Bolelli e Vavassori: “Vincere a Roma è indescrivibile. Ora ci manca lo Slam” (Video della partita)
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori scrivono una pagina storica agli Internazionali BNL d’Italia. La coppia azzurra ha conquistato il titolo di doppio maschile al Foro Italico superando in finale Marcel Granollers e Horacio Zeballos con il punteggio di 7-6(8) 6-7(3) 10-3, al termine di una battaglia durata oltre due ore. È il secondo titolo Masters 1000 della stagione per gli italiani dopo il successo di Miami e soprattutto il trionfo che mancava a una coppia tutta italiana sul Centrale di Roma.
Un successo pesantissimo, arrivato contro una delle coppie più forti del circuito, già capace di vincere al Foro Italico e con grande esperienza nei grandi appuntamenti. Bolelli e Vavassori hanno resistito in un primo set tiratissimo, hanno incassato la reazione degli avversari nel secondo e poi hanno dominato il match tie-break, chiuso con un netto 10-3.
“Vincere qui a Roma è una cosa indescrivibile”, ha raccontato Simone Bolelli in conferenza stampa. Per il bolognese il trionfo al Foro Italico ha un valore quasi paragonabile alla Coppa Davis: una gioia condivisa con il compagno, con il team, con la famiglia e con un pubblico che ha spinto la coppia azzurra dal primo giorno.
Vavassori ha parlato di una lunga strada e di un’emozione difficile da descrivere: scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo di Roma era qualcosa di “inimmaginabile”. Il torinese ha sottolineato quanto il pubblico sia stato decisivo: “Non c’è stata una partita in cui non abbiamo avuto un grande tifo”.
Il momento più intenso è arrivato quando a Bolelli è stato ricordato il padre, assente fisicamente rispetto agli anni scorsi ma presente nel cuore del giocatore: “In qualche modo ci è stato vicino, ci ha visto, ci ha portato. L’anno scorso c’era, quest’anno non c’è fisicamente ma c’è in un’altra forma”.
Il segreto della coppia è nella complicità. Bolelli ha spiegato che il doppio nasce prima di tutto dall’intesa con il compagno: con Vavassori c’è stato subito un rapporto semplice, naturale, fondato sulla stima reciproca e sulla capacità di vivere tanti giorni insieme senza perdere equilibrio. “Ci troviamo bene fuori dal campo e benissimo in campo”, ha detto Simone.
Vavassori, invece, ha allargato il discorso al futuro del doppio. Secondo il torinese, il torneo di Roma ha dimostrato che la specialità può emozionare e riempire gli stadi, ma servono più promozione, più marketing e più visibilità per i protagonisti. Il doppio moderno è sempre più specializzato e per questo, secondo Andrea, bisogna raccontare meglio chi lo gioca ad altissimo livello.
L’obiettivo adesso è chiaro. Alla domanda su cosa manchi dopo due Masters 1000 vinti in pochi mesi, Bolelli ha risposto senza esitazioni: “Ci manca lo Slam”. Gli azzurri ci sono già andati vicini, ma la fame è ancora più grande. Vavassori però non vuole trasformare il sogno in pressione: la strada passa dal lavoro quotidiano, da Amburgo, poi da Parigi e Wimbledon.
Il titolo di Roma dà consapevolezza, ma non cambia la mentalità: “Quando vinci tornei del genere ti viene ancora più voglia di lavorare”, ha spiegato Vavassori. E Bolelli ha aggiunto che con le regole attuali del doppio, tra punto secco e match tie-break, tutto può girare su un colpo: proprio per questo bisogna godersi fino in fondo vittorie così rare.
Non è mancato un riferimento a Sara Errani, che Vavassori sente quotidianamente e che considera una figura importante nel suo percorso. Andrea ha spiegato che l’energia in campo è un aspetto su cui Sara insiste spesso, e proprio per questo oggi ha cercato di tenerla altissima dal primo all’ultimo punto.
La scelta di dedicarsi quasi completamente al doppio è stata raccontata dallo stesso Vavassori come un percorso maturato nel tempo. Da singolarista era arrivato vicino alla Top 100, ma l’incontro con Bolelli e la possibilità di costruire una coppia di livello mondiale hanno cambiato gli obiettivi. Oggi Andrea non ha rimpianti: due partecipazioni alle Finals, risultati costanti tra i migliori del mondo e ora il titolo di Roma confermano la bontà della scelta.
In chiusura, Bolelli ha paragonato i due grandi compagni della sua carriera: Fabio Fognini e Andrea Vavassori. Di Fabio conserva ricordi bellissimi e un rapporto nato fin da ragazzi; di Wave sottolinea invece la visione del doppio, la capacità di leggere il gioco e persino di avergli insegnato qualcosa in questa fase della carriera.
Roma consegna così al tennis italiano un’altra immagine simbolo: Bolelli e Vavassori abbracciati sul Centrale, con il trofeo in mano e la sensazione che questo non sia un punto d’arrivo, ma una nuova partenza. Il prossimo sogno si chiama Slam.
Dal Foro Italico il nostro inviato, Enrico Milani
TAG: Andrea Vavassori, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026, Simone Bolelli

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2 persone dal cuore d’oro e sinceri. Si meritano tutto quanto hanno conquistato.
Comunque in TV non l’ho mai sentito dire : solo che è passato tantissimo tempo, dagli anni ’60, che una coppia italiana di doppistin non vinceva a Roma.
Ma, ok, è vero, però il mitico Omar Camporese ha vinto il doppio in coppia con Ivanisevic, ma l’ha vinto ad inizio anni ’90.
Per Sinner non era mai successo prima, l’ha ripetutto più volte, ma va bene lo stesso. Magari fra 500 anni quando un altro italiano vincerà Roma, diranno che non era mai successo prima, Panatta e Sinner chi se li ricorderà ? Mai esistiti !
Bellissimo incontro. Vederli giocare insieme è uno spettacolo.
Il doppio per me è molto più bello da vedere del singolare.
Peccato che non abbia la dovuta considerazione, e che venga trattato come una specialità di serie b (niente vantaggi, “tie break” al posto del terzo set, per esempio). Anche nei tg i titoli erano solo per Sinner.
Sono bravissimi sia come tennisti che come persone !!!
É sempre un piacere vederli !!!
Ragazzi, è stata un’emozione forte. Grazie
L’appetito viene mangiando, io col cuore sarò con voi a Parigi
Manca solo lo slam, e ne hanno fatte tre di finali purtroppo perse… a prescindere sono la coppia più bella del mondo come direbbe Celentano