Fils, “Mission Impossible” contro Alcaraz a Doha?
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È un grande piacere aver ritrovato ad alto livello Arthur Fils, talento francese assai sfortunato e altrettanto fragile da poco rientrato sul tour dopo un lunghissimo stop per colpa di un infortunio alla schiena piuttosto complicato. La voglia matta di riprendersi tutto quello che si è perso dalla scorsa primavera, quando era letteralmente in rampa di lancio con ottime prestazioni su terra battuta, basterà ad impensierire e magari sconfiggere Carlos Alcaraz, ancora imbattuto nel 2026? Sembra la classica “Mission Impossible”, vista la tremenda capacità dello spagnolo di respingere ogni assalto degli avversari, forte di una difesa eccezionale e di quegli strappi di qualità che fanno sobbalzare sulla sedia e allo stesso tempo diventano mazzate micidiali per il morale dei rivale, ma il parigino scenderà in campo a Doha senza niente da perdere, sull’entusiasmo di una ripresa più rapida di quello che lui stesso ipotizzava, e pure la intrigante novità di Goran Ivanisevic nel suo box, ex “cavallo pazzo” del tour e poi diventato uno dei coach più lungimiranti e di successo dell’epoca attuale. Visto che la loro collaborazione è appena iniziata, è impossibile che già si possa vedere la mano del croato nel tennis del francese. Fils è stato schietto: con Goran voglio migliorare i colpi d’inizio gioco, servizio e risposta, decisivi a vincere nel tennis dei nostri giorni. È una scelta eccellente, sia per gli obiettivi che per l’allenatore scelto per questo sviluppo.
Il tennis di Arthur infatti è già molto strutturato e insidioso quando si entra nello scambio, forte di una potenza notevole sostenuta da intensità e uno spirito naturalmente aggressivo; invece sia la battuta che la risposta sono stati finora elementi assai migliorabili, e quindi aver ingaggiato colui che ha rafforzato a dismisura la qualità di queste due fasi in Mr. Recordman Djokovic è la scelta migliore che si potesse fare. Almeno sulla carta, perché un rapporto coach-tennista per funzionare ha bisogno anche di fiducia, chiarezza nel lavoro da svolgere, un dialogo franco che porti feedback certi e risposte adeguate, insomma che tra i due scoppi la classica scintilla e si instauri un rapporto ottimo anche sul piano personale. Fils è ragazzo di carattere, a volte persino scontroso nella sua voglia di arrivare, e Ivanisevic è un ruvido comunicatore, uno che usa meno parole possibili e va dritto al punto, senza curarsi di nient’altro. Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti, a patto che la schiena lasci in pace il francese (l’infortunio è stato davvero brutto, ha reso necessario alleggerire il fisico e un lavoro certosino nella fisioterapia e ricostruzione dell’area dal punto di vista muscolare). Non resta che attendere il 2026 per vedere che ne sarà di questa super-coppia.
Che cosa potrà fare Fils per provare ad arrestare la corsa di Alcaraz? Beh, banalmente, giocare una partita quasi perfetta e forse nemmeno potrebbe bastare… Carlos nel torneo è andato a strappi, con momenti ottimi alternati a qualche pausa. Khachanov l’messo sotto per un set con un tennis brutale per spinta e rischio, Fils vecchia maniera potrebbe provare a replicare questa tattica, entrando il prima possibile a tutta nella palla per evitare che sia lo spagnolo a farlo e mettere in mostra quella capacità balistica superiore a tutti. Però per farcela Arthur dovrà anche servire bene e prendersi molti rischi in risposta. Inoltre in questi primi match dal suo rientro la spinta è parsa meno vigorosa e “cattiva”, mentre usa più soluzioni e verticalizza di più il gioco. Alcaraz è diventato assai più forte mentalmente, ha ancora qualche pausa ma sono più brevi, con la sua capacità di recuperare alzando il livello diventata preoccupante per tutti gli altri. I numeri di Carlos sono incredibili: 11 vittorie e 0 sconfitte nel 2026, una striscia di 29 vittorie di fila su campi in cemento all’aperto; ha appena ottenuto la 12esima finale negli ultimi 13 tornei disputati e 34esima finale a soli 22 anni. Pazzesco. E col suo modo di intendere la carriera, leggero nonostante un grandissimo impegno, fermarlo sta diventando quasi impossibile per tutti. Probabilmente lo sarà anche per Fils nella finale di Doha, a meno che Alcaraz per una volta non risenta un minino della fatica accumulata nel torneo, dove ha dovuto spremersi parecchio per superare gli ultimi due avversari, e magari conceda qualcosa al francese.
La sensazione è che solo un Carlos in qualche modo non al massimo possa perdere da Fils nella finale del 500 del Qatar. È comunque una finale di grande interesse, perché Fils si è sbarazzato di Mensik con grande autorità, e tutti noi abbiamo – purtroppo – ancora negli occhi la stupefacente prestazione del ceco contro Sinner. “È stata una partita molto dura contro un avversario molto forte”, ha dichiarato Fils a caldo dopo aver vinto la sua semifinale. “Ho dovuto lavorare sodo per vincere in due set. Sono molto contento della mia prestazione, ma sono già concentrato sulla finale. Carlos (Alcaraz) non perde una partita dall’inizio dell’anno. Sono molto contento di giocare contro il numero uno del mondo. Vedremo come andrà. Mi sento bene, sta migliorando sempre di più. Ho giocato un tennis migliore in passato, ma è comunque molto positivo per il mio terzo torneo dal mio ritorno. Devo continuare così”. Effettivamente il rientro di Fils ha superato le sue stesse aspettative.
Prima di tornare a gareggiare a Montpellier aveva rilasciato una intervista a L’Equipe molto significativa, nella quale parlava di quanto avesse sofferto nello stop durato mesi, con un lavoro importantissimo su fisico e colpi per non incorrere di nuovo in problemi alle vertebre. Affermava che per ritrovare il suo miglior gioco sarebbero stati necessari diversi tornei perché tanti piccole cose erano cambiate e quindi doveva ricostruire un nuovo tennis, su altri schemi e sensazioni. A vedere la settimana di Doha, sembra aver bruciato tutte le tappe, già in finale in un torneo di questo livello. Andrà ancora verificato nelle prossime settimane, e affrontare il test più duro possibile – il n.1 del mondo ancora imbattuto – sarà un ulteriore banco di prova, ma in effetti Fils sembra giocare un tennis meno ancorato sulla forza muscolare nella spinta, non cerca più la progressione alla massima intensità. La palla forse gli va un po’ di meno rispetto ai suoi migliori standard prima dell’infortunio, ma cerca di più l’angolo con una rotazione maggiore ed è più pronto ad entrare nel campo e correre verso la rete. Contro Alcaraz ha perso i due precedenti. Lo spagnolo sarà il grande favorito, ma speriamo di poter assistere ad una finale interessante e divertente.
Marco Mazzoni
TAG: Arthur Fils, ATP 500 Doha 2026, Carlos Alcaraz

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2 commenti
@ Gio (#4565736)
Non è gracilino.
No way! Altro torneo vinto…lui è oggettivamente un fuoriclasse, su come fa da un anno a mantenere questo livello questo è un altro discorso… mai un calo? Mah…