Medvedev esce sconfitto ma ritrova fiducia: “Bello giocare a questo livello contro il migliore del mondo. In realtà ho una soluzione: permettere il trattamento medico per i crampi”
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Daniil Medvedev lascia Roma con una sconfitta amara, ma anche con sensazioni decisamente positive. Il russo è stato battuto da Jannik Sinner in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia con il punteggio di 6-2 5-7 6-4, al termine di una partita intensa, fisica e ricca di momenti delicati.
In conferenza stampa, Medvedev ha riconosciuto il valore della prestazione offerta contro il numero uno del mondo, pur senza nascondere la delusione per il risultato finale.
“È una bella sensazione giocare un tennis così buono, soprattutto contro il miglior giocatore del mondo”, ha dichiarato il russo. “Anche nel primo set pensavo di non aver giocato così male. Ma quando giochi contro Jannik e non sei al 110%, puoi non giocare male e perdere 6-2. Nel secondo set sono riuscito ad alzare il mio livello”.
Medvedev ha sottolineato anche la reazione nel finale, quando è rimasto aggrappato alla partita salvando situazioni complicate.
“Sono contento di come ci ho provato, anche sul 30 pari, salvando un paio di match point sul mio servizio. Sono soddisfatto del livello, ma deluso per la sconfitta. In termini di fiducia, ogni settimana è una nuova settimana. È positivo aver trovato questo livello prima del Roland Garros, ma lì sarà un nuovo percorso. Vedremo cosa porterà”.
Uno dei temi centrali della conferenza è stato il momento di difficoltà fisica vissuto da Sinner durante la partita, con il problema dei crampi e la gestione del regolamento. Medvedev ha offerto una proposta molto chiara.
“In realtà ho una soluzione: permettere il trattamento medico per i crampi”, ha spiegato. “Se fosse consentito chiamare il fisioterapista per tre minuti quando hai i crampi, non ci sarebbe alcun problema. In quel caso un giocatore potrebbe semplicemente dire: ho i crampi, ho bisogno del fisioterapista. Al momento non è permesso, e lo capisco”.
Il russo ha poi aggiunto: “Se inizi ad avere crampi, o magari non li hai, non lo so, quello che fai è chiamare il fisioterapista e dire che hai un piccolo dolore alla gamba. Probabilmente l’ho fatto anch’io nella mia carriera. Se il trattamento medico fosse consentito per i crampi, non ci sarebbe problema. Questa è la soluzione”.
Medvedev ha poi parlato delle difficoltà fisiche che possono emergere quando si affronta Sinner, spiegando come il tipo di partita imponga scambi lunghi e durissimi.
“È molto difficile giocare contro di lui. Per vincere un punto devi colpire tante palle. Io provo a vincere i punti, quindi colpisco tante palle. I punti erano fisici, duri anche per me. Lui stava faticando, ma succede. Quando gioco contro Novak è un po’ lo stesso: tante volte Novak ha sofferto fisicamente contro di me. Con Rafa, invece, ero io a soffrire fisicamente”.
Secondo Medvedev, il punto è semplice: contro Sinner non esistono scorciatoie.
“Quando qualcuno sarà abbastanza forte da giocare contro Jannik da fondo campo, perché non c’è altro modo per vincere, sarà dura per entrambi. L’unica possibilità è giocare scambi da trenta colpi e provare a vincerli. Poi tutti e due finirete per soffrire”.
Il russo ha anche commentato il grande utilizzo delle palle corte, una soluzione che gli ha permesso di variare molto durante il match.
“Sulla terra cerco sempre di usare molte palle corte. È un colpo strano, perché quando non sei in giornata e i tuoi colpi da fondo non funzionano, provi la palla corta e di solito vieni punito. Quando invece sei in una buona giornata e i colpi funzionano, allora è divertente giocarle. Contro Jannik penso che abbiano funzionato, ne ho fatte parecchie. Alcuni punti li ho vinti, altri li ho persi. Anche lui ha fatto lo stesso”.
Medvedev ha chiuso parlando della classifica e degli obiettivi stagionali. Attualmente numero 9 del ranking, il russo ha sorriso quando gli è stato chiesto se il livello mostrato a Roma non fosse da numero 3 del mondo.
“A Roma forse. A Montecarlo no”, ha risposto sorridendo. “Sto solo cercando di fare del mio meglio. L’obiettivo sicuramente è essere a Torino. Prima pensavo: gioco bene, sono a Torino. L’anno scorso non ci sono stato. Ora l’obiettivo è provarci, mantenere il livello che sono riuscito a trovare sia a Madrid sia a Roma”.
Il russo guarda già avanti: “A Madrid ho giocato bene, ma ho perso contro Cobolli, che ha giocato una grande partita. Proverò a ripetere lo stesso livello al Roland Garros e poi a giocare bene sull’erba. Se chiuderò l’anno da numero 3, sarà fantastico, ma siamo lontani. Sascha sta giocando in modo incredibile, molto meglio di me in termini di risultati. Per ora sono felice di essere numero 4 nella Race”.
Medvedev lascia dunque Roma senza finale, ma con la consapevolezza di aver ritrovato un tennis di alto livello. Contro Sinner non è bastato, ma la prestazione può diventare un punto di ripartenza importante in vista del Roland Garros e della corsa verso le ATP Finals di Torino.
Dal nostro inviato al Foro Italico, Enrico Milani
TAG: Daniil Medvedev, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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In teoria il fisio, che non credo essere di parte, dovrebbe dichiararlo, credo…
Questa è la cosa più assurda del tennis infatti, perché non posso chiamare il fisio per i crampi?
È sempre un problema fisico come un altro!
D’accordissimo con Medvedev.
Permettiamo il trattamento anche per i crampi.
Come puo capire un giudice di sedia se un tennista ha i crampi oppure no?
Mi pare la soluzione più semplice.
Secondo me si dovrebbe ritornare a permettere il MTO per I crampi