Sinner-Ruud, finale da storia a Roma: Jannik sogna il Career Golden Masters e il titolo che manca all’Italia dal 1976 (Sondaggio Livetennis)
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Jannik Sinner va a caccia della storia agli Internazionali BNL d’Italia. Domenica, sul Campo Centrale del Foro Italico, il numero 1 del mondo affronterà Casper Ruud in una finale dal peso enorme: in palio non c’è soltanto il titolo di Roma, ma anche la possibilità per l’azzurro di completare il Career Golden Masters, cioè la vittoria in tutti e nove i tornei ATP Masters 1000.
Davanti a Sinner ci sarà un Ruud alla sua prima finale romana, deciso a conquistare il primo successo in carriera contro l’italiano. I precedenti parlano chiaramente a favore di Jannik, avanti 4-0 nel confronto diretto. Il norvegese non ha mai vinto un set contro Sinner e lo scorso anno, proprio a Roma, fu travolto nei quarti di finale con un netto 6-0 6-1.
Nonostante i numeri, Sinner non si fida. Anzi, alla vigilia ha sottolineato la crescita del suo avversario.
“Penso che in questo momento stia giocando un tennis molto, molto migliore, quindi credo che sarà durissima”, ha dichiarato Sinner guardando alla finale. “Ogni partita, ogni settimana, è diversa. Sono solo felice di essere qui in finale. È un torneo speciale per me e per gli italiani, proverò semplicemente a fare del mio meglio”.
Il traguardo che attende Sinner è impressionante. In caso di vittoria, l’azzurro diventerebbe soltanto il secondo giocatore dopo Novak Djokovic a conquistare tutti e nove i Masters 1000 da quando la categoria è nata nel 1990. Jannik arriva all’appuntamento con una striscia record di 33 vittorie consecutive nei Masters 1000, dopo aver superato il precedente primato di Djokovic, fermo a 31 successi.
Negli ultimi sei mesi Sinner è stato quasi intoccabile a questo livello. Ha vinto in successione Parigi, Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid, diventando il primo giocatore della storia a conquistare cinque Masters 1000 consecutivi. Roma rappresenterebbe il sesto sigillo di fila e il decimo titolo Masters 1000 della sua carriera.
Ma non solo. Un successo al Foro Italico permetterebbe a Sinner di diventare il primo italiano a vincere Roma dopo Adriano Panatta nel 1976. Un’attesa lunga cinquant’anni, che rende la finale ancora più carica di significato per tutto il tennis italiano.
Ruud, però, arriva alla sfida con fiducia. Il norvegese ha dominato Luciano Darderi in semifinale con un netto 6-1 6-1 e ha avuto più tempo per recuperare rispetto a Sinner, costretto a completare sabato la semifinale contro Daniil Medvedev dopo la sospensione per pioggia. Jannik ha superato il russo con il punteggio di 6-2 5-7 6-4, in una battaglia durata 2 ore e 37 minuti e molto impegnativa anche sul piano fisico.
Ruud sa perfettamente quale sarà la difficoltà della finale.
“Devo cercare di affrontarla come qualsiasi altra partita”, ha spiegato il norvegese. “Cercherò di non pensare alla grande onda che ho davanti, a tutto il momentum che sta costruendo, alla fiducia e ai record che sta stabilendo e battendo”.
Poi la frase più significativa: “Alla fine Sinner è umano. Devo provare a pensare in questo modo il più possibile. L’anno scorso mi ha spazzato via dal campo, ce lo ricordiamo entrambi. Spero che questa volta non accada”.
Ruud ha aggiunto di sapere bene quale livello servirà per restare in partita: “Cercherò di restare sulla mia strada, concentrarmi sulle cose che sto facendo bene. So che contro di lui devi alzare il tuo livello due o tre volte per riuscire a stargli dietro”.
Il norvegese ha un ottimo rapporto con Roma, dove vanta un bilancio di 21 vittorie e 6 sconfitte e dove aveva già raggiunto tre semifinali. Con questa finale diventa inoltre il sesto giocatore in attività ad aver raggiunto l’ultimo atto in tutti e tre i Masters 1000 sulla terra battuta: Monte-Carlo, Madrid e Roma.
Sinner, però, ha davanti a sé una possibilità storica anche su un altro piano. Vincendo a Roma, raggiungerebbe Rafael Nadal, che nel 2010 riuscì a conquistare nello stesso anno i tre Masters 1000 sulla terra: Monte-Carlo, Madrid e Roma.
La finale è in programma oggi non prima delle 17:00. Da una parte Ruud, alla ricerca della partita perfetta e del primo successo contro Jannik. Dall’altra Sinner, spinto dal pubblico italiano e dalla possibilità di scrivere un’altra pagina enorme della storia del tennis mondiale.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Casper Ruud, Jannik Sinner, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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2 commenti
@ Kenobi (#4617940)
Mi spiace ma elenchi Record inutili perché Non accettati dai Censori di questo blog.
Visto che sono fissati con la precocità di Carlos , Jannik lo completerebbe a 24 anni, Novak a 31 anni c’è riuscito.
Inoltre Jannik sarebbe l’unico giocatore di sempre ad aver la concreta possibilità di completare il Sunshine Double ed il Clay Slam nello stesso anno.
Mentre la vittoria neo 3 Master 1000 su terra e Sunshine Double non ci è riuscito neanche Nadal, questo per chi diceva che sulla terra Jannik non è a suo agio.
Molti hanno promosso l’idea che se non vinci un titolo su terra significa che non sei bravo su quella superficie.
In realtà se si guardano le statistiche Jannik (c’è pigrizia mentale ) è sempre stato dominante , ma per un allineamento avverso dei pianeti non aveva ancora vinto grandi titoli, tra vesciche , stop anca, sospensione WADA, match point mancati, stato di forma, etc…