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Bolelli e Vavassori: “Vincere a Roma è indescrivibile. Ora ci manca lo Slam” (Video della partita)

17/05/2026 18:23 1 commento
Simone Bolelli e Andrea Vavassori, col trofeo vinto a Roma (FITP)
Simone Bolelli e Andrea Vavassori, col trofeo vinto a Roma (FITP)

Simone Bolelli e Andrea Vavassori scrivono una pagina storica agli Internazionali BNL d’Italia. La coppia azzurra ha conquistato il titolo di doppio maschile al Foro Italico superando in finale Marcel Granollers e Horacio Zeballos con il punteggio di 7-6(8) 6-7(3) 10-3, al termine di una battaglia durata oltre due ore. È il secondo titolo Masters 1000 della stagione per gli italiani dopo il successo di Miami e soprattutto il trionfo che mancava a una coppia tutta italiana sul Centrale di Roma. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Un successo pesantissimo, arrivato contro una delle coppie più forti del circuito, già capace di vincere al Foro Italico e con grande esperienza nei grandi appuntamenti. Bolelli e Vavassori hanno resistito in un primo set tiratissimo, hanno incassato la reazione degli avversari nel secondo e poi hanno dominato il match tie-break, chiuso con un netto 10-3. :contentReference[oaicite:1]{index=1}

“Vincere qui a Roma è una cosa indescrivibile”, ha raccontato Simone Bolelli in conferenza stampa. Per il bolognese il trionfo al Foro Italico ha un valore quasi paragonabile alla Coppa Davis: una gioia condivisa con il compagno, con il team, con la famiglia e con un pubblico che ha spinto la coppia azzurra dal primo giorno. :contentReference[oaicite:2]{index=2}

Vavassori ha parlato di una lunga strada e di un’emozione difficile da descrivere: scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo di Roma era qualcosa di “inimmaginabile”. Il torinese ha sottolineato quanto il pubblico sia stato decisivo: “Non c’è stata una partita in cui non abbiamo avuto un grande tifo”.

Il momento più intenso è arrivato quando a Bolelli è stato ricordato il padre, assente fisicamente rispetto agli anni scorsi ma presente nel cuore del giocatore: “In qualche modo ci è stato vicino, ci ha visto, ci ha portato. L’anno scorso c’era, quest’anno non c’è fisicamente ma c’è in un’altra forma”.

Il segreto della coppia è nella complicità. Bolelli ha spiegato che il doppio nasce prima di tutto dall’intesa con il compagno: con Vavassori c’è stato subito un rapporto semplice, naturale, fondato sulla stima reciproca e sulla capacità di vivere tanti giorni insieme senza perdere equilibrio. “Ci troviamo bene fuori dal campo e benissimo in campo”, ha detto Simone.

Vavassori, invece, ha allargato il discorso al futuro del doppio. Secondo il torinese, il torneo di Roma ha dimostrato che la specialità può emozionare e riempire gli stadi, ma servono più promozione, più marketing e più visibilità per i protagonisti. Il doppio moderno è sempre più specializzato e per questo, secondo Andrea, bisogna raccontare meglio chi lo gioca ad altissimo livello.

L’obiettivo adesso è chiaro. Alla domanda su cosa manchi dopo due Masters 1000 vinti in pochi mesi, Bolelli ha risposto senza esitazioni: “Ci manca lo Slam”. Gli azzurri ci sono già andati vicini, ma la fame è ancora più grande. Vavassori però non vuole trasformare il sogno in pressione: la strada passa dal lavoro quotidiano, da Amburgo, poi da Parigi e Wimbledon.

Il titolo di Roma dà consapevolezza, ma non cambia la mentalità: “Quando vinci tornei del genere ti viene ancora più voglia di lavorare”, ha spiegato Vavassori. E Bolelli ha aggiunto che con le regole attuali del doppio, tra punto secco e match tie-break, tutto può girare su un colpo: proprio per questo bisogna godersi fino in fondo vittorie così rare.

Non è mancato un riferimento a Sara Errani, che Vavassori sente quotidianamente e che considera una figura importante nel suo percorso. Andrea ha spiegato che l’energia in campo è un aspetto su cui Sara insiste spesso, e proprio per questo oggi ha cercato di tenerla altissima dal primo all’ultimo punto.

La scelta di dedicarsi quasi completamente al doppio è stata raccontata dallo stesso Vavassori come un percorso maturato nel tempo. Da singolarista era arrivato vicino alla Top 100, ma l’incontro con Bolelli e la possibilità di costruire una coppia di livello mondiale hanno cambiato gli obiettivi. Oggi Andrea non ha rimpianti: due partecipazioni alle Finals, risultati costanti tra i migliori del mondo e ora il titolo di Roma confermano la bontà della scelta.

In chiusura, Bolelli ha paragonato i due grandi compagni della sua carriera: Fabio Fognini e Andrea Vavassori. Di Fabio conserva ricordi bellissimi e un rapporto nato fin da ragazzi; di Wave sottolinea invece la visione del doppio, la capacità di leggere il gioco e persino di avergli insegnato qualcosa in questa fase della carriera.

Roma consegna così al tennis italiano un’altra immagine simbolo: Bolelli e Vavassori abbracciati sul Centrale, con il trofeo in mano e la sensazione che questo non sia un punto d’arrivo, ma una nuova partenza. Il prossimo sogno si chiama Slam.



Dal Foro Italico il nostro inviato, Enrico Milani


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1 commento

NonSoloSinner (Guest) 17-05-2026 18:31

Manca solo lo slam, e ne hanno fatte tre di finali purtroppo perse… a prescindere sono la coppia più bella del mondo come direbbe Celentano

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