Kamilla Rakhimova rinuncia alla Russia: dal 2026 rappresenterà l’Uzbekistan
29 commenti
Il numero di tennisti che scelgono di rinunciare alla nazionalità sportiva russa continua a crescere. L’ultima a compiere questo passo è Kamilla Rakhimova, attuale n.112 del ranking WTA, che dal 2026 gareggerà ufficialmente sotto la bandiera dell’Uzbekistan.
La decisione della 22enne segna un nuovo capitolo nel processo di cambi di nazionalità che sta coinvolgendo diversi atleti russi, spesso spinti da motivazioni politiche, personali o logistiche legate alla loro carriera sportiva. Rakhimova diventa così la seconda giocatrice a passare dalla Russia all’Uzbekistan, seguendo l’esempio di Maria Timofeeva, che aveva già effettuato lo stesso cambio nei mesi scorsi.
Il tennis uzbeko accoglie dunque un’altra giocatrice di valore, mentre la Russia continua a vedere ridursi la propria rappresentanza nei circuiti internazionali. Rakhimova, che vanta già diversi anni di esperienza nel circuito maggiore.
Marco Rossi
TAG: Kamilla Rakhimova

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@Per eventuali terzi lettori
A titolo emblematico e conclusivo.
“Come la NATO si è spinta verso est”
di Paul Schreyer, Acro-Polis, 26 novembre 2025
Il passaggio a un’economia di guerra procede a grandi passi. L’intera politica sembra conoscere ormai una sola direzione: armarsi contro la Russia, rafforzare il fianco orientale, respingere il nemico. Cosa ha dato il via a questa dinamica? Da una ricerca emerge che è stato proprio il settore degli armamenti, durante il primo mandato del presidente Clinton, a dare l’impulso per avanzare verso est. È tempo di ricordarlo.
Era il 1996 e Zbigniew Brzezinski sapeva come presentare al meglio la sua richiesta. Prese da parte in confidenza l’allora presidente Bill Clinton. Quest’ultimo era nel pieno della campagna elettorale, la sua rielezione era altamente incerta e Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, figlio di un diplomatico polacco e uno dei più influenti strateghi di politica estera degli Stati Uniti, avvertì che Clinton avrebbe perso i voti dell’influente minoranza polacca negli Stati Uniti se non avesse ammesso la Polonia nella NATO. Così lo descrisse quasi vent’anni dopo il giornalista Andrew Cockburn, citando un collaboratore di Clinton. L’iniziativa di Brzezinski era allora “notoria” alla Casa Bianca. E non sorprende, dato che l’anno precedente lo stratega aveva già pubblicato sulla rivista “Foreign Affairs”, organo centrale dell’establishment della politica estera degli Stati Uniti, un articolo dal sottotitolo “Come espandere la NATO”.
Proseguimento:
https://www.acro-polis.it/2025/11/26/come-la-nato-si-e-spinta-verso-est/
Commento
Ricostruzione fatta molto bene, piena conferma che USA sono sostanzialmente un’oligarchia in cui spadroneggiano le lobby più potenti, in primis quella delle armi, chissà come perché……!!
@ Matte (#4532881)
Hai ragione, ma se quattro creduloni della vulgata ad usum delphini spacciata da TV e giornaloni “Putin malvagio, noi buoni e democratici” incominciano a offendere raccontando pure balle e allora se permetti le loro offese gratuite le rispedisco al mittente!!
Poi se tu dici che devo solo incassare e stare muto, ti segnalo che non ho scritto “Giocondo” sulla fronte!!
@ Kenobi (#4532828)
Ma che va impapocchiando ancora? Ci fa o ci é?
Per tagliare la testa al toro definitivamente, eccolo, arriva!!
Terza ed ultima parte.
https://quotidianoweb.it/inchieste/interviste/come-loccidente-ha-provocato-la-guerra-in-ucraina-intervista-esclusiva-a-benjamin-abelow/
Commento
Repetita Iuvant
Se si ha ancora un minimo di cervello funzionante e un minimo di onestà intellettuale, basta chiedersi: se tutte le provocazioni che l’Occidente ( principalmente USA + UE ) ha fatto alla Russia nel continente europeo , le avesse fatte invece la Russia agli USA nel continente americano, appoggiate pure ipoteticamente da altri paesi alleati alla Russia, gli USA sarebbero stati zitti e buoni , si sarebbero comportati come la Russia invadendo un altro paese limitrofo per stoppare le minacce militari eterodirette o avrebbero scatenato la terza guerra mondiale?
Mi sa la terza ipotesi , visto la storia guerrafondaia plurisecolare degli USA!!
Ma una domandina semplice del genere TV e giornaloni occidentali non la fanno mai, chissà come perché…..!!
@ Kenobi (#4532828)
Ma che va impapocchiando ancora? Ci fa o ci é?
Per tagliare la testa al toro definitivamente, eccolo, arriva!!
Seconda parte.
“L’impatto dell’allargamento NATO sulla guerra in Ucraina
Lo studioso USA Benjamin Abelow analizza come l’espansione a Est dell’Alleanza atlantica e il regime change a Kiev abbiano inasprito le tensioni con Mosca.”
di Benjamin Abelow, Krisis, 29 Novembre 2024.
La guerra in Ucraina ha radici nell’espansione della NATO verso Est degli anni Novanta e nel crescente coinvolgimento degli Stati Uniti nell’area. Il ritiro dal trattato ABM, l’armamento dei Paesi confinanti con la Russia e il cambio di regime in Ucraina sono stati percepiti da Mosca come minacce esistenziali alla propria sicurezza. In risposta, il Cremlino ha prima annesso la Crimea e poi invaso l’Ucraina. Scatenando una crisi geopolitica che ha inasprito lo scontro tra Oriente e Occidente.
In breve
Espansione NATO e tensioni con Mosca: L’allargamento della NATO verso Est, iniziato negli anni Novanta, è percepito dalla Russia come una minaccia esistenziale, inasprendo i rapporti con l’Occidente.
Proteste di Maidan e regime change: Nel 2014, le proteste sostenute dagli USA hanno portato a un cambio di governo a Kiev, con l’uscita forzata del presidente filorusso, alimentando l’ostilità russa.
Annessione della Crimea: La Russia ha risposto al golpe ucraino con l’annessione della Crimea, strategica per la sua base navale a Sebastopoli, temendo un blocco occidentale.
Armi e addestramento all’Ucraina: Dal 2014, gli Stati Uniti e la NATO hanno intensificato aiuti militari, esercitazioni e forniture di armi letali a Kiev, aumentando le tensioni.
Minaccia dei sistemi ABM: L’installazione di basi missilistiche USA in Romania e Polonia è vista dalla Russia come un pericolo diretto, aggravando la percezione di accerchiamento.
Proseguimento:
https://krisis.info/it/2024/11/temi/nato/limpatto-dellallargamento-nato-nella-guerra-in-ucraina/
Commento
I Fatti storici avvenuti ben evidenziati da Benjamin Abelow, e sui quali ci ha fatto un libro pure tradotto in italiano, vedasi mio precedente post, libro recensito in modo molto positivo perfino dall’ex ambasciatore statunitense in URSS, dimostrano anche questa volta senza ombra di dubbio che le sue premesse sono state sempre totalmente errate e che non può che arrivare a conclusioni totalmente errate, CVD!!
Ma c’è di più, se si ha ancora un minimo di cervello funzionante e un minimo di onestà intellettuale, basta chiedersi: se tutte le provocazioni che l’Occidente ( principalmente USA + UE ) ha fatto alla Russia nel continente europeo , le avesse fatte invece la Russia agli USA nel continente americano, appoggiate pure ipoteticamente da altri paesi alleati alla Russia, gli USA sarebbero stati zitti e buoni , si sarebbero comportati come la Russia invadendo un altro paese limitrofo per stoppare le minacce militari eterodirette o avrebbero scatenato la terza guerra mondiale?
Mi sa la terza ipotesi , visto la storia guerrafondaia plurisecolare degli USA!!
Ma una domandina semplice del genere TV e giornaloni occidentali non la fanno mai, chissà come perché…..!!
@ Kenobi (#4532828)
Ma che va impapocchiando ancora? Ci fa o ci é?
Per tagliare la testa al toro definitivamente, eccolo, arriva!!
Prima parte.
“COME L’OCCIDENTE HA PORTATO LA GUERRA ALL’UCRAINA
COMPRENDERE COME LE POLITICHE USA E LA NATO HANNO PORTATO ALLA CRISI, ALLA GUERRA E AL RISCHIO DI CATASTROFE NUCLEARE”, di Benjamin Abelow
CHI È RESPONSABILE DELLA GUERRA IN UCRAINA?
Washington e i media mainstream affermano che Vladimir Putin è un espansionista simile a Hitler che ha invaso l’Ucraina con un furto di terre non provocato. Se non sei d’accordo – o anche se non sei sicuro – potresti essere chiamato “il burattino di Putin” o un “ingannatore del Cremlino”.
In questo libro presento l’altro lato della storia. Dimostrerò che l’invasione della Russia può essere meglio intesa come una risposta alle politiche occidentali fuorvianti e provocatorie, in particolare all’invasione delle forze statunitensi e della NATO ai confini della Russia. Se la situazione fosse stata sull’altro piede – se la Russia avesse agito nei confronti degli Stati Uniti come gli Stati Uniti hanno agito nei confronti della Russia – anche Washington sarebbe entrata in guerra.
Questo libro racconta la storia che Washington e i suoi alleati – i politici occidentali e gli strateghi militari che hanno contribuito a causare questa catastrofe – non vogliono che voi sentiate.
Benjamin Abelow è un cittadino americano che crede che le politiche degli Stati Uniti e della NATO stiano causando gravi danni all’Ucraina, all’Europa, agli Stati Uniti e al Sud del mondo. In precedenza ha lavorato a Washington, DC, su questioni relative alle armi nucleari. Ha conseguito una laurea in storia europea presso l’Università della Pennsylvania e un dottorato in medicina presso la Yale School of Medicine, dove è stato anche docente di medicina. Le sue altre aree di interesse includono lo studio dei traumi, compresi i traumi di guerra.
Riferimento:
https://benjaminabelow.com/it/
PS subito comprato, ne vale ogni singolo cent!
I Russi cambiano nazionalità per soldi. Ma come mai gli altri atleti continuano a mantenere la propria nazionalità? Forse c’è più attaccamento?
Mi sembra che qualcuno con l’ego in astinenza da conflitti dialettici si sia scordato che siamo su Live Tennis, un sito dedicato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al tennis…iniziare tribune politiche in cui ognuno dice di saperla più lunga dell’altro è più tipico di social come Facebook…andate a commentare là che poi vi seguono e vi divertite a litigare tutto il giorno…qui si parla di racchette e palline gialle…se le avete mai viste…
@ Kenobi (#4532828)
Ma poi… possibile che a certe persone non venga in mente che se gli Stati EX sovietici preferiscano anni di guerra al “reintegro FORZOSO”… loro che l’hanno conosciuta, l’URSS…
Non potrebbe bastare questo argomento a stroncare sul nascere ogni discussione?!
Nessuno ha fatto nessuna promessa a nessuno.
Sono Stati indipendenti ed ognuno decide per sé, non è propaganda è un minimo di conoscenza del diritto internazionale.
Quindi tutti quei paesi durante le discussioni sul futuro della Germania unificata facevano ancora parte dell’URSS.
Dopo la dissoluzione sono diventati Stati indipendenti ed ognuno ha preso le proprie decisioni.
Ovviamente fino a che l’URSS era intatta ciò che si disse è che non avrebbe “espanso oltre la Germania dissolta proprio perché oltre c’era l’URSS che stava ricevendo miliardi di dollari di aiuti anche per eliminare le vecchie armi atomiche in deterioramento.
Capisce che non è neanche possibile promettere una cosa che non si ha? Fa parte della propaganda imperialista revanscista di Putin che vuole riprendersi con bugie e forza i paesi che sono fuggiti.
@ IlPalpa (#4532750)
A proposito di ONU… ma a cosa serve?
Ormai è diventato un ENTE INUTILE!
@ CannoniereKarlovic (#4532632)
Ho segnalato Marc Iannaro che ha lavorato alla RAI per tanti anni e che ha riportato con un intervista al Fatto Quotidiano la sua esperienza molto negativa alla RAI come corrispondente da Mosca, Marc Iannaro è italiano al 100%, ergo, che io sia il Peskov di Livetennis e che Marc Iannaro faccia propaganda nazista sono delle balle colossali!!
Ho segnalato anche quello che dice Jeffrey Sachs, economista USA che sa molto su Mosca e Kiev per aver collaborato con Gorbaciov, Eltsin, il presidente ucraino Kuchma e tre segretari generali Onu, sulla cronologia del conflitto russo ucraino, Jeffrey Sachs nato e vissuto sempre in USA , ergo, che che io sia il Peskov di Livetennis e che Jeffrey Sachs faccia propaganda nazista sono delle balle colossali!!
Conclusione.
Chi di propaganda ingiustamente ferisce, di propaganda pienamente perisce!!!
@ Kenobi (#4532671)
Primo, Marc Iannaro ha lavorato alla RAI per tanti anni e e ha riportato con un intervista al Fatto Quotidiano la sua esperienza molto negativa alla RAI come corrispondente da Mosca, quindi non c’entra una emerita mazza che trattasi di “fake news montate dalla Russia e veicolate in Italia da giornalai come il Fatto”, insomma , ha toppato in modo clamoroso per usare un eufemismo!!
Secondo, la vulgata di TV e giornaloni occidentali che lei ripete a pappagallo secondo la quale “Questo fumosissimo “allargamento NATO non fu altro che un invito ad aderire al Patto Atlantico, nessuna invasione, nessun sterminio e deportazione di intere etnie, nessuna imposizione come fece l’URSS sui paesi dell’Europa dell’EST.” è una balla totale, questi invece i Fatti arrivano!!
“Allargamento NATO: le promesse (non mantenute) dell’Occidente a Gorbaciov
Carte desecretate rivelano che nel ‘90 i leader occidentali garantirono al presidente sovietico che la NATO non si sarebbe estesa a Est.”
di Elisabetta Burbad per Krisis, 8 Ottobre 2024
Trenta documenti declassificati dal National Security Archive di Washington rivelano gli impegni verbali assunti nel 1990 dai leader occidentali con l’allora leadership sovietica di non espandere l’Alleanza Atlantica. Figure di rilievo come il presidente George Bush, il segretario di Stato James Baker e il cancelliere Helmut Kohl avevano garantito che la giurisdizione della NATO non si sarebbe estesa oltre il fiume Oder. Nel giro di pochi anni, tuttavia, 10 Paesi dell’ex Patto di Varsavia sono entrati nella NATO. Il mancato rispetto delle promesse fatte a Gorbaciov ha avuto un forte impatto sui rapporti fra Russia e Occidente, culminando nelle tensioni odierne.
Sulla questione dell’espansione della Nato a Est, Krisis ha trovato negli archivi della National Security 30 documenti declassificati risalenti al 1990, che possono aiutare a capire la genesi dell’attuale conflitto. I documenti declassificati riportano le conversazioni e gli impegni verbali fra l’allora leadership sovietica e la sua controparte occidentale: il presidente George Bush, il suo segretario di Stato James Baker, il cancelliere Helmut Kohl, il presidente François Mitterrand, il primo ministro Margaret Thatcher e il suo successore John Major.
Le carte della Georgetown University di Washington testimoniano l’impegno assunto oralmente 32 anni fa dai leader occidentali a non allargare la Nato a Est. Lo dice esplicitamente il sito in cui sono pubblicati, la cui pagina iniziale è intitolata «Quello che Gorbaciov ha sentito».
Questi documenti si sommano a quello trovato nei British National Archives dal politologo americano Joshua Shifrinson e pubblicato da Der Spiegel. Si tratta del verbale della riunione del 6 marzo 1991 a Bonn dei Direttori politici dei ministeri degli Esteri di Usa, Regno Unito, Gran Bretagna, Francia e Germania, dove si disse: «Non intendiamo far avanzare l’Alleanza atlantica oltre l’Oder. E pertanto, non possiamo concedere alla Polonia o ad altre nazioni dell’Europa centrale e orientale la possibilità di aderirvi».
Scorrendo le carte, di cui Krisis pubblica una selezione qui sotto, si scopre che il 6 febbraio 1990 il segretario di Stato James Baker aveva detto al ministro degli Esteri sovietico Eduard Shevardnadze: «Ci dovrebbero essere, naturalmente, garanzie di ferro che la giurisdizione o le forze della Nato non si spostino verso Est». E che quattro giorni dopo, il cancelliere tedesco Helmut Kohl aveva ribadito al presidente sovietico Mikhail Gorbaciov: «Crediamo che la Nato non debba espandere il suo raggio d’azione. Dobbiamo trovare una risoluzione ragionevole».
La soluzione non fu trovata: nel corso degli anni furono 10 i Paesi dell’ex Patto di Varsavia a entrare nella Nato. E le conseguenze furono devastanti. A sostenerlo è George F. Kennan, il decano americano degli esperti di Russia, che nel 1999 definì l’espansione della Nato in Europa centrale «l’errore più fatale della politica americana nell’intera era post Guerra fredda». Non è tutto. Il 5 marzo 2014, l’ex segretario di Stato Henry Kissinger scrisse, profetico, sul Washington Post: «Troppo spesso la questione ucraina è posta come una resa dei conti: l’Ucraina si unisce all’Est oppure all’Ovest. Ma se l’Ucraina deve sopravvivere e prosperare, non deve essere l’avamposto di una delle due parti contro l’altra – dovrebbe funzionare come un ponte tra di loro». Per poi concludere: «L’Ucraina non dovrebbe entrare nella Nato».
Proseguimento:
https://krisis.info/it/2024/10/temi/nato/le-promesse-disattese-sullallargamento-della-nato-a-est/
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Vedasi anche:
Impegno Nato di non espandersi a Est, ecco il documento Start Magazine 26 febbraio 2022
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“Attacco all’Europa. L’altra faccia della guerra in Ucraina”, di Marco Pondrelli per SinistraInRete, 22 novembre 2022
Marco Pizzuti: Attacco all’Europa. L’altra faccia della guerra in Ucraina, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2022
Dal 24 febbraio sono molti i libri, alcuni dei quali interessanti, che si occupano del conflitto ucraino. Il testo di Marco Pizzuti ha un approccio originale e già nel titolo non parla di attacco all’Ucraina o di Putin nuovo Hitler ma di un attacco all’Europa, che però, a differenza di quanto pensano molti opinionisti italiani, non viene portato dalla Russia ma dagli Stati Uniti.
Prima di analizzare le radici dell’attuale conflitto l’Autore ricostruisce la storia degli USA che hanno costruito la loro politica imperialista sotto il manto dell’esportazione della democrazia. Dalla dottrina Monroe per arrivare ai più recenti interventi in Kosovo e Iraq nulla viene tralasciato nel testo, dove a chiosa della politica statunitense può essere scelta una frase di John M. Maury capo stazione della CIA ad Atene durante il colpo di Stato dei colonnelli, Maury di fronte alle perplessità dell’ambasciatore Phillips Talbot che definì quello che stava succedendo ‘uno stupro della democrazia’ rispose ‘come puoi stuprare una puttana?’ [pag. 29].
Per trovare l’articolo completo, digitare le seguenti parole chiave:
Sinistrainrete Marco Pondrelli attacco all Europa l’altra faccia della guerra in Ucraina 22 novembre 2022
Da segnalare con il pennarello rosso il seguente passaggio dell’articolo in questione:
“L’espansione della Nato ha rappresentato oltre a una grave provocazione verso Mosca anche un tentativo di destabilizzazione degli equilibri europei, ‘tale dottrina della provocazione è stata apertamente espressa anche da Joe Biden nel 1997, quando era ancora senatore: “Se c’è un modo per procurare una grossa agitazione alla Russia in tempi brevi, è aprire subito l’ingresso dei Paesi Baltici alla NATO. E se ci fosse mai qualcosa in grado di far saltare gli equilibri, nel senso di scatenare una vigorosa azione ostile della Russia anche se non militare, sarebbe proprio questo”’ [pag. 104]. Il ragionamento dell’allora senatore democratico spiega il motivo del colpo di Stato del 2014, l’obiettivo non era solo un cambio di regime a Kiev ma era quello di provocare Mosca”
Conclusione.
Dai Fatti di cui sopra riportati, è più evidente per chiunque abbia un minimo di obiettività e razionalità che lei è partito da premesse totalmente errate e quindi non può che arrivare a conclusioni totalmente errate, problemi suoi, non miei!!!
@ Vecchiogiovi (#4532616)
Primo, Marc Iannaro ha lavorato alla RAI per tanti anni e e ha riportato con un intervista al Fatto Quotidiano la sua esperienza molto negativa alla RAI come corrispondente da Mosca, quindi non c’entra una emerita mazza credere o non credere al Fatto Quotidiano, insomma, ha toppato in modo clamoroso!!
Secondo, Carlo Calenda, un politicante coglione da tre lire bucate, uno dei più squallidi in circolazione, si è permesso di dare al Prof Jeffrey Sachs del propagandista putiniano, questa è la figura di palta colossale che ha fatto:
Natale ai Parioli
di Marco Travaglio – 26/10/2025
L’altra sera Jeffrey Sachs, l’economista Usa che sa tutto di Mosca e Kiev per aver collaborato con Gorbaciov, Eltsin, il presidente ucraino Kuchma e tre segretari generali Onu, ha avuto la sventura di imbattersi in Carlo Calenda a Piazzapulita. Mentre raccontava ciò che vide a Kiev nel 2013-‘14 nella cosiddetta “rivoluzione di Maidan” foraggiata dagli Usa per cacciare il presidente Yanukovich, reo di voler restare neutrale fra Nato e Russia, Calenda lo interrompeva: “Non è vero, ero al governo” (sì, ma ai Parioli, non a Kiev). E il prof, allibito: “Incredibile, lei non sa quanto gli Usa hanno pagato per rovesciare Yanukovich. Ero lì, l’ho visto, sono stato portato a Maidan. Mi hanno spiegato di aver dato 15 mila dollari a uno, 20 mila a un altro”. Lo disse pure l’inviata di Obama, Victoria Nuland: “Gli Usa hanno investito 5 miliardi per dare all’Ucraina il futuro che merita”. Poi dettò all’ambasciatore i nomi del governo golpista da mettere al posto del presidente eletto. Impermeabile ai fatti, Calenda farfugliava qualcosa sui vaccini e il Covid. Poi sparava: “Lei mente e fa propaganda putiniana”. Sachs trasecolava: “Mi sta dando del bugiardo? Sono scioccato, è odioso”. In effetti noi ai Calenda siamo così abituati da non farci più caso. Ma per chi viene da fuori dev’essere uno choc discutere con un ex ministro rimasto fermo alla lallazione: mamma-cacca, bello-brutto, buono-putiniano, pumpum-ratatatatà.
Proseguimento:
https://www.ariannaeditrice.it/articoli/natale-ai-parioli
della serie: chi di coglionaggine gratuitamente ferisce, di coglionaggine pienamente perisce!!
Una serie interminabile di fake news montate dalla Russia e veicolate in Italia da giornalai come il Fatto.
Non ho molta voglia di contraddire questa infinita sequela di bischerate.
Questo fumosissimo “allargamento NATO non fu altro che un invito ad aderire al Patto Atlantico, nessuna invasione, nessun sterminio e deportazione di intere etnie, nessuna imposizione come fece l’URSS sui paesi dell’Europa dell’EST.
Una volta caduto il Muro di Berlino mentre i paesi occidentali (e non) aiutarono moltissimo l’ex URSS implosa e venuta fuori come Russia al collasso negli anni ’90 per il fallimento del Comunismo, fu aiutata con miliardi di dollari e tonnelate di aiuto in cibo con ponti aerei che ovviamente la spia Putin non ricorda, al tempo era a San Pietroburgo a derubare i russi ed arricchirsi con la Mafia.
I paesi dell’est scappavano dalla Russia dopo 40 anni di deportazioni , pulizie etniche, miseria e dittatura.
Quei paesi hanno scelto liberamente l’ovest, nessuno è più tornato da Putin, semplicemente la Russia con il suo modello politico ed economico non attrae, è come un uomo che non offre nulla ad una donna e per invidia cerca di riprendersi con la forza la donna (Ucraina).
La Serbia stava facendo un genocidio, la Russia non votò contro i bombardamenti (che per me furono uno sbaglio enorme), ma invece continuò ad accettare gli aiuti.
Kosovo e Bosnia vengono visti dalla Serbia proprio come i paesi dell’ex URSS vengono visti da Putin, in modo predatorio, il Kosovo è per fortuna protetto dall’ennesima voglia di pulizia etnica serba.
@ IlPalpa (#4532558)
Abbiamo il Peskov di Livetennis… Propaganda nazirussa anche qui… che pena.
Grazie per averci letto la Pravda.
PS – la sai la differenza tra palle e coglioni? Le palle sono scritte su Il Fatto Quotidiano, i coglioni sono quelli che ci credono.
Samsonova per l’Italia su …
@ morbius (#4532431)
“Le provocazioni occidentali in otto punti
Primo: contrariamente alle promesse fatte nel 1990, gli Stati Uniti iniziarono l’espansione verso Est della Nato con gli annunci del presidente Bill Clinton nel 1994. All’epoca, il segretario alla Difesa William Perry arrivò a considerare le dimissioni per la sconsideratezza delle azioni degli Stati Uniti, contrarie alle promesse fatte in precedenza.
La prima ondata di allargamento della Nato avvenne nel 1999, includendo Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. In quello stesso anno, le forze della Nato bombardarono la Serbia, alleata della Russia, per 78 giorni, smembrandola e installando rapidamente una grande base militare Usa nella provincia secessionista del Kosovo.
Nel 2004 arrivò la seconda ondata di espansione, con sette nuovi membri, tra cui i Paesi baltici, confinanti direttamente con la Russia, e due Paesi affacciati sul Mar Nero: Bulgaria e Romania. Nel 2008, la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea riconobbe il Kosovo come Stato indipendente, nonostante le continue dichiarazioni europee secondo cui «i confini in Europa sono sacri».
Secondo: gli Stati Uniti abbandonarono il quadro di controllo degli armamenti nucleari, uscendo unilateralmente dal Trattato Anti-Missili Balistici (Abm) nel 2002. Nel 2019, Washington fece lo stesso abbandonando il Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio (Inf). Nonostante le vigorose obiezioni della Russia, gli Stati Uniti iniziarono a installare sistemi antimissile balistici in Polonia e Romania e nel gennaio 2022 si riservarono il diritto di dispiegarne anche in Ucraina.
Terzo: gli Stati Uniti si infiltrarono profondamente nella politica interna ucraina, spendendo miliardi di dollari per plasmare l’opinione pubblica, creare mezzi di comunicazione e orientare la politica interna del Paese. Le elezioni del 2004-2005 in Ucraina sono ampiamente considerate una «rivoluzione colorata» sostenuta dagli Stati Uniti, che utilizzarono la propria influenza, palese e occulta, e i propri finanziamenti per favorire i candidati filoamericani. Nel 2013–2014, Washington ebbe un ruolo diretto nel finanziare le proteste di Maidan e nel sostenere il violento colpo di stato che rovesciò il presidente Viktor Yanukovych, favorevole alla neutralità, aprendo così la strada a un governo ucraino orientato verso la Nato. Per inciso, fui invitato a visitare Maidan poco dopo il colpo di stato del 22 febbraio 2014 che depose Yanukovych; un’ong statunitense, profondamente coinvolta negli eventi, mi spiegò direttamente il ruolo dei finanziamenti americani nel sostegno alle proteste.
Quarto: a partire dal 2008, nonostante l’opposizione di diversi leader europei, gli Stati Uniti spinsero la Nato a impegnarsi ufficialmente ad allargarsi a Ucraina e Georgia. All’epoca, l’ambasciatore americano a Mosca, William J. Burns, inviò a Washington un dispaccio ormai famoso intitolato «Nyet Means Nyet: Russia’s Nato Enlargement Redlines» (Nyet significa Nyet: le linee rosse della Russia sull’allargamento della Nato, ndr), in cui spiegava che l’intera classe politica russa era fermamente contraria all’estensione della Nato all’Ucraina e temeva che tale mossa avrebbe provocato disordini civili nel Paese.
Quinto: dopo il colpo di stato di Maidan, le regioni dell’Ucraina orientale a maggioranza russa (il Donbass) si staccarono dal nuovo governo filo-occidentale insediato dal golpe. Russia e Germania negoziarono rapidamente gli Accordi di Minsk, secondo i quali le due regioni separatiste (Donetsk e Lugansk) sarebbero rimaste parte dell’Ucraina, ma con ampia autonomia locale, sul modello della regione di lingua tedesca dell’Alto Adige in Italia. Il secondo accordo, Minsk II, sostenuto anche dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, avrebbe potuto porre fine al conflitto; ma il governo di Kiev, con l’appoggio di Washington, decise di non applicare l’autonomia. Il mancato rispetto di Minsk II avvelenò i rapporti diplomatici tra Russia e Occidente.
Sesto: gli Stati Uniti ampliarono costantemente l’esercito ucraino (tra truppe attive e riservisti) fino a circa un milione di uomini nel 2020. L’Ucraina, insieme ai suoi battaglioni paramilitari di estrema destra (come Azov e Pravyj Sektor), condusse ripetuti attacchi contro le due regioni separatiste, con migliaia di vittime civili nel Donbass a causa dei bombardamenti ucraini.
Settimo: alla fine del 2021, la Russia propose agli Stati Uniti una bozza di Accordo di sicurezza Russia-Usa, chiedendo principalmente la fine dell’espansione della Nato. Gli Stati Uniti respinsero la proposta e ribadirono la politica della «porta aperta» dell’Alleanza, secondo la quale Paesi terzi, come la Russia, non avrebbero voce in capitolo sull’allargamento della Nato. Gli Stati Uniti e i Paesi europei ribadirono ripetutamente l’eventuale adesione dell’Ucraina alla Nato. Secondo quanto riferito, il Segretario di Stato statunitense avrebbe detto al Ministro degli Esteri russo, nel gennaio 2022, che gli Stati Uniti si riservavano il diritto di dispiegare missili a medio raggio in Ucraina, nonostante le obiezioni di Mosca.
Ottavo: dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022, l’Ucraina accettò rapidamente di avviare negoziati di pace basati su un ritorno alla neutralità. I colloqui si svolsero a Istanbul, con la mediazione della Turchia. Alla fine del marzo 2022, Russia e Ucraina pubblicarono un memorandum congiunto che segnalava progressi verso un accordo di pace. Il 15 aprile fu presentata una bozza di accordo che si avvicinava molto a una soluzione complessiva.
In quel momento, gli Stati Uniti intervennero e comunicarono agli ucraini che non avrebbero sostenuto l’intesa, ma che avrebbero invece appoggiato l’Ucraina nel continuare la guerra.”,
estratto della Lectio Magistralis del 10 ottobre 2025 a cura del Prof Jeffrey Sachs, economista di fama mondiale, leader nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Direttore del Center for Sustainable Development alla Columbia University, presiede anche il Sustainable Development Solutions Network dell’ONU, autore di numerosi libri, tra cui i bestseller The End of Poverty e The Price of Civilization, ha collaborato con diversi Segretari generali dell’ONU e ha pure ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Riferimenti:
https://krisis.info/it/2025/10/aree/europa/jeffrey-sachs-una-nuova-politica-estera-per-leuropa/
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IL 2025 si apre con un dato allarmante per l’informazione mondiale. Reporters sans frontières ha diffuso il World Press Freedom Index che fotografa un panorama segnato da un arretramento diffuso della libertà di stampa.
Per l’Italia il bilancio è ancora più preoccupante: con il 49° posto su 180 Paesi, il nostro è il peggior risultato registrato in Europa occidentale. Un arretramento di tre posizioni rispetto all’anno precedente che pone il Paese in un’area grigia, tra democrazie formalmente solide ma sempre più permeabili a pressioni, intimidazioni e limitazioni legali che ostacolano il lavoro giornalistico.
Libertà di stampa, nel 2025 minimo storico globale. Italia fanalino di coda in Europa occidentale.
Proseguimento:
Libertà di stampa, nel 2025 minimo storico globale. Italia fanalino di coda in Europa occidentale Italia Informa
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L’ex corrispondente da Mosca Marc Innaro: “Imbavagliato dalla Rai con il pretesto di Putin”
di Daniela Ranieri per Il Fatto Quotidiano 01/05/2025
Un estratto mooolto emeblematico dell’articolo che la dice lunga su tutta la faccenda:
“Perché sei andato via dalla Russia, quindi?
Man mano che gli spazi di manovra si restringevano ho chiesto di essere trasferito, non volevo essere pagato per essere costretto a non far nulla, non dai russi, ma dagli italiani.
Casualmente, pochi giorni prima avevi spiegato una cartina durante il Tg2 Post che rappresentava l’allargamento della Nato a Est, quel che Papa Francesco chiamò “l’abbaiare della Nato alle porte della Russia”.
Se io devo fare il corrispondente, devo quindi “corrispondere” il modo in cui la vedono e la vivono quelli del Paese in cui mi trovo. La versione di Mosca era che la causa scatenante di quello che stava accadendo era stato l’allargamento graduale e inesorabile della Nato. Mi sono trovato in diretta una cartina della Nato nel ’91 e nel 2022, che non avevamo preparato: colsi al balzo l’occasione e dissi ‘lo vedete da queste due cartine: ditemi voi chi si è allargato’. Era evidente la dissonanza rispetto al racconto mainstream che veniva fatto in quelle ore in Italia.
Cosa ha comportato questo per la tua professione?
Ebbi due volte la possibilità di intervistare il ministro degli Esteri russo Lavrov: tutte e due le volte mi fu negato. Ottenni dal ministero della Difesa russo la possibilità di andare nel Donbass occupato (o liberato, dipende dai punti di vista), con l’esercito russo, come giornalista embedded: mi fu risposto dall’allora Ad della Rai Carlo Fuortes che la Rai non manda giornalisti emdedded con una delle parti in conflitto. Poi altri colleghi Rai sono andati embedded in Ucraina; Stefania Battistini andò embedded per il Tg1 nella regione di Kursk, in territorio russo, durante il tentativo di sfondamento da parte ucraina.”
Conclusione.
Sulla base dei Fatti appena riportati, la propaganda anti russa di TV e giornaloni è più che evidente, se poi lei non la vuole vedere o fa finta di non vederla, problemi suoi, non miei!!!
Fa bene!
ti auguro che qualcuno un giorno, dicendo che sei un nazista, inizi a bombardarti la casa costringendoti a vivere nei rifugi o a scappare a mille chilometri di distanza… quel giorno forse inizierai a capire chi è che fa propaganda
Eccone un’altra,che pena…
Cosa ci vedi di male? E’ il loro lavoro, sono professionisti. Poi sai che voglia gareggiare per una nazione al bando per doping di stato già prima dei fatti dell’Ucraina. Quelli che non lo fanno temono per i loro parenti. Dicono che in Russia ci sia qualcuno dal polonio facile.
Semmai COMUNISTI
@ ProVax (#4532353)
Dal nickname di evince, sei in evidente crisi di astinenza da inoculazione, ahahahahaha!!!
@ ProVax (#4532353)
Ahahahahaha
@ no Sinner no Party (#4532342)
Ripetono a pappagallo la propaganda anti russa di TV e giornaloni, davvero originali…..!!
Ma la Kalinskaia, brava e bella, rimane russa e pure fiera di esserlo!!
Fra le altre cose, è stata lei a lasciare Sinner e gli ha anche dato il due di picche quando dopo voleva rimettersi con lei, parole della sua allenatrice, insomma, ha anche personalità! 🙂
BRVAAAAAAAAA! RUSSI NUOVI NAZISTI
L’autore scrive: “… atleti russi, spesso spinti da motivazioni politiche, personali o logistiche legate alla loro carriera sportiva”.
Magari ci sarà qualcuno che lo farà pure per motivazioni economiche (o “soldi” nel linguaggio comune), spinti dagli sponsor o dalle federazione straniere, o… SBAGLIO?
Tanto per togliere gli occhiali con le lenti rosa e mettere quelli con le lenti… VERDI 😉