Una spiegazione puntuale delle vicende giudiziarie del tedesco ATP, Copertina

Zverev colpevole o innocente? La verità nascosta dietro i 200mila euro pagati dal tennista

10/06/2026 08:37 5 commenti
Alexander Zverev
Alexander Zverev

La vittoria di Alexander Zverev a Roland Garros ha avuto un immediato strascico polemico per alcune “zone d’ombra” che gravano sul campione tedesco, relative a vicende personali per rapporti complicati con alcune ex compagne mai del tutto chiarite. Non è un caso che L’Equipe, il quotidiano sportivo di Parigi – e uno dei più autorevoli al mondo – ha “relegato” il suo trionfo al Bois de Boulogne in un piccolo spazio della prima pagina di lunedì scorso, quando la tradizione impone che il nuovo campione dello Slam su terra battuta si prenda tutto lo spazio. Per questo è interessante il contributo di Fabrizio Brascugli, che ripercorre con un puntuale fact-checking le vicende giudiziarie del tedesco. 

Nel dibattito pubblico che ha accompagnato le vicende giudiziarie del tennista Alexander Zverev, la disinformazione ha spesso preso il sopravvento sui fatti. Titoli polarizzanti come “Zverev condannato” o, al contrario, “Zverev scagionato dalle accuse” hanno popolato i media per mesi. La realtà giuridica, tuttavia, si colloca in un’area grigia tipica del sistema penale tedesco, regolata da precisi istituti di legge che non prevedono un verdetto di colpevolezza o di innocenza. Per capire l’esito del processo di Berlino, nato dalle accuse della ex compagna Brenda Patea, è necessario abbandonare le categorie della cronaca e analizzare i tecnicismi del diritto teutonico.

 

L’equivoco iniziale: cos’è lo Strafbefehl (Decreto Penale)

La confusione mediatica è iniziata nell’ottobre del 2023, quando il Tribunale distrettuale di Berlino-Tiergarten ha emesso un decreto penale d’accusa (Strafbefehl) da 450.000 euro contro Zverev per presunte lesioni personali.

In Italia e in molti altri paesi, la notizia è stata rimbalzata come una “condanna”. In Germania, invece, lo Strafbefehl è uno strumento di efficienza processuale utilizzato dalla Procura per reati considerati minori o lineari: se il pubblico ministero ritiene che le prove siano sufficienti, propone una sanzione monetaria direttamente all’imputato per iscritto, evitando di celebrare un processo pubblico.

L’imputato ha il pieno diritto di opporsi. Facendo opposizione – come ha fatto Zverev – il decreto penale decade automaticamente e viene fissato un normale processo dibattimentale. Fino a quel momento, la presunzione di innocenza rimane totalmente intatta.

 

L’accordo e l’archiviazione: il ruolo del Paragrafo 153a StPO

Il processo pubblico è iniziato a Berlino a fine maggio 2024, ma si è interrotto bruscamente dopo poche udienze a causa di un accordo extragiudiziale tra le parti, ratificato dal tribunale ai sensi del paragrafo 153a dello StPO (il codice di procedura penale tedesco).

Questo meccanismo consente l’interruzione e l’archiviazione definitiva del procedimento penale a fronte del rispetto di determinati oneri (in questo caso, un pagamento in denaro), a patto che vi sia il consenso di:

1. Il giudice;

2. La Procura della Repubblica;

3. L’imputato;

4. La persona offesa costituita.

Zverev ha accettato di pagare una somma totale di 200.000 euro (150.000 euro versati alla tesoreria dello Stato e 50.000 euro a enti benefici). In cambio, il tribunale ha chiuso il fascicolo per sempre.

 

La verità legale: né colpevole, né assolto

Il punto centrale, che costituisce il cuore della disinformazione sul caso, risiede negli effetti giuridici di questa archiviazione. Come spiegato formalmente dai portavoce del tribunale di Berlino e dai legali del giocatore:

L’archiviazione tramite il paragrafo 153a StPO non è una sentenza. Non implica un accertamento della verità e non stabilisce né la colpevolezza né l’innocenza dell’imputato.

Per la legge tedesca, Alexander Zverev conserva la fedina penale completamente pulita e continua a beneficiare della presunzione di innocenza. Dal punto di vista del merito dei fatti (cioè se l’aggressione sia avvenuta o meno), il tribunale ha decretato che la verità “rimane non chiarita”.

La giudice Barbara Lüders ha spiegato che la decisione di accettare l’accordo è stata guidata dalla volontà di entrambe le parti di porre fine a una faida pubblica distruttiva, soprattutto nell’interesse della gestione congiunta della figlia nata dalla relazione. Zverev ha accettato il pagamento per abbreviare i tempi processuali; l’accusa ha accettato ritenendo che l’interesse pubblico fosse comunque soddisfatto.

Pertanto la decisione di non andare avanti nell’accertamento della verità è stato fatto anche a tutela della minore e tutte le parti coinvolte si sono trovate d’accordo. Il fine era evitare che la figlia di Zverev e Patea risentisse di un processo mediatico lungo ed emotivamente pesante tra i genitori. Tale interesse è stato ritenuto superiore all’interesse sociale e individuale delle parti

 

Il precedente: il caso Sharypova e l’indagine privata dell’ATP

L’accordo di Berlino è arrivato a chiudere l’unico vero fronte penale aperto contro il tennista, ma non era la prima volta che Zverev finiva al centro di gravi accuse. Già nel 2020, un’altra sua ex fidanzata, Olga Sharypova, lo aveva accusato pubblicamente di abusi fisici e psicologici che sarebbero avvenuti durante diverse tappe del circuito professionistico, in particolare al Masters 1000 di Shanghai nel 2019.

A differenza del caso Patea, Sharypova ha scelto di non sporgere mai denuncia formale davanti alle autorità giudiziarie di alcun Paese, motivo per cui non è mai stato istituito un processo penale. La vicenda è stata invece affrontata sul piano puramente sportivo e disciplinare dall’ATP, che nell’ottobre 2021 ha commissionato un’indagine interna e privata affidandola all’agenzia investigativa The Lake Forest Group.

L’indagine, durata 15 mesi e basata sull’analisi del materiale elettronico del tennista e sulle testimonianze di decine di persone (inclusi i due diretti interessati), si è conclusa nel gennaio 2023. L’ATP ha archiviato il caso stabilendo che non vi erano elementi e prove sufficienti per dimostrare una violazione delle regole del circuito o per procedere con sanzioni o sospensioni. Anche in quella circostanza si è assistito a un cortocircuito informativo: l’archiviazione per “insufficienza di prove” dell’ATP (un ente privato) è stata spesso confusa dall’opinione pubblica con una sentenza assolutoria di un vero tribunale, che in realtà non è mai esistita.

 

Un capitolo chiuso senza vincitori

Raccontare questa complessa trama parlando di “assoluzione piena” o di “colpevolezza monetizzata” significa forzare un sistema giuridico, quello tedesco, e un sistema di giustizia sportiva, quello dell’ATP, che si muovono su binari diversi da quelli del tifo mediatico. La giustizia tedesca ha preferito la via pragmatica della pace sociale e familiare all’accertamento processuale del fatto, mentre l’ATP si è fermata davanti alla mancanza di prove materiali e riscontri terzi. Con l’esito di Berlino, le vicende extra campo del tennista tedesco si sono legalmente concluse. Non c’è stato un verdetto giudiziario, ma un sigillo burocratico e tecnico, una sorta di compromesso con il quale la verità pubblica non viene accerta per volere concorde delle parti in causa.

 

Fabrizio Brascugli


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5 commenti

JOA20 (Guest) 10-06-2026 10:13

Diciamo che non è una gran cosa essere accusato di violenza domestica (sul Web c’è pure chi lo chiama DVerev, “Domestic Violence”) e decidere di chiudere la pratica senza cercare l’assoluzione piena. Dal punto di vista legale è un discorso chiuso, morto e sepolto

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OneMore (Guest) 10-06-2026 10:08

Se 2 fanciulle in tempi diversi ti accusano delle stesse cose…. forse forse non sei propio una bella personcina

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Morenomcrae (Guest) 10-06-2026 09:22

Che palle ste storie,parliamo di tennis !

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JannikUberAlles 10-06-2026 09:10

Queste vicende accadono quasi “puntualmente” agli sportivi più famosi…

…ad esempio pure al celebrato Ronaldo, citato in USA da una modella (o escort?) per violenza sessuale.

Sono situazioni che suonano “strane” perché questi sportivi hanno spesso centinaia (o migliaia, se non milioni per il portoghese) di ammiratrici pronte a concedersi volontariamente…

Può succedere anche al tennista NC o al calciatore di Serie D??

In molte istituzioni giuridiche (compreso quella italiana) si consente di estinguere un reato penale tramite il pagamento di una somma di denaro, ovvero la cosiddetta oblazione penale, ma questa misura si applica esclusivamente ai reati di minore gravità.

Certo che picchiare o violentare una donna non si può certo considerare un reato “lieve” ma credo che un magistrato utilizzi la sanzione pecuniaria quando ha certezza che il “fatto” non sia materialmente accaduto e ci sia stata (ad esempio) solo l’intenzione o la minaccia.

Naturalmente oggi ci sono i (social-)media pronti a spargere abbondante letame per fare crescere più velocemente la notizia, con le opportune distorsioni del caso.

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UAZ (Guest) 10-06-2026 08:56

questo procedimento tedesco non mi pare così peculiare, semmai assai simile al nostro decreto penale di condanna

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