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Darderi da impazzire: “È la vittoria più importante della mia carriera. Non mi ricordo nemmeno i match point”

12/05/2026 18:12 4 commenti
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14
Luciano Darderi ITA, 2002.02.14

Impresa straordinaria di Luciano Darderi agli Internazionali BNL d’Italia. L’azzurro batte in rimonta il numero 3 del mondo Alexander Zverev con il punteggio di 1-6 7-6 6-0, annullando quattro match point e conquistando per la prima volta in carriera i quarti di finale di un Masters 1000.

Una vittoria enorme per il classe 2002, che continua la sua incredibile settimana romana dopo un’altra rimonta già nel turno precedente. In conferenza stampa Darderi ha raccontato tutta la tensione e le emozioni di una partita che lui stesso ha definito la più importante della sua carriera.

Per scherzo ero talmente concentrato che non mi ricordo i match point”, ha detto sorridendo. “Ti giuro su Dio, non ci pensavo. Uno o due forse, non quattro. È stata veramente una partita difficile perché nel primo set non mi sentivo tanto bene, mi girava la testa. Era la prima partita che giocavo di giorno, condizioni diverse, faceva caldo. Le ultime due le avevo giocate la sera e andavo a dormire alle tre o alle quattro. È stata una partita diversa anche da quel punto di vista. Poi avevo tanta pressione addosso, giocare qui a Roma. Volevo dimostrare che posso stare a questo livello e fare grandi partite. Per fortuna sono riuscito a vincere, ma potevo anche perdere. Però il livello c’è e questa è la cosa che mi rende più tranquillo. Sono più fiero di me stesso per aver continuato a lottare anche nel momento più difficile.”

Durante il secondo set Luciano ha attraversato momenti di enorme tensione, arrivando quasi a spaccare la racchetta. Ma proprio lì è arrivata la svolta.

No, questa è sicuramente la vittoria più importante della mia carriera. A Roma, quarti di finale, prima volta qui… la più bella e la più emozionante. Secondo me tutto è cambiato sul 5-4 del secondo set, quando lui è andato a servire. Tirava servizi a 220, 230 all’ora, era difficilissimo rispondere. Però in quel game lui mi ha regalato due doppi falli e sinceramente mi ha fatto tornare in partita. Poi sono andato a servire sullo 0-30 e lì ho pensato che quel punto fosse veramente importante. Da quel momento nella mia testa la partita poteva girare. Ero molto teso, ma cercavo di concentrarmi sul mio tennis. Anche lui era molto teso, era un momento decisivo. Sono contento perché mentalmente sono stato fortissimo e nel terzo set ho giocato il mio miglior tennis.”

Dal punto di vista tattico, Darderi ha spiegato di aver cambiato progressivamente il modo di costruire il punto.

“Lottare…”, scherza inizialmente Luciano. “No, ovviamente cercavo sempre di spingere sul suo diritto. Però con un campo così lento era difficile sfondarlo subito. Poi ho capito che dovevo spostarlo di più a destra e sinistra e da lì ho iniziato a fargli male. Ho chiuso tante palle avanti, tante volée e palle corte. Quando andavo indietro, una palla dietro l’altra, lui ha iniziato a non capire più se sarei andato avanti o se avrei giocato la smorzata. Anche il servizio dal secondo set in poi ha iniziato a funzionare meglio. All’inizio ero molto teso, tremavo nei primi game. Uscire da quelle situazioni non è facile. Mi girava la testa e cercavo continuamente di respirare e concentrarmi.”

Per Darderi, nato in Argentina ma italiano d’adozione sportiva, questa vittoria ha anche un significato particolare.

Tantissimo. Tutti sanno che sono nato in Argentina, però ormai sono quattordici anni che sono qui. Se non diventi un giocatore forte, nessuno guarda questa cosa. Sono contento di aver scelto l’Italia e di poter difendere questi colori. La Coppa Davis è un sogno nel cassetto, non sono ancora riuscito a realizzarlo, ma per fortuna abbiamo tantissimi giocatori forti. È un momento bellissimo per il tennis italiano e sono felice di poter essere uno dei primi quattro italiani del ranking. Lorenzo, Jannik e Flavio sono giocatori incredibili. Sono contento di essere qui perché è un sogno. Da anni dico che voglio vincere a Roma. Siamo ai quarti e quindi il sogno è ancora vivo.”

Ora per Luciano ci sarà un’altra sfida durissima contro Rafael Jodar, uno dei predestinati del circuito.

“Adesso recupero fisico: ghiaccio, massaggi, mangiare bene e cercare di dormire presto. Domani giochiamo di sera sul Centrale, sarà un campo diverso rispetto a quelli dove ho giocato fino adesso. Jodar è un grandissimo giocatore, lo ha dimostrato negli ultimi tornei. Cercherò di dare il massimo e di lottare come ho fatto finora. Dal punto di vista tattico ancora non abbiamo preparato bene la partita, ma sicuramente sarà difficile. Cercherò di usare il pubblico a mio favore.”

Infine Darderi ha commentato anche le lamentele di Zverev sulle condizioni del campo e sul vento.

“Sì, c’era vento, ma il vento non si può controllare ed era uguale per tutti e due. Non penso sia stato questo il problema. Il campo in alcuni momenti non era perfetto, però bisogna adattarsi. Io probabilmente mi sono adattato meglio. Ci sono stati rimbalzi strani sia per me che per lui, ma non la vedo una cosa così grave.”

4 commenti

DANCAS 12-05-2026 18:56

Ma pensa un po’, un
giocatore che ha vinto
gia vari tornei 250, dice che la partita più importante della sua carriera è la vittoria di un ottavo di un mille. Questo per far capire agli ottusi quanto contino i risultati di Musetti, anche se non ha ancora ottenuto la vittoria di un grande torneo.
Detto questo, grande Luciano, mi hai proprio emozionato.

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Silvy__89 12-05-2026 18:52

Grandissimo risultato contro pronostico del nostro Darderi, e anche un grazie perché l’ennesima finale Sinner-Zverev non avevo voglia di vedermela

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Golden Shark 12-05-2026 18:49

Può uno che si chiama Darderi Luciano Taddeo , nato a Villa Gesell , trasferitosi in Italia fin dalla tenera età , con sangue Marchigiano nelle vene… avere dei timori reverenziali nei confronti dell’ astro nascente Jodar, seppur già “il Mostro di Leganes” ?

Nooooooooooo !!! 😎

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Harlan (Guest) 12-05-2026 18:24

Lusiano, fai una trasfusione di cazzimma a Muso, dopo che ha recuperato l’infortunio
Oppure uscite insieme la sera, può darsi che vi insegniate qualcosa a vicenda

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