Sinner torna in finale a Roma: Medvedev piegato in meno di venti minuti, ora la sfida con Ruud (domani alle ore 17:00)
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È Jannik Sinner il secondo finalista degli Internazionali BNL d’Italia 2026. Al numero uno del mondo bastano meno di venti minuti per completare l’opera e chiudere 6-4 il terzo set contro Daniil Medvedev, nella prosecuzione della semifinale sospesa ieri sera per pioggia. Una ripartenza quasi perfetta per l’altoatesino, che ritrova immediatamente intensità, ritmo e brillantezza dopo le difficoltà fisiche accusate nella seconda parte del match di ieri. Si riparte sotto il sole romano, dopo che un paio di rovesci mattutini avevano ulteriormente ritardato la ripresa dell’incontro. Lo score recita 6-2 5-7 4-2 Sinner, con Medvedev al servizio e vantaggio interno.
Il russo vuole subito mandare un segnale: ace immediato e gioco chiuso senza esitazioni. Un messaggio chiaro: la partita non è finita. Ma Sinner sembra aver lasciato negli spogliatoi la fatica e i problemi fisici della sera precedente. Ritrova la qualità del primo set dominato e torna a colpire con la profondità e la pesantezza che avevano soffocato il russo nella prima parte del match.
Game a zero per il numero uno del mondo, che consolida il break e sale 5-3 con autorità. Medvedev resta aggrappato alla partita con esperienza e orgoglio: sul proprio servizio annulla due match point grazie a un ace e a un servizio vincente, riportandosi sul 4-5.
Ma il Centrale sa già come finirà. Sinner va a servire per la finale e il braccio non trema. Medvedev prova a sorprenderlo con una palla corta, Jannik sbaglia il recupero e va sotto 0-15. È solo un attimo. L’azzurro rimette subito ordine, riprende il controllo dello scambio e accelera con naturalezza. Un dritto, un rovescio, servizio e comando del punto. Sul match point il rovescio vincente mette la firma definitiva.
Jannik Sinner è di nuovo in finale a Roma.
Domani alle ore 17 sfiderà Casper Ruud. I precedenti dicono 4-0 per l’azzurro e proprio qui, un anno fa ai quarti di finale, Sinner lasciò appena un gioco al norvegese. Ma ogni finale ha una storia a sé. Di certo c’è che domani il Centrale avrà un solo colore: l’arancione.
La cronaca del terzo set (ripresa)
3-4 Medvedev — Il russo riprende dal servizio e apre con un ace. Messaggio chiaro: c’è.
5-3 Sinner — Jannik risponde con un game a zero. Dritto out del russo, ace al centro a 208 km/h, rovescio fuori di Medvedev, prima vincente a 210 km/h. Break consolidato, 5-3.
4-5 Medvedev — Il russo annulla due match point con carattere. Doppio fallo a 15-15, poi Sinner risponde profondo e Medvedev sbaglia il dritto: 15-40, due palle match. Ace a 30-40, prima vincente per il 40-40, poi rovescio lungolinea vincente e prima al centro. Medvedev tiene, 4-5.
6-4 Sinner — FINALE — Jannik serve per la finale. Palla corta di Medvedev, Sinner sbaglia il recupero 0-15. Dritto out del russo, 15-15. Palla corta di Jannik e passante vincente, 30-15. Risposta lenta, Sinner fuori tempo, 30-30. Servizio e dritto vincente, match point 40-30. Rovescio vincente: Jannik è in finale
Dal nostro inviato al Foro Italico, Enrico Milani
TAG: Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026, WTA 1000 Roma, WTA 1000 Roma 2026

Jannik Sinner [1]
Daniil Medvedev [7]
Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Scrivi ancora ad una mano? Chi è stato il tuo maestro? I soliti difetti della scuola italiana. Non ce li scrolleremo mai di dosso. Movimenti troppo ampi, poi ti chiedi come mai perdi contro i bimani.
Jannik ha schivato una bella buccia di banana.
Noi ormai pensiamo che sia invincibile e che non possa perdere, ma la storia ci insegna che non è così, perché anche i tennisti più dominanti della loro epoca hanno perso delle partite, magari molto poche, ma tutti le hanno perse, senza eccezioni.
Ieri sembravano essersi allineate tutte le condizioni per interrompere la straordinaria striscia di vittorie di Sinner.
Un Sinner affaticato dopo l’incredibile tour de force.
Un pensiero, forse un tarlo, allo Slam parigino, ormai dietro alla prossima curva.
Un campo che, dopo la prima mezz’ora ancora al sole, con il calar della sera, l’umidità e la pioggia intermittente è diventato molto pesante.
Un avversario che dice sempre di amare i campi veloci, ma che se ha una possibilità di giocarsi il match con Sinner è proprio sul fango serale del Foro italico.
Un avversario che in effetti, dopo aver fatto fatica a carburare, ha giocato un match straordinario, tornando ai livelli di qualche anno fa, quando ha messo il cartello stop a Djokovic proprio all’ultima fermata del Grande Slam.
Un match che inevitabilmente è diventato molto fisico, con palle bagnate che non viaggiavano e un avversario che arrivava ovunque e non sbagliava praticamente mai.
Al termine del secondo set, nella difficoltà fisica, il nostro Jannik, e noi tifosi con lui, ha rivisto il volto della sconfitta… Non una sconfitta imminente, perché Sinner in realtà non è mai stato veramente vicino a perdere, ma una sconfitta che appariva concretamente possibile per come si erano allineati gli astri.
Lì abbiamo potuto ammirare il rifiuto della sconfitta da parte del grande Campione.
Un Campione che va a raschiare il fondo del barile delle energie e che mette sul tavolo tutte le risorse tecniche a disposizione.
Un Campione che si alimenta anche dell’energia di un pubblico appassionato, ma correttissimo, come il suo portacolori.
Un Sinner che tira fuori anche una grinta nell’esultanza che raramente vediamo, segnale di come stesse attingendo ad ogni risorsa.
Finalmente Jannik, sfruttando anche un minimo fisiologico calo del russo, trova un fondamentale break a inizio terzo set.
Prova quindi a scrollarsi definitivamente Medvedev ma il russo rimane attaccato al match con tutte le sue forze, annullando palle break in ogni turno di servizio.
Dopo l’interruzione per pioggia oggi l’epilogo sembra quasi un altro sport… Si passa da una corsa campestre nel fango a uno sprint sui 100 metri piani.
Il campo più asciutto e veloce aiuta Sinner a difendere il break di vantaggio, come una certa difficoltà del russo a carburare.
Un Medvedev che comunque si fa nuovamente minaccioso nell’ultimo game, portandosi sul 30-30, dopo aver annullato match point nel gioco precedente.
Ma Jannik, oltre a tutto il resto, ha anche il ghiaccio nelle vene… Gioca gli ultimi due punti da robot e, anche questa volta, l’appuntamento con la sconfitta è nuovamente rimandato.
Ad un passo dal Career Golden Masters, forza Jannik, facciamolo.
Mi ripeto. Col senno di poi doveva saltare Madrid. Se Djokovic, Nadal e Federer, con ben altro fisico, non hanno mai vinto 5 mille di seguito, una ragione ci deve essere. La fatica ha dei microcicli e dei macrocicli. Non basta riposare 5/6 giorni per ritornare in forma. Sinner ha una stanchezza di fondo (fisica e psicologica) che riesce a gestire da grande campione quale è. Ma, raschiando il barile, rischia di arrivare al Roland Garros con le energie al limite. Il pericolo non è perdere ma farsi male ed andare a far compagnia allo spagnolo.
Scrivo con una mano sola ma, se entrambi stanno più o meno bene, non vedo su quali armi possa far affidamento Ruud per battere Sinner.
Bravo Jannik, entrato subito super concentrato nel match come solo i grandi campioni sanno fare.
Ora ci auguriamo riposi bene stanotte ed ultimo sforzo domani
“riscriverebbe la storia del tennis”
Domani non sarà una finale di un master 1000 come i 4 che ha già vinto quest’anno. Domani Sinner ha un appuntamento importante con la storia: sono passati 50 anni esatti da quando Panatta ha vinto gli Internazionali e sarebbe davvero speciale se Sinner vincesse finalmente questo trofeo, sia per la storia degli Internazionali, sia perché la Federazione ha invitato proprio Panatta a consegnare la coppa al vincitore. Inoltre, Roma è il quinto master 1000 consecutivo dell’anno e mai nessuno è riuscito nell’impresa di vincerli tutti e 5. Riscriverle la storia del tennis. Speriamo, forza Sinner! Tutti gli italiani che apprezzano il tuo stile, la tua compostezza, la tua risolutezza e la tua resilienza non aspettano altro di vederti trionfare nello storico torneo di casa!
Medvedev ieri indicò la strada per battere Sinner: bisogna rubargli il tempo.
Ma a quel ritmo resse 40 minuti, peraltro su una superficie ed in condizioni di gioco che se lui non ama Sinner ancora di meno.
Quindi, a parte (a volte sì, a volte no) il Murciano, chi altri è in grado di reggere quel ritmo per il tempo necessario?
La risposta è facile: nessuno.
Capisco che può dare fastidio a qualcuno, ma oramai si può già dare per assodato che Sinner sia il più grande sportivo italiano di tutti i tempi? Ancora a paragonarlo ( con tutto il rispetto) con Valentino, Tomba o la nuotatrice? Ma dai
Ragazzi,Jannik ha scritto sulla telecamera :Siiiii.Come fosse uno di noi,come fosse lui stesso un tifoso di se stesso.
Questo è la conferma che Jannik è anche un extraterrestre oltre che essere umano.
Dentro di lui ci sono due entità.
Come facilmente prevedibile, partita durata pochissimo, meglio così, bravo Jan ad esser freddo e portarla a casa senza complicazioni, altro gran risultato intanto, ennesima finale di un 1000, poi a domani ci si pensa.. domani