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Giri Nathan presenta “Cambio Campo”: “Dopo Sinner-Alcaraz agli US Open ho capito che non volevo perdermi questa rivalità”

16/05/2026 12:14 Nessun commento
Giri Nathan presenta “Cambio Campo”: “Dopo Sinner-Alcaraz agli US Open ho capito che non volevo perdermi questa rivalità”
Giri Nathan presenta “Cambio Campo”: “Dopo Sinner-Alcaraz agli US Open ho capito che non volevo perdermi questa rivalità”

Una partita vista a metà, un rimpianto e la sensazione di essersi lasciato sfuggire qualcosa di irripetibile. È da lì che nasce Cambio Campo, il libro del giornalista americano Giri Nathan, firma di Defector ma collaboratore anche di New York Times, Washington Post e New York Magazine, presentato al Foro Italico durante gli Internazionali BNL d’Italia.

Il punto di partenza è ormai una partita entrata nella storia: il quarto di finale degli US Open 2022 tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, vinto dallo spagnolo dopo cinque set e oltre cinque ore di battaglia, con l’azzurro arrivato anche a un punto dalla vittoria. Una notte che per Nathan ha cambiato tutto.

“Ero molto stanco quel giorno. Avevo passato dieci giorni al torneo e ho deciso di tornare a casa dicendomi: questa me la guardo in televisione. Ma è stato un enorme rimpianto. Hanno giocato fino alle 2:45 del mattino, cinque set, Jannik ha avuto un match point e Carlos alla fine ha vinto. Da quella sensazione ho pensato: non voglio perdermi questa rivalità, voglio seguirne ogni singolo momento. È così che è iniziata la ricerca per questo libro.”

Prima di lasciare spazio all’autore, Ronald Giammò ha provato a spiegare perché questa rivalità rappresenti qualcosa di diverso rispetto al passato. Non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche umano e generazionale.

“C’è un elemento molto diverso rispetto all’epoca dei Big Three. La generazione di Sinner e Alcaraz ha iniziato a incrociare le racchette molto presto, ma soprattutto ha iniziato a riconoscersi molto presto. Se pensiamo a Federer, Nadal e Djokovic, all’inizio c’erano paura, sarcasmo, qualche stilettata. Il rispetto è cresciuto lentamente. Qui invece questi ragazzi fin dalle prime partite si sono riconosciuti come appartenenti alla stessa generazione.”

Secondo Giammò esiste una sensibilità diversa che va oltre il tennis.

“Condividono ansie, pressioni e un approccio diverso al tema del benessere mentale. Oggi il successo non vale qualsiasi sacrificio. La famiglia, i luoghi dove sono cresciuti, le proprie radici diventano un rifugio e un punto di equilibrio. È un tratto generazionale prima ancora che sportivo.”

Una chiave che si sposa perfettamente con il libro di Nathan, che racconta una trasformazione del tennis che va ben oltre i due protagonisti.

Durante la presentazione Riccardo Congiu de Il Post ha spiegato il valore dell’opera:

“È un libro che parla sia agli addetti ai lavori sia a chi si avvicina oggi al tennis. Giri è stato dentro i tornei, conosce i giocatori, gli staff, le famiglie. Ma allo stesso tempo riesce a spiegare come funziona questo sport senza risultare banale per chi lo segue da anni.”

Nel libro trova spazio anche quella generazione rimasta schiacciata tra Federer, Nadal e Djokovic e l’arrivo di Sinner e Alcaraz. E tra i personaggi più affascinanti emerge Daniil Medvedev.

Nathan ne ha spiegato il motivo:

“Viviamo in un’epoca in cui molti atleti cercano di mantenere un’immagine molto controllata: essere sempre gentili, sempre perfetti. Medvedev invece non nasconde mai nulla. A volte gli fa bene, altre meno, ma per uno scrittore è affascinante. In conferenza stampa può essere un comico, un poeta, un analista. È stato un grande narratore di questa transizione.”

Inevitabile poi la domanda che tutti aspettavano: chi sarà il migliore tra Sinner e Alcaraz?

“Cercherò di essere onesto come Medvedev”, ha sorriso Nathan. “La mia risposta cambia quasi ogni mese. Per quello che abbiamo visto quest’anno penso che Sinner abbia preso un piccolo vantaggio nella rivalità. Però voglio vedere Carlos nei match al meglio dei cinque set. Credo che lì abbia ancora un piccolo vantaggio, specialmente sulla terra e sulle superfici più fisiche.”

Poi la previsione:

“Penso che Sinner avrà più settimane da numero uno, ma credo che gli Slam saranno molto equilibrati tra loro.”

Secondo Nathan il futuro potrebbe rendere i due ancora più simili.

“Stiamo vedendo Alcaraz diventare più continuo. E vediamo Sinner sviluppare più tocco, usare maggiormente le smorzate e andare più spesso a rete. Potremmo arrivare a un punto in cui si incontreranno a metà strada.”

Un aspetto che Nathan ritiene centrale è il modo in cui i due ormai studiano quasi esclusivamente il rispettivo tennis.

“Ricordo una frase di Juan Carlos Ferrero dopo Roland Garros e Wimbledon. Disse che avevano studiato Wimbledon e lavorato per due settimane su dettagli specifici emersi da quella partita per poi applicarli allo US Open. Non stanno soltanto migliorando il proprio tennis: stanno migliorando il proprio tennis per affrontare l’altro.”

Il discorso si è poi allargato all’evoluzione del tennis moderno, sempre meno specializzato e sempre più universale.

“Oggi le superfici stanno diventando molto simili. Questo favorisce giocatori completi come Sinner e Alcaraz, che non hanno veri punti deboli: diritto, rovescio, servizio e risposta. Forse stiamo perdendo un po’ il fascino degli specialisti, di quelli che aspettavano l’erba o una superficie precisa per esprimersi.”

Infine uno sguardo ai nuovi talenti, tra cui Rafael Jodar.

“Sono molto impressionato da quanto rapidamente si sia affermato quest’anno. Conoscevo il suo percorso nel college tennis americano, ma quello che sta facendo nei Masters e nei grandi tornei mi ha sorpreso. Credo possa diventare uno dei veri protagonisti della nuova generazione.”

In fondo è proprio questa l’idea che attraversa Cambio Campo: il tennis cambia continuamente, ma ogni grande rivalità lascia inevitabilmente qualcosa a quella successiva.



Dal nostro inviato al Foro italico, Enrico Milani


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