Bolelli e Vavassori da sogno a Roma: battuti Harrison/Skupski, gli azzurri volano in finale al Foro Italico
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori continuano a far sognare il pubblico del Foro Italico. La coppia azzurra ha conquistato la finale del Masters 1000 di Roma superando Harrison/Skupski con il punteggio di 7-6(9) 3-6 10-6, al termine di una semifinale durissima, ricca di tensione, ribaltamenti e momenti di grande personalità.
Per Bolelli e Vavassori si tratta della prima finale in carriera al Foro Italico, un traguardo pesantissimo davanti al pubblico italiano. Nell’ultimo atto affronteranno Granollers/Zeballos, che nell’altra semifinale hanno superato Mektic/Krajicek dopo essersi salvati in una partita molto complicata.
Il primo set è stato una battaglia vera, durata oltre un’ora. Gli azzurri sono partiti con buona solidità nei propri turni di battuta, ma Harrison e Skupski hanno trovato il primo strappo nella parte centrale del parziale. Sul 3-4 è arrivato il break subito da Bolelli, con Skupski particolarmente aggressivo in risposta e gli avversari pronti a chiudere a rete.
Sul 4-5 Harrison è andato a servire per il set, ma proprio nel momento più delicato è arrivata la reazione azzurra. Vavassori ha trovato una splendida risposta di rovescio vincente, Bolelli ha aumentato la pressione e Harrison ha commesso qualche errore pesante. Il controbreak ha riportato tutto in equilibrio sul 5-5, facendo esplodere la fiducia della coppia italiana.
Il set si è deciso al tie-break, dove è successo praticamente di tutto. Bolelli e Vavassori hanno avuto diverse occasioni per chiudere, ma Harrison e Skupski sono riusciti più volte a rimanere agganciati. Sul 9-9, però, è arrivato il momento decisivo: doppio fallo di Harrison e poi errore di Skupski, con gli azzurri finalmente capaci di mettere le mani sul primo parziale per 7-6(9).
Nel secondo set la partita è cambiata. Harrison/Skupski hanno iniziato con maggiore decisione, mentre Bolelli e Vavassori hanno accusato un piccolo calo. Gli avversari hanno trovato subito il break nel secondo game, approfittando di qualche errore di troppo di Vavassori e prendendo il comando sul 2-0.
Sul 2-4 gli azzurri hanno rischiato di finire definitivamente fuori dal set, ma sono riusciti a salvarsi annullando occasioni pesantissime agli avversari. In quella fase è arrivata anche la pioggia, con il gioco sospeso per alcuni minuti e condizioni sempre più complicate tra vento, campo umido e tensione crescente.
Alla ripresa Harrison e Skupski hanno mantenuto il vantaggio, pur concedendo qualcosa. Bolelli ha tenuto il servizio per il 3-5, ma sul turno di battuta di Skupski gli avversari non hanno tremato, chiudendo il secondo parziale per 6-3 e portando la semifinale al super tie-break.
Nel momento più importante, però, sono tornati fuori il carattere e l’esperienza degli azzurri. Il super tie-break è partito in equilibrio, ma Bolelli e Vavassori hanno saputo alzare il livello nei punti chiave. Sul 6-5 è arrivata una risposta di diritto lungolinea di Bolelli che ha regalato il mini-break, poi il servizio dell’emiliano ha fatto la differenza.
Bolelli ha piazzato un ace pesantissimo per l’8-5, mentre il doppio fallo degli avversari ha consegnato agli italiani quattro match point. Dopo il 9-6, con Vavassori al servizio, è arrivato il punto della liberazione: servizio vincente e finale conquistata.
Un successo di enorme valore per Bolelli e Vavassori, capaci di vincere una partita sporca, complicata e piena di trappole. Dopo aver rimontato nel primo set, sofferto nel secondo e dominato i momenti decisivi del super tie-break, gli azzurri si regalano una finale storica al Foro Italico.
Roma può continuare a sognare: Bolelli e Vavassori sono a un passo dal titolo.
Simone Bolelli / Andrea Vavassori [7]
Christian Harrison / Neal Skupski [4]
Francesco Paolo Villarico
TAG: Andrea Vavassori, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026, Simone Bolelli

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I fratelli Abbagnale? A Wimbledon? Sei sicuro di averli visti regatare a Church Road? Non mi pare che li abbiano mai fatto naumachie.
È bravo il Bolelli,l’ha trovata la sua miniera.
Come sono lontani i tempi in cui lo vidi dal vivo vincere un 5 set in rimonta su un campo laterale nel ground di Wimbledon,tra molti passanti indifferenti o curiosi e un’iriconoscibile Pistolesi (fisicamente, dal giocatore che fu)seduto in un angolo, tristemente, da solo,su uno sgabello da Pescatore,con la faccia corrucciata,mi sono chiesto ore dopo se fosse quell’espressione per la scomodità della sistemazione o per le risposte del suo allievo.
A proposito,il ground costava 15 Pound,un pound era allora 1,40 Euro.
4 ore di fila per entrare,per vedere tra gli altri, anche questo ragazzo che ora mi avvilisce con questa disciplina.
Eppure andavo matto per il duo dei fratelli Abbagnale.
Bravissimi. Bolelli superlativo