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Darderi: “Una settimana da sogno. La dedico a mia nonna e a mio padre” (Video partita e conferenza stampa)

15/05/2026 19:47 2 commenti
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14  - Foto FITP
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14 - Foto FITP

Il sogno si ferma in semifinale contro Ruud, ma Luciano esce dal Foro Italico tra gli applausi. Stanchezza, orgoglio, lacrime trattenute e una dedica che vale più di qualsiasi risultato.

Si ferma in semifinale il sogno di Luciano Darderi agli Internazionali BNL d’Italia. Il giovane italoargentino, che aveva incantato Roma battendo avversari di alto livello, non riesce a recuperare dal massacrante quarto di finale conclusosi alle 2.30 di notte e cede al norvegese Casper Ruud con un doppio 6-1. Un punteggio pesante, ma che racconta poco di una settimana straordinaria. In conferenza stampa Luciano è stanco, e commosso, ma sorridente.

Prima domanda diretta: come stai? Si è percepito in campo che qualcosa non andava, forse un problema fisico o la scelta di non forzare?

“No, sinceramente era stanchezza. Ho capito troppo tardi, quindi i tempi di recupero erano un po’ diversi. Sinceramente ero molto stanco. Questo non leva il merito a Casper, perché comunque è un grandissimo giocatore , poteva anche perdere essendo al 100% , ma mi dispiace anche per la gente che oggi è venuta a vedere, perché non sono riuscito a dare il massimo. Mi scuso anche con loro, con tutta la gente che è venuta oggi. Però ho dato il mio massimo tutto il torneo. Oggi non avevo proprio benzina, zero. Già dai primi game lui è partito forte, io stavo già un po’ giù. Puoi fermarti dalla pioggia, tutto… ancora pensavo che migliorasse un po’, ma è peggiorato. È stata un po’ dura il recupero. Ho avuto poco tempo: fino alle tre, le quattro di notte, e poi ho giocato meno di un giorno dopo, qualcosa tra le tre e le quattro del pomeriggio. Quindi i tempi di recupero sono stati diversi rispetto a lui. È anche un po’ difficile finire tardi, però sono cose che capitano nel tennis, bisogna accettarlo.”

Nonostante la delusione del giorno, il bilancio della settimana non può che essere positivo. Il pubblico del Centrale lo ha sostenuto fino all’ultimo punto:

“Direi di sì. Ho detto prima, mi scuso con la gente perché oggi non sono riuscito al massimo, ma ho sempre lottato in tutte le partite e cercato di dare il massimo. Sono comunque felice e contento di questa settimana, è stato un sogno veramente. Se me lo dicevi due settimane fa , ‘fai semifinale a Roma’ , ti dicevo sicuramente no. Alla fine è stata una settimana da sogno. Dovevo aspettare fino all’anno prossimo per ritornare a giocare qui, ma è stata veramente una settimana bellissima. Voglio ringraziare tutti quelli che sono stati presenti a ogni partita, e l’organizzazione, tutta la gente che ha reso possibile tutto questo. È stato veramente il torneo più bello della mia vita fino adesso.

Qual è la cartolina che si porta via? E questo torneo ha cambiato qualcosa nella consapevolezza dei propri mezzi?

“Ovviamente mi dà una fiducia in più, perché sai che hai il livello per giocare questi tornei. Penso di essere un tennista più maturo. Ho dimostrato questa settimana di avere ancora tantissimo da migliorare, ma penso che sì, è una cosa che aiuta tanto, soprattutto nella fiducia. Fare una semifinale in un Masters 1000 non si fa sempre. Ho vinto tantissime partite a un livello molto alto, con Zverev tre del mondo,quindi il livello di tennis è stato veramente alto, e questa è una cosa di cui vado fiero di me stesso. Il ricordo? Il quarto di finale, la semifinale alle due e tre di notte sul Centrale. È stata una cosa bella, dai.”

Cosa c’è ancora da migliorare? Il servizio, forse?

“Un po’ tutto in generale, essere più aggressivo nei momenti importanti, il servizio ovviamente. Essendo sulla terra non è facile, tutti fanno un po’ fatica. Bisogna vedere su tutto, non c’è una cosa puntuale. Da tutti i punti di vista c’è sempre da migliorare, è una cosa generale. Ancora devo parlarne meglio con il team.”

Il momento più emozionante arriva però alla fine. Di solito le dediche si fanno dopo una vittoria, ma questa semifinale vale come un titolo: a chi Luciano vorrebbe dedicare questa settimana

“Beh, sicuramente a mia nonna che adesso non c’è più. Però mia nonna mia nonna che è stata sempre vicino a me e ovviamente adesso non c’è più , però è una bellissima cosa per lei. Chissà se da qualche parte ci guarda. Lei il suo sogno era che diventassi giocatore di tennis, quindi ce l’abbiamo fatta, ed è una bella cosa. E poi ovviamente a mio padre, che grazie a lui oggi sono il giocatore e la persona che sono, dentro e fuori dal campo. Devo ringraziarlo veramente tanto di cuore, perché ha sempre fatto di tutto per farmi diventare un giocatore di tennis. Lo fa ancora. Quindi devo ringraziare anche mio padre.”

Luciano Darderi lascia Roma con una semifinale in tasca, consapevole del livello espresso ed una dedica per chi non c’è più. Il sogno continua.



Dal nostro inviato a Roma, Enrico Milani


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2 commenti

Betafasan 15-05-2026 19:58

Grande DARDO !!!

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Spider 99 (Guest) 15-05-2026 19:56

Sul campo si può perdere e non ci fa niente anche se è stato proprio asfaltato. però la scena all’entrata in campo con gli occhiali da sole e senza dare la mano ad un bambino che non vedeva l’ora di entrare con lui è stata pessima. una delusione su tutti i fronti il nostro italo – argentino. l’abbiamo lodato per l’eroico match con jodar ma oggi l’uomo darderi ha perso 1000 punti.

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-1: Betafasan