Sinner ai quarti: “Pellegrino mi ha spinto al limite ottima preparazione per Parigi”. Pellegrino applaude Sinner: “La sua mentalità è fuori dal normale. È questo che lo rende diverso da tutti”
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Il numero uno del mondo batte Andrea Pellegrino 6-2 6-3 e vola ai quarti. In conferenza stampa parla di tennis italiano, giovani emergenti, racchette di legno e lavoro tattico.
Jannik Sinner supera il secondo turno al Masters 1000 di Roma con un netto 6-2 6-3 su Andrea Pellegrino. Una partita mai in discussione dal punto di vista del risultato, ma più fisica di quanto il punteggio lasci intuire: tanti scambi lunghi, vento fastidioso, un avversario che non ha mai smesso di lottare. In conferenza stampa il numero uno del mondo ha risposto alle domande dei giornalisti con la consueta lucidità.
Si parte con un applauso al rivale di giornata e con una domanda sul movimento tennistico italiano, sempre più protagonista sui grandi palcoscenici. Sinner commenta così:
“Ci sono tanti grandi giocatori in questo momento, e si può vedere dall’affluenza dei tifosi italiani in questo tipo di torneo. È davvero bello. Allo stesso tempo oggi Andrea ha dimostrato il suo valore in questo torneo. Ci sono tanti bei ricordi per me qui, e dal punto di vista fisico sono soddisfatto del mio livello. Ho giocato a un buon livello e questo è un’ottima iniezione di fiducia per il resto della stagione.”
Inevitabile, a Madrid, il riferimento storico: cinquant’anni dopo il leggendario Roland Garros di Adriano Panatta, Sinner è in corsa per ripetere quell’impresa. Un giornalista gli chiede se ha mai avuto curiosità di rivedere le immagini del ’76, come giocava Panatta, che tennis era con le racchette di legno. La risposta è spiazzante nella sua semplicità:
“No. Non ho mai… Certamente sui social a volte ti escono dei punti di tanto tempo fa, però non ho mai guardato una partita. No, diciamo. No.”
E alla domanda diretta hai mai giocato con una racchetta di legno? arriva un aneddoto simpatico:
“Una volta una persona mi ha regalato una racchetta di legno, però non so dove è finita.”
Un giornalista gli chiede se sta trovando più soddisfazione nei punti a rete le volée, il gioco sotto rete rispetto agli scambi lunghi da fondocampo. Sinner spiega la sua filosofia:
“No, dipende sempre dalla scelta del punto, dalla scelta del colpo. Non sono il tipo che fa solo numeri in campo. Sto semplicemente cercando di trovare un modo contro ogni giocatore, e a volte anche nella semplicità non c’è il risultato migliore. Però stiamo cercando di aggiungere piccole piccole cose, andare più a rete a volte. Secondo me ce l’ho fatta abbastanza bene.”
Come stai fisicamente, Jannik? E c’è qualche giovane che ti incuriosisce particolarmente? La risposta parte dal fisico, poi vira su qualcuno senza non pronunciarne il nome, ma il riferimento sembra chiaro:
“Fisicamente mi sento abbastanza bene oggi. È stata comunque una partita abbastanza fisica, tanti punti abbastanza lunghi. In più quando c’è tanto vento devi muovere anche quelli più lunghi. Però niente, sono contento, e sono queste partite che mi servono, che mi spingono al limite. È una buona preparazione per Parigi. Sui giovani: ce ne sono tanti, però se guardiamo gli ultimi tre quattro tornei ce n’è uno che sta andando molto bene, un tennista di altissimo livello secondo me, non ha paura, sta giocando in modo molto libero, quindi sta giocando semplicemente un buon tennis. Però ce ne sono tanti di giovani, quindi c’è da vedere anche un po’ col tempo.”
Un collega fa notare che Sinner sembrava aver studiato molto bene Pellegrino, al contrario di altri colleghi che in questa settimana sono sembrati entrare in campo meno preparati. Quanto conta la preparazione tattica, anche contro avversari sulla carta inferiori?
“Io cerco sempre di fare i miei compiti prima di rientrare in campo. Fa parte del lavoro, e sono tanto attento su tanti dettagli. A volte lo prepari bene, a volte lo prepari pensando che fosse un altro tipo di gioco e poi lo devi ricambiare mentre sei in campo. Secondo me fa anche parte del lavoro.”
Si passa a un tema generazionale: la generazione di Rublev, Medvedev, Zverev sembrava destinata a raccogliere l’eredità dei Big Three. Poi sono arrivati Sinner e Alcaraz, e il passaggio di consegne ha preso una piega diversa. Quando hai capito di poter essere superiore a quella generazione?
“Non ti rendi conto di cose che arrivano col tempo, io ripeto. Se vuoi essere un giocatore forte devi giocare su tutte le superfici, tutti i tornei al massimo. La testa fa tanta differenza. Dipende come gestisci le cose durante il torneo, le pressioni. Con il mio team stiamo andando nella direzione giusta. Nell’altro senso, c’è già la nuova generazione che sta arrivando, no? Se guardiamo quelli un pochettino più giovani. Adesso è il mio lavoro stare sempre sul presente e cercare di capire come sarà il tennis, che secondo me sarà sempre più veloce. Il servizio sarà un’arma importantissima anche per il futuro, quindi vediamo.”
Chiusura leggera, sulla racchetta. Sinner usa da anni lo stesso marchio, ma quale modello esattamente? La modestia della risposta scatena il sorriso:
“A me piace, è solo una questione di colore onestamente. Mi piace un pochettino di più questo colore qua. Nell’altro senso è una racchetta che sta sempre migliorando, perché devi essere sempre sul momento giusto. Credo che tra cinque anni la racchetta avrà sicuramente qualcosina in più di quello che ho ora. Però sto anche per confidenza con quella che ho, visto che ci ho giocato abbastanza bene gli scorsi due anni. Non ho voglia di cambiare.”
Pellegrino applaude Sinner: “La sua mentalità è fuori dal normale. È questo che lo rende diverso da tutti”
Partito dalle qualificazioni, senza wildcard e senza alcun aiuto dal tabellone, Andrea Pellegrino ha vissuto la settimana più importante della sua carriera agli Internazionali BNL d’Italia. Il pugliese, numero 155 del mondo, si è spinto fino agli ottavi di finale alla sua prima partecipazione nel main draw di un Masters 1000, fermandosi soltanto davanti al numero uno del mondo Jannik Sinner.
Una sconfitta che non cancella quanto di straordinario fatto vedere durante il torneo romano. Dalla prossima settimana però si riparte da zero: qualificazioni del Roland Garros e tre partite da vincere per entrare nel tabellone principale dello Slam parigino.
In conferenza stampa Pellegrino ha raccontato l’emozione di giocare sul Centrale contro Sinner.
“All’inizio è stato un po’ difficile perché sono entrato abbastanza teso. Era una situazione nuova per me: giocare un quarto turno qui a Roma, sul Centrale pieno, contro il giocatore più forte del mondo era qualcosa di diverso dal solito. Però dopo un po’ sono riuscito a sciogliermi e anche a godermi la partita. Poi ovviamente contro Jannik è veramente dura perché ti toglie il fiato su tutti i punti, è un martello, non ti regala niente. Però ho cercato di fare il massimo e penso di aver fatto anche una buona partita.”
Nel secondo set ci sono stati anche momenti in cui il pugliese è riuscito a prendere in mano lo scambio e a mettere in difficoltà il numero uno del mondo.
“C’è stato un momento nel primo set in cui facevo veramente fatica perché non vedevo un lato del campo dove potergli fare male. Diritto, rovescio, servizio, risposta… è impressionante. Allora ho cercato di alzare un po’ il rischio e in alcuni momenti ha pagato. Nel secondo set ho avuto anche una piccola chance sul 2-1 e 15-30, con un diritto abbastanza facile che ho sbagliato di poco. Però con lui le partite sono molto fisiche perché non ti regala niente e ti forza continuamente da entrambe le parti del campo. L’unico modo per provare a dargli fastidio è riuscire a tenere la sua intensità.”
Alla domanda su quale sia l’aspetto del gioco di Sinner che lo abbia colpito di più, Pellegrino ha risposto senza esitazioni.
“Non c’è una cosa sola che mi ha dato fastidio, perché è talmente completo sotto tutti i punti di vista che non riesci a individuarne una. Serve in maniera incredibile e soprattutto nei momenti importanti ha una percentuale di prime impressionante rispetto agli altri giocatori contro cui ho giocato. Secondo me è questo che fa la differenza.”
Ma per Pellegrino il vero talento di Sinner va oltre il tennis.
“Al di là del tennis, penso che la sua mentalità sia la cosa che fa davvero la differenza rispetto a tutti gli altri. Un ragazzo di 24 anni che ha vinto cinque Masters 1000 di fila e non perde un set da mesi è una roba fuori dal normale. La gente magari non si rende conto di quanto sia difficile competere ogni giorno nel tennis, perché ci sono tantissime variabili. Puoi svegliarti stanco, con un dolore o qualsiasi altra cosa. Lui invece riesce sempre a tirare fuori il meglio di sé e a portare a casa le partite. Penso che quello sia un talento che ha solo lui al mondo.”
Ora per il pugliese ci sarà subito un’altra sfida importante: le qualificazioni del Roland Garros.
“La settimana prossima ci saranno le qualificazioni e so bene che ogni settimana bisogna stare lì e dare il massimo perché non c’è niente di scontato. Come io da numero 155 del mondo ho vinto tre partite in un Masters 1000, allo stesso modo puoi perdere contro giocatori con classifica più bassa perché il livello è altissimo anche nei Challenger. Le qualificazioni Slam sono molto difficili perché devi vincere tre partite.”
Pellegrino ha poi parlato anche della crescita tecnica avuta nell’ultimo anno e mezzo.
“Abbiamo lavorato principalmente sul servizio e sul diritto, anche se oggi il servizio è stato probabilmente il colpo che ha funzionato meno. Però abbiamo lavorato tanto sul fatto di stare più vicino alla riga. Prima giocavo molto in difesa e penso che questo sia stato uno dei motivi principali del mio miglioramento. Quando affronti giocatori di livello più alto devi prenderti il punto e giocare vicino alla riga, altrimenti fai fatica a metterli in difficoltà.”
Infine Andrea ha respinto qualsiasi discorso di rivincita personale rispetto ad altri giocatori italiani.
“Come ho detto anche l’altro giorno, non devo dimostrare niente a nessuno se non a me stesso. Gioco perché mi piace competere e mi piace farlo a questi livelli. Non mi interessa fare la gara con gli altri italiani o vedere chi va più avanti. Penso al mio percorso e vado avanti per la mia strada.”
Dal nostro inviato a Roma, Enrico Milani
TAG: Andrea Pellegrino, Jannik Sinner, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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Manco l’ironia ti riesce, chi ti ha messo i like pensava dicessi veramente…
@ Vae victis (#4613977)
Addirittura irrispettoso,roba da pazzi,mah.
@ Inox (#4613985)
Grande Sorana, persona seria e bella donna, le auguro di vincere il torneo.
Se Pellegrino ha spinto Sinner al limite, allora è bollito.
Intanto la Sorana nell’ intervista dopo la sua Vittoria ha detto che Jannik è il suo tennista preferito specialmente per la Persona che è fuori dal campo e poi secondo lei diventerà il tennista migliore di Sempre, Adoro!
E da Roma oops Francavilla al mare è tutto.
Jodar fa paura, molta più paura di Fonseca…se seguito bene e se lui, come sembra, non molla lavorando sodo sulla tenuta nervosa, saranno grossi dolori per tutti, ripeto, per tutti…non mi è piaciuta, seppur in buona fede, la dedica pietistica di j sulla telecamera al povero encomiabile pellegrino. Mi è sembrata irrispettosa ancorché in assoluta buona fede…mi è sembrato un modo un po’ scomposto di vidimare la propria superiorità dando un misero obolo- elemosina al perdente parvenu che in fondo non avrebbe neanche dovuto trovarsi là…visti i suoi poveri mezzi…
Lo so che sei ironico poco importa stavolta
Se gioca cosi con costanza arriva nei primi 10
Sinner pensa invece a Jodar e non a Pellegrino che si per carità ti ha fatto qualche punto ma veniva da partite facili e una praticamente manco giocata… tralaltro mi ha fatto sorridere che Pellegrino si sia impuntato con l’arbitro per una palla che sembrava dentro quando c’è tanto di occhio di falco poteva risparmiarsela…
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la franchezza, la semplicità, l’empatia, la solidarietà, l’estro, la lungimiranza etc… di questo ragazzo sono un vanto italico.
Lo sa pure Sinner che Jodar farà grandi cose