È il sesto britannico semifinalista a Wimbledon nell'Era Open ATP, Copertina

Fery sogna la finale a Wimbledon. Missione possibile vs. Zverev? La stampa britannica ci crede, in 5 mosse

10/07/2026 11:21 1 commento
Arthur Fery a Wimbledon (foto LTA)
Arthur Fery a Wimbledon (foto LTA)

In Italia e non solo tutti aspettano la seconda semifinale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Novak Djokovic. Per molti è già una finale anticipata, vista la classe dei due protagonisti e l’attitudine mostrata in carriera sull’erba, assai superiore sia a quella di Alexander Zverev che alla sorpresa del torneo Arthur Fery. Sulla stampa britannica si è scritto molto di Fery, volto nuovo del tennis nazionale sbocciato a sorpresa e capace di far dimenticare l’amarezza per i forfait di Draper e Raducanu appena prima dell’avvio dei Championships 2026. Fery è avanzato vincendo i suoi match con determinazione e lucidità, bravo a cogliere l’occasione di un tabellone non terribile e mettere in campo un tennis assolutamente competitivo. Ha impressionato soprattutto la duttilità, bravo ad attaccare la rete quando era corretto farlo, come restare a scambiare e cambiare i ritmi di gioco. È entrato nel torneo come una wild card e da n.114 ATP, ma le qualità mostrate nel torneo sono assolutamente superiori a quel ranking, Tuttavia in semifinale c’è Sasha Zverev, fresco di vittoria a Roland Garros e quindi, oltre che in forma, assai sereno e rilassato, senza più sul groppone quel macigno scomodissimo dell’esser stato finora uno dei più forti dell’era moderna senza titoli Slam. Adesso il tedesco gioco libero e sereno, e anche sui prati ha fatto valere la sua potenza e consistenza.

Zverev è indubbiamente favorito nella prima semifinale di Wimbledon (ore 14.30), ma a Londra e dintorni non danno Fery affatto per spacciato, col sogno di ripetere la cavalcata di Goran Ivanisevic nel 2001, wild card fuori dai primi cento in classifica giunto in finale (e poi addirittura vincitore). Come dovrà affrontare l’incontro Fery? Ovvio: giocare la partita della vita, senza paure e affrontando l’avversario di petto, sfruttando a suo favore il non aver niente da perdere e il sostegno del pubblico, anche se a Wimbledon non si arriva mai a livelli di “torcida” infuocata. Raccogliendo i pareri di alcuni esperti di tennis britannici insieme alle nostre considerazioni, la tattica e attitudine che dovrà tenere Arthur Fery per battere Zverev si può racchiudere in cinque punti.

Dare il massimo nei colpi d’inizio gioco, con alte percentuali di servizio e risposte subito aggressive

“Con i suoi 175 centimetri, Fery concede ben 23 centimetri a Zverev, una differenza che inevitabilmente incide sul servizio” scrive Cambers su Guardian, un rilievo corretto. È certo che Arthur non potrà tirare Ace a ripetizione, ma tenere altissima la percentuale di prime palle sarà decisivo, per non dare modo a Zverev di entrare dalla risposta e avvicinarsi alla riga di fondo. Parimenti importante la risposta del 23nne nato a Serves (Francia): finora nel torneo ha vinto oltre la metà dei punti sulla seconda di servizio degli avversari. Dovrà fare almeno questi numeri e cercare di rispondere il più vicino possibile alla linea di fondo per impedire che le battute di Zvever lo costringano ad indietreggiare troppo, aprendo così il campo. Una posizione in risposta molto aggressiva potrebbe anche mettere pressione a Sasha, che non è nuovo a diversi doppi falli e cali nelle percentuali della battuta.

Scendere a rete appena possibile 

Zverev in quest’edizione di Wimbledon non risponde “sui teloni” come è solito fare su terra battuta, ma staziona almeno due metri dietro la linea di fondo. Questo offre a Fery l’opportunità di prendere l’iniziativa, già col servizio o ancora meglio con il primo colpo di scambio. Fery non ha utilizzato spesso il serve & volley ma quando lo ha fatto è stato estremamente efficace e inn generale ha vinto 149 dei 230 punti a rete nelle cinque partite disputate finora nel torneo, il 65%, una percentuale salita addirittura al 77% nel quarto di finale contro Cobolli. È un dato assai rilevante che deve spingere Fery a venire avanti tanto, visto che la solidità da fondo campo di Zverev non sarà facile da scardinare.

Usare la smorzata 

Proprio il fatto che Zverev staziona molto sulla riga di fondo, anzi un po’ dietro, la mano di Fery dovrà toccare la palla corta spesso e volentieri, per far correre il tedesco in avanti e non dargli sicurezze nello scambio. “Una smorzata sul primo colpo dopo il servizio potrebbe essere una soluzione efficace. Anche se non dovesse funzionare sempre, il semplice fatto che rappresenti una minaccia costringerà Zverev a pensarci, introducendo un elemento di incertezza nel suo gioco” analizza Cambers, ed è un punto di estremo interesse, che condividiamo. L’effetto sorpresa sarà determinante, visto che Sasha non ama i cambi di ritmo e nemmeno si trova a casa sotto rete.

Giocare i punti decisivi senza timore

Nei quarti di finale contro Fritz, Zverev ha ha vinto oltre il 70% dei punti sia con la prima sia con la seconda. Questo indica che le chance in risposta per Fery potrebbero essere poche e non potrà minimamente permettersi di sprecarle o giocarle in modo conservativo. Qualora la palla break arrivi, o anche situazioni come 15-30, non dovrà attendere ma andare a cercare il punto.

Accendere il pubblico a suo favore

Appare scontato che gli spalti saranno quasi completamente dalla parte di Fery, lo ha detto stesso Sasha dopo la vittoria nei quarti. Arthur tra l’altro è soltanto il sesto britannico nell’Era Open a raggiungere le semifinali a Wimbledon, sta vivendo una favola sportiva e questo il pubblico lo adora. Zverev è pure un personaggio controverso, quindi raramente “sposta” gli spettatori dalla sua parte. “Ho cercato di sfruttare il sostegno del pubblico nei momenti importanti, magari per aggiungere un po’ di pressione ai miei avversari”, ha dichiarato Fery dopo la vittoria contro Cobolli. “Cercherò di fare lo stesso anche venerdì, nei momenti in cui riterrò che sia la scelta giusta”.

Zverev è nettamente favorito nella prima semifinale, ma ogni match fa storia a se. In passato più volte il tedesco ha sofferto mentalmente il ruolo di favorito e l’erba non è affatto la sua zona di comfort. Che Fery sia, clamorosamente, l’uomo del destino? Non resta che attendere le 14.30 per scoprirlo…

Marco Mazzoni


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1 commento

JannikUberAlles 10-07-2026 11:56

Probabilmente i giornalisti inglesi, molto ferrati su “cavalli e segugi” (cit.), non hanno fatto un’analisi tecnica di Zverev, invece ben definito dai parametri (TDI Insights Leaderboard) di ATP:

– performance 8,45 (davanti a lui solo Sinner a 9,16 poi Alcaraz 8,8 quindi Djokovic a 8,58)

– return a 7,27 (davanti a lui solo Sinner a 8,26 poi Alcaraz 8,02 quindi Djokovic a 7,59 e infine Medvedev a 7,58)

– servizio a 8,74 (davanti a lui solo Fritz a 8,91 poi Sinner 8,51 quindi Djokovic e Medvedev a 8,21)

A questo punto bisogna chiedersi se il pubblico (tutto schierato con Fery) riuscirà ad intimidire il tedesco che però ha una bella esperienza e pure sta in un periodo di ottima confidenza.

Personalmente penso che l’inglese debba fare i salti mortali (doppi e pure tripli) per tenere il passo di Sascha…

…buon tennis a tutti!

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