un tabellone per nulla semplice
Il punto è che per Jannikl gli avverari veri sono 5-6. Il primo lo incontra ai quarti (Shelton?). Ma è normale che sia così per una delle prime due teste di serie.
La differenza è che lui con gli avversari medio-forti (diciamo i non top 10, se non in forma smodata) vince sempre facile facile.
Questo gli consente di arrivare ai match decisivi spesso con meno ore-set-game gioati rispetto agli altri.
Grandissimo Jannik,senza nessuna distrazione e siamo a -5 dal traguardo.
Partite che non fanno alcun testo, sono solo da vincere senza troppe digressioni
Forse fra poco il Dardo nazionale.
. 😉
Resterà sempre una “papera valorosa”. 😉
Ma il primo avversario vero quando lo incontra?
L’hanno inquadrato da vicino, gli visto lo sguardo tenniscida. Una cosa buona, i ragazzini raccattapalle non sono tenuti a portare l’asciugamano al giocatore. Igiene e rispetto per loro. enzo
Così bisogna rispondere agli sbruffoni come Duckworth
Un tabellone da challenger finora (anche se nella media ormai del livello top 50-100). Che lo usi per variare il gioco il più possibile e lasciarsi andare a soluzioni non proprio parte del pacchetto.
Assolutamente. DI base di solito lo sono per i top player, anche se si rischia sempre la mina vagante, ma poi Sinner tra le mille caratteristiche positive ha quella di essere praticamente imbattibile da giocatori non top perché si può mettere sul suo livello medio e giocare seza mai sbagliare
Jannik una macchina, ormai nei suoi primi turni Slam bisogna impegnarsi per tirar fuori qualcosa da dire perché è talmente in sicurezza da far apparire quasi superfluo ogni preoccupazione sul risultato.. bene che sia praticamente a 0 energie spese in 2 match, sotto un altro
L’impressione è che Sinner abbia approfittato del match accessibile per fare un allenamento agonistico provando varianti al servizio e schemi diversi di gioco. Come un montatore-regista di un film che introduce maggiore varietà nelle scene della pellicola che va a creare.
Che dire…questi primi turni sono solo allenamenti per Jannik, troppo superiore a questi avversari. Bene così! Avanti il prossimo!
Il povero QuaQuaWorth è stato preso a fucilate e…
…ha rischiato di lasciarci le penne!
Ahahahah 😀
Nessun dubbio.
Jannik-Express ! 🙂
È stato visto Spizzirri
nei pressi di una Grocery acquistare quantità di prodotti a base melatonina per poter prender sonno e fugare infausti sogni a tema tritacarne a tondello fino. 😉
Su X un utente ha commentato che Sinner sembra un fattorino dell’UPS con quel completo 🙄 comunque buon per Jannik che non abbia sprecato energie anche se ha concesso qualche palla break di troppo, tutte annullate però. Sabato sarà sfida a Spizzirri che ha buttato fuori Fonseca, ma soprattutto alla bomba di calore che colpirà Melbourne proprio quel giorno
Bravo Jannik e´stato un bel allenamento
Come ho già scritto non voglio commentare la partita, troppa differenza tra i due, ho preferito guardare le novità di Sinner, ho visto un dritto con palla più arrotata del solito che schizza via appena tocca terra e tentativi di palla corta anche con il rovescio anche se sono ancora imprecisi, ultima nota il servizio, trovato leggermente migliorato, non guardo gli ace oppure la percentuale di prime palle, ma la precisione molto migliorata (l’errore è minimo quando non entra)